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The saddest fear comes creepin' in

Summary:

Lan Wangji viene ferito durante una caccia notturna. Wei Wuxian si ritrova a fare i conti con i propri limiti.

Notes:

Scritta per il Secret Santa del gruppo Non solo Sherlock - gruppo eventi multifandom .

Work Text:

In retrospettiva, Wei Wuxian non avrebbe saputo dire come era potuto succedere.

Era partita come una semplice caccia notturna, con uno scontro tra Wei Wuxian e Lan Wangji e una coppia di yao particolarmente feroci. Combattevano schiena contro schiena, il primo con il suo dizi, Lan Wangji con Bichen. Poi, le cose erano andate storte così velocemente che non aveva neanche avuto il tempo di realizzarlo: un attimo prima Wei Wuxian stava tenendo a bada uno degli yao con Chenqing; l’attimo dopo Lan Wangji aveva urlato il suo nome (e Lan Wangji non urlava), e lo aveva sentito spostarsi verso la sua destra, seguito dal sibilo di Bichen e dal rumore di metallo contro carne.

In un primo momento, Wei Wuxian non vi prestò troppa attenzione, convinto che fosse il segno che Lan Wangji aveva avuto la meglio. Ma poi, sentì un tonfo. Abbandonando ogni cautela, Wei Wuxian si girò.

Lan Wangji era in ginocchio, lo yao ai suoi piedi, impalato su Bichen ma ancora vivo – per quanto quelle creature potessero essere definite vive. Wei Wuxian, le labbra ancora su Chenqing, lanciò un’occhiata al suo amato e sentì il colore lasciare il suo viso: persino nella penombra, la chiazza rossa che si stava rapidamente allargando sulla sua spalla era ben visibile, resa ancora più evidente dai colori chiari dei suoi abiti.

Per un istante, Wei Wuxian vide rosso. Come osate toccare Lan Zhan? Non dovete neanche guardarlo.

Tenendo gli occhi fissi su Lan Wangji, Wei Wuxian infuse tutto il suo potere nella melodia che stava suonando. Tempo pochi secondi e gli yao esplosero, in un insieme di sangue nero ed interiora che volarono dappertutto, compresi loro stessi.

Solo allora, Wei Wuxian abbassò il dizi e si inginocchiò di fronte a suo marito. “Lan Zhan?”

“Sto bene” rispose piano Lan Wangji. Wei Wuxian, tuttavia, sapeva che era meglio non credergli sulla parola. Delicatamente, le sue mani si diressero verso il suo braccio, tentando di dare un’occhiata alla ferita. Bastò solo che la sfiorasse per far sì che Lan Wangji si irrigidisse. “Scusa” mormorò, allontanandosi leggermente per poterlo guardare negli occhi. “Ma è necessario. Sarò veloce” promise.

Wei Wuxian aspettò che Lan Wangji si ricomponesse leggermente ed annuisse. Al suo cenno, sorrise e si allungò per lasciargli un bacio sulla guancia, non curandosi del sudore, del sangue e dello sporco che andavano asciugandosi sulla sua pelle. Approfittando di quella distrazione, Wei Wuxian abbassò la manica delle sue vesti. Osservò attentamente il taglio, tentando di non toccarlo troppo. Pochi istanti dopo, tirò un sospiro di sollievo. “Sei stato fortunato, Er-gege” disse, iniziando a rovistare nelle sue maniche in cerca delle fasciature di emergenza che portava sempre con sé. “Niente che il nostro Hanguang-Jun non possa superare.”

Lan Wangji mormorò un assenso. Mentre Wei Wuxian si indaffarava nel fasciare la ferita, una delle sue mani si allungò verso Wei Wuxian, carezzandogli il viso. Quando si ritrasse, Wei Wuxian notò che le sue dita erano sporche di sangue nero, cortesia degli yao. Un moto di affetto lo colpì. Wei Wuxian prese al volo quella mano tra le sue e vi stampò un bacio sulle nocche. “Torniamo alla taverna. Devo disinfettarti questa ferita come si deve.”

Detto ciò, stando attento a non muoverlo troppo, Wei Wuxian lo aiutò ad alzarsi. Le gambe di Lan Wangji cedettero, ma Wei Wuxian se l’era aspettato; riuscì perciò a sostenere il suo peso senza problemi. Solo quando si sentì stabile sui suoi piedi, Wei Wuxian sfoderò Suibian. Trasportare entrambi non sarebbe stata una passeggiata per il suo nucleo dorato ancora troppo poco sviluppato, ma la distanza era breve, e Wei Wuxian era fiducioso ed estremamente motivato.

