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È un’estate davvero calda; provare in sala diventa più faticoso del solito, poiché ogni movimento più concitato si trasforma automaticamente in una nuova goccia di sudore che scorre lenta lungo la schiena, la fronte e qualsiasi altra parte del corpo abbia ghiandole sudorifere.
Fortuna che Damiano ha deciso di darci un taglio – letteralmente – ai suoi capelli lunghi, altrimenti avrebbe sofferto il doppio l’afa e la temperatura alta. Mentre pensa a questo, afferra la canotta sul petto e la tira verso la bocca, asciugandosi poi il mento ed il naso. Questo gesto, oltre a dargli refrigerio, segnala che i Måneskin hanno appena terminato la prima sessione di prove per quel giorno.
Si guarda intorno e vede Victoria posare il basso contro la parete alle sue spalle, Thomas che afferra la bottiglietta d’acqua da terra e la beve quasi d’un fiato ed infine Ethan che è ancora seduto alla batteria e che si porta un avambraccio alla fronte per asciugarsi il sudore.
“Nun se ne po più co’ ‘sto caldo. Ma che ce saranno, ducento gradi?” – Victoria lo dice mentre con la mano destra si alza i capelli dalla nuca e con la sinistra si sventola concitata.
“Li mortacci! Mi sa che ci conviene accendere il climatizzatore, altrimenti al prossimo giro schiattiamo. Damià, te sei il più fracico di tutti, pari sopravvissuto ad un nubifragio!”
“Cantaci e dimenateci te con quaranta gradi all’ombra. Passame l’acqua, piuttosto, che c’ho la gola più secca del deserto.”
Thomas annuisce e gli lancia la bottiglietta che Damiano afferra per un pelo. La apre, prende un sorso di acqua fresca e poi il suo sguardo plana di nuovo su Ethan, ora impegnato a farsi un selfie che sicuramente posterà su instagram di lì a pochi minuti. Ethan non è un tipo social, ma proprio per nulla, però quando suonano o provano, si gasa tantissimo e sembra molto più motivato nel rendere partecipi i fan, sui social, di quei momenti.
Ethan ha suonato per tutto il tempo con i capelli sciolti, i quali sono notoriamente lunghissimi e pesantissimi; infatti, in quel momento, mentre Damiano osserva l’amico, quei fili di ebano sembrano essere diventati un tutt’uno con la pelle del batterista.
Damiano non può trattenersi dal fargli una domanda.
“Oh, Edgar, ma che sei matto a suonare co’ ‘sto caldo senza legarte i capelli? Ce stai a nasconde qualche succhiotto o cosa?” – Damiano alza un sopracciglio e ride, avvicinandosi con passo dritto e sicuro alla postazione dell’amico.
Ethan sbuffa una risata e non fa in tempo a dargli una risposta seria – del tipo ‘me so scordato l’elastico pe’ i capelli’- che Victoria e Thomas iniziano un adorabile botta e risposta tutto alla Måneskin.
“Damià, ma te senti? Mica tutti scopano quanto te!”
“Seh, je piacerebbe! Guarda che Damiano è tutto fumo e niente arrosto e poi te ricordo che sta co’ una, Thomas!”
“Embè? Mica ho detto che Damiano è promiscuo. Ho detto che fa tanto sesso, è diverso.” – Thomas saltella verso Damiano e gli si fionda addosso, spintonandolo scherzosamente con il gomito.
“Vic, Thomas ha ragione e te sei solo invidiosa di me.” – Damiano vede Victoria fargli il dito medio mentre è intenta a bere. Damiano fa per aggiungere altro quando sente la voce (e la “erre moscia”) di Ethan invadere il campo, sorprendendo tutti con la sua risposta ad effetto.
“Che vorresti dire, Thomas? Credi che io non possa cuccare quanto Dami?”
Ethan è un tipo molto introverso e questa sua peculiarità non si risparmia nemmeno tra gli amici; certo, con loro è decisamente più loquace ma ciò non toglie che il ragazzo non sia un tipo alla … Damiano, per intenderci. Non è spavaldo, non punzecchia e non provoca spesso e quando e se lo fa, coglie tutti di sorpresa.
Infatti, Victoria, dopo qualche attimo di interdizione, fischia sonoramente d’approvazione.
“Hai capito Edgar, mh? Questo visino da bello e tenebroso, in realtà nasconde un mini Damiano in incognito!”
