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Like an itch I can't scratch (Traduzione Italiana)

Summary:

"Ehi, stai bene?"

Buck solleva lo sguardo, sorridendo mentre Eddie lo raggiunge nello spogliatoio.

"Si." Si ferma per sollevarsi le maniche della maglietta e grattarsi quell'incessante prurito che lo sta facendo diventare matto. "Non lo so. Forse mi è andato a finire qualcosa addosso durante l'ultima chiamata?"

Notes:

Prompt - BTHB Allergic Reaction - Eddie cambia il tipo di detersivo per la lavatrice o lo shampoo o qualcosa e ops -- capiscono eventualmente che Buck è allergico alla fragranza.

(See the end of the work for more notes.)

Work Text:

 

 

"Ehi, stai bene?"

Buck solleva lo sguardo, sorridendo mentre Eddie lo raggiunge nello spogliatoio.

"Si." Si ferma per sollevarsi le maniche della maglietta e grattarsi quell'incessante prurito che lo sta facendo diventare matto. "Non lo so. Forse mi è finito qualcosa addosso durante l'ultima chiamata?"

Eddie si lascia cadere nella panca, la sua bocca che si contorce in una smorfia. "Perché non hai detto niente?" Si sporge verso il suo braccio, tracciando un dito lungo uno dei segni rosso acceso che Buck ha grattato all' interno delle sue braccia.

"Non l'ho notato," dice Buck sincero. "E non c'è niente sulla mia uniforme." Afferra una maglietta di ricambio dalla sua borsa. "Mi faccio una doccia e finisco di lavarmi via qualunque cosa essa sia." Coglie lo sguardo preoccupato di Eddie. "Va tutto bene. Probabilmente mi prude soltanto per il sudore o altro."

La doccia aiuta e quando finalmente si veste la sensazione di bruciore si è un pò affievolita. Probabilmente la maglietta è stata troppo tempo dentro la sua borsa. E' leggermente stantia, ma è meglio di qualunque cosa è riuscito a rovesciarsi nell'altra.

"Meglio?" chiede Eddie, ancora seduto sulla panca dello spogliatoio. Tira a sé Buck, costringendolo a posizionarsi in mezzo alle sue gambe.

Sollevandogli le maniche fin sopra i gomiti, Eddie controlla se c'è qualche segno di ferita, ma a parte qualche graffio dovuto alle sue unghie, la pelle è intatta.

"Sto bene," Lo rassicura Buck. "Sono sicuro non fosse nulla."

 

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Non riesce e mettersi comodo. Il retro di entrambe le sue ginocchia prudono e bruciano. Sente una striscia di fuoco lungo la schiena e Buck non sa davvero cosa vuole fare di più, se grattarsi o strapparsi via le pelle.

"Buck, smettila di muoverti." La voce assonnata di Eddie irrompe nell'oscurità.

"Scusa."

Girandosi su un lato, Buck chiude gli occhi sperando nel dolce sollievo del sonno.

Ignoraloebastanongrattarloignoraloebastaignoraignora

Dio, quanto vuole grattarsi.

Cede, affondando le dita sulla quella striscia pruriginosa lungo la spina dorsale. Brucia, ma il bruciore lo distrae dalle formiche che gli corrono sotto la pelle.

Continua a muovere la mano verso l'alto, grattandosi in mezzo alle spalle e sopra sul collo.

"Buck--" Eddie si gira a guardarlo nel buio. Buck riesce a immaginarsi la sua faccia, illuminata dall'orologio digitale sul comodino. "Ehi, che succede?"

"Non volevo svegliarti," dice Buck, mantenendo la voce bassa. "E' solo che non riesco a mettermi comodo." Getta via le coperte. "Torna a dormire."

"Aspetta." Girandosi, Eddie si sporge verso la lampada vicino al letto. La accende, inondando la stanza di una calda luce gialla. "Gesù, Buck, il tuo collo."

"Eh?" Alzandosi, Buck si dirige verso lo specchio sopra il cesto della biancheria.

La pelle del suo collo è rossa e irritata, con striature rosse dove ha lacerato la pelle.

"Fammi vedere." Eddie accende la luce sovrastante e guida Buck verso il letto per farlo sedere. "Sembra un qualche tipo di sfogo," dice, strattonandogli la maglietta. "Forse una reazione allergica a qualcosa?"

