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Italiano
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Published:
2023-07-24
Words:
1,278
Chapters:
1/1
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3
Kudos:
22
Hits:
264

Troppo caffè

Summary:

"Allora? Ti è venuto sonno?"

"Dopo il tuo caffè? Impossibile. Mi è venuta fame."

Work Text:

"Io sognavo un'altra vita..."

Teresa ci pensa ogni mattina, mentre beve quel caffè fortissimo che le distrugge le papille gustative ma di cui non può più fare a meno, mentre Ciro le sgambetta intorno e le chiede di essere preso in braccio chiamandola "Esa! Esa!" Invece il mondo decide da solo da che parte andare e, forse, il mondo ha ragione.

"Io sognavo un'altra vita…" Carmela ci riflette mentre dice a Teresa "Pensaci tu, mentre io preparo la colazione. E metto su un'altra caffettiera." Ma anche quella vita le va benissimo. Anzi, è addirittura meglio.

**

 

 

Quell'odore di ospedale non riusciva a toglierselo di dosso. Era inutile fare docce in continuazione o ricorrere al profumo. Ormai ce l'aveva nella testa.

Teresa aveva suonato, bagnata fradicia per l'acquazzone che l'aveva sorpresa per strada. Quindi, oltre che di ospedale, ora odorava anche di cane bagnato. E aveva rischiato di fare un clamoroso scivolone con lo scooter. 

Sapeva che Carmela le avrebbe sbattuto la porta in faccia. Era un suo diritto. E lei non aveva giustificazioni. 

Vedersi tutti i giorni in rianimazione sperando che Edoardo si svegliasse non le aveva rese di certo amiche. 

"Che vuoi? Come lo sai dove abito?"

Carmela non aveva urlato. Nessuna piazzata delle sue. Forse Ciro stava dormendo. Lei no. Lei era sveglia. Teresa lo capiva dal riverbero del televisore. D'altra parte, chi andava a dormire alle dieci?

"Non lo so che voglio… Forse, se litighiamo, riuscirò a dormire." Stava rabbrividendo. Sarebbe stato troppo chiederle un asciugamano? Grondava acqua piovana.

"Ah, allora accomodati. Posso prenderti per i capelli?" le aveva risposto Carmela. 

Teresa non sapeva se dicesse sul serio. Probabilmente sì. Doveva sembrarle davvero miserabile. Ma almeno, l'acqua piovana sulla sua faccia avrebbe coperto eventuali lacrime. 

"Dai, entra, metto su il caffè. E ti prendo qualcosa di asciutto."

E lei era entrata, pure se erano le dieci e il caffè non le sembrava una grande idea per combattere l'insonnia.

***

Che faccia tosta, quella biondina. Presentarsi da lei, in quel modo, senza avvisare, forse con la speranza di beccarla struccata e in pigiama. Cosa che era successa, ovviamente. Carmela l'aveva fatta entrare solo per verificare se quelle sul suo faccino d'angelo fossero davvero occhiaie. Be', lo erano.

Aveva un brutto aspetto, davvero, e non solo perché era fradicia come un babà. Carmela si sentiva un po' in colpa. Se era pallida e smunta era perché si faceva salassare per Edoardo.

Dunque loro erano la moglie e l'amante. Che bel quadretto.  Anzi, che schifo. Avrebbe dovuto buttarla fuori. Ma l'aveva vista piangere più di una volta, in ospedale. Anzi, avevano pianto insieme, abbracciate come due cretine. E non poteva mica scordarselo. Quindi le aveva portato caffè e sfogliatelle mentre lei si asciugava e si infilava un suo completo elasticizzato viola e pieno di strass che con lei non c'entrava davvero niente. 

Teresa aveva detto "grazie", pigolando come faceva di solito. Forse quelle della sua classe sociale sapevano solo pigolare. Glielo insegnavano fin da piccole.

Avevano bevuto il caffè e se ne erano rimaste zitte, sedute a fissarsi al tavolo della cucina, anche se avrebbero avuto tanto da dirsi, ma sembrava che nessuna delle due avesse voglia di tirare schiaffi. 

"Io non lo sapevo. Non lo sapevo di te" aveva mugolato Teresa mordendo una sfogliatella.

"È sempre così" le aveva risposto Carmela. Quindi era il momento delle giustificazioni inutili. "Bella sorpresa. Gli uomini sanno essere dei veri maiali, quando si tratta di fare i loro comodi, stellina."

E lo aveva capito all'improvviso perché Edoardo aveva perso la testa. Perché Teresa non le somigliava per niente. Era delicata, raffinata, aggraziata e un sacco di altre cose che finivano in "ata" che non le venivano in mente, in quel momento. Teresa ti faceva venire voglia di proteggerla.

