Actions

Work Header

MARITOMBOLA 11 - COWT 11

Chapter Text

Una giornata di pace. Una soltanto.
O almeno qualche ora, in cui potersi godere un pranzo assieme a suo marito.
Chiedeva troppo? Evidentemente sì, dal momento che quando non ci si mettevano i demoni o i Nascosti a creargli dei grattacapi, ci pensavano i Mondani a fargli rimanere il pranzo sullo stomaco.

Con quei loro discorsi tirati fuori da chissà dove, pronti a sputar sentenze su situazioni di cui non sapevano nulla. Potrebbe smetterla di origliare, certo. Non è affar suo se hanno una visione così limitata delle cose. C’è anche da aspettarselo, vista la loro natura.
Non stanno nemmeno sparlando di lui e Magnus in particolare – no, è stata una coppia in cui lei è tanto giovane da poter essere scambiata per la figlia, a portare i loro discorsi in una certa direzione – ma sentir dire che “qualsiasi differenza d’età, in una relazione, è intrinsecamente tossica perché chi è più grande avrà sempre un maggior ascendente sulla persona più giovane... e cosa c’è che non va, nei tuoi coetanei? Forse che non riesci a manipolarli con altrettanta facilità?” gli fa salire una tale rabbia in corpo da perdere l’appetito.

Ma come si permettono? Li tenessero per loro, certi pensieri. O se li scambiassero a casa loro, invece di alzare la voce di proposito proprio per farsi sentire dal ‘pedofilo’ – ma dove, poi, che lei è visibilmente maggiorenne e vaccinata? – sperando che la sua ‘vittima’ rinsavisca e scappi a gambe levate.
Cosa direbbero, allora, se sapessero che tra loro due ci sono ben più anni di quanti possano mai immaginare. Che Magnus non solo ha conosciuto i suoi nonni da bambini ma pure i trisavoli dei suoi trisavoli… e chissà quanto potresti andare a ritroso. Ma non lo fa, perché non avrebbe alcun senso.
Quando uno combatte in prima linea e sa che ogni istante potrebbe essere l’ultimo, impara ben presto che nulla ha valore se non il presente. Ci sta fare progetti per il futuro, certo, ma fissarsi su come sarà la vita del Sommo Stregone una volta che lui non ci sarà più… È stupido quanto avvelenarsi per com’è stata quando Alec non c’era ancora.
Che poi, riuscire a distinguersi tra gli oltre diciassettemila amanti che ha avuto? Tanto da essere l’unico a cui ha messo l’anello al dito?
Be’, ora è un motivo di vanto.

Vorrebbe andare lì, e far loro rimangiare tutto quanto. Magnus già se la ride sotto i baffi, non vedendo l’ora di assistere alla sua piazzata. Scuote la testa, limitandosi a far recapitare una bottiglia e dei dessert al tavolo con un biglietto:

‘Fatene buon uso per chiudere la bocca, che qui c’è gente che vorrebbe godersi un pranzo in santa pace senza dover star a sentire i vostri giudizi sulle vite altrui.’

“Che diplomazia, Signor Lightwood-Bane.” Commenta Magnus, piuttosto divertito.

“Grazie, ho imparato dal migliore.” E chissà quante cose, ancora, gli insegnerà suo marito.
Lo scoprirà solo vivendo, no?