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"Hi-ya! Ah! Ugh!"
Lo scontro stava procedendo da quasi 15 minuti, ma Rin si sentiva carica come una molla, e ancora non accennava a fermarsi, né mostrava tentennamenti; il suo compagno di allenamento era impressionato dalla tenacia e dalla determinazione con cui la fanciulla sferrava i propri attacchi: se, inizialmente, si era trattenuto, temendo di ferirla, adesso si trovava in seria difficoltà...forse.
"Te la cavi bene, Rin, non c'è che dire; ma vediamo se sei davvero alla mia altezza." disse mentre parava un fendente.
La sua avversaria spinse con il tachi contro Tessaiga e approfittò della resistenza di Inuyasha per darsi lo slancio indietro e portarsi a distanza di sicurezza.
Da qui, grazie al tempo guadagnato, diede inizio all'ultima strategia che aveva messo a punto.
Cominciò lanciandosi nuovamente sull'avversario, alzando la lama, in quel momento impugnata con la sola mano destra, per assestare un fendente verticale; il mezzo-demone alzò la propria spada, preparandosi a parare l'attacco, ma non poteva aspettarsi quello che sarebbe accaduto: Rin diede un colpo all'elsa, facendo roteare la propria arma; non durò mezzo secondo, ma fu abbastanza per distrarre Inuyasha, che abbassò la guardia giusto il tempo necessario all'umana per portare a termine il suo piano, ossia spiccare un piccolo balzo, afferrare il tachi per la lama e colpire l'avversario in testa con l'elsa.
"Ahio!" esclamò Inuyasha.
Ma Rin era già andata oltre: approfittando del momentaneo stordimento del mezzo-demone, indietreggiato, si gettò verso di lui in scivolata, riuscendo a falciargli la gamba destra, ma non a farlo cadere.
Inuyasha, infatti, aveva usato Tessaiga, adesso parzialmente conficcata a terra, per tenersi in piedi; comunque, prima che facesse in tempo ad estrarla, Rin era riuscita a rialzarsi e puntargli un wakizashi alla gola.
"Allora, che ne dici, capitano?"
Cazzo, era stata un'esecuzione assolutamente impeccabile, ecco cosa ne pensava.
"Ben fatto." si congratulò Inuyasha "Ma ho la netta sensazione che qualcuno non sia altrettanto contento."
Rin, che aveva avvertito uno sguardo addosso, ne identificò l'origine negli occhi ambrati del maggiore Sesshomaru.
"Attenti!" comandò costui, per poi avvicinarsi a Rin "Non intendo tollerare ulteriormente le tue trasgressioni: ho saputo che hai utilizzato il tuo wakizashi su alcuni tuoi commilitoni, durante gli allenamenti."
L'umana non rispose, perché era la pura verità, e il suo superiore proseguì.
"Quante volte ancora dovrò ripetere che senza onore..."
"...Non c'è gloria." rispose lei.
"Esatto; spero che te lo ricorderai ancora, questa sera, quando avrò deciso come provvedere con te."
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La sera arrivò, ma Rin non si era fatta trovare alla sua tenda; da uomo, Sesshomaru aveva accolto il gesto come un invito, ma come maggiore non avrebbe accettato un simile affronto.
Individuando il fratellastro, lo interrogò: "Dov'è Rin?"
"A quanto pare non alla tua tenda, giusto?"
"Non è il momento per il sarcasmo, capitano. Appartiene alla tua squadra, perciò dimmi dove si trova." se non si rivolgeva al fratello per nome, significava che era serio: una lezione che il mezzo-demone aveva ormai appreso.
Improvvisamente furono raggiunti dalla sacerdotessa Kagome, che si introdusse:"Capitano Inuyasha, maggiore Sesshomaru!"
"Riposo." le concesse il demone "Spero che sia importante."
"Sissignore, sono venuta per informare il capitano che Rin è andata verso la foresta per raccogliere erbe medicinali per aiutarmi."
Sesshomaru volse lo sguardo verso Inuyasha.
"Forse dovrebbe essere lei, il capitano."
Ricevette in risposta uno sbuffo risentito, prima di allontanarsi in direzione degli alberi.
Una volta giunto a destinazione, fu sorpreso di non trovare alcun cesto con le erbe, ma solo la giovane soldatessa intenta ad affilare il wakizashi.
"La sacerdotessa potrebbe non gradire, se ti vedrà tornare a mani vuote."
Rin si lasciò sfuggire un risolino e si tirò in piedi.
"Allora farò in modo di portare un trofeo." disse prima di lanciarsi all'attacco con il pugnale.
