Actions

Work Header

Anche i Clown da Rodeo Hanno dei Sentimenti

Work Text:

"Quindi..." Iniziò Moxxie, il suo sguardo fisso sul sedile di fronte a lui, concentrandosi su tutto fuorché il suo capo.

"Sto cercando di dormire qui, Moxxie," brontolò Blitzo stravaccato nel sedile posteriore di fianco a lui. Si erano scambiati di posto qualche miglio fa, quando Blitzo volle prendersi una pausa dal guidare per riposare gli occhi. Una gran bella scelta del cazzo con Moxxie che blaterava lì di fianco.

"Che sapore aveva?"

"Che?" Aprì un'occhio per vedere Moxxie giocherellare con un filo sfilacciato sul suo gilet.

Moxxie fece una smorfia. "Striker," lo disse con un tono avvelenato come quel nome meritava di essere detto. "L'hai morso quando," ed iniziò a gesticolare in una maniera che Blitzo era troppo stanco per decifrare.

Chiuse nuovamente gli occhi dando un colpo sulla spalla di Moxxie. "Lasciami dormire o sei licenziato."

Nel sedile passeggero anteriore Loona alzò il volume del suo cellulare, una qualche canzone metal si sentiva attraverso gli auricolari.

Millie, d'altra parte, finse di non aver origliato anche quando la sua attenzione andava costantemente sullo specchietto retrovisore per lanciar loro occhiate incuriositi, e preoccupate.

Proprio mentre iniziava a pensare di poter riposarsi, fu nuovamente interrotto dal rumore di musica metal e screamo in sottofondo, Moxxie aprì bocca per parlare sottovoce "Lo avreste mai fatto, signore? Licenziarmi intendo." Si fermò. "Con Striker in squadra, sarebbe stato uno spreco finanziario per voi avere tanti impiegati"

Blitzo girò la testa verso sinistra emettendo un suono esasperato. "Smetti di dire cazzate. Come se Millie me l'avrebbe permesso."

Dal momento che si era dimenticata di star fingendo disinteresse, Millie annuì. 

La prateria stava svanendo alle spalle di Moxxie, facendo spiccare il suo viso rosso con lentiggini bianche su uno sfondo di marrone su marrone, gli si corrugò il viso. "Oh."


"Dovrei prenderlo come un insulto? Sono abbastanza sicuro sia un insulto." Moxxie sfiorò la zanna nera che giaceva sulla sua scrivania, era ancora surrogata dalla carta da regali in cui era stata consegnata. l'odore di paglia e, onestamente, letame era ancora ben distinguibile.

"Credo sia dolce," Millie gli sorrise "I miei genitori ti hanno mandato un souvenir."

Stringendo le labbra, Moxxie spostò la zanna a spirale con un gesto della mano. "Era di quel cinghiale che mi ha quasi ucciso. Stanno chiaramente inviando un messaggio." La zanna si fermò dopo qualche giro su se stessa. "E non credo la pensiamo allo stesso modo."

Un sospiro soddisfatto proveniente da Blitzo di ritorno dal bagno, distrasse Moxxie dalla sua gara di sguardi con la fetida zanna.

"i suoi genitori sono persone adorabili, gente robusta con un gusto impeccabile." Annuì Blitzo lasciandosi cadere sulla sua sedia, la quale cigolò.

"Anche tu gli sei piaciuto, capo." Millie sorrise.

"Per l'appunto."

Moxxie si lasciò sfuggire una sorta di ringhio nascondendo la zanna dentro al cassetto della sua scrivania con un tonfo. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Magari fosse stato così fortunato.

"Hey, sai che stai diventando famoso, Mox?"

La domanda lo colse alla sprovvista, specialmente dal momento che il suo capo continuava a scorrere il dito sul cellulare, che probabilmente aveva preso, almeno Moxxie sperava, per controllare se avessero nuovi clienti. Alcune spiegazioni alternative erano stesse guardando dei porno o stesse scambiando messaggi erotici con Stolas. A Moxxie non intersssava come passasse il tempo.

Prima che potesse chiedere cosa il suo capo intendesse, Millie si precipitò da Blitzo, per dare un'occhiata allo schermo da dietro le sue spalle "Vedere, vedere, vedere."