“Che Dio ce ne scampi! Un Damiano ce basta e ce avanza!” – aggiunge Thomas, facendo un veloce e finto segno della croce prima di girarsi verso Damiano, di cui vede il profilo quasi paralizzato in un sorriso stranissimo mentre con lo sguardo fissa ancora Ethan. Lo fissa proprio intensamente.
Ma che?
“Oh, Damià, che te sei imbambolato?- lo dice, mentre gli muove una mano davanti al viso. “Ao?”
“Donato non vuole che je se ruba il trono da latin lover, Thomas. Edgar deve averlo shockato.”
Thomas sente la risposta di Victoria, ora di schiena mentre scava nella sua borsa alla ricerca di chissà cosa, vede Ethan sorridere e fare spallucce e poi ritorna con lo sguardo su Damiano, ancora intento a fissare in maniera strana il batterista. Damiano decide di prendere di nuovo parola e lo fa facendo una domanda che suona davvero ambigua alle orecchie degli altri tre.
“Che davero c’hai un succhiotto sul collo?” – dice Damiano, il tono scherzoso di prima leggermente alterato da un altro non chiaramente decifrabile.
Tutti, compreso Ethan (e forse lo stesso Damiano), registrano quanto il tono dell’affermazione di Damiano risulti essere un tantino troppo inquisitore. Infatti, Victoria si gira a guardarlo e Ethan inclina la testa di lato perplesso.
“Te sembra strano, Damià? – dice Ethan, incrociando le braccia al petto.
“So solo curioso.”
“Perché all’improvviso l’aria si è fatta pesante? E nun è colpa der caldo.” – Thomas cerca di sdrammatizzare anche se non capisce ancora perché debba farlo.
Ethan guarda profondamente Damiano per qualche secondo e quest’ultimo sostiene quello sguardo senza battere ciglio: la tensione tra loro è quasi palpabile, al punto che Thomas cerca lo sguardo di Victoria per capirci qualcosa, salvo rimanere deluso perché nemmeno la ragazza sembra aver capito cosa sta effettivamente succedendo tra quei due.
Tutto tace ancora per qualche attimo, prima che Ethan si sollevi i capelli, tenendoli lontani dal collo, per dare all’amico una risposta alla sua domanda.
“Ho solo dimenticato l’elastico. Niente succhiotti da nascondere, anche perché so che verrebbero subito notati dai fan se li avessi in posti così evidenti.”
Damiano fa schioccare la lingua contro il palato, mantenendo sempre quell’espressione abbastanza indecifrabile per i gusti dei suoi amici.
Ethan lascia che i suoi capelli gli ricadano di nuovo sulle spalle e poi fa spallucce, Thomas è sempre più perplesso ed è Victoria a rompere il silenzio che si è nuovamente creato dopo la risposta di Ethan.
“Damià, er caldo te ha dato alla testa o cosa? Te stai a comportà in maniera super inquietante. Te senti bene?”
“Vic, forse Damiano aveva paura de’ dovè finire il suo correttore per coprire il segno sul collo di Ethan pe’ salvarlo dal bagno di domande dei fan” – prova Thomas, ridendo mentre cerca di alleggerire il clima che aleggia intorno al quartetto; però, non è tanto sicuro di riuscirci.
Alle parole di Thomas, Damiano sembra riscuotersi; tira su con il naso, si gratta una guancia e si schiarisce la voce, smettendo finalmente di fissare Ethan.
“Sto bene, regà, sto bene. Forse il caldo davero m’ha stordito. Me fumo una sigaretta e poi si torna a provare, sì?” – lo dice mentre sfila dalla tasca posteriore dei pantaloni il pacchetto di sigarette e l’accendino e si appresta ad andare fuori a fumare.
Mentre si allontana, sente gli amici parlare tra loro e prova un enorme senso di disagio per il modo in cui si è comportato poco fa con Ethan.
‘Stavamo a scherzà, ho pure iniziato io, che cazzo m’è preso?’, si chiede Damiano con ancora quella strana sensazione di fastidio che ha sentito poco prima quando Ethan ha risposto a Thomas in quel modo.
Si appoggia con la schiena contro il muro alle sue spalle e si accende la sigaretta. Appena butta fuori il primo tiro di fumo, la portafinestra della sala prove scorre di lato e viene poi subito richiusa, annunciando l’ingresso di Ethan sul terrazzino.
“Me ne offri una?” – lo dice mentre assottiglia lo sguardo per evitare che il sole lo accechi.