Il maggiore scansò l'assalto, e contrastò il tentativo della soldatessa di falciargli la gamba.
Costei, roteando su se stessa, mirò al volto, ma il demone cane riuscì ad afferrarle il polso per tempo, ed avvicinarla a sè per immobilizzarla; fortunatamente le rimaneva libera la testa, con cui mise a segno una poderosa craniata, stordendo l'avversario e divincolandosi dalla sua presa.
Sesshomaru fece un passo indietro, sorpreso.
"Adesso ne avete la conferma: so essere un'autentica testa dura, maggiore." scherzò Rin.
Sesshomaru valutò la situazione: la soldatessa umana non aveva la minima intenzione di arrendersi, quindi non restava altro da fare se non porre fine allo scontro dimostrando la propria superiorità strategica, oltreché fisica; dalla propria aveva la natura demoniaca...ed un albero.
Presa dalla foga, l'umana tornò alla carica.
"Siete mio!" esclamò prevedendo il proprio trionfo.
Purtroppo, però, si era avvicinata troppo, e il suo avversario l'aveva afferrata per la gola e sbattuta contro una superficie che di primo acchito pareva un muro di pietra.
Prima che potesse calare il wakizashi sul maggiore, questi le immobilizzò il braccio sopra alla testa.
Adesso Rin si trovava con la schiena contro il duro tronco di un albero.
Con la mano sinistra sulla gola di lei e la destra a bloccare l'attacco col wakizashi, Sesshomaru stava ammirando il volto più bello su cui avesse mai poggiato la sguardo: nonostante i denti stretti per lo sforzo e la smorfia rabbiosa, al demone veniva impossibile non amare quegli occhioni color nocciola, sormontati da sopracciglia sottili e nere come l'inchiostro.
"Sei molto migliorata, Rin." riconobbe Sesshomaru.
"Ma non abbastanza, direi: mi ritrovo nuovamente all'angolo." rispose lei, con un misto di disappunto e nervosismo.
"Se sarai paziente e persevererai, nulla ti sarà impossibile." la rassicurò "Ma adesso devo occuparmi del tuo richiamo: non posso ignorare come tu abbia ferito tuoi commilitoni anche dopo che si sono arresi."
"Non gli ho fatto troppo male." lagnò lei "E poi ogni allenamento deve preparare alla battaglia, giusto?"
"Questo non ha alcuna rilevanza: se non si rispetta la resa del proprio avversario, non si è meglio delle bestie."
"Allora quale sarà il mio castigo, signor maggiore?" domandò l'umana con una sensualità per nulla velata.
Il volto di lui si increspò in una risata, e spostando la sinistra dall'esile collo umano il demone raccolse le braccia di Rin sopra la sua testa, stringendole così i polsi, per poi sottrarle l'arma e infilarsela nella cintura.
"Il protocollo esige che tu venga..." cominciò, mentre avvicinava una mano artigliata all'uniforme di Rin "...spogliata del tuo rango."
Con un solo rapido movimento della destra, il seno della donna fu esposto, fatto che fece scorrere un brivido lungo la schiena di entrambi.
"E poi?" ansimò la giovane soldatessa.
"Dopodiché, dovrai avvertire sulla tua pelle l'arma che hai usato impropriamente." proseguì, prima di mostrarle il wakizashi con cui l'aveva attaccato e passarlo delicatamente sotto la sua gola; infine le battè il palmo della lama sulla guancia sinistra, per poi conficcarlo nel tronco con forza.
Lei ridacchiò e si fece trasportare dalla spavalderia.
"Se mi è concesso dire la mia, preferirei essere pugnalata altrove, e con una lama più lunga."
Le parole di Rin furono accolte da Sesshomaru con un sorriso, ma la spiegazione non era ancora finita.
"Una volta che avrai sperimentato tu stessa ciò che hai riservato ai tuoi compagni, ci sarà ad attenderti un altro castigo." spiegò, mentre portava la mano libera all'altezza delle sue natiche; fiutando l'aria, potè avvertire che la sua compagnia si stava eccitando sempre più.
Deliziato da questa scoperta, strinse con forza uno dei glutei.
"Tutto sta nel vedere se preferisci le frustate." e assestò una potente sculacciata a Rin, che gemette per la sorpresa "oppure essere marchiata a fuoco, come una giumenta."
Adesso le zanne di Sesshomaru si trovavano pericolosamente vicine al collo di Rin, che prese a sussurrare al suo orecchio con tono da seduttrice.
"Vi posso assicurare, maggiore Taisho, che accetterò qualsiasi castigo, se a portarlo avanti sarà un vero condottiero, pieno di autorità come lo siete voi."
