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Tell me a story (where we all change)

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Ma come gli è venuto in mente, di andare in aeroporto così presto?
Manco fosse il terminal di qualche grande città e si dovesse assicurare di non rischiare di perdere l'aereo.
No, ora è lì con negozi e caffetterie ancora chiuse e i pochi idioti che hanno avuto la sua stessa malaugurata idea si sono accasciati su una sedia e dormono beati.
Bravo, Martino, bravo. Complimenti.
S'è scordato di non essere più a Roma, ma a Puebla, eh?
Si è voluto andare a ficcare lui in Messico, di sua spontanea volontà, approfittando di un programma di volontariato internazionale che ha trovato sul web. Avrebbe potuto scegliere di fare del bene anche più vicino a casa, ma si era voluto mettere in gioco partendo per un paese del quale non parlava nemmeno la lingua.

Lontano abbastanza da non cedere alla tentazione di tornare alla tentazione di rimpatriare alla prima difficoltà. Non che si vergognasse di appoggiarsi agli altri, ma era importante per lui sentire di non dipendere da nessuno. Certo gli mancano Giovanni, Filippo e tutti gli altri... perfino le ragazze, sì. Però ha capito di sapersela cavare da solo, di essere in grado di creare nuovi e fugaci legami anche con gente che non rivedrà più.
È quasi pronto a rientrare, ma ha deciso di farsi prima un giro ed esplorare un po' quella nazione di cui aveva visto ben poco in sei mesi.

"Che barba, che noia... Che noia, che barba..." Sbuffa qualcuno alle sue spalle, facendolo sussultare. Non si aspettava di trovare un altro italiano qui, e che si sedesse proprio dietro di lui. Che scusa potrebbe inventarsi, per attaccare bottone? Si scervella, ma proprio non ne trova una. Ha ancora troppo sonno, per riuscire a ragionare decentemente.

"Non dirlo a me... " Borbotta di rimando. Wow, il suo interlocutore sarà sicuramente rimasto impressionato dalla sua sagacia e arguzia.

"Infatti non è a te, che lo stavo dicendo..." Gli risponde lo sconosciuto, alzandosi per raggiungerlo. Oddio, se la sarà mica presa per una sciocchezza del genere? Okay che anche lui prima di colazione è piuttosto suscettibile, ma qui si esagera...

"Piacere, Niccolò! Tu sei?" Domanda, porgendogli la mano. A quanto pare no, non se l'è presa affatto. Anzi. Sembra piuttosto entusiasta di poter fare quattro chiacchiere con Martino.

Certo non guasta che sia incredibilmente fregno. E single, visto che si è preso un anno sabbatico in giro per il mondo dopo la rottura con la sua storica ex... e dopo aver fatto praticamente deportare il suo migliore amico, figlio di musulmani osservanti e particolarmente bigotti, prendendosi una cotta per lui e facendosi beccare a baciarlo.

"Non puoi immaginare il casino che è scoppiato..." Gli confessa, sorridendo amaramente.
Che sia bi? O forse pan?

Non guasta neppure che sia diretto a Guadalajara, come lui.
O che abbiano prenotato nello stesso ostello. O che, a differenza sua, Nico non abbia alcun problema con lo spagnolo e si sia offerto di fargli

"Non dirmi che sei de Roma pure te e ce stai per torna..." Sarebbe una coincidenza davvero troppo grande. Un segno dell'universo, difficile da ignorare.

"Allora non te lo dico, Marti, però tra qualche settimana c'ho il volo per Fiumicino..."

Non crede nel destino, ma lo prende come un segno.
Che vada come ha da andare, lui vivrà quest'avventura con Nico seguendo soltanto il suo cuore. Non sa perché, visto che si conoscono da poco più di mezz'ora, ma ha come l'impressione sarà qualcosa di importante. Fondamentale. Irripetibile. Impagabile.
Che poi, più che impressione, è proprio una certezza, qualcosa che sente giù, nello stomaco.
È giunto il momento di staccarsi da terra, e decollare.