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MARITOMBOLA 11 - COWT 11

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Non si capacita di come abbia potuto pensare che fossero amici.
Non lo sono mai stati. A lui non è mai interessato altro che far bella figura davanti agli altri, apparire come un'anima nobile e caritatevole nel ritagliare un po' del suo preziosissimo tempo per quel miserabile misantropo.
Non lo potranno mai essere, quando quello che cerca è un sottoposto. Un burattino nelle sue mani, che dica sempre sì e non crei grattacapi.
Ha ragione, lo zio, quando dice che se c'è di mezzo un Medici bisogna essere sempre pronti alla fregatura. Ma lui si è fatto ingannare dalle belle parole, dai grandiosi e magnifici progetti di Lorenzo... Non credeva certo che per un'idealista come lui potessero essere più importanti il potere, o i soldi.

Soldi. Già. Erano loro a far girare il mondo, mica l'amore o le belle parole e vuote parole di cui quello stronzo si riempiva la bocca.
Lui, che si era rivelato esattamente come tutti gli altri. Chissà per quanto l'aveva venduto. Più o meno di trenta denari?
Non intende nemmeno parlarci e chiarire. Ha bloccato il suo numero da settimane, assicurandosi che non potesse contattare nemmeno sui social o tramite mail... perché tanto ormai non c'è più nulla da dire, lo sa bene che genere di persona sia.

Un ipocrita di merda, arrivato addirittura a comprargli una mogliettina per farlo stare bravo. Come era stato veloce, a scaricarlo, quando aveva capito che le redine le teneva sempre Jacopo e finché non fosse crepato i fondi a cui Francesco poteva attingere erano limitati.
Chissà quante risate si erano fatti alle sue spalle lui e Giuliano, con quanti calici avevano brindato alla disfatta dei Pazzi.
Ma restituiranno tutto quanto. Con gli interessi. Laveranno l'onta al suo orgoglio con la vita, se necessario.

Prima o poi, si stancherà di bussare alla sua porta. Finendo, inevitabilmente, per farsi mandar via da Jacopo.
Smetterà di mandargli lettere, che brucia senza nemmeno aprirle. Sì, basterebbe buttarle in un cestino ma è infinitamente più piacevole vederle diventare cenere.

"Mi dispiace, Francesco." Lo zio gli versa un altro bicchiere di vino, appoggiandogli una mano sulla spalla. "Ho cercato di avvertirti, di evitare che ripetessi gli sbagli di Guglielmo, ma tu..."

"Dispiace anche a me, zio. Avrei dovuto ascoltarti, lo so." Sapere che suo fratello ancora è vittima dei raggiri di quella famiglia gli fa ribollire il sangue.

"Ma gliela faremo pagare." Annuncia Jacopo, sbattendo con forza la bottiglia sul tavolo. "Ho già una mezza idea in mente per fargli abbassare la cresta, a quelli. Per liberare la nostra città dalla loro presenza una volta per tutte."

"Dimmi tutto."