Damiano si sfila il pacchetto dalla tasca dei pantaloni e glielo allunga senza dire una parola.
Ethan si accende la sigaretta e guarda Roma di fronte a sé.
“Ascolta, Damià, non so perché lo scherzo che hai tirato in ballo stesso te ti ha dato così fastidio ma sappi che non avrei mai fatto una sciocchezza del genere. So bene che le piccolezze come questa sono benzina gettata sul fuoco degli spiriti dei fan più estremi e pericolosi.”
“Lo so ma nu me so incazzato pe’ questo.”
Ethan aggrotta la fronte e si gira a guardare il profilo di Damiano, illuminato dai raggi del sole estivo.
“No?”
“Nu fa lo scemo, Ethan. Ce senti ancora bene.”
“Allora il caldo ti ha davvero picchiato in testa.” - ride
“Po’ esse.” – espira il fumo. La sigaretta è ormai a metà.
“Me dici il motivo, allora?”
“No, Ethan, mejo de no.” – Damiano butta fuori l’ultima boccata di fumo, getta la sigaretta per terra e la schiaccia con un piede. “Me sto a squaglià qua fori, entriamo dentro che dobbiamo inizià di nuovo a suonare.” – gli fa un occhiolino e gli batte una pacca sulla spalla prima di aprire la portafinestra ed entrare dentro.
“Guarda che non la passi liscia, ti torturerò finché non me lo dirai!” – Ethan lo dice con un tono scherzoso mentre butta anche lui la sua sigaretta e segue Damiano all’interno.
Damiano, di spalle, gli concede un dito medio, mentre l’altra mano la tiene in tasca.
Quando riprendono a suonare, l’atmosfera sembra essere tornata distesa ma Damiano è inquieto.
Quello che ha provato in quei pochi minuti in cui si è comportato in quella maniera così strana, gli ha messo una particolare pulce nell’orecchio che fa fatica a voler riconoscere come una possibile spiegazione al suo comportamento di poco prima.
Infatti, se ha capito bene il perché del suo fastidio, pensa Damiano, fa bene a tenerselo dentro, perché sarebbe solo una colossale catastrofe per tutti loro.
*
Qualche giorno dopo, è sabato sera. I Måneskin sono una rock band ormai internazionale ma restano comunque quattro ragazzi di poco più di vent’anni, pieni di energia e di voglia di divertirsi. Per questo, i quattro giovani artisti decidono di riunirsi a casa di Damiano per passare del tempo insieme; sicuramente lì avranno un po’ più di tempo per se stessi, rispetto ad un locale all’aperto, dove verrebbero riconosciuti e accerchiati dai fan. Il lato negativo della fama, purtroppo, è quello di perdere quasi definitivamente la propria privacy.
Non sono soliti bere spesso ma ogni tanto, come sta succedendo quella sera, si concedono qualche birra o alcolico generico. Proprio perché non è qualcosa che fanno abitualmente, nessuno dei quattro è in grado di reggere bene l’alcol, anche se pare che sia Damiano quello più in difficoltà su quel fronte e in quel momento. Dopo solo una birra e mezza, il giovane cantante sembra più allegro del solito; ride di più, fa di più lo scemo ed è più espansivo. Soprattutto su quest’ultimo punto, pare che Damiano abbia deciso di voler passare la serata avvinghiato ad Ethan, nonostante il caldo afoso che c’è. Né Victoria, né Thomas sembrano dare troppo peso a questo particolare, probabilmente perché è un comportamento intimo ma tipico del rapporto che li lega da anni, o forse perché sono entrambi alticci e meno ragionevoli del solito. Una cosa, però, la notano.
“Damià, ma lascialo respirare! Stasera me sembri ‘n koala attaccato al suo albero. Te sei accollato nel vero senso della parola! Ethan, se avessi un ventaglio, te lo darei.” – Victoria lo dice mentre si allunga sul tavolino basso al centro del divano ad isola e ruba una manciata di noccioline dal vasetto.
“Nun te invidio, zì.” – dice Thomas, scuotendo la testa.
“Non cambia molto, alla fine farebbe caldo anche se non avessi Damiano addosso.” – dice Ethan, mentre il soggetto dei loro discorsi ride contro il suo collo e ci struscia il naso contro; quella sera, Ethan ha legato i capelli in una coda bassa e morbida.
Il comportamento di Damiano è decisamente strano ma sono tutti troppo poco sobri per registralo.
“È un modo carino per dirmi che ti piace avermi addosso?”
“Non esageriamo.”