Lan Wangji tentò di protestare ma Wei Wuxian non lo lasciò neanche finire, sistemando entrambi su Suibian e alzandosi in volo.

*

Come Wei Wuxian scoprì ben presto, tornare alla taverna senza aver disinfettato la ferita si era rivelato un grosso errore.

“Merda” mormorò non appena ebbe dato un’occhiata. Il taglio aveva smesso di sanguinare, ma quello che lo preoccupava erano i rivoli neri che andavano espandendosi verso il braccio e il collo. “Merda, avrei dovuto saperlo” si rimproverò. Quasi si lanciò sulla sua borsa qiankun in cerca delle erbe giuste, che tuttavia sapeva avrebbero fatto ben poco per curare l’avvelenamento. Avrebbero potuto solo rimandarlo, ma Wei Wuxian ci avrebbe lavorato su. In primo luogo, ciò che gli serviva era il tempo.

“Wei Ying… Non è niente” disse Lan Wangji. Il suo tono era tranquillo, ma a Wei Wuxian bastò uno sguardo al suo viso per capire non fosse proprio così: Lan Wangji era più pallido del solito, i suoi occhi lucidi.

“Mentiamo adesso, eh, Lan Er-gege? Sono davvero una così cattiva influenza?” Il tono di Wei Wuxian era leggero, ma le mani tremavano appena mentre spalmava la pasta medica sulla sua spalla.

Lan Wangji sussultò leggermente al contatto, e Wei Wuxian se ne accorse. “Lo so, Lan Zhan. Lo so che brucia, mi dispiace. Ma non posso fare altrimenti.”

Lan Wangji annuì e serrò la mascella, sopportando il dolore. Wei Wuxian tentò di essere il più veloce possibile nella sua meticolosità, e tentò di distrarlo parlando di altro.

Fu solo quando Wei Wuxian ebbe finito di applicare l’unguento e fasciato di nuovo l’arto che Lan Wangji parlò di nuovo. “Non sei una cattiva influenza.”

Per un istante, la terribile memoria di Wei Wuxian lo fece fermare, confuso. Dovette percorrere a ritroso la conversazione per capire a cosa si riferisse. Non aveva detto nulla sul mentire, però, fu la prima cosa che realizzò. Wei Wuxian la prese come un’ammissione di colpa, ed iniziò seriamente a preoccuparsi. Cercò comunque di non darlo a vedere, mentre iniziava a raccogliere i loro averi dalla stanza.

“Certo, certo. ‘Wei Ying è una buona persona’ qui, ‘Wei Ying non è una cattiva influenza’ là, ma Wei Ying non può curarti dal veleno di yao. Dobbiamo tornare ai Meandri delle Nuvole”. E in fretta, aggiunse tra sé e sé. Wei Wuxian ringraziò la sua buona stella fossero già a Gusu, di ritorno da una delle loro scappatelle.

Anche nella sofferenza, Lan Wangji era in grado di leggerlo meglio di quanto credesse. Nel momento in cui Wei Wuxian gli passò vicino, una delle sue borse in mano, lo bloccò prendendolo per un polso e lo guidò verso di sé, finché non riuscì a raggiungere le sue labbra.

“Andiamo ai Meandri delle Nuvole” acconsentì, quando si separarono. “Ma starò bene.”

*

Lan Wangji era taciturno. Di per sé, non era una novità. Wei Wuxian, tuttavia, aveva imparato ad interpretare i suoi silenzi. C’era il silenzio assenso, il silenzio divertito, il silenzio di quando rifletteva. Quello era un silenzio diverso, pesante. E, guardando il viso di Lan Wangji, che si faceva sempre più teso ogni minuto che passava, Wei Wuxian accelerò i preparativi per partire.

I bagagli fatti, la ferita nuovamente fasciata, Wei Wuxian cercò l’ultima conferma che gli serviva: se nel bacio aveva sentito Lan Wangji più caldo del normale, il dorso della sua mano sulla fronte di Lan Wangji gli confermò che la febbre si stava alzando, e anche abbastanza velocemente.

Wei Wuxian sapeva che avrebbe dovuto conservare la sua già misera energia spirituale in vista del viaggio, ma ciò non gli impedì di incanalare un leggero flusso di energia spirituale nel punto in cui la loro pelle si toccava. Non sarebbe servito a circoscrivere il veleno, ma poteva aiutarlo a non far alzare troppo la febbre. Detestava dover assistere impotente alla sofferenza di suo marito; era la sua più grande debolezza, la cosa che lo spingeva ad essere più incosciente del solito.