E gli morse il padiglione auricolare.
Il gesto fu rinvigorente, per il demone, che si sbarazzò senza troppi complimenti del resto dell'uniforme della donna umana.
Senza più nulla a coprirla se non le calzature, la soldatessa non potè che sospirare, quando le labbra del suo superiore si poggiarono fameliche e predatorie su uno dei suoi seni, seguite poco dopo da canini affilati.
La mente della donna, annebbiata dal piacere, non riusciva a formulare un pensiero coerente, ma si trattava di un prezzo accettabile, visto il travolgente flusso di sensazioni che la stava investendo.
Seppur inchiodata contro il tronco d'albero, spiccò un piccolo balzo per avvinghiarsi con le gambe ai fianchi del suo superiore, che le afferrò nuovamente il fondoschiena, stringendo con vigore.
Nonostante quel marasma di sensazioni la stesse lasciando disorientata, non potè fare a meno di sentire una pressione contro le cosce, che riconobbe facilmente come l'eccitazione del proprio partner.
"È la vostra Bakusaiga, oppure siete solo felice di vedermi?" ansimò, mentre Sesshomaru alzava la testa per tornare a guardarla negli occhi.
"Esaudisco la tua richiesta, piccola tentatrice."
A quelle parole, lasciò libere le braccia di Rin per poterla sorreggere meglio.
In questo modo, le mani della donna affondarono nella folta criniera argentata del demone, e avvicinarono le due teste fino a chiudere la distanza tra di esse con un bacio pieno di passione.
"Non dovrebbero essere gli sconfitti, ad esaudire le richieste dei vincitori?" lo stuzzicò lei.
"Hai forse qualcosa da ridire sull'operato di un tuo superiore?"
"Nossignore, assolutamente no: perdonate questa sfrontata soldatessa così chiacchierona."
Una risata lussuriosa lasciò la gola del maggiore.
"Soltanto se sarà in grado di placare la mia fame."
E dopo queste parole, allontanò la soldatessa dall'albero, si inginocchiò e la adagiò sul suolo erboso; infine avvolse le cosce della giovane umana con le sue forti braccia.
"Sissignore, ubbidisco!"
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Attorno al focolare, i quattro membri della squadra di Inuyasha contemplavano il proprio capitano contorcere la faccia in espressioni di disgusto e ribrezzo.
Qualsiasi cosa stesse suscitando in lui una simile reazione, gli altri convennero che non dovesse essere qualcosa da vedere, quanto più da sentire: l'udito di Inuyasha, infatti, era molto più fine di quello dei suoi compagni umani.
Intuendo di cosa potesse trattarsi, Kohaku decise di approcciare il discorso partendo da molto lontano.
"Sai Miroku?" esordì "A volte viene da pensare che tra le file di quest'armata si nascondano dei rasetsu."
Cogliendo l'antifona, il monaco guerriero rispose.
"È proprio vero, in effetti; c'è da sperare che non ci si rivoltino contro, perché, nel caso, esorcizzarli sarebbe una vera impresa."
Inuyasha sembrava più irritato di prima, quindi stavano andando nella direzione giusta.
"Con le loro abilità da mutaforme, poi: immagina quanto diventerebbe difficile trovarli, tra tutta questa gente." proseguì lo sterminatore di demoni.
"Non lo so, forse un demone riuscirebbe a scovarli con il fiuto." propose il suo interlocutore.
"HEY!" tuonò il mezzo-demone facendo voltare i due e attirando l'attenzione anche di Kagome e Sango "Fatela finita."
"Ti chiediamo scusa, Inuyasha, ma devo dire che non avevo mai visto Rin così efferata come oggi; sembrava un'autentica furia."
"Sì, indubbiamente oggi si è dimostrata un'abilissima combattente." riconobbe il monaco guerriero, che però non riusciva ad allontanare alcune perplessità "Mi auguro, però, che tutto questo entusiasmo e questa determinazione non siano una moda passeggera."
Si voltò verso il proprio capitano, ancora infastidito da ciò che solo lui riusciva a sentire.
"O una dimostrazione una tantum per attirare le attenzioni di qualcuno in particolare."
Il mezzo-demone lo guardò e sbuffò.
"Keh! Ve l'ho sempre detto, che non è possibile essere sia abili combattenti sia persone sveglie, e Rin non fa di certo eccezione."
Accanto a lui, una perplessa Kagome decise di unirsi alla conversazione.
"Se state parlando di quello di cui penso stiate parlando..."
"Ed è decisamente così." le fece eco Sango, interrompendola.