“Non sto esagevando, tu mi adori. Tutti mi adorano.” – lo prende in giro Damiano.
“Stronzo.” – Ethan lo dice ridendo e prova a spingere via Damiano, sempre per scherzare.
“Però ho ragione.”
“Sì, in parte sì, hai ragione.”
“In parte? Osi mettere in dubbio le parole del tuo frontman?” – le parole che Damiano pronuncia, intrise di un tono tanto scherzoso quanto flirtante, gli si infrangono direttamente sul collo nudo e Ethan sente mille brividi percorrergli la pelle.
“Yep.” – Ethan gira di poco la testa e guarda dall’alto Damiano che gli sorride sornione con la guancia appoggiata contro la sua spalla.
“Qui c’è bisogno de una punizione, allora.” – Ethan non ha il tempo di ribattere nient’altro di scherzoso perché sente i denti di Damiano mordergli la pelle del collo e le sue labbra succhiare con vigore quello stesso punto morso.
Il gesto dura qualche secondo e durante tutto il tempo Ethan ha un’espressione da vero stoccafisso. L’unica cosa che riesce a fare è emettere un’imprecazione mista ad un verso di dolore/sorpresa.
La sorpresa la si può leggere anche su i volti di Victoria e Thomas, che osservano attenti la scena prima di scoppiare a ridere come due imbecilli.
Damiano si scosta dal collo di Ethan con un sonoro schiocco e guarda il suo operato con somma soddisfazione; Ethan è semplicemente pietrificato dal gesto e l’unica cosa che riesce a fare è portarsi una mano a coprire la porzione di pelle lesa. E guardare indecifrabile Damiano, certo.
“No va beh, te sei proprio scemo! Ethan, togli ‘n po’ la mano e famme vedè …toh! Ma che c’hai al posto della bocca, Damià? ‘Na ventosa? Guarda là che gli hai combinato! Ma la tipa tua sa che te sei ‘n vampiro? Mannaggia che nun te ho fatto ‘na foto o un video come prova per ricattarti in futuro! Thomas, potevi fa’ qualcosa tu, però!” – Victoria lo dice mentre si alza dal divano, forse per andare in bagno. Traballa e ride, segno che pure lei è bella che andata.
“E che ne sapevo che Damiano a Ethan je faceva all’improvviso ‘na patacca de quella manera!”- Thomas pesca in mezzo al casino sul tavolino le sue sigarette e l’accendino.
“Ma è tanto grosso?” – dice Ethan, la faccia preoccupata e lo stomaco ricolmo di strane e vorticose farfalle danzanti.
“Zì, sappi che se vede parecchio.” – Thomas lo dice facendo spallucce e poi esce dalla stanza per andare a fumare.
Sul divano, ora, ci sono solo Damiano e Ethan.
“Certo che sei proprio stronzo, Damià. Mi hai fatto pure male.”
Damiano ride, le braccia stese lungo lo schienale del divano e la testa reclinata all’indietro.
“Sono uno stovonzo, mh-mh, però dovevo farlo.”
“Ah sì, certo, la punizione del frontman.” – scherza Ethan, facendo il segno delle virgolette con le dita.
Damiano si gira a guardarlo e nel suo sguardo c’è tutto tranne che lo scherzo.
“No, Ethan. La voglia de marchiarti.”
A quell’affermazione, il cuore di Ethan perde un battito.
“Che-“
“Te ricordi quando qualche giorno fa m’ hai chiesto perché mi fossi comportato in maniera così strana? Beh, ero geloso. Pensa ‘n po’ te.”
“Geloso? Damiano ma che stai a dì?” – Ethan ride nervosamente e cerca di dissimulare quanto può la confusione che sente in quel momento.
“Nun me andava de saperti in certi atteggiamenti co’ altre persone. Nu me chiede perché, sto troppo ciucco per ragionà a fondo su ‘ste cose, però so che me ha dato ar cazzo l’idea che te avessi un succhiotto sur collo, che nun te l’avevo fatto io e niente, ho rimediato. Da sobrio me pentirò de averte detto ‘sta cosa, o’ so.”
“Damià, davero te stai tutto ciucco.” – Ethan ride e fa per alzarsi ma Damiano lo trattiene per un braccio, tirandolo gentilmente di nuovo a sedere.
“Ah, già che me trovo, prima che tornano Vic e Tommy, te posso bacià?”