Lan Wangji alzò un braccio, portando le sue dita a stringere leggermente il polso di Wei Wuxian. “Wei Ying. Risparmia le energie. Non servirà.”

Wei Wuxian scosse la testa e non lo ascoltò, anzi intensificò il flusso.

“Wei Ying. Hai bisogno dell’energia spirituale.”

“Ho bisogno di mio marito.” Doveva essere una battuta, ma venne fuori con una voce più fragile di quanto intendesse.

Lan Wangji, nonostante la febbre e il dolore, gli lesse dentro, come sempre. “Wei Ying. Sono qui.”

Wei Wuxian chiuse gli occhi, respirando profondamente. Era vero, Lan Wangji era lì. Non si sarebbe fatto sconfiggere da un misero yao. Wei Wuxian non lo avrebbe permesso.

Così, radunò tutte le sue forze e riaprì gli occhi, sfoggiando il sorriso più ampio che riuscisse a fare. “Forza, Lan Er-gege, è ora di tornare a casa” disse, abbassandosi per prendere Lan Wangji tra le sue braccia.

Era una sensazione strana, quella di avere un uomo tanto più grande di lui in braccio, ma a Wei Wuxian non importava. Con Lan Wangji, in fondo, niente era davvero strano.

“Wei Ying, mettimi giù. Posso stare in piedi.”

Wei Wuxian abbassò il viso per baciargli la filigrana del nastro frontale. “No, non credo lo farò” disse con un sorriso. “Tu pensa a riposarti, io ci riporto a casa.”

Le proteste che sicuro sarebbero arrivate vennero messe a tacere con un bacio.

Quando fu sicuro che Lan Wangji non avrebbe parlato, per la seconda volta nel giro di poche ore, Wei Wuxian richiamò Suibian. Non tradirmi ora, vecchia amica. Un istante dopo, spiccarono il volo.

*

Il viaggio fu estenuante. Erano solo un paio d’ore di volo, ma a Wei Wuxian parvero giorni.

Wei Wuxian aveva bisogno di tutta la sua concentrazione per mantenersi in quota, non essendo più abituato a volare sulla sua spada, e con qualcun altro insieme a lui. Per un breve istante rimpianse la mancanza del suo vecchio nucleo dorato, che gli avrebbe permesso di arrivare più velocemente e con meno fatica ai Meandri delle Nuvole. Ma non era quello il momento per pensarci, si rimproverò dopo una rapida occhiata al suo amato. Lan Wangji stava peggiorando, i segni della febbre che andava alzandosi ben evidenti. Si era addormentato tra le sue braccia in un gesto di fiducia così grande che Wei Wuxian quasi sentiva di non meritare. Quasi.

“Resisti, Lan Zhan” sussurrò tra i suoi capelli. “Siamo quasi a casa.”

E infatti, poco dopo i cancelli dei Meandri delle Nuvole entrarono nel suo campo visivo, un faro nel buio.

Atterrò davanti ad essi, grato che ci fosse Lan Jingyi di guardia. “Guaritore. Ora” ordinò prima ancora di scendere dalla spada.

“Cosa è succ…”

“Ora!”

Lan Jingyi non perse ulteriore tempo, correndo verso l’infermeria, in barba alle regole. Wei Wuxian lo seguì a passo più sostenuto, tentando allo stesso tempo di svegliare Lan Wangji.

“Lan Zhan, ehi” lo chiamò, scuotendolo leggermente.

Lan Wangji aprì gli occhi. Erano lucidi, il suo sguardo non del tutto presente. “Wei Ying?”

“Va tutto bene, siamo arrivati” lo rassicurò, adottando il tono che usava con i ragazzini più piccoli alle loro prime caccie notturne, quello che sapeva essere calmante. Funzionò anche con Lan Wangji, che fece un verso di assenso e chiuse di nuovo gli occhi, girando il viso verso il petto di Wei Wuxian.

Nel frattempo, erano arrivati in infermeria, dove un concitato Lan Jingyi aveva appena avvisato Lan Feng, il capo guaritore del Clan, del loro arrivo.

Senza battere ciglio, Lan-daifu indicò a Wei Wuxian un lettino vuoto. Mentre sistemava Lan Wangji, assicurandosi che stesse comodo, Wei Wuxian iniziò a spiegare l’accaduto e le sue prime mosse.