"Non sono allergico a nulla," insiste Buck, lasciando che Eddie gli sollevi la maglietta sopra la testa.

"Questo chiaramente dice tutt'altro," osserva Eddie, lasciando cadere il cotone sul pavimento. "Hai la nausea?" Le sue mani sono calde sulle spalle di Buck.

"No."

"Sensazione di costrizione al petto? Formicolio o intorpidimento in bocca?"

"No." Buck si gratta la clavicola. "Mi sento bene," insiste, afferrando le mani di Eddie e costringendole a fermarsi. "Mi prude da morire e basta, e brucia un pò dove ho scorticato la pelle."

"Fammi vedere."

Con un sospiro Buck si volta, mostrando a Eddie la schiena.

"Gesù." Un dito traccia la sua spina dorsale e Buck rabbrividisce. "Resta quì, vado a prendere un asciugamano."

"Non disturbarti." insiste Buck. "Vado a farmi una doccia. Tu dovresti tornare a letto."

"Pensi che riesca a dormire adesso?" chiede Eddie incredulo, le sopracciglia sollevate. "Potresti avere una grave reazione allergica."

"Eddie, mi stavo scavando la pelle nell'ultima ora, forse nelle ultime due." Buck scava nel cassettone per un fresco paio di pantaloni. "Credo che se fossi stato sul punto di smettere di respirare sarebbe già successo."

"Non è divertente," dice Eddie, seguendo Buck nel corridoio verso il bagno. "Conoscendo i tuoi trascorsi, potrebbe ancora succedere."

"Torna a letto, Eddie."

 

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Buck si sveglia nel divano. Non ricorda di essersi addormentato. Aveva quasi rinunciato all'idea.

La tv è spenta. Stava guardando dei film su Netflix ma la connessione dev'essere scaduta e spenta dopo che si è addormentato.

"Ehi, come ti senti?" Eddie cammina lungo il corridoio, fermandosi vicino a Buck sul divano.

Ha delle chiazze rosse irregolari e squamose all'interno del braccio, il collo e sotto le braccia.

"Sto bene."

Eddie non sembra credergli, ma non lo esorta su questo.

"La scorsa notte ho letto che un bagno alla farina d'avena può aiutare."

"Un bagno alla farina d'avena?" Buck ride. "Hai dormito almeno un pò stanotte?"

"No, non proprio."

Buck si sente uno stronzo. "Mi dispiace, Eds."

"Non è colpa tua," dice Eddie, alzandosi. "Davvero." Solleva Buck in piedi e lo porta in cucina, rovistando intorno alla dispensa in cerca di un pacco di farina d'avena.

 

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"Ehi Eddie, sto lavando la mia uniforme, vuoi buttare dentro qualcosa?"

Buck sporge la testa fuori dalla lavanderia, cercando Eddie.

"Si." Eddie emerge dalla stanza di Chris. "Puoi lavare l'uniforme scolastica di Chris?"

La butta all'interno della lavatrice e Buck prende il detersivo. "Questo non è quello che prendiamo di solito." Mette un misurino di polvere nella lavatrice.

"Si che lo è." Eddie afferra la scatola da lui. "Hanno solo rifatto la confezione."

Le parole Nuova Profumazione sono sparate sul fronte della scatola, e all'improvviso capisce.

"E' il detersivo."

Gli occhi di Eddie scattano dal viso di Buck a tutto il carico di bucato posato sopra la lavatrice. 

"Togliti i vestiti."

"Eddie-"

"E' il cazzo di detersivo!" Eddie regge la scatola come se potesse esplodere.

"Si, quello lo abbiamo già stabilito." dichiara Buck, spegnendo la lavatrice. Ha già aggiunto la polvere per bucato, dovrà solamente farla andare un paio di volte.

"Ho lavato le lenzuola con questo," dice Eddie.

"Lo so, ero lì," Buck gli ricorda. "Non è colpa tua. Non mi era mai successo prima."

Eddie lo guarda.

"Buck, vuoi per favore cambiarti i vestiti?" chiede. "Dovrebbe esserci qualcosa nell'armadio che non è stato lavato di recente. Vado a buttare questo nella spazzatura."

 

 

 

Notes:

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