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Da quando Yuffie aveva messo piede nella hall dell’hotel Edge non aveva fatto altro che guardarsi intorno con fare incuriosito: l’invito a quella serata di gala non l’aveva certo entusiasmata, ma oramai che c’era la cosa migliore da fare era divertirsi — a modo, s’intende e difatti stava cercando con loro sguardo un’affascinante presenza con la quale sollazzarsi.
Non doveva essere difficile scorgere qualcuno di interessante dato che a quella serata di beneficienza partecipavano diversi volti noti dello spettacolo e se in un primo momento aveva immaginato di puntare su Vincent Valentine, il celebre giornalista conosciuto in tutta Midgar, una volta adocchiato aveva immediatamente cambiato idea quando lo aveva visto starsene in disparte con aria annoiata; non voleva certo rischiare che tenesse il muso anche durante il sesso.
Con passo deciso si avviò verso il centro della sala, ancheggiando in quel suo tubino nero che le fasciava alla perfezione il corpo minuto e tenendo un piglio sicuro e leggermente altezzoso.

« Posso offrirti da bere? » sentì dire da qualcuno alle sue spalle che scoprì stesse parlando con lei una volta che si era girata verso di lui — e per fortuna, altrimenti avrebbe fatto una figuraccia e mai sia per una come lei.

« Offrirmi da bere? Direi che c’è poco da offrire considerato che i drink sono compresi nell’invito, ma farò finta di niente. » gli disse, afferrando successivamente il bicchiere di vino che l’altro aveva recuperato dal vassoio che uno dei camerieri presenti in sala portava con sé.

« Yuffie, giusto? »

Prima di rispondergli rimase a osservarlo con attenzione, ignorando del tutto il fatto che potesse essere inopportuna. Si trattava di Snow Villiers, noto cantante della rock band N.O.R.A. e se anche non lo aveva mai conosciuto di persona, poteva dire di saperne abbastanza delle sue canzoni essendo un’appassionata di musica e beh, dopo averlo visto da vicino poteva ben dire di essere diventata anche appassionata della sua persona.
Sì, era esattamente il tipo che fisicamente l’attraeva e ora non le restava di capire se potesse esserci una qualche sorta di chimica fra loro.

« Sì, giusto. Tu saresti? » domandò fingendo di non saperlo, mentre portava alle labbra il calice di cristallo sorseggiando il vino.

« Fingerò di credere che tu non sappia chi sono. »

« Perché dai per scontato che le persone non possano ignorare la tua esistenza? » ribatté la ragazza guardandolo con sfida, aggrottando le sopracciglia nel momento in cui l’altro si lasciò scappare un ghigno divertito.

« Forse perché la mia musica è parte della colonna sonora del tuo prossimo film, milady? » a quelle parole Yuffie rimase letteralmente spiazzata: lo sapeva che avrebbe dovuto ascoltare il suo manager quando qualche giorno prima aveva cercato di darle le ultime novità riguardo al lavoro, ma dato che non era nel mood adatto aveva preferito liquidarlo in maniera sbrigativa.

« Oh… » si lasciò sfuggire arricciando le labbra. « Non sono stata informata di questo, però hai ragione, poco fa fingevo di non conoscerti. »

Allungò una mano verso di lui, lasciando che gliela stringesse e ne accarezzasse il palmo col pollice. Con delicatezza. Cosa che accese di maggiore interesse la giovane attrice che constatò che il biondo fosse della sua stessa veduta per quella serata.

« Allora… Snow, giusto? » domandò lei, cominciando ad incamminarsi verso la sala del buffet in cerca di un posto dove sedersi seguita dall’altro. « Cosa ti ha spinto a offrirmi da bere? »

Si sedettero a un tavolino appartato, con Snow che studiava l’espressione incuriosita della ragazza mentre faceva roteare distrattamente il calice con una mano.

« Volevo semplicemente vedere se sei degna di avere la mia musica come sottofondo. » ridacchiò lui, poggiandosi al tavolo e sporgendosi più verso di lei. « Nah, la verità è che ti ho vista sulla locandina e ti ho trovata interessante. »

Lo disse con aria sorniona ma sincera, tanto che spiazzò Yuffie che normalmente non si lasciava sconvolgere da coloro che ci provavano con lei dato che era abituata, ma non si aspettava tanta schiettezza e soprattutto non aveva proprio calcolato potesse darle proprio una risposta del genere — risposta che a dirla tutta l’aveva allettata, facendole capire che sì, decisamente avevano le stesse intenzioni.

« Oh… ma davvero? » gli sorrise con malizia mentre portava il bicchiere alle labbra e accavallava le gambe in un movimento fluido. « Neanche tu sei affatto male, devo ammetterlo. Anche se credi che molto sia dovuto al fascino della chitarra. »

« Sei un intenditrice di musica? »

« Nah, solo di musicisti. » ridacchiò lei sbattendo le ciglia per poi fargli una linguaccia a cui Snow non riuscì a resistere.

« Direi che ti manca il musicista per eccellenza per stilare una classifica, non credi? » la ragazza a quelle parole si accese ulteriormente di interesse.

« Ci troviamo in un hotel, no? » suggerì senza tanti giri di parole, tanto che il biondo annuì comprendendo subito dove lei voleva andare a parare; finirono il poco vino rimasto nei calici e assieme si diressero alla reception per farsi dare una stanza.

*

Snow riusciva a leggere la voglia che l’altra aveva di lui attraverso i suoi occhi lucidi e colmi di desiderio. Rimase quasi incantato ad osservare il labbro inferiore imprigionato fra i denti di lei mentre si sistemava fra le sue cosce che nel mentre accarezzava con delicatezza.
Si beò del gemito che riverberò nell’aria nel momento in cui accostò le labbra alla sua intimità, sfiorando la pelle accaldata con la lingua in una carezza che ebbe il potere di incendiarla.