Il crescente ghigno sul volto di Blitzo non era affatto rassicurante, scrisse qualcosa e subito dopo il suono delle urla di Moxxie riempivano l'ufficio, interrotte da qualcosa che sembrava Blitzo incoraggiarlo a squarciagola di sottofondo. Girò il telefono in modo che Moxxie avesse un'ottima vista di se stesso mentre veniva sballottato in giro da quel cinghiale infernale.

"Il post più popolare che Loona abbia mai pubblicato, il mio piccolo genio dei social." Disse con affetto a nessuno in particolare "venti milioni di visualizzazioni in una notte, sono così orgoglioso." Si asciugò una lacrima fasulla dagli occhi "Ed è un ottima cazzo di pubblicità per noi."

Moxxie non capiva come umiliarsi pubblicamente fosse, in una qualsiasi maniera, una buona pubblicità, specialmente dal momento che dovevano essere killer professionisti, non pagliacci. (Non credeva che Blitzo volesse tornare a quello). Venti milioni di persone ridevano alle spalle di Moxxie e ai suoi disperati tentativi di avere un briciolo di rispetto, o per lo meno accettazione, da parte dei suoi suoceri, il che non era un argomento divertente. In oltre avevano preso Blitzo in simpatia solo perché aveva insulto-complimentato la loro figlia. Era riuscito a prendere il frutto più basso dell'albero e a farci della sangria.

Nel mezzo di questo infernale circolo di rabbia e depressione, poté sentire la voce di Blitzo nella registrazione chiedere a Loona di passargli il video.

"Era questo il motivo per cui mi ha incoraggiato tanto a battermi con quel cinghiale?" Strinse i pugni, non era sicuro se stesse per mettersi a gridare o a piangere. Entrambe erano opzioni molto fattibili. I suoi occhi iniziarono a brucargli.

Blitzo a malapena alzò lo sguardò dal telefono per mostrare un momento particolarmente divertente a Millie.

"Le ho chiesto," Moxxie digrignò i denti e fece qualche passo avanti per strappargli di mano il cellulare "se la ragione per cui mi stava incoraggiando fosse perché credeva potesse essere divertente, qualcosa di cui ridere alle mie spalle."

"Mi piace anche riderti in faccia, Mox. Non fare il permaloso, sono corretto."

Bene. Era l'ultima goccia e se Blitzo voleva strabordare, che lo facesse. Moxxie sbatte il cellulare contro la superficie della scrivania, probabilmente decorando lo schermo con centinaia di odiose piccole fratture. Nulla di strano per il suo capo, Blitzo ci sarebbe passato sopra e Moxxie poteva farsi valere.

"Hey!" Fu tutto quello che Blitzo gridò a Moxxie mentre sbatteva il cellulare un altro paio di volte.

La rabbia se ne andò alla stessa velocità con cui era arrivata, lasciandolo con un bruciore agli occhi, le mani di Moxxie divennero deboli fino a lasciarsi scivolare il telefono.

"Errore mio pensare che mi ritenesse competente. davvero, errore mio. Mea culpa."

Uscì velocemente dalla stanza, ignorando persino Millie che tentava di raggiungerlo.

Va bene. Va bene. Va bene. Ora il suo capo stava tenendo sua moglie in modo non lo rincorresse. Va bene.

Aveva bisogno di tempo per calmarsi comunque. Aveva la mente annebbiata.


Dopo essere andato in giro per la città con il muso lungo come un cucciolo di pecora smarrito, arrivò alla conclusione che poteva semplicemente andare a casa. Rendersi patetico in casa andava bene tanto quanto rendersi patetico per strada, con il bonus aggiuntivo che nessuno gli avrebbe più chiesto se avesse perso la mamma o se avesse avuto bisogno di aiuto per trovarla.

Grazie a questo non riuscì a calmarsi, non completamente, non proprio, il che portò Moxxie a coricarsi a letto alle 2 di pomeriggio, una cioccolata calda che si stava rapidamente raffreddando sul suo comodino. Due sorsi e avevano iniziato a lacrimargli gli occhi, di nuovo. Le bevande di conforto si suppone siano calmanti, non dovrebbero far venire in mente l'ultimo party di Natale in ufficio. Ma era colpa di Moxxie che aveva preso la tazza con su scritto "miglior impiegato" regalatagli da Blitzo quel giorno. Già, vero. Se quel cumolo di letame con la faccia da topo di Striker avesse iniziato a lavorare lì la sua tazza gli sarebbe stata chiesta indietro in appena due giorni.

