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Quella notte

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Quattro mesi erano passati a una velocità fenomenale. Quel giorno, erano tutti riuniti per un evento molto speciale: il matrimonio di Ryo e Kaori. La giornata era stata appositamente scelta: la stessa che aveva causato tutti gli eventi. Un anno prima una festa un po' troppo allegra li aveva gettati in un tormento senza nome fino ad arrivare al lieto fine. I balbettii che si sentivano nella stanza in cui la sposa si stava preparando ne erano il simbolo. Kaori si sporse sul box dove erano i due bambini e sorrise loro.

"Allora, miei cari, oggi farete i bravi. Mamma e papà si sposano" disse loro, beatamente. Si sentiva felice, su una piccola nuvola. Aveva aspettato così tanto che tutto ciò accadesse che non riusciva a crederci. Stava per sposarsi con Ryo, aveva due bambini che i test avevano stabilito essere suoi. Quindi, anche se i dettagli di quella notte rimanevano per sempre sconosciuti, stavano lavorando sempre più spesso per ricrearli, si disse arrossendo. Saeko le si avvicinò e la spinse dolcemente verso lo specchio dove Miki la stava aspettando.

"Dai, Kaori, devi finire di prepararti altrimenti saremo in ritardo. Mi occupo io di questi due" disse.

Se non l'avesse conosciuta, Kaori avrebbe potuto giurare di trovarla indifferente, ma non era così: Saeko era affezionata ai due bambini. La luce soffusa e tenera nei suoi occhi parlava per lei. La futura sposa finì di prepararsi.

"Sei bellissima!" disse Miki, commossa fino alle lacrime.

"Grazie. Sono nervosa...è sciocco, vero? Mi sento come al primo appuntamento" disse Kaori arrossendo. Si guardò di nuovo allo specchio per vedere se andava tutto bene.

"In ogni caso, mi spiegherai come hai fatto a ritrovare la tua linea così velocemente dopo due gemelli" mise il broncio Kazue, toccando il suo ventre leggermente arrotondato.

"Sì, sono d'accordo. Ne avrò bisogno anch'io" disse Miki, a bassa voce.

Le altre tre donne si voltarono verso di lei, sorridendo. E il tutto terminò in un abbraccio di gruppo. Fu allora che Mick scelse di entrare.

"Ah, arrivo al momento delle coccole! Ottimo! Eccomi, ragazze!" disse, correndo tra le loro braccia. Loro si allontanarono e lui si stampò contro il muro.

"Mick, cosa ci fai qui?" chiese Kazue, minacciosa.

"Ehilà mia cara, stai bene? Uh, sono stato incaricato da Ryo per vedere se siete pronte. Sono il guardiano del tempo" annunciò con orgoglio.

Le ragazze si misero d'accordo e dissero di sì. Mick prese Hide e Miki Aiko*, questo era il nome della bambina. Kazue le seguì. Saeko fermò Kaori prima di uscire e le porse un foglio.

"Che cos'è?" chiese la giovane rossina.

"Il mio regalo di nozze per entrambi. È un certificato di nascita ufficiale per Ryo, che gli dà un'esistenza legale"

"Ma con il lavoro..."

"Aspetta, so quali sono i limiti del suo lavoro. Il suo fascicolo è sigillato, proprio come il tuo e quello dei bambini. Vi consente solo di avere un matrimonio legale e di scegliere il nome che porteranno i bambini"

"Saeko, è...è...oh, grazie" disse, prendendola tra le braccia, le lacrime agli occhi.

"Di niente. Maki avrebbe apprezzato. Ti amava più di ogni altra cosa al mondo, avrebbe voluto il meglio per te"

Kaori abbassò gli occhi pensando a suo fratello. Non ci sarebbe stato in quel particolare giorno, né per vedere crescere i suoi nipoti. Le mancava terribilmente. Saeko serrò la presa su quella che considerava una delle sue sorelle.

"Non volevo farti piangere, Kaori" sussurrò dolcemente.

"Tutto bene, non preoccuparti" rispose lei, tamponandosi gli occhi.

Saeko la prese per mano e la condusse verso il luogo della cerimonia. Avevano scelto un piccolo tempio lontano dalla città e uno dei loro conoscenti avrebbe officiato. Il posto era tranquillo e sereno, circondato da fiori di ciliegio. Un piccolo stagno coperto di ninfee circondava il chiosco dove si sarebbe svolta la cerimonia. Era stato Ryo a trovare quel posto e si era rifiutato di mostrarlo a Kaori, mantenendo la sorpresa.

