Actions

Work Header

Chapter Text

«Bella la scarpinata, ma ora voglio lanciarmi in acqua».

In cima a una collinetta di terra e piante costiere, Sandro si voltò con una risata. Aveva una pelle che si abbronzava in un attimo e i capelli arruffati dal vento, eppure con polo bianca e pantaloncini kaki sembrava appena sceso dalla barca. Gli mancavano i mocassini, in sostanza, e poteva avere tutte le ragioni per ridere delle lamentele di Milena.

Anche perché lei si sentiva sudata da far schifo, il prendisole appiccicato alla schiena dove sembrava si fosse condensato tutto il sudore del corpo, ma forse era solo lo zaino che contribuiva alla sensazione. Ringraziava di aver messo le scarpe di ginnastica per camminare tra le sterpaglie, ma allo stesso tempo i piedi le bollivano là dentro.

«Dai, Lena, qualche passo e vedrai la spiaggia».

«Sono dieci minuti che me lo dici e ancora non l’ho vista». 

«Ne abbiamo fatta di strada da allora. Forza!»

«Se oltre quella montagnola non trovo la spiaggia, giuro che–».

Sandro le prese la mano e la attirò dove era fermo lui, per poi indicare lo spazio davanti a loro con un ampio gesto del braccio. 

«Tadaaan!»

Erano davvero arrivati, questa volta. Si trovavano giusto prima della discesa –tra i massi– per una baietta deliziosa, con la sabbia bianca e il mare di un verde che sembrava fotoritoccato. Salvo che non avevano davanti una foto, ma la realtà.

La cosa migliore? Non c’era nessun altro oltre a loro. 

Era stato quello a convincerla a fare la scarpinata. La possibilità di trovare un angolo deserto in quell’isola piena di turisti.

«Okay, ti perdono, è bellissimo!» Gli afferrò il colletto della polo e gli schioccò un bacio sulla guancia. «Muovi quelle chiappe sode e portami giù».

Con una risata, Sandro fece per piegarsi e prenderla in braccio, e Milena emise uno strilletto poco dignitoso.

«No no, scendo con le mie gambe, ho solo bisogno di una mano a non scivolare».

«Guarda che non è un problema per me».

«Lo è per me, immagino solo la caduta rovinosa che potremmo fare».

Lui la guardò come a dire “non ti farei cadere, fifona”, ma poco le importava. Gli fece segno di precederla e Sandro la accontentò, non senza tenerla per mano e aiutarla con infinita pazienza davanti a qualche pezzo sdrucciolevole per il terriccio e i sassi allisciati dal passaggio e dalle intemperie.

Arrivati sulla sabbia, Sandro si tolse le scarpe di ginnastica e i calzini, e Milena fece lo stesso.

Poi con un gridolino saltellò verso il bagnasciuga, impaziente di raggiungere l’acqua e mettere i piedi a mollo, senza nemmeno fermarsi a lasciare lo zaino. 

«Aaaah, fresco» sospirò appena i piedi affondarono nel mare. 

Milena sollevò il viso verso il sole e aprì le braccia. Sua madre e i nonni non l’avevano mai portata al mare e l’unica esperienza che aveva avuto era stata a Sanremo, grazie a una delle case dei genitori di Amelia. In quella prima vacanza con Sandro stava vedendo posti diversi e stupendi, di quelli che aveva solo visto in cartolina. 

Questo però minacciava di essere il migliore, nonostante la scarpinata.

«Che fai, resti lì e non fai un tuffo?»

A proposito di Sandro.

«Certo che lo faccio, mi sto rinfrescando un attimo dalla cammina–». Milena sbatté le palpebre nel far caso a cosa lui si stava calando lungo i fianchi.

Era normale che togliesse polo e pantaloncini, ma… il costume?

«Cosa stai facendo? Non è un posto per nudisti!» Oppure si era persa qualche cartello?

«Non ci viene mai nessuno, possiamo permetterci un bagno al naturale». 

Sandro esitò con gli slip da mare pericolosamente bassi sui fianchi, al punto che si vedeva una grossa fetta della pelle ancora bianca al di sotto. Quella che lei vedeva solo nei momenti di privacy, ecco. Vederla così, sotto il sole le faceva uno strano effetto. Soprattutto nel basso ventre.

«Oppure ti imbarazza vedermi nudo?» la provocò lui, con un sorrisetto e un luccichio negli occhi che sapeva tanto di sfida.

«Fai pure, non è nulla che non abbia mai visto» disse Milena, incamminandosi fino al punto in cui lui aveva lasciato il suo zaino e stava abbandonando i vestiti. «Però puoi scordarti che io ti imiti. Almeno uno di noi deve conservare la propria dignità quando arriveranno altri turisti e vedranno le tue chiappe bianche».

«Ma sode, non dimentichiamolo». E detto ciò, Sandro si sfilò il costume e lo piegò sugli altri vestiti. 

Milena si liberò dallo zaino per resistere alla tentazione di tirare una manata a dette chiappe. 

«Vai pure, io voglio prima stendere i teli. Altrimenti quando usciamo dobbiamo rovistare negli zaini tutti bagnati».

Sandro le premette un bacio sulle labbra. «Non farmi aspettare a lungo» le disse e corse verso l’acqua.

Milena lo guardò saltare sulle onde e poi tuffarsi dove l’acqua sembrava più fonda, in un’edizione di Sandro così insolita ma che aveva imparato ad amare durante quella vacanza. 

Non che avesse dubbi su di loro come coppia, però più tempo passava con lui più scopriva aspetti che funzionavano bene. Per il resto, potevano parlarne e quella era un’enorme conquista dopo le sue relazioni passate.

Le labbra tirate in un sorriso, Milena recuperò il telo mare dallo zaino di Sandro e infilò al suo posto i vestiti, non senza esitare un attimo sul costume. Poteva lasciarlo fuori, magari con l’asciugamano ancora piegato e pronto da prendere per nascondere le sue vergogne agli ignari turisti.

Quel pensiero la fece ridacchiare tra sé mentre stendeva il suo telo e metteva gli zaini alle due estremità. Al che si liberò del prendisole e degli occhiali da sole, pronta anche lei a correre verso l’acqua.

Ma quando si voltò in direzione del mare, rimase un attimo imbambolata nel vedere Sandro che saltellava tra le onde e le faceva gesti.

«Sbrigati, Lena, l’acqua è bellissima!» le gridò. 

Era certa che lo fosse. Non vedeva l’ora di tuffarsi anche lei.

Però…

Milena si guardò intorno e, appurato che fossero davvero soli, tirò il cordino del reggiseno del bikini e lo lasciò cadere vicino agli slip di Sandro. Poi si piegò in avanti per farsi scivolare le mutandine lungo le gambe e abbandonò anche quelle sul telo.

Sandro non si agitava più in mare, ma era fermo con un sorriso enorme che illuminava tutto, come il sole.

Bon, o la va o la spacca.

«Arrivo!» gridò Milena e corse anche lei verso il mare.