Durante tutto il racconto, Lan Feng ascoltò attentamente, a volte semplicemente osservando Lan Wangji, altre allungando le mani verso il suo polso, la sua spalla, la sua fronte. Quando notò le dita del guaritore tentare di prendere la sua temperatura senza toccare il nastro frontale, Wei Wuxian lo slegò, sistemandolo in una tasca sul petto, dove sarebbe stato al sicuro. Se a Lan-daifu parve strano, non lo diede a vedere.

“Hai fatto la cosa giusta, Wei-gongzi. Il veleno non si è esteso. Sarebbe stato grave se fosse arrivato al cuore o al cervello, ma la tua prontezza ha fatto sì che restasse circoscritto all’arto ferito. Ora lascia fare a me.”

Wei Wuxian sentì il sollievo coglierlo. Era certo che, se non fosse stato inginocchiato di fronte al letto di Lan Wangji, le ginocchia gli avrebbero ceduto.

Quando alzò lo sguardo dal viso di suo marito, sorrise a Lan Feng e lo ringraziò. O meglio, fu ciò che intendeva fare, ma mentre si inchinava fu colto da un moto di vertigini così forte che sentì il suo corpo cadere in avanti. A malapena registrò un liquido caldo colargli sulle labbra –sangue dal naso, davvero? Stava diventando ripetitivo- e la voce preoccupata del medico, prima che il buio lo inghiottisse.

*

Quando riprese i sensi, era di nuovo giorno. Qualcuno (probabilmente Lan-daifu) lo aveva sistemato su un altro lettino, accanto a Lan Wangji. Il guaritore stava applicando un panno freddo sulla fronte del suo amato.

“Faccio io” disse, alzandosi con fatica. Il suo corpo doleva in ogni parte, essendo stato sottoposto a sforzi che non faceva da tempo. Lan Wangji lo viziava troppo. Doveva tornare ad allenarsi con l’energia spirituale più intensamente, rifletté. Non poteva sempre contare sul fatto che Lan Wangji gli coprisse le spalle, e c’erano cose per cui l’energia demoniaca non poteva aiutare. Tipo questa.

Lan Feng si girò verso di lui. “Dovresti riposare” lo rimproverò, ma gli tese comunque il panno.

Wei Wuxian gli rivolse un sorriso che, lo sapeva, non raggiungeva i suoi occhi. “Sto bene.” Non era vero e Lan Feng ne era consapevole, ma non lo fermò.

“Come sta?” chiese Wei Wuxian una volta che ebbe passato la pezzuola sul viso febbricitante del suo amato.

“Gli ho somministrato l’antidoto, ma la febbre sta continuando a salire. È normale. A meno che non noti delle linee nere sul suo collo, è sintomo che il suo corpo sta reagendo. Visto il potere di Hanguang-Jun, prevedo che già domani starà meglio. Ma ti avviso, sarà una nottata impegnativa.”

Te la senti? Era la domanda implicita. Wei Wuxian non ebbe dubbi a riguardo. “Posso farcela.”

*

Forse Wei Wuxian non poteva farcela. Odiava vedere Lan Wangji soffrire, e un Lan Wangji delirante per la febbre gli spezzava il cuore. Il suo amato dormiva, ma era un sonno tormentato. Si agitava, girava la testa, a volte emetteva versi di fastidio. Wei Wuxian odiava vederlo così, ma non lo avrebbe lasciato solo neanche se fosse stato in punto di morte lui stesso. Seduto accanto a lui, aveva preso tra le sue una delle eleganti mani di Lan Wangji, ora calda e appiccicaticcia per la febbre, e la stringeva, tentando di fargli sentire la sua vicinanza.

Mentre cambiava il panno bagnato ogni volta che diventava caldo, Wei Wuxian tentò di mantenere un costante flusso di parole con la speranza che, nonostante fosse pressoché incosciente, Lan Wangji trovasse conforto nella sua voce.

Nel corso dell’intera giornata, Lan Wangji non si svegliò mai. Con il passare delle ore, tuttavia, il suo sonno divenne sempre più agitato, e Wei Wuxian sempre più apprensivo. Ogni volta che dalle labbra di Lan Wangji usciva un verso infastidito o di dolore, Wei Wuxian osservava la pelle del suo collo, temendo di trovare i segni che le medicine non stavano facendo effetto e il veleno si stesse espandendo. Non ne trovò mai, per fortuna. Ciò, però, non significava che assistere alla sofferenza di Lan Wangji fosse meno doloroso.

