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Language:
Italiano
Series:
Part 12 of Max & Pierre : Campionato di F1 2021
Stats:
Published:
2021-09-01
Words:
796
Chapters:
1/1
Kudos:
6
Hits:
105

Lacrime di pioggia

Summary:

"Siamo fatti di carne ma si aspettano che ci comportiamo come se fossimo fatti di ferro, con nervi d'acciaio."

Work Text:

Testa alta, petto in fuori e spalle dritte .

Durante l'intero soggiorno a Spa, Pierre riesce a muoversi nel paddock con l'atteggiamento giusto: fiero, presente e consapevole. Il giovane pilota ha nei confronti di questa pista—l'università della Formula Uno, che tanto gli ha tolto—dei sentimenti contrastanti. Tuttavia, quando abbassa la visiera del casco, sa bene che in questo mondo di squali non c'è spazio per i sentimentalismi.

Non batte ciglio quando, il venerdì, la Red Bull ufficializza il rinnovo di Perez per un'altra stagione, spegnendo sul nascere ogni sua speranza di essere promosso di nuovo in prima squadra.
Rosica in silenzio insieme a metà griglia quando, il sabato, sotto una Q3 d'acqua e dopo il grande spavento per il botto di Lando, George tira fuori una P2 miracolosa con una Williams. La consapevolezza di non aver mai chiuso una qualifica in prima fila, nemmeno ai tempi del top team, punge Pierre come un dente guasto. Forse non ha il talento puro di Max o Charles, ma per uno che lavora duro ogni giorno, vedersi scalzato nelle gerarchie dei "piloti del futuro" è comunque frustrante.

Finalmente, dopo questo pomeriggio infinito e surreale che lo ha prosciugato di ogni energia mentale, Pierre può crollare, staccando del tutto la spina.

 

Dall'altra parte del paddock, Max si ritrova tra le mani una vittoria mutilata. Non è per nulla orgoglioso del modo in cui è arrivato il suo sedicesimo successo in carriera. Si libererebbe volentieri di quel trofeo che non ha potuto conquistare lottando in pista; una coppa che pesa come un macigno, simbolo di una delle domeniche più controverse della storia della Formula Uno. Una non-gara, una pagina nera per lo sport. Meglio la rabbia di una sconfitta che la farsa di oggi.

Tuttavia, Max è d'accordo su un punto inconfutabile: la sicurezza viene prima di tutto. Avanzando tra la gente nascosta sotto gli impermeabili e gli ombrelli delle varie scuderie, lo sguardo gli cade sul tratto dell'Eau Rouge, un punto che conserva per tutti loro un ricordo indelebile e doloroso. Si stringe nella sua divisa umida e accelera il passo, dribblando i volti resi anonimi dalla pioggia, senza guardare il cielo ancora pieno di nuvole nere.

Quando Max raggiunge l'area hospitality, porta con sé un profumo decisamente insolito per il paddock: salsicce e cipolle alla piastra. L'idea di portargli del cibo gli è venuta ascoltando per caso un team radio di Pierre durante le ore di noia in griglia; un piccolo pensiero per distrarlo nel weekend più difficile dell'anno.

Pierre non si vede in giro, finché non esce dal bagno dell'hospitality, sussultando alla presenza improvvisa di Max. Si passa una mano sul viso, pallido e visibilmente provato.

"Ho appena vomitato," confessa schietto, con una smorfia di disagio.

Max resta un attimo a fissarlo, svuotato e stanco. Senza dire una parola, sparisce per un minuto nel corridoio e torna con una lattina di Red Bull e un bicchiere vuoto. Ne versa un po' e la porge a Pierre, che lo guarda scettico, sollevando un sopracciglio.

"Bevi. La Red Bull sgasata è un ottimo antiemetico," dice Max, sbrigativo.

"Grazie, dottor Verstappen," ribatte Pierre con un mezzo sorriso sbiadito, prendendo un sorso.

Max non è mai stato il tipo da grandi discorsi consolatori, e sa che Pierre non vuole frasi fatte. Aspetta semplicemente che sia l'altro a parlare.

"Siamo fatti di carne, ma qui dentro pretendono che tutti abbiano i nervi d'acciaio," dice Pierre, appoggiandosi al tavolo. Un pilota deve gestire la pressione e mostrarsi sempre indistruttibile, ma con Max non ha paura di abbassare la guardia.

"Va bene così. Avevi troppa tensione accumulata per questo weekend," risponde Max, lasciando da parte il tono duro.
"Tenersi tutto dentro fa schifo. È solo veleno."

Questo briciolo di comprensione diretta, senza filtri, è abbastanza per far crollare la finta compostezza di Pierre. Max gli afferra le mani, che sono ancora strette in due pugni rigidi, e gli passa un fazzoletto pulito per asciugarsi le lacrime che hanno iniziato a scendere quasi senza che se ne accorgesse.

Quando la situazione si calma, Pierre punta gli occhi sul pacchetto unto lasciato sul tavolino. Afferra il panino ancora caldo e dà un morso deciso, visibilmente soddisfatto.

"La prossima volta sarò molto più esigente nei miei team radio," commenta con un lampo di ironia.

Sentire quel tono sarcastico fa fare a Max un sospiro di sollievo. Il pilota della Red Bull fa spallucce, tornando al suo solito atteggiamento.

"Spera solo di avere desideri realistici," ribatte Max.

Il sorriso di Pierre si trasforma in un ghigno furbo, e i suoi occhi, ancora un po' lucidi, brillano di una luce decisamente più viva.

"Potrei chiederti di portarmi a fare un giro a Hasselt stasera. In fondo, è la tua città natale e dista meno di cento chilometri da qui."

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