"Io me la farò passare, te lo prometto. Quando si sveglia, io sparisco" le aveva detto con quegli occhioni innocenti.

"Me lo segno" aveva risposto Teresa tirando fuori un sorriso. "Allora? Ti è venuto sonno?"

"Dopo il tuo caffè? Impossibile. Mi è venuta fame."

*** 

Quella casa era colorata e caotica e, stranamente, le piaceva. Carmela aveva messo su un film. Una roba su Netflix, su un soldato che si innamorava di una ragazza messicana. Il volume era basso per non svegliare Ciro, ma la trama si capiva lo stesso. E c'era pure il lieto fine. "Mi sa che devo andare, adesso" le aveva detto Teresa. Era mezzanotte passata. Non potevano andare avanti a caffè e dolci. 

"Non ti mando in giro da sola a quest'ora. E poi piove ancora. Ti preparo il divano." 

Carmela l'aveva sorpresa. E lei lo aveva proprio capito perché Edoardo non l'avrebbe mai lasciata. Carmela trasmetteva calore. Era solare, vivace, irruente e tutte le cose che lei non sarebbe mai stata. Ed era bella anche senza trucco. Quella era stata la scoperta che le aveva fatto più male.

"No, sul serio. Vado" aveva insistito Teresa, anche se non ne aveva voglia.

"Almeno fatti venire a prendere da qualcuno." Carmela sembrava preoccupata sul serio. Commovente. "Ti riporto io lo scooter domattina."

"Ti arrabbi se torno anche domani sera?" le aveva chiesto Teresa, senza sapere perché. Le era uscito così, senza un senso. Ma era stata bene. Maledizione.

Carmela era saltata giù dal divano ed era sparita nei meandri dell'appartamento. Poi era riapparsa con coperte, lenzuola e cuscini. "Tu dormi qua. Non ti voglio sulla coscienza. Mi hai già dato abbastanza rogne."

 

***

 

 

"Cosa guardi?" le aveva chiesto Carmela. E lei le aveva risposto che stava solo fissando il vuoto. 

"Niente". Mica poteva dirle che si sentiva in colpa, perché non voleva più che la situazione cambiasse. E sarebbe cambiata, non appena avrebbero dimesso Edoardo. 

"Pensavo che dovremmo fare un viaggio. Una bella crociera. Io, te e Ciro. Appena Edoardo starà meglio. Una roba tra ragazze che se la spassano."

"Uh, che bella idea. Non sono mai stata in crociera." Carmela stava già immaginando grandi cose. Ormai Teresa conosceva benissimo quell'espressione. Un cappello ampio. Un cocktail in una mano. Un costume sexy. Una passeggiata sul ponte con tutti che si giravano a guardarla. 

"Lo sai che Edoardo ci guarda strano?" le aveva fatto notare Carmela tornando in sé.

"Perché siamo amiche nonostante lui?" Era il momento di affrontare la questione. Quanto erano amiche? E che genere di amiche erano? Ed era vero che Carmela le piaceva più di Edoardo o stava facendo un macello con quello che sentiva dentro?

"O forse siamo amiche grazie a lui" aveva sottolineato Carmela.

"Sarà un casino, lo sai?" Comunque stessero le cose, fra loro tre, non sarebbe stata facile da gestire.

"Che termini poco da signorina…"

"Dai, piantala."

Sì, le diventava sempre più chiaro perché Edoardo volesse stare con Carmela. Carmela era unica. Neppure lei avrebbe più  saputo farne a meno. Né  di lei né  del suo caffè.

***

Una crociera con Teresa. Le venivano sempre delle strane idee. Forse le ragazze per bene ragionavano così. A idee strane. E perché no? E aveva proposto pure di portare Ciro. Tanto Teresa gli piaceva da matti. A volte Carmela era quasi gelosa. Quasi.

Solo che Teresa piaceva da matti  anche a lei. Che cosa strana. Una volta avrebbe voluto strozzarla. Adesso non avrebbe voluto proprio che se ne andasse dalla sua vita. Pazzesco.

Però capiva perché Edoardo era stato sul punto di mollarla per Teresa. Era una tale principessa… e non perché se la tirasse, eh. Perché era gentile. Le mancavano solo gli uccellini che le svolazzavano intorno mentre cantava, a quella Bella Addormentata lì.

Forse avrebbe dovuto cominciare a pensare a come sistemare le cose quando Edoardo sarebbe tornato. Ma, al momento, non le importava proprio. 

"La colazione è pronta." aveva detto a Teresa. "E il caffè sta uscendo."