Fu solo nelle prime ore della sera che Lan Wangji aprì gli occhi. Erano tuttavia assenti, persi nel delirio che lo teneva prigioniero.

“Wei Ying…”

“Sono qui” rispose dolcemente Wei Wuxian, stringendo la sua mano.

Ma Lan Wangji non diede segno di essersene accorto, mettendosi seduto e girando la testa in ogni direzione. “Wei Ying!”

Wei Wuxian riuscì ad impedire che si alzasse, stringendo la sua spalla non ferita e mormorando al suo orecchio: “Lan Zhan, sono qui. Va tutto bene.” La sua voce era calma, ma tremava appena.

Per un istante, Lan Wangji sembrò ascoltarlo, e smise di agitarsi. Il sollievo di Wei Wuxian, però, ebbe vita breve, perché pochi minuti dopo il viso di Lan Wangji si contorse di nuovo. “Perdonami” mormorò, con voce incrinata.

Wei Wuxian si prese un istante per maledire il se stesso del passato per aver fatto soffrire Lan Wangji in quella maniera, per non averlo capito prima, per le cose che aveva detto e fatto durante i suoi ultimi giorni nella sua prima vita –cose che nemmeno ricordava, ma che avevano segnato il suo amato in un modo tale che, quasi due decenni dopo, ancora lo terrorizzavano, inconsciamente.

“Non c’è nulla da perdonare” sussurrò Wei Wuxian, allungandosi per lasciargli un bacio sulla fronte bollente. “Nessuna scusa e nessun ringraziamento tra di noi, Lan Zhan, l’hai detto tu stesso.”

Lan Wangji, ancora sordo alle sue parole, si concentrò su un punto alla sua sinistra, allungando un braccio. Quello ferito, quello non tra le mani di Wei Wuxian. Sussultò al dolore, ma non lo abbassò. Fu Wei Wuxian a farlo per lui, delicatamente. Lan Wangji lo lasciò fare, mentre le lacrime iniziavano a cadere. “Resta con me” implorò il Wei Wuxian dei suoi ricordi, in un tono così disperato che Wei Wuxian sentì i suoi stessi occhi inumidirsi.

“Non ti libererai mai di me, Lan Zhan. Il potente Hanguang-Jun mi ha catturato per l’eternità” tentò di scherzare, nonostante la voce rotta.

“Wei Ying. Resta” ripeté per l’ennesima volta Lan Wangji. Con un respiro profondo, per l’ennesima volta, Wei Wuxian rispose: “Sono qui.”

*

Wei Wuxian non si mosse dal capezzale di Lan Wangji. Non lo fece quando Lan Feng tornò a controllarlo e ordinò a Wei Wuxian di riposare un po’, che era stato sull’orlo di una deviazione del qi dal troppo sforzo neanche mezza giornata prima, che Lan Wangji sarebbe stato bene e al sicuro anche se lui dormiva sul letto a fianco. Non lo fece quando Lan Qiren fece la sua comparsa, in tarda serata, sedendosi accanto a lui senza quasi guardarlo in faccia, gli occhi fissi sul nipote. Non lo fece quando la febbre di Lan Wangji iniziò a calare, permettendogli di dormire un sonno tranquillo. La sua veglia durò fino al mattino quando, alle prime luci dell’alba, meri minuti prima della campana che segnava l’avvio delle attività quotidiane, Lan Wangji finalmente, finalmente aprì gli occhi.

“Wei Ying?” chiamò con voce roca, girandosi verso di lui.

Wei Wuxian lo capì, che Lan Wangji era lucido, perché il suo sguardo si soffermò su di lui e restò lì. Il sorriso che ne derivò, pieno di affetto e sollievo, fu il primo vero sorriso da quando quella disavventura era iniziata.

“Sono qui, Lan Zhan” disse. “Lan-daifu arriverà a breve, ne sono sicuro” aggiunse, lanciando uno sguardo alla sua spalla ferita.

“Quanto tempo è passato?”

“Solo un giorno. Sei un’eccellenza anche in questo, Hanguang-Jun” scherzò, allungando un braccio per scostargli i capelli sudati dalla fronte. Al di sotto della sua manica, il nastro frontale fece una breve comparsa, e Lan Wangji lo guardò confuso.

Wei Wuxian ridacchiò e gli fece l’occhiolino. “Non preoccuparti, l’ho tenuto al sicuro per te. Nessun altro ha rubato la virtù di Hanguang-Jun.”

