Actions

Work Header

Rating:
Archive Warning:
Fandom:
Relationship:
Characters:
Additional Tags:
Language:
Italiano
Series:
Part 15 of Max & Pierre : Campionato di F1 2021
Stats:
Published:
2021-09-27
Words:
701
Chapters:
1/1
Kudos:
6
Hits:
134

Supereroi

Summary:

"Sai perché Iron Man è il mio super eroe preferito? Quando cade vittima di un'imboscata e rimane gravemente ferito dall'esplosione di una mina terrestre si ritrova con delle schegge metalliche conficcate a poca distanza
dal suo cuore. Tony scopre che le schegge non possono essere rimosse senza ucciderlo e così è costretto a tenere permanentemente addosso il magnete pettorale,
ricaricandolo quotidianamente per rimanere in vita!"

Notes:

(See the end of the work for notes.)

Work Text:

Fulmini, tuoni e nuvole a mensola, nere e minacciose, si trasformano con l'avanzare delle ore in veri e propri mostri sopra l'autodromo. Il tempo da lupi che flagella Sochi per tutto il weekend rispecchia perfettamente l'umore di Pierre.

Si è comportato come un bambino viziato.
Si vince e si perde insieme.
Ecco perché non è più alla Red Bull.

L'occhio sui commenti casca sempre. Pierre non può e non vuole difendersi dagli insulti sui social dopo che il suo attacco di rabbia per la clamorosa eliminazione in Q2 è diventato virale. Irritabilità, tensione, una sensazione soffocante di inadeguatezza: il suo cuore fatica a gestire la tempesta che gli si agita dentro da più di ventiquattro ore. La sera in Russia è fredda, un freddo umido che penetra nelle ossa. Il pilota delle occasioni mancate non se ne cura; si raggomitola nel giubbotto dell'AlphaTauri all'interno del box ormai deserto, cercando di assorbire il colpo di un fine settimana disastroso.

Al contrario, nel garage accanto, Max vive un momento completamente opposto. La pioggia finale è stata provvidenziale, permettendogli di coronare una rimonta entusiasmante dalla fondo della griglia fino al secondo posto. In un weekend che poteva rivelarsi un bagno di sangue per il campionato, questo risultato ha il sapore di una vittoria.

Il sorriso di Max si spegne però quando, rientrando nel motorhome, nota Checo e Yuki ma non vede traccia di Pierre. Conoscendo il francese e l'andamento del suo weekend, Max sa esattamente dove cercarlo. Lo trova nel paddock semideserto, visibilmente scosso. Senza fare domande superflue o girare intorno al problema, Max agisce con la sua tipica concretezza: gli afferra un braccio, lo aiuta ad alzarsi e lo guida senza troppi complimenti verso il proprio spogliatoio, dove campeggia la solita targhetta sul "Regno di Max". Un dettaglio che strappa a Pierre un piccolissimo accenno di sorriso.

Max apre il suo zaino e inizia a rovistarci dentro con foga, mentre Pierre si accascia sulla poltroncina, esausto. Non è solo la stanchezza, è il peso di aver perso il controllo. Max, focalizzato sulla sua personale missione mondiale, non può capire fino in fondo quel tipo di frustrazione, ma non si tira indietro. Tira fuori dallo zaino una t-shirt blu con una grossa "S" sul petto. Una maglietta decisamente buffa, quasi infantile, e la porge a Pierre.

"Cosa dovrei farmene?" chiede Pierre. La sua voce è roca, lo sguardo diffidente.

"Mettila. Ti serve un po' di forza oggi", ribatte Max, serio e senza traccia di ironia.

Pierre fissa il tessuto, poi sbotta con una punta di amarezza: "Perché non la tieni tu? O la regali a Lando o a George? Si adatterà meglio ai 'campioni del futuro' rispetto allo scarto di un top team."

È la prima volta, dopo molto tempo, che Pierre mostra così apertamente il fianco davanti a lui, lasciando emergere il fantasma della Red Bull.

Poi, cambia discorso, lo sguardo fisso sul pavimento: "Sai perché Iron Man è il mio supereroe preferito? Quando rimane ferito dall'esplosione di una mina, si ritrova con delle schegge metalliche vicino al cuore. Non possono essere rimosse senza ucciderlo, così è costretto a tenere quel magnete sul petto per tutta la vita. Deve ricaricarlo ogni giorno per sopravvivere."

Max ascolta in silenzio. Capisce il parallelo, la metafora di una ferita sportiva mai del tutto rimarginata, alimentata dalle ultime due gare andate storte proprio mentre la squadra madre valuta i sedili per il futuro. Non lo interrompe; si limita a sedersi di fronte a lui, appoggiandogli una mano pesante sulla spalla, un gesto solido, tipico del suo modo di fare.

"Il nostro problema è che dobbiamo sempre gestire l'imprevedibile, Pierre", dice Max, stringendo brevemente la presa. "Nessuno ha i superpoteri, per fortuna. Altrimenti le corse sarebbero noiose."

La tensione accumulate nelle ultime ore si scioglie. Pierre si sfila la divisa del team ancora umida di pioggia e indossa la t-shirt di Superman, lasciando che il cotone morbido sostituisca il freddo del poliestere.

Max lo osserva e fa un cenno d'approvazione con la testa, accennando un mezzo sorriso: "Visto? Non male il Superman di Rouen."

Pierre fa spallucce, ripulendosi il viso dalla stanchezza, e risponde con un briciolo della sua solita ironia: "Nemmeno l'olandese volante se la cava male."

Notes:

Un altro mattoncino si aggiunge alla relazione ancora molto platonica tra questi due.

Ovviamente, esclusi i risultati sportivi, le altre scene sono frutto esclusivo della mia fantasia.

Series this work belongs to: