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Lights out, follow the noise

Work Text:

«Qui?»

«No, un po' più in alto.»

«Qui?»

«Mmmmmh.»

«È un sì?»

«Che dici?» domanda Badd, sorridendo e accomodandosi meglio fra le gambe di Garou. Sono a mollo nella vasca da bagno e l'altro ragazzo gli sta lavando i capelli e massaggiando la testa. Le sue dita lunghe gli frizionano lo scalpo, di tanto in tanto gli passano fra le ciocche – tirando abbastanza da farlo gemere ma non così tanto da fargli male – e sciolgono gli ultimi residui di gel.

«Continuo?»

«Sì»

Garou continua per qualche altro minuto, finché non sente Badd completamente rilassato.

«Vieni, ti sciacquo la testa,» gli dice. Si allunga per prendere il doccino, apre l'acqua, regola la temperatura, se la prova sul polso. Badd piega la testa in avanti. «Troppo calda?» domanda Garou, passandogli l'acqua sull'attaccatura dei capelli dove il collo.

«No». Le mani di Badd sono appoggiate sulle sue ginocchia, il pollice della mano destra che accarezza piano la pelle che riesce a raggiungere. Garou lo bacia nel punto dove ha passato poco fa il doccino e inizia a sciacquare via lo shampoo.

Il rumore dell'acqua e i piccoli versi di soddisfazione che si lasciano scappare di tanto in tanto sono gli unici rumori che si sentono: per il resto l'appartamento è silenzioso. Zenko è a un pigiama party e questo significa che hanno la casa tutta per loro. Zenko va a dormire da un'amica almeno una volta a settimana: forse sono i genitori degli altri bambini che conoscono la loro situazione familiare (Badd ha 17 anni, fa l'eroe, sta cercando di finire la scuola e, al contempo, si prende cura della sua sorellina facendo le veci del padre e della madre che non hanno più) e quindi lo vogliono aiutare; oppure è Zenko che ha capito benissimo come stanno le cose con Garou e, di tanto in tanto, vuole permettere loro di passare un po' di tempo da soli.

«Sei silenzioso...» commenta Garou, quando l'acqua scorre limpida, senza più tracce di sapone. Appoggia una mano sul petto di Badd e se lo porta contro, permettendogli di appoggiare la testa sulla sua spalla.

«Mi stavo godendo il momento,» gli risponde il ragazzo. «Comunque...» riprende dopo che si sono scambiati un veloce bacio, «non mi sarei mai immaginato che le cose potessero evolversi così, quando quattro mesi fa ti ho offerto rifugio a casa mia.»

Garou deglutisce. «Ti dispiace?»

«Certo che no, stupido,» replica Badd, prendendo le sue braccia e portandosele attorno al torace, in un abbraccio. «Secondo te mi dispiace?»

L'altro ragazzo schiaccia il naso contro il suo collo e bisbiglia: «No.»

Rimangono abbracciati così per un po', poi le mani di entrambi iniziano a farsi più audaci (si piacciono tantissimo, stanno insieme da poco e, soprattutto, sono due adolescenti). Dopo qualche altro minuto di baci e palpeggiamenti, Garou sta sfregando la propria erezione fra le natiche di Badd, mentre lo masturba con le sue dita lunghe e magre. Il silenzio della casa si è riempito di gemiti e dello sciabordare dell'acqua.

«Badd...» mormora Garou. «Voglio farlo.»

«Beh, secondo te cosa stiamo facendo, adesso?» ride l'altro ragazzo fra i gemiti.

«No, intendo che... voglio andare fino in fondo. È un po' che ci penso e mi sento pronto...»

«Garou...» mormora Badd.

«Che c'è? Tu non ti senti pronto?» sussurra Garou contro la sua guancia, per poi baciargliela. Le sue mani non si sono fermate un attimo e così i movimenti dei suoi fianchi. Sente il corpo in fiamme, come durante un combattimento, ma anche qualcosa tirargli nel petto. Spinge il membro contro l'apertura di Badd, non così forte da penetrarlo, solo per fare passare il messaggio. «Voglio entrarti dentro...» gli sussurra all'orecchio. «E mi va bene anche il contrario,» continua, masturbandolo più velocemente. Badd geme. «Sono stato in farmacia e ho comprato tutto l'occorrent—»

«Garou, piano, cazzo!» riesce a dire l'altro ragazzo, bloccandogli i polsi con molta fatica – perché si stava divertendo anche lui.

Garou si ferma immediatamente e appoggia la guancia sulla sua spalla, per riuscire a guardarlo in faccia meglio. Ha un'espressione difficile da leggere, ma non sembra arrabbiato. «Scusa... sei incazzato?» gli domanda, per esserne certo, per poi baciargli il collo.