La postura di Lan Wangji si rilassò impercettibilmente. Con un verso contento, si risistemò contro i cuscini, chiudendo gli occhi.

Solamente allora, Wei Wuxian iniziò a sentire tutta la stanchezza di una notte passata in bianco. Prima di tutto, però, ora che era lucido, Lan Wangji meritava una ramanzina. “Devi smetterla di metterti tra me e il pericolo, Lan Zhan” disse, cercando il suo sguardo. “Non sono fatto di porcellana.”

“È irrilevante.”

Wei Wuxian dovette combattere contro l’impulso di alzare gli occhi al cielo. “A volte sei più testardo di Piccolo Melo.”

Lan Wangji si limitò a guardarlo. Per la maggior parte delle persone, sarebbe risultato uno sguardo impassibile, ma Wei Wuxian sapeva leggerci il divertimento e l’aria compiaciuta. Così, sbuffò giocosamente. “Sul serio, mi hai spaventato” mormorò infine, facendosi di nuovo serio. “Non farlo più.”

Lan Wangji non rispose, limitandosi a tirarlo verso di sé. Wei Wuxian sapeva che non avrebbe mai ricevuto una promessa del genere, non da Lan Wangji. Odiava ed amava in egual modo quella parte di suo marito. Perciò, si limitò a stringerlo altrettanto forte, promettendo a se stesso che sarebbe stato lui la voce della ragione (che ironia), e che avrebbe tentato di tenerlo a bada dai guai.

Lo sbadiglio che ne uscì quando si sistemò meglio contro il suo petto quasi lo prese in contropiede.

Lan Wangji accennò un sorriso. “Dormi, Wei Ying” mormorò, passando un pollice sotto i suoi occhi, dove sicuramente stava sfoggiando delle occhiaie da spavento. “Starò bene.”

Wei Wuxian sorrise e si mise comodo, poggiando la testa sulla spalla non ferita. “Lo so che starai bene. E anche se così non fosse, ti riporterei qui da me. Saresti un Corpo Mutato più bello e più forte di Wen Ning e Chifeng-Zun, in ogni caso.”

 “Ridicolo.” Il tono era piatto, ma la lieve curva delle sue labbra fece capire a Wei Wuxian che non lo intendeva davvero.

“Non è ridicolo!” protestò Wei Wuxian, nascondendo uno sbadiglio sul petto di Lan Wangji. “Anche come Corpo Mutato saresti perfetto, Hanguang-Jun. Tutti mi invidierebbero, tutti vorrebbero essere me per poter stare al tuo fianco ogni giorno. Perfino i fantasmi si ucciderebbero –no, sono già morti. Dettagli. Si ucciderebbero di nuovo per avere l’opportunità di lanciare uno sguardo al tuo bel viso.”

Lan Wangji emise un suono basso, che Wei Wuxian interpretò come un sospiro divertito. “Non diventerò mai un Corpo Mutato. E anche se fosse, sarei sempre solo tuo.”

“Lan Zhan! Cosa ti ho detto sull’avvisarmi quando dici certe smancerie?” Wei Wuxian si mise seduto solo per coprirsi il viso con le mani.

“Perdonami.”

Con un verso fintamente esasperato, Wei Wuxian tornò a stendersi accanto a lui. “Non è giusto, Lan Zhan” disse, osservando il profilo del suo amato. “Sei troppo perfetto! Mi fai sembrare un marito terribile al confronto.”

Lan Wangji abbassò lo sguardo, facendo incontrare i loro occhi. “Wei Ying è Wei Ying” disse semplicemente, come se quella fosse l’unica verità che contasse.

 “E Lan Zhan è Lan Zhan” gli fece eco Wei Wuxian, sporgendosi per poterlo baciare.

Non ci volle molto prima che la stanchezza tornasse a farsi sentire. Con un sospiro contento, Wei Wuxian si staccò dalle labbra del suo amato. Per un istante, sembrò quasi che Lan Wangji volesse seguirle, ma alla fine non lo fece.

Sistemandosi meglio contro il suo petto, Wei Wuxian portò una delle sue mani sul petto di Lan Wangji, sopra il suo cuore, così da poter sentire il battito forte e stabile contro le sue dita, il suo suono preferito insieme a quella canzone. Con il rassicurante motivo del respiro di Lan Wangji e le sue mani tra i suoi capelli, Wei Wuxian si addormentò con un sorriso in viso.