Work Text:
Quando era entrata a far parte dello Shield, Jemma Simmons aveva messo in conto tante cose. Aveva persino preso in considerazione la possibilità di perdere qualcuno e aveva realizzato che, per far sì che questo non accadesse, si sarebbe dovuta adattare ad usare le sue conoscenze scientifiche anche in campo medico. La sola idea l'aveva naturalmente spinta a fare di tutto per prepararsi a quell'evenienza. Operare un'amica, però, non è qualcosa per cui ci si può preparare.
Jemma lo aveva fatto comunque. Aveva raccolto tutto il suo affetto per Bobbi e le sue preoccupazioni per lei e per tutto ciò che stava succedendo e li aveva chiusi nella sua scatolina immaginaria, come era abituata a fare con le emozioni che non sapeva affrontare. Poi si era concentrata sulla parte che sapeva gestire bene: la scienza.
Solo grazie alla scienza ora Bobbi aveva una chance di sopravvivere.
Jemma sentiva ancora di non respirare. Non c'era più nulla che potesse controllare, né il risveglio della sua amica, né tanto meno tutto ciò che continuava ad accadere attorno a loro.
Tutto era caos.
L'unico che sembrava non rendersene conto era Hunter. Se ne stava lì immobile e sembrava riuscire a vedere solo Bobbi.
Jemma lo vide prenderle una mano e osservò la sua espressione cambiare al solo contatto. Improvvisamente sentì anche lei di aver bisogno del tepore e del conforto di un tocco familiare. Le venne subito in mente Fitz e si rese conto che in quello stesso momento lui doveva essere nel bel mezzo dei preparativi per una missione pericolosa. La sua mente le fece il brutto scherzo di farglielo immaginare steso su quel letto, al posto di Bobbi, come se la realtà non fosse già abbastanza dolorosa. In questo scenario si accorse di immaginarsi al posto di Hunter.
Aveva già rischiato di perdere Fitz e aveva sentito la sua mancanza, ma non si era mai fermata ad analizzare i suoi sentimenti. Era stata troppo impegnata a sopportare di vederlo rischiare la vita e poi subire le conseguenze di ciò che aveva vissuto.
Avrebbe solo voluto essere capace di raccogliere i cocci e ricomporli, aiutarlo a tornare quello che era… in fin dei conti, nessuno lo conosceva meglio di lei. Aveva persino studiato la sua cartella medica, nonostante l’equipe specializzata che già si occupava di lui, perché voleva essere quella in grado di trovare la soluzione in cui nessuno sperava più, come lui aveva fatto per lei in passato... invece si era rivelata quella che lo agitava e rendeva ancora più complicata la guarigione.
Così era andata via. Aveva persino avuto paura del momento in cui si sarebbero rivisti. Era tornata solo quando era stata costretta dalle circostanze e anche allora si era concentrata sugli effetti che la sua presenza avrebbe potuto avere su Fitz, mai su quelli che lui aveva su di lei.
Poi era stata distratta dai mille inevitabili problemi allo SHIELD e li aveva sfruttati inconsapevolmente tutti, come una musica a cui aveva alzato il volume per sovrastare il rumore che non voleva sentire, ma che non poteva coprire davvero.
Hunter aveva appena spento la musica.
Finalmente Jemma si concesse di pensare davvero a quello che Fitz le aveva detto sul fondo dell'oceano. Si rese conto di come le era mancato. Non quanto, perché le erano mancati tremendamente tutti, ma come. C'era qualcosa di diverso nel modo in cui desiderava la sua presenza, qualcosa che forse non poteva essere incasellato solo nell'amicizia, nonostante quella fosse l'unica opzione che si era permessa di considerare. L'alternativa era rischiosa, ma la verità era che ricordava benissimo di averci pensato in passato. Così come ricordava l'effetto inaspettato che aveva avuto rivederlo dopo tanto tempo. Un solo sguardo da lontano era stato un colpo al cuore e l'aveva mandata completamente in subbuglio. Parlargli poi, rendersi conto che non era arrivato ad odiarla per essersene andata, vedere concretizzarsi la possibilità di tornare l'uno nella vita dell'altra, le avevano regalato più speranza e gioia di quanto fosse preparata ad ammettere.
Erano emozioni che aveva provato a giustificare e mettere da parte, ma non si trattava del genere che poteva chiudere nella sua scatolina di ansie e preoccupazioni. Non le sembrava il posto giusto. Pensò che forse non è giusto neanche realizzare di amare qualcuno solo nel momento in cui si pensa di perderlo, ma certe cose non si possono evitare per sempre. Hunter aveva spento la musica, Fitz stava per affrontare gli inumani di Jiaying e tutti i segnali che Jemma era riuscita ad ignorare fino a quel momento erano più rumorosi che mai.
Rumore, rumore, rumore.
Jemma smise di pensare e iniziò a camminare. Non era sicura di sapere dove fosse Fitz, eppure lo trovò subito.
