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Fandom:
Relationship:
Characters:
Language:
Italiano
Series:
Part 16 of Max & Pierre : Campionato di F1 2021
Stats:
Published:
2021-10-13
Words:
502
Chapters:
1/1
Kudos:
4
Hits:
118

Istanbul Park, in transito

Summary:

"Non cerco la perfezione, Pierre. In pista bado ai numeri, ma fuori è diverso. Arrivare primo o secondo nel mondiale non cambia ciò che conta davvero per me nel paddock, e tu sei la presenza più autentica che ho qui dentro."

Work Text:

Max sorride a metà: è di nuovo leader del mondiale, ma l'impressionante velocità mostrata dalla Mercedes all'Istanbul Park non lo lascia tranquillo. Sente che il sogno iridato, inseguito per mesi, può sfuggirgli di mano in qualsiasi momento. Per questo oggi corre con la testa, da calcolatore, accettando un secondo posto in difesa.

Accanto a lui, nella zona lounge dell'aeroporto, siede Pierre.
Per tutta la permanenza in Turchia, Max ha notato gli sguardi persi del francese, diviso tra gli impegni promozionali e la forte tensione accumulata dopo i passi falsi delle ultime gare. Una fragilità che Pierre si porta addosso come sottili fili di vetro, nonostante l'ottimo sesto posto conquistato oggi sotto la bandiera a scacchi.

Max si agita sulla sedia, osservando i grandi aerei sulla pista oltre la vetrata. "Bentornato nei punti importanti, Mister P6", commenta, cercando di spezzare la tensione con la sua solita schiettezza.

Pierre lo ascolta, ma il suo sguardo rimane serio. È pignolo, esigente con se stesso, e la penalità rimediata al via gli lascia addosso il sapore amaro di un risultato che avrebbe potuto essere ancora migliore.
Gli aeroporti, pensa Pierre, riflettono sempre la stanchezza della gente. Eppure, guardando Max, avverte un senso di stabilità che riesce a calmare i suoi pensieri.

"Facciamo un gioco. Indoviniamo la nazionalità delle persone che passano", propone Max all'improvviso, tirando fuori un lato più rilassato e distante dalla ferocia della pista.

"E come pensi di riuscirci?" risponde Pierre, lasciandosi sfuggire un mezzo sorriso e assecondando la provocazione mentre osserva i passeggeri con i trolley in fila al check-in.

Il gioco scorre leggero finché Max, in attesa del volo, non cambia traiettoria con la sua tipica immediatezza: "Vieni con me a Monaco."

Pierre si irrigidisce, preso alla sprovvista. Dopo i fine settimana precedenti hanno mantenuto le distanze, attenti a non mescolare i piani.
"Non funzionerebbe, Max. Finiremmo solo per complicare le cose", ribatte Pierre, la voce più bassa.
"Ricordi quanto siamo stati incompatibili nello stesso box? Non posso essere il compagno di squadra perfetto, né adattarmi a te come fa la tua monoposto."

Max non distoglie lo sguardo. C'è una logica precisa nel suo modo di vedere le cose, priva di fronzoli: "Non cerco la perfezione, Pierre. In pista bado ai numeri, ma fuori è diverso. Arrivare primo o secondo nel mondiale non cambia ciò che conta davvero per me nel paddock, e tu sei la presenza più autentica che ho qui dentro."

Pierre avverte il peso di quelle parole sincere. La razionalità del pilota cede il passo a una soluzione più pratica. Prende le mani di Max, stringendole brevemente prima che l'annuncio dei voli separi le loro strade.

"Vieni tu con me a Milano, allora", rilancia Pierre, ritrovando il suo spirito propositivo.
"Da lì possiamo pianificare il volo per gli Stati Uniti e organizzarci per tempo prima di Austin. Ci aspetta la Route 66."

Max si avvicina di un passo, un lampo di approvazione negli occhi: "Mi piace come ragioni. Ma dobbiamo muoverci, due settimane per quel viaggio passano in fretta."

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