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Tell me a story (where we all change)

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Vorrei che me ne importasse meno, delle cose.

Non finire per concentrarmi su quello che potrebbe andare storto, su ciò che non potrebbe funzionare. Godermi la vita minuto per minuto, senza pensare al futuro e senza rimpiangere le scelte sbagliate del passato. C'ho provato, lo giuro. Eppure non riesco a non pensare che sia stupido, ostinarsi ad andare avanti quando di qui in poi le cose non possono che peggiorare.
Perché sono così? Perché finisco sempre per oscillare tra l'euforia e la disperazione?
Che senso ha, essere così catastrofici quando in realtà non c'è alcuna minaccia?
Non ne ho idea.

Riesco solo a pensare che niente dura per sempre. Neppure il nostro amore.
Ora ci piacerà anche pensare che arriveremo alla vecchiaia insieme e che supereremo qualsiasi ostacolo la vita ci ponga davanti. Ma nessuno sa cosa accadrà domani. Martino potrebbe venire investito, ai miei amici potrebbe venire qualche malore… e lasciando andare i miei pensieri in quella direzione, mi rendo conto che i miei genitori non stanno certo ringiovanendo.

Non voglio dover dire loro addio. Non voglio dover dire addio a nessuno.

C'è solo un modo, per assicurarmi che ciò accada. Sono io, a dovermene andare. Subito. Prima che perda il coraggio. In modo rapido, pulito e indolore.
Un'overdose di pillole non è il metodo perfetto, visto che mi potrebbero ancora salvare... ma spero con tutto me stesso che ciò non accada.

Sono uno schifoso egoista. Ci penso, al dolore che causerò e non è sufficiente a fermarmi.
Non ho chiesto io, di venire al mondo. Lasciatemi decidere quando andarmene, vi prego.

Odiatemi. Condannatemi, ma non riportatemi indietro.

Per favore.