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Peccatore rosso sangue

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Imprigionato dall’uncino

 

Shanks era appeso per le braccia con delle pesanti corde, le stesse che serravano il resto del suo massiccio corpo ignudo. Si divincolava, ansimando, aveva la bocca riarsa e gli occhi liquidi.

«Liberami…» esalò con un filo di voce; le tempie gli pulsavano e vedeva sfocato.

«Perché dovrei? Sei mio, ora» sentì rispondergli la donna davanti a lui. Avvertì il metallo dell’uncino dorato di lei accarezzargli il ventre e si voltò di scatto, arrossendo, mentre la punta scendeva fino a sfiorargli l’intimità.

Crocodile si sporse in avanti, facendo ondeggiare i seni sodi perfettamente visibili nonostante la camicia.

«Possedere interi paesi, conquistare persino il mondo, è meno divertente che poter giocare con qualcuno come te. Voglio averti solo mio, imperatore» soffiò.

Shanks serrò gli occhi, mentre il sudore gli solcava il viso.

"Maledetta pervertita" pensò, le orecchie gli fischiavano. La guardò spogliarsi completamente e il suo respiro si mozzò al vedere le forme della donna.

Lei si portò le dita all’intimità, iniziando a provocarsi eccitazione da sola.

Shanks avvampò e fece una smorfia, piegando di lato la testa. I capelli rossi gli ricaddero davanti all’occhio segnato dalle cicatrici. «Avresti potuto cercare di conquistarmi alla vecchia maniera» biascicò con voce impastata. I gemiti lascivi di lei gli risuonavano nelle orecchie. "Dannazione, è una bella donna nuda! Non voglio eccitarmi anche io! Non voglio che mi piaccia" pensò. Si ritrovò ad ansimare, con le labbra, rosse e bollenti, sporte.

«N-non… aaah… non sarebbe mai… durata… aaah… Non può funzionare…» mormorò lei, fremendo di piacere.

Shanks cercò di liberarsi, ondeggiando diverse volte fino ad avvertire la nausea, serrò gli occhi e la testa gli doleva. Sì lamentò: «Potresti almeno coinvolgermi… Non mi piace essere così passivo». Socchiuse gli occhi, sentendo i gemiti di lei farsi sempre più forti. «Fermati!» implorò.

Crocodile gli sfiorò il petto con l’uncino, dove c’erano dei peletti rossi, scese e si avvicinò nuovamente con la parte liscia della punta al membro di lui, che si stava eccitando sempre più violentemente. Rise e ritirò la mano. Continuò a darsi piacere da sola, infilando un terzo dito, ondeggiando col bacino.

"I ragazzi verranno sicuramente a prendermi… O troverò un modo per scappare. Appena finisce l’effetto di qualsiasi robaccia mi abbia rifilato, troverò un modo per andarmene.

Tanto vale cercare di approfittare della vista. In fondo mi servirà da lezione, non devo più accettare da bere da una bella donna anche se è gratis" pensò Shanks, fissandola.

I corti capelli mori aderivano al viso di lei. Le sue labbra piene e gonfie erano rosse, mentre i suoi seni ondeggiavano ad ogni suo movimento. Shanks fu rapito dall’ondeggiare ipnotico dei capezzoli di lei.

"Di sicuro ci sa fare. Io continuo a pensare che avremmo potuto trovare un accomodamento senza il rapimento…

Anche se siamo lontani da dove eravamo prima. Sembrano le rovine di una qualche civiltà. A giudicare dalla sabbia che cade sotto qualche deserto.

Ecco, inizio ad essere lucido. Uh, certo che ci sa fare con i versi! ". La sua virilità era ormai evidentemente eccitata, la sentì strillare mentre raggiungeva da sola l’orgasmo e si lasciò andare, venendo.