«No...» lo rassicura Badd, incrociando le loro dita. «Solo... non ho mai fatto nulla del genere, lo sai, te l'ho detto.»

«Lo so, lo so,» i baci continuano. «Neppure io: è per questo che non vedo l'ora di farlo con te.»

In un attimo Badd si rigira nell'abbraccio e lo bacia duro sulla bocca, con un sacco di lingua. «Anch'io... però vai piano, non ci rincorre nessuno,» gli dice, col fiatone, quando si staccano.

Garou distoglie lo sguardo, con una punta di tristezza. «Non ne sarei così sicuro, dopo quello che ho fatto...»

Badd lo bacia ancora. «Sei al sicuro, se te lo dico puoi stare tranquillo.»

(Saitama gliel'aveva detto molto chiaramente a Badd: «Finché ci sarò io, non permetterò che succeda nulla a nessuno di voi due. Però qualche volta venite a mangiare una cosa da me e Genos. Sai che è bravissimo a cucinare?»)

Poi si alza e gli tende la mano. «Vieni, l'acqua sta diventando fredda, spostiamoci nel letto.»

Si asciugano a vicenda. Mentre Garou gli sta frizionando i capelli con un asciugamano, Badd lo bacia di nuovo, spingendo il proprio membro contro il suo: hanno entrambi perso la piena erezione, ma sono ancora molto eccitati. Garou grugnisce contro la bocca dell'altro ragazzo. «Ti voglio...» mormora.

«Lo so,» sorride Badd, schiaffeggiandogli una natica. «Vieni.»

 

 

Sono nuovamente nella posizione di prima, solo distesi su un fianco, le gambe intrecciate. Garou muove il bacino facendo sfregare la propria erezione in mezzo alle natiche di Badd, mentre con la mano destra lo masturba e con la sinistra gli accarezza il petto, strizzandogli i capezzoli di tanto in tanto. Gli bacia il collo, gli morde la spalla, gli succhia il lobo. In tutta risposta Badd si spinge contro di lui, contrae le natiche, aumentando così la stimolazione.

(«Cos'hai preso in farmacia?» gli ha domandato Badd, prima, facendolo stendere sul letto e sdraiandosi subito accanto a lui. «Preservativi e lubrificante... sono un ragazzo responsabile,» ha risposto Garou, tirandoselo contro. Badd ha sorriso. «Dove li hai messi?» «Nel cassetto del comodino.» «Hai fatto bene a prenderli, così, quando ci va, abbiamo tutto l'occorrente...». Garou lo ha baciato: «Possiamo rimetterci nella posizione di prima? Almeno questo, visto che non vuoi darmi il c—» Badd ha alzato un sopracciglio e lo ha guardato con un'espressione che fa davvero paura: «Ti conviene non finire la frase, testa di cazzo». Poi gli ha dato le spalle e si è spalmato contro il suo petto. «Forza, Garou, parla meno e agisci un po' di più». Questo era mezz'ora fa.)

«Badd...» mormora Garou, contro il suo orecchio. «Ci sono quasi.»

«Anch'io». Badd gira la testa in modo da poterlo baciare e, quando Garou passa per l'ennesima volta il pollice sul suo membro, viene, ansimando contro le sue labbra. Con la testa ancora leggera per l'orgasmo allunga una mano all'indietro e inizia a toccare Garou, senza smettere di baciarlo, la punta del membro del ragazzo che scivola sempre più spesso contro la sua apertura. Badd è quasi tentato di fermare tutto, allungarsi verso il comodino e—Garou viene, con un gemito fortissimo, sporcandogli le natiche e la schiena.

Rimangono abbracciati così per qualche minuto, accarezzandosi con le mani sporche e scambiandosi qualche bacio umido sulla bocca e sulla pelle.

«Beh...» inizia Garou, appena ha ripreso fiato.

Badd si gira sull'altro fianco per guardarlo in faccia. «Mi sento pronto,» gli dice.

Garou lo guarda confuso per un momento. «Ah... ok. Sei sicuro?»

«Scusami, come “ah ok”?»

«Non... me lo aspettavo, tutto qui.»

Badd ghigna. «Non è che come al solito tante chiacchiere e poi sei il primo ad avere dei dubbi?»

«Cretino!» esclama Garou, già pronto a ruzzare sul letto, ma l'espressione di Badd si è fatta seria.

«Davvero, guarda che se non te la senti va bene così. Possiamo aspettare. Non ci corre dietro nessuno, te l'ho detto.»

Garou lo guarda, poi si avvicina e lo bacia a fondo. «No, me la sento. Mi hai solo preso alla sprovvista perché ti voglio davvero tanto.»

Badd sorride e poi gli sale a cavalcioni, intrappolandolo fra le sue cosce muscolose. «Meglio così, perché sono davvero un sacco arrapato, adesso.»