Work Text:
Clint gemette tendendo la schiena, la tastiera del letto a cui erano legati i suoi polsi stridette e le corde che gli stringevano le mani arrossarono la pelle. Natasha si chinò aderendo con i seni nudi al petto di lui, gli poggiò l'indice sulle labbra socchiudendo le labbra rosse.
“Sssh. Rovinerai il divertimento” sussurrò.
Clint la guardò con gli occhi lucidi, percepiva il calore delle cosce di Natasha sopra il proprio bacino e lo sollevò strofinando l'erezione contro di lei. Natasha si ritrasse sedendosi sulle sue ginocchia, si chinò all'indietro carezzando le corde che legavano le caviglie di Clint e sorrise seducente piegando il capo di lato.
“Non vorrai che usi la corda anche per legarti lì, vero?” mormorò.
Clint fremette, tese spasmodicamente le braccia muscolose; le corde gli graffiarono la pelle.
“Tasha ...” mugugnò.
Natasha risalì con la mano lungo l'interno coscia di Clint, gli sfiorò i testicoli con le dita sottili e lo sentì tendersi. Sorrise socchiudendo le iridi color ghiaccio, seguì il profilo di una vena sporgente dell'erezione dell'altro con l'unghia fino in cima. Passò il dito sulla punta, osservando Clint tendere il busto trattenendo il fiato. Natasha si leccò le labbra, si portò la mano tra le cosce e le allargò davanti al volto di Clint.
“Guarda” ordinò.
Si penetrò con due dita, Clint gemette osservando le falangi di lei sparire e ricomparire dalla peluria rossa. Deglutì, alzò il bacino tendendo tutti i muscoli; le corde gli segarono le caviglie e quelle ai polsi si sporcarono di sangue.
“Natasha” mormorò implorante.
Natasha socchiuse gli occhi, estrasse le dita e le portò davanti alle labbra di Clint.
“Comportati bene, se non vuoi che la vedova ti mangi” sussurrò.
Scese fino a slegargli le caviglie, Clint sospirò allargando le gambe tese e allungò le dita delle mani. Natasha gli slegò le mani, Clint rilassò le spalle e socchiuse gli occhi rilassando le braccia. Natasha sorrise lasciando andare le corde, allargò le gambe e si fece penetrare; osservando l'altro sobbalzare e afferrarle i fianchi di scatto. Clint gettò il capo all'indietro gemendo, si puntellò con i talloni sul materasso e dilatò gli occhi grigio-verdi osservando i seni di Natasha ondeggiare su di lui. Natasha mugolò, premette le mani sul ventre di Clint e fece leva facendolo uscire da lei. Piegò il collo all'indietro, i capelli rossi le coprirono le guance candide e le spalle sottili. Clint si leccò le labbra, fece leva spingendola sotto di sé e affondò in lei gemendo. Natasha ansimò, gli strinse le braccia al collo e piegò le ginocchia.
“Non, non avrei”, mugolò, chiudendo gli occhi, “avrei dovuto toglierle” sussurrò.
Clint ghignò, le strinse una natica spingendo dentro di lei e si chinò, le morse l'orecchio e soffiò.
“Non esistono corde che possono impedirmi di averti” mormorò.
Natasha gemette, gli graffiò la schiena spingendosi in avanti e oscillò il capo socchiudendo gli occhi.
“Le vedove”, ansimò, sentendo le spinte più profonde, “le vedove mangiano i compagni”.
Clint le strinse più forte la natica, le morse il collo sentendo il respiro di lei contro i propri capelli corti; ansimò con forza percependo il membro pulsare.
“I falchi non sono una preda” mormorò.
Natasha affondò le unghie nella schiena di lui sentendolo venire, tese la schiena e mugolò rilassandosi sul materasso. Clint affondò il volto nel cuscino, regolarizzò il respiro e socchiuse gli occhi. Natasha gli carezzò le spalle, gli sollevò il mento e lo fissò.
“E allora cosa sei?”.
Clint sogghignò, allungò la mano e sollevò le corde ondeggiandole.
“Un cacciatore”.