« Tutto qua quello che sai fare? » ansimò lei, sfidandolo e chiedendo tra le righe molto di più.

« Sei esigente, tesoro. » le disse divertito prima di regalarle tutte le attenzioni che implicitamente richiedeva e dunque, con decisione cominciò a succhiare dapprima le labbra glabre, dopodiché si concentrò sul clitoride intirizzito dal godimento.

Sentire il suo sospiro aumentare di intensità fu un incentivo a darle sempre, sempre di più e, accompagnando i movimenti della lingua, inserì due dita nell’apertura umida, penetrandola con movimenti decisi.
Si staccò bruscamente da quel paradiso libidinoso — con disappunto di Yuffie — per poi sollevarsi sulle ginocchia e far aderire il sesso contro la pelle accaldata e bagnata di lei, impossessandosi delle sue labbra tremanti prima che potesse dar voce a qualsivoglia protesta.
Senza tante attese afferrò il proprio membro tra le dita e lo guidò fra le cosce della ragazza, penetrandola lentamente nonostante la situazione fosse infuocata al punto da mettere alla prova la sua delicatezza e pazienza.
Si lasciò sfuggire lui stesso un gemito per il piacere provato mentre si spingeva in lei, inizialmente piano poi via via aumentando il ritmo che andava di pari passo con i movimenti di lei che gli andava incontro, mentre i loro respiri si mischiavano.
Yuffie si aggrappò con forza alle spalle del musicista, graffiandolo con le unghie del tutto presa dalla passione; si staccò dalla sua bocca, non riuscendo più a concentrarsi su quel bacio che a dire il vero sarebbe stato capace di renderla inerme a prescindere dall’atto che stavano consumando e si lasciò andare contro la spalla di lui, chiudendo gli occhi e perdendosi nel piacere che quasi la stava facendo impazzire — dunque Snow aveva avuto ragione a sentirsi tanto sicuro di sé poco prima.
Snow la strinse maggiormente a sé mentre continuava a muoversi, posando le labbra fra i suoi capelli mentre anche lui si perdeva in quelle sensazioni intense quanto effimere.
Si lasciarono entrambi andare nel momento in cui l’orgasmo li colse, azzerando le energie di entrambi che rimase a lungo ansimanti a riprendere fiato abbracciati.

*

« Se devo confessarlo sono rimasto decisamente soddisfatto. » se ne uscì improvvisamente Snow interrompendo il silenzio mentre si allacciava la cravatta, vedendo con la coda dell’occhio lei sorridere mentre si allacciava il cinturino dei sandali col tacco.

« Credo che le mie impressioni sia inutile anche dirle considerando che probabilmente ti ho spaccato i timpani con le mie grida… » gli disse con una risatina divertita.

Decisamente lo aveva intuito da solo che aveva apprezzato, ma sentirla ammetterlo senza tanti giri di parole e con quel tono tra il divertito e il soddisfatto lo fece ridere.
Attese che Yuffie finisse di sistemarsi e poi assieme a lei si diresse alla porta, ma non l’aprì per il momento; posò le mani sulle spalle di lei, fissandola in quei suoi profondi occhi scuri.

« Yuffie, senti… » sussurrò con voce profonda, vedendo lei spalancare gli occhi non capendo se fosse per la sorpresa o per la curiosità. « Che ne dici se ci rivedessimo un giorno di questi? »

« T-Ti… a-ehm— Ti piaccio così tanto? » balbettò lei in preda all’imbarazzo, trovandosi per la primissima volta tanto coinvolta a causa di una delle sue fiamme occasionali — o almeno così credeva.

« Se così non fosse non ti starei chiedendo se posso portarti a cena fuori. » confermò, rivolgendole un sorriso dolce e così diverso dal suo ghignetto sornione che da quando si erano incontrati le aveva rivolto.

Yuffie si separò da lui, sciogliendo il contatto con le mani del ragazzo e dandogli le spalle con l’intento di non far vedere la propria espressione illuminata dalla contentezza e aprì la porta per poi cominciare ad avviarsi assieme all’altro verso l’uscita dell’hotel.

« Facciamo domani in orario da aperitivo? » esclamò improvvisamente senza riuscire a nascondere il nervosismo per quella situazione inaspettata quanto piacevole per lei. Si sentiva stupidissima in quel momento, quasi come una quindicenne alla prima cotta ma realmente, non le era mai capitato di prendersi una sbandata per una delle sue conquiste random.

« Perfetto! Dopo ti lascio il mio numero così poi mi dici dove devo passarti a prendere. » le disse lui, guardando l’orologio e rendendosi conto dell’ora tarda, tanto che senza dirselo decisero di dirigersi fuori per prendere ognuno il proprio taxi prima di separarsi.

Si dettero un lunghissimo bacio, quasi come se dovesse essere l’ultimo tanto era sentito, dopodiché seppur a malincuore si separarono per scambiarsi i numeri e darsi appuntamento al giorno successivo.
Entrambi, una volta saliti sulle rispettive auto, si cercarono con lo sguardo staccandosi gli occhi di dosso solamente quando i due mezzi partirono in direzioni diverse.
L’incontrò del tutto casuale di quella serata di era rivelato particolarmente interessante per tutti e due, anche se non avrebbero certo potuto immaginare di avere tutta quella voglia di rivedersi a breve — il reale desiderio era stato quello di non separarsi proprio, ma per il momento era meglio accontentarsi di quell’attesa che per assurdo si sarebbe rivelata lunghissima.