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Non era un munch di Halloween senza Selene col suo mazzo di tarocchi. A Mauri piaceva gironzolare intorno al tavolo e assistere alle sue letture. Era affascinante come lei riuscisse a dare un senso a quei pezzi di cartoncino –per quanto con illustrazioni molto belle–, ma era la stessa fascinazione che aveva per un trucco di magia ben riuscito. 

«Vuoi che ti faccia una lettura?» gli chiese Selene, a fine munch, mentre lui si rigirava le carte in mano e salutava la gente che se ne andava. 

Era quel momento della serata in cui non aspettava altro se non di recuperare gli addobbi che avevano disposto loro nella sala, saldare il conto e andarsene. Avere qualcosa –non importava cosa– tra le mani per alleviare lo stress era sempre utile.

Perciò, guardò Selene con le sopracciglia inarcate. 

«Forse hai malinterpretato… se vuoi la smetto» disse lui, e le porse il mazzo di carte.

«Fai pure, la mia domanda non dipende dai tuoi tic nervosi. Sei in un periodo un po’ così, magari un aiutino esterno ti può servire far chiarezza».

Chiamarlo “periodo un po’ così” era un eufemismo. Un’altra relazione –kinky questa volta– andata malissimo e ormai Mauri non poteva più raccontarsi la storia che forse non si erano parlati a sufficienza, forse non avevano messo in chiaro le cose.

Le avevano messe molto in chiaro. Ma come al solito, trovava sempre donne che alla fine della fiera cercavano qualcosa di diverso da quel che cercava lui.

«Sai che non ci credo a queste cose?»

«Non c’entra crederci o meno. Pure Gabri concorda con me: a volte le carte danno uno spunto per trovare risposte che cerchiamo da tempo».

Mauri aveva le sue opinioni su quanto uno psicologo potesse trovare davvero utile per la terapia un metodo così aleatorio per trovare risposte. Ma lui che ne sapeva di psicoterapia, alla fine? Solo che una sua ex a furia di andare in terapia si era resa conto che quel che avevano non era quel che voleva anche lei.

Quindi poteva avere uno sguardo un po’ colorato dall’amarezza.

«E secondo te cosa potrebbe dirmi il cuore delle carte?»

Selene sollevò un angolo della bocca e Mauri non era certo di come si sentisse all’idea che lei avesse colto la citazione.

«Prendi la prima carta del mazzo» gli disse.

Mauri sfilò la carta dal mazzo e la girò. Gli amanti. Un uomo era in mezzo a due donne e sembrava avere l’imbarazzo della scelta. Un ritratto accurato della sua situazione, decisamente. 

La ruotò verso Selene.

«Mi rendi le cose complicate con questo modo di maneggiare le carte. Non riesco a capire se l’hai estratta capovolta o dritta».

«Fa la differenza?» chiese, ma aveva ficcanasato abbastanza durante letture delle carte da conoscere la risposta. «Tanto immagino che entrambe le interpretazioni non facciano al caso mio».

«Invece no. Dritta potrebbe indicare un incontro importante, una persona che potrà cambiare la tua vita. Al rovescio, indica un tuo atteggiamento nocivo che contribuisce alla negatività della tua situazione».

«Allora suppongo che fosse rovesciata, quando l’ho pescata».

Selene sollevò gli occhi al cielo. «Di sicuro ti metti d’impegno perché sia così».

Le ultime persone che indugiavano si decisero a lasciare la sala, permettendo loro di dichiarare il munch ufficiamente chiuso e iniziare a recuperare gli addobbi e gestire le questioni burocratiche con il locale.

Selene accompagnò Mauri a casa e non menzionò più i tarocchi, né il suo atteggiamento, né altro di troppo personale per lui. Se c’era una cosa in cui lei era molto brava, era a fiutare i territori paludosi e far girare i suoi stivali di pelle a largo dalla melma. Mauri si dispiaceva sempre che non avessero trovato quel che cercavano l’uno nell’altra, perché lei non era mica messa meglio.

Infine a casa, Mauri si abbandonò sul divano a sbollire un po’ prima di prepararsi per la notte. E, in automatico, sfilò il telefono dalla tasca per controllare i messaggi che si era perso durante il munch.

Non c’era granché…

Aspetta. 

Una mail gli balzò all’occhio, la notifica di un messaggio privato sul forum di femdom in cui era membro attivo per condividere un po’ le sue conoscenze di sub e fare la sua parte nell’educazione della comunità.

Non era la prima né l’ultima volta che qualcuno gli scriveva in privato, alla ricerca di chiarimenti a seguito di qualche suo post pubblico. Ma quel messaggio era diverso.

Era firmato webMistress.

Riconosceva quel nickname. L’aveva vista intervenire ogni tanto con riflessioni che lo colpivano, ma era la prima volta che lo contattava in privato e lo faceva proprio su un argomento a lui caro.

Dimenticata la malinconia che lo aveva appesantito fino a un attimo prima, Mauri sorrise.