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Magical Holidate

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“Alla nostra Hermione Granger. Direi che questa trovata dei festamici per ora stia funzionando alla grande.” Draco Malfoy, più fastidiosamente bello del solito in un completo di foggia più magica che babbana, aveva nero e argento, le porgeva un bicchiere di

costoso champagne che prese senza indugio. “Se per funzionato intendi che ora Harry e Ron sono fuori combattimento perché ubriachi marci, Blaise è praticamente impazzito e Ginny, Luna e persino Daphne Greengrass con cui ho penso parlato una volta prima

di stasera, ci hanno detto che siamo pazzi…”

Aveva avuto davvero paura per quella serata, ma incredibilmente, aveva trovato facile sostenere il perchè della loro assurda alleanza. Draco le sorrise estasiato, un sorriso aperto e sincero che la ragazza non aveva mai visto“Esatto! Il grosso è fatto. Potter poi ha

anche abboccato alla tua storia strappa lacrime per Teddy.”

“Guarda che quella parte è vera, e ti ricordo che è cosi che mi hai convinto.” Sperò che la sua occhiataccia fu abbastanza convincente, ma dal’aria rilassata di Draco non le sembrava.

“Certo che lo è, ma tu l’hai resa la favola di un anti eroe redento come solo tu sai fare, Strega piú Brillante della sua Epoca.”

Hermione alzò gli occhi al cielo. “Quel soprannome è già abbastanza pomposo Draco, sentirlo pronunciare da te è…ancora peggio.”

I capelli di Draco erano veramente splendenti sotto quella luce, Hermione si chiese, pentendosi immediatamente, come sarebbe stato toccarli. Così perfetti, rispetto alla sua massa di riccioli ribelli. Li vide scintillare mentre scuoteva la testa, come per scacciare

via utleriori pensieri. “Ora, basta pensare ai nostri mutui conoscenti e pensiamo alla festa: siamo liberi da ogni forma di pregiudizio, non abbiamo nessuno che prova a presentarci colleghi, consocenti, nipoti e cugini. Diamoci da fare.”

“Cosa vuoi fare?”

I suoi occhi grigi la scrutarono per qualche secondo, vitrei e serissimi:“Quello che fanno tutti i maghi a questa festa Hermione: ubriacarmi e non pensare a niente.”

La risata di Hermione fu coperta dalla musica, ma fu di pancia. “Ma si..perchè no? Mi merito di non pensare a niente, per una sera.” Raggiunse le sue amiche in pista e finalmente si divertì come non succedeva da parecchio: Luna e Ginny erano scatenate quella

sera, ballarono allegramente con lei, senza nessun tentativo di appioppargli un ignaro sconosicuto e Draco si godette due whisky con Blaise, parlando dell’ultima stahione di quidditch mentre Daphne era impegnata a vedere che tutte le sue clienti fossero

soddisfatte dei suoi vestiti.

“Tu sei sicuro di questo, eh Draco?” Blaise accennò col bicchiere alla pista dove Hermione Granger, molto più carina quando non sembrava avere una Light 300 infilata in orifizi posteriori, ballava leggera.

Senza indugi annuì a quella vista. “Assolutamente sì. Pensaci: io e Granger interagiamo limitatamentre per lavoro. Nessuno dei due ha interesse nell’altro, anzi, penso che non avrei voglia di fare sesso con lei, e viceversa, nemmeno fra un milione di anni. Siamo

entrambe impegnatissimi e non dovremo più pensare a niente quando si tratterà di trovare un compagno per feste, balli, etc. In piú sua madre si placherà pensando che sta uscendo con un giovane e illustre mago mentre la mia sverrà solo a vedere la Granger a

un suo party. Non fa una piega.”

Blaise scosse la testa “Una volta Slytherin…”

“Sempre Slytherin certo. E ci voleva quel pizzico di follia Grifondoro che loro spacciano per coraggio per fare una cosa simile.”

I due brindarono ridendo, quando sentí una mano sulla spalla picchiettarlo con insistenza. “Potter, ti aspettavo” esclamò senza nemmeno girarsi. Colui-che-era-sopravvissuto aveva la tendenza a picchiettarlo sulla spalla nei momenti meno opportuni: in ufficio,

durante le missioni, durante le dannate feste…

“Io invece no, decisamente.” Lui e Ron si sedettero dopo aver chiesto con un cenno a Blaise che fece spazio nel tavolo del lussuoso privè.

“Draco, era sincera Hermione prima. So quando vuole rigirarmi la frittata, e non era uno di quei casi. Veramente vorresti provare ad avere un rapporto decente per il bene di Teddy?” Dannato Potter, sempre così diretto.

L’auror biondo si irrigidì. “Senti Potter, per quanto assurdo possa sembrarti tengo molto a Teddy.”

Ron lo interuppe. “Lo sappiamo bene questo Malfoy. Teddy non fa altro che raccontarci di te e Narcissa. Non è quello che ci preoccupa.” Harry annuì continuando accorato “Ma questa stoira dei festamici? Mi devi giurare che non è un tiro mancino ad

Hermione.”Lo sgaurdo serio non riusciva a nascondere la sicnera preoccupazione e Draco sospirò, più annoiato che infastidito.

“Potter, non siamo più a Hogwarts. Mi hai mai visto insultare Hemrione negli ultimi anni, soprattutto da quando lavoriamo tutti nello stesso allegro ministero? Inoltre, ci tengo alla mia pelle e al mio lavoro. Per la prima , Hermione non ci metterebbe molto a

maledirmi se anche solo subodorasse un tiro mancino da parte mia. Per il secondo, mi sta bene l’erquilibrio che abbiamo trovato. Non ho intenzione di peggiorare le cose.”