Ethan sbuffa una risata dal naso e scuote la testa. Poi poggia una mano sullo schienale del divano e si sporge verso Damiano, dandogli un veloce bacio a stampo sulle labbra; è un gesto comune tra loro, nulla di nuovo. Damiano viene spesso preso in giro sia dai fan, sia dai suoi amici, proprio perché sembra voglia sempre limonarsi tutti. È un gesto che fanno spesso per affetto e senza malizia, per questo Ethan non si scompone e, anzi, lo bacia senza esitazione.
“Se vede che stai ciucco, sennò non me avresti fatto ‘na richiesta così scema. “ – gli sorride con la fronte ancora appiccicata a quella di Damiano.
Per un attimo, Damiano mantiene un’espressione spenta, quasi delusa da qualcosa, salvo poi sorridergli sbilenco e fargli la linguaccia.
“Me sa de sì, Edgar mio. Allora fa ‘na cosa, mh? Me fai ‘n caffè bello stretto stretto? Me sento tutto scemo.” – Damiano si allontana da Ethan e si schiarisce la voce, tastando i suoi pantaloni alla ricerca delle sigarette.
“Lo faccio per tutti, che ce n’è bisogno.”
Damiano annuisce, la sigaretta già tra le labbra, e gli fa l’occhiolino, osservando la figura di Ethan che si alza dal divano e va verso la cucina per preparare il caffè.
‘Me serviva er permesso per infilarti la lingua in gola, però’, pensa Damiano, alzandosi dal divano per andare a fumare.
La serata è ancora lunga.
*
Alla fine, i quattro ragazzi decidono di passare la notte da Damiano. Sono un tantino sbronzi e non se la sentono di guidare fino a casa, né di prendere i mezzi per farlo. A Damiano può solo far piacere, quindi si prodiga affinché gli amici stiano comodi per la notte. Sistema la stanza degli ospiti, apre il divano letto nel soggiorno e dà ai suoi amici alcuni suoi vestiti da usare come pigiama.
Victoria e Thomas decidono di dividere la stanza degli ospiti, mentre ad Ethan tocca il divano letto in soggiorno.
Dopo essersi dati la buonanotte, i quattro ragazzi si dividono e vanno a dormire nelle proprie stanze.
Damiano, dal canto suo, ha molta difficoltà ad addormentarsi a causa di un pensiero fisso che gli ronza nella testa e che potrebbe prendere forma se solo Damiano si alzasse e andasse nel soggiorno da Ethan: baciare Ethan con la lingua e fargli possibilmente altri succhiotti sia sul collo che sul resto del corpo.
Non lo fa, però, semplicemente perché l’attrazione che prova per l’amico e che ora è amplificata dai suoi freni inibitori ormai a briglie sciolte grazie all’alcol, non è certo che sia ricambiata da Ethan e quindi si trattiene, onde evitare spiacevoli ed imbarazzanti epiloghi.
Ethan è indubbiamente dotato di una bellezza esotica e particolare che ha sempre stuzzicato l’attenzione di Damiano ed il suo aspetto esteriore diventa, agli occhi di quest’ultimo, ancora più gradevole se lo si somma al carattere mite e buono del batterista. Damiano gli ha sempre voluto un bene dell’anima ma da un bel po’ di mesi questo bene ha iniziato ad assumere nuovi contorni; Damiano ha iniziato a soffermarsi un po’ troppo sul movimento delle mani di Ethan quando suona, sulla forma delle sue labbra mentre parla, sul profumo dei suoi capelli quando gli passa accanto e così via. Per esempio, ha iniziato spesso a chiedersi come sarebbe baciarlo veramente, andando oltre quei baci affettuosi che sono soliti scambiarsi.
Quando è più lucido di adesso, certi pensieri lo mettono un tantino a disagio, sia perché crede di mancare di rispetto nei confronti di Ethan, a causa della loro amicizia quasi decennale, e sia perché crede di essere scorretto nei confronti del resto dei membri dei Måneskin, perché provare a fare determinate cose con Ethan, equivarrebbe a mettere a repentaglio l’armonia dell’intera band. Gli sembra già di sentire la voce di Victoria che gli vomita addosso tremila insulti ed imprecazioni a causa della testa calda che si ritrova. ‘Damià, nu se va a letto co’ i membri da’ band tua. Fallo e te lo taglio, ce semo capiti?’
I Måneskin sono tutto per lui, perciò li preserva con tutte le sue forze.