Nascose il viso nel cuscino di Millie emettendo un gemito frustrato.

"Se sto interrompendo una scopata, posso tornare dopo. O guardare. Non sono schizzinoso.

Dimenticandosi del cuscino, Moxxie si voltò per guardare Blitzo appoggiato allo stipite della porta, ghignando sgradevolmente. "Esci da casa mia, ora."

"Hm," fu tutto quello che l'intruso disse prima di dirigersi verso il letto, sedendosi sul bordo del materasso.

Lottando per districarsi tra le lenzuola, Moxxie sibilò colpendo inavvertitamente la tazza di cioccolata con il gomito. Vacillò ma rimase in piedi, attirò comunque l'attenzione di Blitzo.

Il volto di Blitzo si contrasse, il ghigno sparì, mentre fissava le parole Miglior Impiegato. Sembrava costernato mentre chiedeva "Stai dando di matto per il video o per altra roba?"

Sospirando, Moxxie si arrese a farlo andare via. Non aveva mai funzionato prima, non mentre si faceva il bagno, mentre stava cantando per Millie o quella volta che Blitzo era spuntato durante certi momenti di sensualità con sua moglie. "Quale altra roba?"

"La parte in cui continuavi ad urlare riguardo il tuo sentirti non apprezzato da me. É una cosa di cui ti lamenti sempre, ma non lanci telefoni. Il mio è fottutamente inutile ora, per la cronaca, è spezzato lungo tutto il centro. Grazie mille."

"Non mi scuserò."

Giocherellava con il copriletto, e probabilmente lo decorò di piccoli buchi nella fine tessitura con i suoi artigli. Blitzo sembrava sempre più come se gli stessero strappando i denti "Um, questo comportamento isterico a niente a che fare con quello che mi hai chiesto nel van?" Con tutti i giorni per diventare perspicace, Blitzo aveva scelto proprio quello.

"Non è un comportamento isterico" Moxxie ringhiò, per poi affondare in se stesso. "Forse ha qualcosa a che fare con quello,"

"Hm." Lo sguardo di Blitzo si abbassò e la sua gamba prese a tremare. "Allora le risposte sono, sapeva di merda, e no, non ti avrei licenziato. Avresti solo dovuto far fronte ad un massivo taglio di stipendio"

Era il turno di Moxxie per emettere un ronzio. Perso in parole più profonde ora che era prosciugato dalle energie e stanco, afferrò la sua tazza di cioccolata e ne prese un sorso, il liquido dolce fece finalmente il suo lavoro, ossia calmarlo.

Senza aspettare il permesso, Blitzo si lasciò scivolare completamente sul letto, sdraiandosi come una stella marina. "Ho solo pensato sarebbe stato divertente avere qualcuno di nuovo con cui lavorare per un po', che potesse essere la persona giusta per la nostra famiglia. Che si adattasse. Ma hai avuto una strana reazione quando te l'ho detto. Triste. É per questo?"

Si leccò via la barba formata a causa della cioccolata, Moxxie tirò su le gambe. "Era piaciuto a tutti ed era perfetto in tutto."

"Non in tutto. Un sicario che se ne va prima di aver finito il lavoro. Siamo molto più efficaci negli omicidi."

Un grugnito scappò dalla bocca di Moxxie "Il novantanove per cento delle volte per pura fortuna."

"Blasfemia! Siamo professionisti" Si girò su se stesso e strisciò lungo il materasso per avvicinarsi a Moxxie "E una squadra, è per questo che la merda si trasforma in fiori quando ci siamo noi."

"Ma prima iniziamo il casino per errore."

"Ovviamente, Mox."

Moxxie sospirò disperato. "Non ho ucciso quel cinghiale. Lo ha fatto lui." Tap, tap, tap, picchiettava le unghie contro alla tazza. "Non ho vinto i giochi del dolore. Lo ha fatto lui. E tu"

Blitzo si colpì il fondoschiena da solo in segno di conferma.

