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«Non sono certa che un teschio abbia quell’aspetto».

Faby arricciò il naso, come se non fosse bastato quel commento, e Milena abbasso la sac à poche con la ghiaccia bianca. 

«Mi avete detto voi di disegnare le decorazioni!»

«Disegna fantasmi, con quelli non puoi sbagliare».

Milena gonfiò le guance e fu tentata di lasciare il terzo teschio incompiuto, ma era buona, quindi finì di disegnare la calotta cranica e passò sul pezzo di carta da forno libera subito di fianco.

«Perché non li fai tu i disegni, Faby? Lena è sempre stata negata» disse Amelia, sollevandosi da vicino al forno dove cuocevano le basi per i cupcake.

«Dovevo darle da fare la crema? No, perché puoi dirlo che vuoi far venire male anche quella».

«Ehi, posso farcela a disegnare delle stupide decorazioni spaventose».

«Peccato che non saranno i soggetti a fare spavento». 

Milena si girò verso Amelia, aprendo la bocca in un’espressione tradita. «Tu quoque!»

«Vai a lavare quel casino che c’è nel lavandino, che ho quasi finito con questo e poi passo alle decorazioni» disse Faby, girando ancora una volta la crema arancione nella ciotola. Ce n’era un’altra in frigo –viola– in attesa delle basi che Amelia stava cuocendo con tanto amore.

Milena abbassò la sac à poche, combattuta. I suoi teschi sembravano vittime di una caduta dal decimo piano e il fantasma aveva preso molto sul serio l’utilizzo del lenzuolo per darsi una forma e sembrava quasi più…

Un ghigno le tirò le labbra.

«Propongo un cambio di decorazioni».

E così procedette ad aggiungere due cerchi alla base del fantasma.

«E cosa sarebbe quello, il Fantasma Cazzillo?» disse Amelia, sporgendosi oltre la spalla di Milena.

«Oh, no, ora cosa sta facendo di fianco» protestò Faby.

«Sembra una vulva dentata? Sul serio, Lena, è Halloween, non un addio al nubilato!»

«Non posso sentirvi al di sopra della mia idea geniale» disse lei e proseguì a disegnare organi riproduttivi e affini.

Le dava particolare soddisfazione la soluzione che aveva trovato per fare la sua parte. I raduni di Halloween del loro trio erano una tradizione risalente al liceo, ma di solito non facevano cose impegnative come cucinare insieme. Il cibo arrivava già fatto da Amelia e Fabiana, se non mangiavano fuori.

Ma quell’edizione del loro storico raduno era particolare. Nell’ultimo anno avevano attraversato tutte e tre grossi cambiamenti nelle loro vite, sembrava giusto trovarsi per svolgere insieme un’attività apparentamente rilassante come preparare cupcake di Halloween.

Milena aveva offerto gli ingredienti e la casa –Sandro accuratamente impegnato altrove per quella sera–, ma nel vedere Amelia e Fabiana indaffarate in cucina aveva chiesto cosa poteva fare. E si era ritrovata ancora una volta a uscire dalla comfort zone. In linea con il tema dell’anno appena passato.

«Certo che, per essere incapace a disegnare, è particolarmente abile nei disegnini osceni da dodicenni brufolosi» commentò Amelia, ormai in piedi di fianco a lei per ammirare le sue opere d’arte.

«Tutti abbiamo dei talenti nascosti» disse Milena, ammirando soddisfatta la carta da forno costellata di disegni di ghiaccia.

«Voglio proprio capire come vogliamo applicarli sui cupcake» disse Faby e coprì la ciotola di crema arancione con la pellicola. 

Amelia tirò fuori il telefono dalla tasca del grembiule decorato da ragnatele e lo tenne sospeso sopra la teglia. «Devo farlo vedere ai ragazzi».

«Come scusa?»

«Lo hai appena mandato a Seb, vero?» disse Faby.

Amelia rivolse un sorriso sornione a entrambe. «Ovviamente».

 

. 

 

Sebastiano scoppiò a ridere, il cellulare in mano, e si sporse verso Riccardo col chiaro intento di condividere cosa gli aveva scatenato tanta ilarità. 

Sandro non si interessò particolarmente. Dopotutto non era la prima volta che Sebastiano si metteva a guardare e condividere meme scemi, annoiato dalle partite di Machiavelli che perdeva miseramente a favore di Sandro o Maurizio.

«Potete fare piano, sto cercando di fare il culo a tutti e tre» disse Maurizio, spostando carte in giro. Quando partiva così, Sandro sapeva già che aveva chiuso la partita.

«Questa dovete vederla anche voi» disse Sebastiano e piazzò il telefono in orizzontale in mezzo al tavolo, noncurante delle carte disposte secondo una certa logica. 

Maurizio e Sandro si sporsero a guardare la foto.

C’era una teglia coperta di carta da forno, su cui erano disposti tre sgorbi con gli occhi e… un fantasma pene? Una vulva dentata? E quell’altro era un utero dentro un pentacolo? 

«Da dove esce ‘sta foto?» chiese Maurizio.

«L’ha inviata Amelia» disse Riccardo, la voce incrinata dal divertimento.

«Sandro, hai una vera artista per Domme».

Come scusa? 

Erano opera di Milena? 

Sandro scoppiò a ridere e prese il cellulare di Sebastiano per ingrandire la foto, pezzo per pezzo, e ammirare appieno le sue opere d’arte. Come le erano venute in mente certe cose? Era strabiliante!

«Guardatelo, sono cuori quelli che vedo nei suoi occhi?»

«Decisamente cuori, non l’ho mai visto succedere nella vita reale».

«Forse dovreste guardarvi allo specchio, tutti e due, quando parlate di Amelia».

«Perché, credi di non farlo anche tu?»

«Anche se fosse, mica me ne vergogno».

Le chiacchiere passarono sullo sfondo appena Sandro prese il suo telefono e scrisse a Milena.

 

Ho visto le decorazioni dei cupcake. 

Sono FANTASTICHE!

Un attimo dopo giunse la risposta:

 

Sapevo che avresti apprezzato 😘