Per questo, Damiano cerca di fare il bravo, anche se molto spesso fallisce ed un prova di tale fallimento può essere il segno che ha lasciato ad Ethan sul collo, poche ore prima, di là sul divano. Un segno bello evidente e che ora dovrà essere coperto come si deve, altrimenti potrebbe scatenarsi un vero putiferio sui social se le fan lo vedessero.
Ecco, si è perso di nuovo nei suoi pensieri. Damiano sbuffa una risata dal naso e si porta una mano alla fronte, massaggiandola ad occhi chiusi. Dovrebbe dormire.
All’improvviso, però, sente la porta di camera sua aprirsi e chiudersi delicatamente alle spalle dell’intruso appena entrato. Una voce flebile e familiare gli fa una domanda.
“Damià, sei sveglio?”
È Ethan.
Damiano vorrebbe ridere e allo stesso tempo parlare faccia a faccia con la Signora Coincidenza per capire il perché sappia agire sempre in maniera tanto magistrale in determinate circostanze.
“Yep.”
“Perfetto, perché non riesco a dormire e te vorrei parlà.”
“Vie’ qua e spara, tanto manco io c’ho sonno.”
Ethan non se lo fa ripetere due volte; raggiunge il letto di Damiano in due falcate e si stende accanto a lui, di lato. Puntella il gomito destro sul materasso e usa il braccio come appoggio per la sua guancia. La stanza è buia ma Damiano riesce comunque a percepire i lineamenti del volto e del corpo di Ethan anche senza luce, soffermandosi sulla coltre di capelli scuri – ormai sciolti- che, come una tenda, gli cadono lungo la spalla ed il fianco sinistro.
È bello da far schifo, cazzo.
“Che me devi dì?”
Ethan stringe le labbra e sembra combattuto e a Damiano fa quasi tenerezza.
“Pensi davvero quello che hai detto prima quando … beh, prima.”
Eccallà, la stronzata che ha fatto gli sta ritornando indietro a mo’ di effetto boomerang. E ora?
Damiano si gira meglio sul fianco e lo fa più per guadagnare tempo che per ottenere una posizione più comoda.
“E se te dicessi de sì, questa conversazione dove andrebbe a finire?” – Damiano lo dice con sicurezza ma dentro di sé se la sta facendo sotto dall’ansia.
Sente il respiro di Ethan farsi più irregolare. Quello che lo sconvolge di più, però, è la mano del batterista che nel buio cerca la sua sul letto, la trova e intreccia le dita con le sue.
“Probabilmente ti direi che mi ha fatto piacere sentire quella cosa e che mi piacerebbe che tu lo rifacessi.”
Ah. Qui le cose cambiano, signori.
“Quindi non me vuoi menà?”
“No. Forse la Gio-”
“Shh, non lo dire. Dimme solo se te posso bacià e se ho capito bene quello che me stai a dì e basta.”
‘Un senso di colpa alla volta, grazie’, pensa Damiano mentre sente il cuore a mille ed il sangue iniziare a defluire tra le gambe.
“Hai capito bene, Damiano.”
E questo è tutto quello che serve a Damiano per afferrare la nuca di Ethan e fiondarsi sulla sua bocca, che trova già semi aperta e pronta ad accogliere la sua lingua.
Questo loro primo vero bacio è davvero strano; è urgente, selvaggio e scomposto. Damiano non sa quando o come sia finito a sovrastare la figura di Ethan sul letto o quando quest’ultimo gli abbia fatto spazio tra le sue cosce, stringendogliele intorno al bacino, ma sa che è comunque successo e che ora sta baciando con la lingua uno dei suoi migliori amici e gli si sta strusciando contro in maniera molto eloquente.
Il cervello di Damiano è così in pappa che quasi non gli permette di registrare che sta baciando un altro ragazzo e che quel ragazzo è Ethan Torchio, non un tizio qualsiasi con cui fare esperienza e ciao. Ci saranno conseguenze ma per ora sono lontane quanto lo può essere l’America dall’Italia.
Tutto ciò che il cervello di Damiano riesce a registrare, invece, è che Ethan è duro quanto lui, quindi cazzo, ha davvero capito bene quello che c’era da capire.
Damiano è il primo a staccarsi dal bacio, non prima di avergli morso il labbro inferiore e di avergli strappato un ansito ben poco trattenuto.
“Ethan, stamo a fa na cazzata, o’ sai? De là ce stanno pure Vic e Thomas, se ce sentono, c’ammazzano.” – Damiano lo dice con il fiatone e cercando di bisbigliare quanto più possibile.