Tap, tap, tap. "E i genitori di Millie lo adoravano prima che scoprissimo che fosse un gran bugiardo dentro a degli stivali da cowboy. Mi sono a malapena guadagnato il mio primo cenno positivo dopo anni cercando di avvicinarmi a loro."

Passò la tazza a Blitzo, il quale la prese ancora coricato sul letto e mandò giù le ultime gocce di cioccolata, la sua testa appoggiata al materasso. Fortunatamente per Moxxie, non rovesciò nulla. Non amava che le lenzuola si sporcassero. Non di cioccolata per lo meno.

Moxxie affondò la testa nel cuscino imbronciato. "E gli hai chiesto di lavorare con noi." Quello era stato come un pugno nello stomaco dopo la giornata che aveva passato. Quanto ingenuamente Blitzo aveva sorriso alla sua brillante idea di farlo unire a loro, mentre Striker stava facendo sentire Moxxie come un ammasso di fango.

"Ti stavo davvero incoraggiando. Avresti potuto prendere quel cinghiale," lo rassicurò Blitzo, la sua lingua, vergognosamente lunga, si contorse per raggiungere il fondo della tazza per leccare via le ultime gocce di cioccolata. Una volta soddisfatto schioccò la lingua. "Volevo comunque quel video perché a volte sei goffo anche prendendo a calci in culo qualcuno ed è divertente. Bullizzarti è il modo in cui mostro di tenerci, lo sai."

"Definisce questo goffo, signore?" Chiese Moxxie sferrando, letteralmente, un calcio sul fondoschiena di Blitzo, non molto forte.

Prendendolo come un segnale, Blitzo si sedette. teneva ancora la tazza tra le mani, le lettere rivolte verso Moxxie. "ho morso quel bastardo quando ti ha sparato con la mia pistola. Ha sparato al mio miglior impiegato con la mia pistola. Capisci adesso?"

Moxxie lo fissò, giudicandolo silenziosamente. A volte gli sembrava che Blitzo fosse allergico alle sue stesse emozioni.

"Ugh," grugnì Blitzo, "non farmelo dire. Posso anche dirtelo con le parole, ma dopo dovrei ignorarti almeno per un mese perchè non riuscirei a guardarti negli occhi."

Alla fine Moxxie contorse le labbra in un sorriso. Un po' di autoconsapevolezza lo addolcì. "Abbiamo quindici nuovi clienti questa settimana, dobbiamo essere concentrati."

"Bravo ragazzo." Blitzo scosse la tazza verso Moxxie prima di appoggiarla sul comodino.

Invece di sgattaiolare via ora che avevano parlato di sentimenti senza che Blitzo se ne andasse o facesse battute sulle dimensioni, Blitzo si rannicchiò su se stesso in una palla spinata rossa e nera e si avvicinò fino ad appogiare la testa sul grembo di Moxxie.

La porta venne socchiusa. "Posso entrare ora?" Millie fece capolino nella stanza, rughe di preoccupazione le segnavano il suo bel viso perfetto.

"Ti avevo detto di lasciar fare a me, Mills," Sibilò Blitzo con la testa sulla cosca di Moxxie.

"E l'ho fatto. É per questo che ho aspettato fuori. Controllavo nel caso avessi fallito, capo." Si avvicinò scrutando Moxxie. "Stai bene, tesoro?"

"Sì," Disse in contemporanea con Blitzo.

Millie batté le mani. "Fantastico! Allora spostatevi, voglio unirmi anch'io alle coccole!" Balzò oltre Blitzo, infilandosi nello spazio di fianco a loro e appoggiando la testa sulla spalla di Moxxie.

"Sei perfetto esattamente come sei," sussurrò, il suo respiro caldo solleticò l'orecchio di Moxxie.

Le baciò la guancia e accarezzò la testa di Blitzo evitando le corna, sfregò la mano in quel punto che Millie sapeva trovare senza alcuna fatica. Immediatamente il ronzio delle fusa rimpì la stanza.

Per la prima volta quel giorno, Moxxie penso, va bene, intendendolo sul serio