Col suo completo, camminava su e giù per il giardino del tempio, aspettando l'ora della cerimonia. Era nervoso. Era tutto troppo bello. Sarebbe successo qualcosa: sarebbero stati attaccati, Kaori non si sarebbe presentata, i bambini si sarebbero ammalati...ci sarebbe stato qualcosa che gli avrebbe impedito di sposare Kaori...

Se solo fosse stato a casa, sarebbe andato a sparare un po', per calmarsi i nervi. Gli sarebbe piaciuta una sigaretta, ma dalla nascita dei gemelli aveva smesso: voleva restare con loro il più a lungo possibile.

"Vuoi stare fermo cinque minuti" si spazientì Umibozu.

"Ho una brutta sensazione" disse Ryo cupamente.

"Una brutta sensazione o sei nervoso? Hai paura che la tua fidanzata si renda conto dell'errore che ha commesso?" disse Umi senza cambiare tono.

"Cosa?! Ti ha detto qualcosa!" si preoccupò Ryo.

"Ma no, rilassati. Non succederà nulla e Kaori arriverà. Ho appena ricevuto un messaggio da Miki"

Ryo emise un gemito di disappunto in risposta, ma respirò interiormente. Era vero, era stupido da parte sua preoccuparsi così tanto. Avevano preso così tante precauzioni...

Finalmente, le macchine arrivarono. Si diresse al chiosco. La cerimonia stava per iniziare. Vide Saeko arrivare col passeggino, un'immagine piuttosto inaspettata ma affascinante. Si recò verso di lei per baciarla e accarezzare i suoi figli, ebbene sì, il grande Ryo Saeba coccolava i suoi bambini...

Sentiva sempre lo stesso soffio di felicità guardandoli dormire tranquilli, giocare con i piedini, prendere il biberon, balbettare...i suoi bambini, il suo stesso sangue...

Poi la musica che avevano scelto si fece sentire e tutti entrarono, e infine, la sposa. Ryo trattenne il fiato mentre la vedeva avanzare: era così bella. Indossava un magnifico abito a tubino bianco tenuto da due sottili spalline e che cadeva fino ai piedi. Non aveva né un cappello né il velo. Un vestito semplice come chi lo indossava...

La vide avvicinarsi a lui e un leggere vento fece volare i petali di ciliegio intorno a lei. Era un segnale promettente?

Lei gli rivolse un sorriso radioso, leggermente commosso, che gli arrivò dritto al cuore, un sorriso made in Kaori. Respirò profondamente per calmare il battito del suo cuore. Lei lo aveva accalappiato definitivamente, irrimediabilmente, eternamente. Era suo ed era fiero di esserlo. In qualche minuto, lei sarebbe diventata sua moglie, anche se solo agli occhi dei loro amici. Stava per vincere la sua migliore battaglia. Con l'atto di quel giorno, aveva decisamente vinto la battaglia contro se stesso, contro il divieto che si era imposto di toccare il suo angelo. Quando arrivò al suo fianco, lei gli porse un foglio. Il suo cuore si bloccò in un istante di paura, poi vide i suoi occhi luminosi e aprì il documento. Era un certificato di nascita ufficiale: ora aveva un'esistenza legale, reale. La guardò negli occhi, preoccupato: lui non poteva esistere...

"Va tutto bene. Ti spiegherò" disse, sorridendo e guardando Saeko. "Andiamo. Non vedo l'ora di diventare la signora Saeba" sussurrò Kaori, le guance arrossate dall'emozione che la conquistava. Il cuore dell'uomo sobbalzò. Lei avrebbe potuto portare il suo nome.

La persona che officiava fece svolgere la cerimonia con gioia e serenità. Arrivò il momento dei voti e i due sposi si ritrovarono l'uno di fronte all'altra, occhi negli occhi, mani nelle mani. Kaori iniziò con voce leggermente tremante:

"Ryo, quando ti ho incontrato, ero solo un'adolescente, appena una liceale. Tu eri il migliore amico di questo fratellone che adoravo e, solo per questo, mi sembravi inaccessibile. Questo non mi ha impedito di innamorarmi di te a prima vista..."

"Così tanto tempo" mormorò lui, ma lei lo sentì e gli rivolse uno sguardo eloquente.

"La nostra relazione tumultuosa..." sentì una risatina tra il pubblico, vide Ryo sollevare un sopracciglio, e sorrise.

"Tutto ciò che abbiamo vissuto ha solo rafforzato i sentimenti che provo per te. Senza di te, io non sarei io, sarei persa e sola. Senza di te, avrei una vita normale ma noiosa e insipida. La mia vita vale la pena di essere vissuta solo con te e i nostri figli circondati dalle persone che ci sono care. Ti amo, Ryo, ti amerò per tutta la vita"

Sollevò le sue mani e le baciò. Lui sentì una scossa elettrica lungo tutto il corpo a quel semplice tocco.

