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Tell me a story (where we all change)

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Dio benedica chi si fa i cazzi suoi. Dio benedica chi se ne frega.
Chi tiene la bocca chiusa su cose che non capisce. Chi vive la sua verità, a dispetto di quanto gli sparlino dietro.

So che parecchi - inclusi i miei migliori amici - hanno l'impressione che anche io sia così e che le dicerie non mi tocchino affatto. Che vadano pure in giro a dire che sono impotente, che sono un tipo strano che muore soltanto dietro alle persone incapaci di ricambiarlo.
Che me lo gridi contro pure Martino, tanto più che me lo sono pure meritato dal momento che ho detto cose terribili sulla sua relazione con Niccolò. Nemmeno lo penso, che abbiano un rapporto morboso... anche se sì magari dovrebbe fidarsi un po' più di lui - perché le cose si fanno in due e non regge la scusa "ma è degli altri, che non mi fido!" - invece di continuare a giustificare le proprie paranoie e rifiutarsi di lavorarci su...

Io, invece, prendo troppo a cuore tutto quanto anche se cerco di non darlo a vedere.
Lo so che c'è qualcosa che non va, in me. Che sono difettoso.

"Ma no, che non lo sei. Magari sei semplicemente aroace?"

Dio benedica il mio coinquilino, che non mi dice che devo soltanto trovare la persona giusta.

"Cioè, lungi da me etichettarti... Potrebbe non essere il tuo caso, ma se ti va al prossimo evento ti porto con me al Gay Center - no, guarda che nonostante il nome ce stanno pure degli etero ogni tanto - e ti faccio conoscere delle persone che potrebbero aiutarti a chiarirti le idee."

"Ci penso su e poi ti dico, okay?"

"Quando vuoi, Elia."

Dio benedica Filippo Sava.