"...allora siete davvero degli scemi." riprese la sacerdotessa.
"Avanti, Kagome" ribattè Miroku "Non puoi davvero venirmi a dire di non aver notato l'atteggiamento di Rin nei confronti di S-"
un ringhio d'avvertimento proveniente dal mezzo-demone lo mise in guardia sul proseguimento della frase "di colui che tutti conosciamo, ma non può essere nominato."
"Oh, certo!" intervenne Sango, con Hiraikotsu alla mano "Non riesci a credere che possa esistere un uomo migliore di te e perciò proietti il tuo essere maniaco su di lui, non è così?"
"Suvvia, sorellona!" si unì Kohaku "non è esattamente un mistero, che Rin abbia un'immensa stima per il signor Sesshomaru, e che lui sia sempre soddisfatto quando qualcuno riesce a battere Inuyasha; persino l'anziana Kaede se ne è accorta, e ha un occhio solo."
"Figurati se lnu si è impegnato seriamente!" si lasciò sfuggire Kagome.
Tutti si girarono verso di lei, e il suo compagno emise un sospiro, seccato.
"Cosa?! Che significa tutto questo?" esclamò Sango, rivolta ai due.
Questi si scambiarono un cenno e iniziarono a spiegare.
"Come avrete sicuramente già avuto modo di vedere" diceva Kagome "Sesshomaru sa essere davvero molto, come dire..."
"Stronzo?" tentò Sango.
"Insofferente?" aggiunse Miroku.
"Esigente?" propose Kohaku.
Tutte valide alternative, ma non la risposta esatta.
"...Severo, con i propri sottoposti." concluse Kagome.
"Tradotto, noi poveri disgraziati." ironizzò il mezzo-demone accanto a lei.
"Grazie, Inuyasha, ma non ce n'era bisogno; quello che però ho avuto modo di notare è che ha seguito molto attentamente i progressi di Rin, ed ogni volta che ha espresso il proprio giudizio sulla sua tecnica lei si è dedicata anima e corpo per dimostrare di essere all'altezza delle sue aspettative."
I tre spettatori mormorarono qualcosa, poi Sango commentò:"Ottimo, adesso che sappiamo che è masochista dovremmo escogitare un piano per aiutarla ad uscirne."
"Già provato, ma niente da fare." ribatté Inuyasha "A quanto pare quella scema è davvero attratta dal suo caro maggiore."
Dopo una risata contenuta a stento, Kagome proseguì.
"Quello che abbiamo fatto è stato, prima di tutto, aizzarla contro i commilitoni che la invidiavano, e le ho suggerito di lasciare loro un piccolo ricordino con il wakizashi: tanto sono quasi tutti demoni, parziali o completi, quindi qualsiasi taglio sarebbe passato nel giro di poco tempo."
"Ma Sesshomaru non è il tipo da lasciar correre, giusto?" provò Miroku.
"Esatto!" confermò Kagome "Per questa ragione abbiamo consigliato a Rin di non presentarsi da lui, ma di aspettarlo al limitare della foresta: noi lo avremmo indirizzato da lei."
"Il fatto che lei fosse riuscita a prevalere in combattimento su Inuyasha avrebbe reso Sesshomaru più ben disposto nei suoi confronti, è così che l'avete pianificata?" li interrogò Kohaku, sbalordito.
"Proprio così." confermò Inuyasha "E se la mia faccia..."
Un forte gemito di piacere giunse anche all'orecchie dei quattro umani, che arrossirono lievemente.
"...e questo vi possono essere di alcuna indicazione, il nostro piano ha avuto successo."
Kagome sghignazzò e concluse:"Adesso Rin si starà divertendo, e immagino che Sesshomaru si sentirà meno teso del solito."
Sango afferrò la propria coppa e se la portò vicina.
Guardando il fratello ed il compagno, prese la parola:"Ebbene, direi che bisogna fare un brindisi a chi contributo a rendere il maggiore Sesshomaru più disteso."
'Aww, non ce n'è bisogno.' pensarono Inuyasha e Kagome.
"A RIN!" esclamarono gli altri 3 all'unisono, suscitandone la comica indignazione.
"Sperando che il maggiore di ferro non sia così composto anche nel..." cominciò Sango, ma venne interrotta da un disgustato Inuyasha.
"Non dire altro, non mi ci far pensare!" "Allora speriamo che domani riesca ancora ad alzarsi ed allenarsi come al solito."
"Dici Rin?" fece Kagome.
"No, Sesshomaru!" concluse Miroku, la cui uscita suscitò una risata collettiva.