“Se dici ‘no homo’, il gioco è fatto.”
Damiano lo guarda per qualche secondo senza dire nulla e poi scoppia a ridere, seguito da Ethan poco dopo.
“Te sei proprio scemo.”
“Mai detto il contrario.”
Damiano gli sorride sornione ed intrufola una mano fra i loro corpi, chiudendola a coppa sul pene di Ethan, ancora intrappolato nei suoi pantaloni estivi.
“Se famo na sega in amicizia, dunque?” – Damiano lo dice mentre si passa suadente la punta della lingua sui denti e sul labbro superiore.
“Stai parlando troppo per i miei gusti, signor David.” – dice Ethan, prima di attirarlo in un bacio famelico e di spingergli il bacino contro la mano, per fargli capire che è arrivato il momento di passare ai fatti e di lasciare al dopo le parole.
Damiano non se lo fa ripetere due volte; gli spinge la lingua in gola e gli sbottona i pantaloni, tirandoli giù insieme all’intimo e quanto basta a liberargli l’erezione ormai al pieno del suo vigore. Gli tocca la punta già umida in punta di dita e sente Ethan rabbrividire e stringersi di più contro di lui.
“L’hai mai fatto con un uomo?” – gli chiede Ethan, ansimandogli contro le labbra umide.
“Lo sto facendo ora.” – dice, leccandogli il labbro inferiore e stringendogli poi la base del pene prima di iniziare a masturbarlo piano.
Ethan si inarca e rotea gli occhi dietro le palpebre dal piacere, mentre un flebile ‘sì’ gli sfugge dalle labbra. Questa scena eccita moltissimo Damiano che aumenta la velocità del suo polso e china la testa sul collo del batterista, che morde e succhia come gli aveva promesso di fare poco prima.
“Damiano …” – geme Ethan ancora con gli occhi chiusi, con le mani aggrappate contro le braccia toniche del cantante ed il corpo percorso da brividi di piacere.
Damiano lo zittisce con un bacio mozzafiato e poi si stacca quasi subito, parlandogli sulle labbra. “Fa piano, Edgar, o di là ci sentiranno.”
Ethan annuisce e si copre la bocca con entrambe le mani, mentre quelle di Damiano gli fanno magie lungo il corpo e il pene.
Damiano sorride compiaciuto e scende a lasciargli baci e morsi lungo il collo, la spalla destra e poi sul pettorale coperto da una sottilissima e trasparente canottiera nera da cui si intravede il capezzolo turgido che Damiano inizia a succhiare e a mordicchiare. È vero che Damiano non è mai stato con un ragazzo prima di adesso ma non trova che il sesso fatto con un uomo sia tanto differente rispetto a quello fatto con una donna; certo, il buco che scopi non si lubrifica da solo ma per il resto le dinamiche e i contorni sono più o meno gli stessi.
E poi, lui lo sta facendo con Ethan, mica con uno qualsiasi. A tal pensiero, le sinapsi gli si accedono a festa e la mano sul pene di Ethan va sempre più veloce, il rumore umidiccio di carne tirata diventa sempre più costante e il capezzolo destro di Ethan è ormai fradicio della saliva di Damiano.
“Dami, famme sta zitto con un bacio, sennò urlo e sveglio tutto il vicinato …” – Ethan lo dice tra gli ansiti un attimo prima di afferrare la nuca di Damiano e di tirarselo contro per un bacio vorace. Qualche secondo dopo, viene schizzando sulla maglia di Damiano e gemendo sordo direttamente nella bocca del cantante.
Damiano accompagna gli ultimi momenti dell’orgasmo dell’amico toccandoglielo ancora per un po’, mentre si separa dal bacio e lo osserva rapito mentre Ethan recupera fiato.
Ethan riapre piano gli occhi e lo guarda, sorridendogli. Alza una mano per accarezzargli la guancia sinistra e Damiano, inconsciamente, va incontro a quel palmo caldo e largo con il proprio viso. In un moto altrettanto irrazionale, glielo bacia e Ethan sente di nuovo quelle farfalle ballerine vorticargli nello stomaco.
Passa qualche attimo ed è Ethan a rompere quel silenzio fatto di respiri profondi.
“Te faccio una domanda: te sei venuto nei pantaloni?”
“Per chi mi hai preso? Non ho più diciassette anni, gitano.”
Ethan sorride e gli tira un pugno poco convinto sulla spalla.
“Allora dobbiamo rimediare.”
