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MARITOMBOLA 11 - COWT 11

Chapter Text

Non è che io creda di essere migliore degli altri, e che gran parte della mia famiglia non sarebbe sopravvissuta neppure un anno se non fosse per me.
O che la miserabile esistenza di quei ragazzini a Mystic Falls sia stata resa migliore dall'avermi avuto come loro primo avversario. Perché diciamocelo, sono stato io a renderli dei combattenti.

E neppure suppongo che Stefan Salvatore non sarebbe mai venuto a patti con la sua parte più oscura - quella più divertente, tra l'altro, secondo me - se non l'avessi costretto io...
No, non lo penso affatto. Lo so. No, non ho alcun dubbio al riguardo: ne sono certo.

Pecco d'arroganza, forse? Sì, me lo dicono in tanti. Tanti che m'invidiano, perché non hanno né il mio carisma né la mia ambizione. Non sono disposti a sporcarsi le mani, a sacrificare quanto necessario per ottenere quella posizione di comando e restarci. Si rammolliscono, s'inteneriscono, e danno la colpa a me.

"MORTE A KLAUS MIKAELSON!" Urlano, convinti che la mia dipartita sia la soluzione a qualsiasi problema. Già, magari pure all'effetto serra e al buco nell'ozono. Alla fine li trovo anche teneri, nella loro ingenuità.

Fa comodo, avere qualcuno da odiare. Coalizzarsi per spodestarmi, rendendosi poi conto che non sono in grado di controllare le conseguenze della mia disfatta - le guerre interne, i disordini - e finire per rimpiangere i bei tempi in cui ero io a dominare il loro mondo.

Ormai è un circolo vizioso, sapete? Non ci faccio nemmeno più caso. Si ripeterà, per l'eternità, perché continueranno a esserci quegli individui che non si rendono conto di quale sia il loro posto. Che c'è chi nasce per governare, e chi per essere suddito.

Oh, be', meno male che è una lezione che non mi stanco mai di impartire.