Actions

Work Header

Say Goodbye Hollywood

Chapter Text

 

Sua madre aveva scoperto il lavoro di Fabrizio al pub, e gliene aveva chiesto conto. Senza ascoltarlo, al solito.

«Vuoi dimostrarmi che non so prendermi cura di voi?!»

L'aveva spinto giù dalle scale. I vicini erano tutti usciti sul pianerottolo al sentire le loro urla. Fabrizio si era spaccato un labbro, la gamba destra piegata sotto di sé, ed Ermal non era riuscito a fare altro che pregare loro madre di smetterla. Poi aveva rinunciato.

Aveva preso suo fratello per un braccio e se l'era trascinato via. Lontano da quel pianerottolo buio, il lunghissimo incubo che li aveva inghiottiti per anni.

Le luci del pronto soccorso erano stordenti. Al contrario, quelle della stanza sopra il pub erano rotte. Meglio, pensò Ermal. Erano abituati da una vita a restare in penombra.

Suo fratello riprese a suonare la chitarra in attesa che la gamba guarisse, Ermal prese il suo posto nel retrobottega, e della mamma non parlavano mai. Forse per paura che potesse trovarli al solo nominarla, e mettere fine a quel sogno fragile come ali di farfalla.

Aria, finalmente. Libertà.

 

Fabrizio guarì in tempo per ripulire il palco per la successiva serata di future band fallite.

Ermal notò che mancava ancora un nome nell'ordine delle esibizioni. Vi scrisse quello di suo fratello.

 

Fabrizio parve volerlo picchiare, quando lo seppe; invece corse in bagno a vomitare.

Ma era fatta, come gli spiegò il gestore del pub, troppo pigro per cercare un rimpiazzo migliore. Non doveva preoccuparsi di far schifo, gli disse – in quello che doveva essere un bizzarro conforto: sarebbero stati tutti ubriachi a fine serata, e poi nessuno avrebbe fatto troppo caso a un ragazzo come tanti.

Ermal non era d'accordo. E neanche il pubblico, a giudicare dagli applausi che partirono non appena Fabrizio lasciò andare le corde della sua chitarra.

Suo fratello quasi inciampò nel correre giù dal palco per abbracciarlo. Piangeva, rideva, il cuore che gli scoppiava di felicità come quello di Ermal.

La band che aveva suonato prima di lui si avvicinò loro. Cercavano qualcuno che aprisse i loro concerti. «E vogliamo te», dissero a Fabrizio. Si sarebbero spostati lungo tutta la regione, e poi, con un po' di fortuna, anche in altre.

«Solo se con me viene anche mio fratello», mise in chiaro Fabrizio.

Il frontman della band squadrò Ermal. Che decise immediatamente che non gli piaceva il suo sorriso. «Certo che può venire. Ci mancava solo un cucciolo da guardia.»

Ermal sentì la tensione scivolargli lungo le ossa, mentre Fabrizio gli stringeva la mano.

Era finita, dunque? O era stato tutto un unico, lungo sogno?