“Rimediave a cosa?” – fa Damiano, prendendolo un po’ in giro.
“Non ti conviene prendermi in giro, David.” – e così dicendo, sguscia via dalla sua presa e cerca spazio tra le sue gambe.
Damiano si puntella sui gomiti e lo guarda dal basso mentre Ethan gli sbottona i pantaloni e glielo tira fuori.
“Ad occhio e croce, direi che stavi per venirti nei pantaloni.” – lo dice mentre gli afferra la base.
Damiano non ha il tempo di ribattere pungente perché sente la bocca calda dell’amico avvilupparsi intorno al suo sesso ed iniziare a succhiare e a masturbargli la base.
Oh. Cazzo. Oh Cazzo! Ethan, il suo Ethan, il suo batterista e migliore amico è ora inginocchiato sul letto, fra le sue gambe, e glielo sta succhiando manco fosse un gelato.
Cioè, prima lui glielo stava tirando, certo, ma – oh cazzo, sì!
“Cazzo, Ethan, cazzo!” – sibila Damiano, reclinando la testa all’indietro e portando una mano ad afferrare i lunghi capelli del batterista, tirandoglieli un po’ mentre quell’altro lo prende in gola fino a che ci riesce.
Damiano vorrebbe fare il gentleman ma i suoi fianchi non la pensano alla stessa maniera, per cui inizia a spingersi nella bocca di Ethan come se fosse impazzito.
Mèmore dei suoi moniti precedenti, Damiano si tappa la bocca e affoga il suo piacere nelle nocche della sua mano destra, mentre sente l’orgasmo montare dentro di lui sempre più velocemente.
Non vuole venire così in fretta, pensa, ma l’attimo dopo aver formulato questo pensiero, sente un piacere devastante colpirgli i lombi e un senso di liberazione paradisiaca invaderlo un attimo dopo.
Capisce di essere venuto nella bocca del suo batterista quando riapre pigro gli occhi e vede Ethan, nella penombra, pulirsi la bocca con il dorso della mano destra.
“Oh cazzo, Ethan, scusami! Non t’ho manco detto de spostarti!”
“Stai tranquillo, non l’avrei fatto comunque.”
Touchè.
“Sei una continua scoperta, Ethan Torchio.”
“E non hai ancora visto niente” – scherza, alzandosi dal letto e buttandosi i capelli dietro la schiena per cercare un po’ di refrigerio. “Dimmi che hai un po’ di carta nel cassetto o uno straccio da qualche parte, perché siamo impresentabili.”
“Sì, è nel comodino.”
Ethan annuisce e aggira il letto per raggiungere il luogo dove troverà un rotolo di carta igienica con cui pulire entrambi.
Passano pochi minuti in silenzio, in cui i due si puliscono e si sistemano senza dire nulla.
“Stavo pensando” – inizia Ethan – “ che ora dovrai davvero prestarmi il tuo amato correttore per coprire queste patacche che mi hai fatto sul collo.”
“Che ne sai che sono patacche, mica te sei già visto allo specchio?”
“Damià, a momenti me succhiavi via la vita mentre me li facevi, quindi come minimo so patacche.”
“Touchè.”
“Altro che fan, qui dobbiamo fare attenzione a Vic, Thomas e alla tua tipa.” – a quest’ultima affermazione, Damiano storce il naso.
“Lo sai che lei è una copertura.”
Ethan annuisce e poi getta la carta nel cestino in fondo alla stanza, andando di nuovo a stendersi accanto all’amico.
“Fossi in te, mi preoccuperei di più di quei due belli addormentati de là. La prossima volta, dobbiamo organizzarci meglio se vogliamo fa certe cose.”
Ethan si gira a guardarlo di colpo, sentendo di nuovo le farfalle nello stomaco volteggiare impazzite.
“Prossima volta?”
“Sì, Edgar, pvossima volta. Lo hai detto tu, basta dire ‘no homo’ e si è salvi”.
Ethan bisbiglia uno ‘scemo’ e gli dà un pugno leggero sul braccio, per poi stendersi di fianco a lui.
Damiano sorride e si sente leggero. Sapere che l’attrazione che prova per l’amico è reciproca, lo fa sentire più sollevato.
Stanno facendo una cazzata e lo sanno entrambi, forse questo potrà mettere a repentaglio molti dei loro equilibri, ma certe cose non possono essere decise o controllate.
Le cazzate sono tali perché si fanno senza ragionare, sennò che cazzate sarebbero?