Harry annuì. Draco era sempre il solito stronzo, ma era diventato un buon Auror. Gli aveva anche salvato al pelle una volta, al grido di “Ora siamo pari, sfregiato” ok, ma erano ancora agli inizi della loro complessa collaborazione lavorativa. Tossicchiò,

imbarazzato “E’ che…avrei dovuto pensarci prima. Di chiedertelo dico. Teddy parla sempre di te.. E io..”

Draco lo squadrò alzando il bicchiere prima di scolare le ultime gocce. “Hai solo fatto finta di non sentire, come me. Ma come ha detto Granger, sta crescendo. Quindi” alzò di nuovo il bicchiere, che si riempì magicamente. “Cerchiamo di andare d’accordo e

trovare il modo di rendere felice quel ragazzino.” Squadrò anche Ron, che non reggeva particolarmente. “Immagino che anche Weasley sia d’accordo”

Essendo una delle poche volte che Malfoy non lo appellava col suo nomignolo odiatissimo, non potè fare altro che annuire.

Tutti brindarono, a un anno nuovo pieno di speranza.

 

“Quindi, ti piace la festa senza spasimanti?”

Hermione era seduta con Draco a un tavolo. Incredibile.

Tutte le coppie erano sul patio a ballare e loro li osservavanmo da un paio di minuti, l’ennesimo drink in mano. “Si e ho il sospetto che non siamo gli unici a godere di questa alleanza. Solitamente fanno a turni per tenermi compagnia.”

“Ah beh, almeno possono darsi il cambio. Blaise e Daphne sono solo due” Draco sorrise, ancora quel sorriso che non gli aveva mai visto in anni come vicini di ufficio e colleghi.

“Bene ora non devono più farci da baby sitter! Siamo adulti!” avvicinò il bicchiere al suo e brindarono, in silenzio Ma ra un silenzio stranamente confortevole pensò Draco prima che Granger lo riportà alla realtà.

“Certo, questo completo non è male Malfoy, però ti prego potresti mettere un normalissimo e babbanissimo giacca-pantalone semmai dovesse presentarsi l’opportunità di venire dai miei?” Draco guardò il suo elegante completo da sera, una giacca con

complessi arabeschi argentati e dettagli di pietre azzurre (un giorno forse avrebbe confessato alla Granger che il verde Slytherin non era il suo colore preferito)

“Ma certo Granger, ho il mio completo da impressiona genitori pronto nell’armadio!” lo sguardo sornione strappò a Hermione una risata che Draco apprezzò. Ma quindi la Granger sapeva anche ridere con lui,non solo sulla pista da ballo?

Nel mentre la giovane maga si guardò, squadrandosi il seno ben esposto dal vestito nero che la fasciava. Draco arrossì appena mentre si indicava da sola, senza imbarazzo. “Tranquillo, anche io ho vestiti appropiati per una serata di gala da maghi per
impressionare tua madre, non certo questo straccetto da strappona.”

Lui quasi sputò il bicchiere di whisky che aveva iniziato a sorseggiare per nascondere il rossore che sapeva sbucare subito sulle sue guance pallide. “Strappona? Granger, ma questo linguaggio?”

“Cosa credevi Malfoy che fossi solo un dizionario di parole forbite? E non credere, sono anche molto fiera del mio vestito!”

“Per carità ti sta molto bene ma non pensavo che una donna volesse mai definirsi così.” Sentì di aver toccato un tasto dolente, infatti lei gli puntò un dito sul petto molto vigorosamente.

“Sono affari miei ciò che voglio definirmi Malfoy. Stasera sono molto sensuale e un po’ strappona, ma quando dovrò conoscere tua madre sarò la perfetta maga uscita da Weekly Charms”

Lui alzò le mani, divertito da quel minuscolo dito perforante il suo petto. “Al contrario di te, non nutro dubbi al riguardo. So quanto sai essere perfettina.”

Lei gli fece la linguaccia, per poi alzarsi. “La perfettina deve andare al bagno. Spostati!” fece per andare, ma poi piroettò su se stessa. “Hai ragione Draco, è bello avere un festamico: non siamo soli ma non siamo nemmeno interessati e possiamo
semplicemente…essere noi. Niente imabrazzi da primo appuntamento, niente romanticismi, niente frasi fatte per impressionarsi.” Si guardò intorno. “Stasera mi sto decisamente divertendo!”

“Te l’avevo detto che era una bella idea! Prima regola dei festamici: non avere nessuna pressione sociale o ansia da prestazione”
Hermione lo guardò per un attimo ammiccante. “Mi piacciono le regole.”

“Lo so.” Ammiccò lui di rimando.

Draco la vide allontanarsi, ondeggiando un posteriore che non aveva mai notato nascosto dai vestiti da perfetta Auror che sfoggiava in ufficio e men che meno dall’uniforme.

Scosse la testa, bevendo ancora. Le stava solo riconsocendo di avere un bel sedere, mica altro.

 

A mezzanotte, si ritrovarono di nuovo soli, in mezzo alla stanza in tumutlo. Intorno a loro, le tre coppie che a mezzanotte avevano subito provveduto a uno scambio di fluidi tramite baci più o meno sensuali.

Draco e Hermione si guardarono, una mutua comprensione negli occhi e zero interesse nel ricevere lo stesso tipo di augurio.

“Granger, auguri.” Esordì lui, compito e mortalmente serio.

“Auguri, Malfoy” stette al gioco lei.

Dopo due secondi, ridevano come due idioti brilli fra i loro amici avvinghiati e il resto del mondo in festa.