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The Sanremo Horror Glee Show - Volume 0

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Fabrizio ha da lavorare. E tanto, anche.

Non ha fatto in tempo a consegnare gli spartiti che già i suoi alunni sono pronti a scannarsi l’uno con l’altro.

L’unico che se ne sta in silenzio è l’occhialuto, quello che si ostina a indossare la sua parrucca bionda anche in classe, nonostante le botte prese dai suoi compagni cretini e le ammonizioni del preside. Fabrizio lo rispetta, in un certo senso. E immagina il motivo per cui resti così silenzioso.

«Non posso cantare con lui», è la lamentela che si è sentito ripetere di più in un’ora scarsa di corso.

Il ricciolino ha la voce troppo strascicata. Lo spilungone tende ad allungare all’infinito il suo tono nasale. E il ragazzino tutto tatuaggi e rabbia inespressa, quello che a Fabrizio ricorda se stesso da giovane, urla decisamente più del consentito anche in una canzone d’amore. L’occhialuto è stato l’unico a non lamentarsi, ma Fabrizio ha notato fin troppo bene le occhiatacce che lanciava ai suoi compagni di corso, da reuccio sdegnato appollaiato sul banco che usa come trono.

La prima lezione è stata un disastro, anche solo per capire in che tonalità far cantare quei ragazzi. Per questa, invece, Fabrizio ha un programma un po’ diverso.

Non può mescolare quei ragazzini ed aspettare che si amalgamino, sarebbe come fabbricare una bomba.

Quindi, li porta in cucina. Perché è certo che non saprebbero bollire l’acqua per la pasta, figurarsi preparare una torta.

E infatti, i suoi alunni non fanno altro che litigare: lo spilungone e il ragazzino arrabbiato per il tempo di cottura, il ricciolino per il gusto da dare all’impasto, l’occhialuto sulla loro incapacità di mettersi d’accordo.

E il pan di Spagna che esce dal forno del laboratorio è sbruciacchiato sul fondo e si sbriciola al minimo tocco.

Però quei quattro sono d’accordo solo su una cosa: il mezzo chilo di crema al cacao che spalmano su quel dolce. Stucco per delle crepe. E la torta, all’assaggio, non è neppure così stucchevole come atteso, ma neppure troppo amara.

«Voi siete così», è il commento finale di Fabrizio.

Un dolce imperfetto. Ma buono. Anche se l’opinione di quei ragazzini è che sia il cioccolato a rendere tutto più bello. A Fabrizio non importa.

Hanno messo il primo mattoncino per costruire la loro intesa, e questo è più che sufficiente.