"Kaori, sono un uomo più dotato per l'azione che per le parole. Ma penso che il mio modo di mostrarti quanto ti amo non sarebbe apprezzato dai nostri amici..."

Rimase in silenzio sentendo i 'Per pietà', 'L'ha fatto', 'Non può essere vero'...e riprese con un sorriso, sentendo caldo nell'incrociare l'espressione di lei piena di desiderio:

"Oggi farò uno sforzo: anch'io mi sono innamorato di te la prima volta che ti ho visto, ma l'uomo che ero non poteva lasciare entrare nel suo cuore la ragazza che eri, una ragazza pura, sensibile e gioiosa. Beh, certo, non avevo visto in quel momento la donna piena di foga e passione, il demone dai martelli, geloso e possessivo"

Kaori fece una smorfia. Sì, lei era tutto ciò. La ragazza sensibile poteva trasformarsi in un'arpia sotto la presa della passione e quell'uomo scatenava la passione nel suo cuore. Il pubblico ridacchiò.

"Ma penso che tuo fratello sapesse cosa stava facendo quando mi ha chiesto di prendermi cura di te. Sapeva bene come leggere le persone che lo circondavano. Non sapevo se sospettava che tu ti saresti presa cura di me così come io di te, ma è possibile. Il nostro vivere insieme, la nostra partnership mi ha trasformato: ero cinico, tu buona, ero solo, tu mi hai portato una famiglia, avevo una tana, tu ne hai fatto una casa, ti ho portato in un mondo nero e senza pietà, tu mi hai condotto verso la luce e la solidarietà. Mi hai insegnato a sperare, a vivere e ad amare. Ci hai insegnato a vivere insieme, ci hai aperto gli occhi sulla nostra amicizia. Quella che sembrava fragile tra tutti noi è in realtà la roccia della nostra famiglia allargata. E oggi..."

Si fermò, l'emozione che gli strangolava la gola. La guardò negli occhi per trarne la forza di continuare.

"Oggi, dopo tutti questi anni in cui ho giocato allo yo-yo con il tuo cuore per paura di lasciarmi coinvolgere, oggi mi offri il mondo e l'eternità, la redenzione, la felicità. La casa che hai creato per noi è finalmente piena di significato e amore come avrebbe dovuto essere da anni. La nostra bella famiglia" disse indicando i loro amici riuniti, "è cresciuta e crescerà ancora. Il tuo amore mi ha fatto crescere, Kaori. Metto il mio cuore ai tuoi piedi, metto la mia vita totalmente nelle tue mani. Ti amo, Kaori Makimura"

Asciugò le lacrime che si accumulavano nei suoi begli occhi. Moriva dalla voglia di baciarla e cedette all'impulso. Posò un leggero bacio sulle sue labbra e lasciò che l'officiante finisse la cerimonia. Si scambiarono gli anelli con molta emozione, poi conclusero la cerimonia con un tenero bacio.

"Signore e signori, vi prego di accogliere il signore e la signora Saeba!" disse l'officiante.

"E in più, è ufficiale e molto legale" disse Ryo, che rivolse a Saeko uno sguardo molto caloroso e riconoscente.

Si diressero tutti verso la tenda che era stata allestita per l'occasione, tranne i due sposi. Ryo portò Kaori a fare un giro del luogo.

"È stupendo, Ryo" sussurrò la giovane donna, abbagliata dalla bellezza del luogo.

"È un bel posto, ma tu sei stupenda. Sono contento che ti piaccia..."

Lei si fermò davanti allo stagno, ispirata dalla serenità del luogo, per calmare il battito del suo cuore ancora ribaltato dalla cerimonia e dalle sue parole. Le braccia di suo marito – che dolce parola alle sue orecchie – la strinsero.

"Un anno fa non ero così serena. Non avrei mai pensato che saremmo stati qui oggi"

"E io...mi chiedevo se non avessi cambiato sponda"

Sentì il suono della sua risata chiara e gioiosa, quella risata che poteva calmare tutte le sue angosce e rabbia. Appoggiò il mento sulla sua spalla, il suo profumo gli solleticò il naso.

"Sei felice, Ryo?"

"No. Felice non è una parola abbastanza forte per descrivere come mi sento, è ben oltre" mormorò, la voce roca. La sentì rabbrividire alle sue parole. Non poté fare a meno di baciarle il collo. Sentì il suo corpo reagire, il suo respiro accelerare. Si voltò e le prese le labbra in un bacio appassionato, lasciando entrambi ansimanti.

"Mi fermo qui, altrimenti..." lasciò in sospeso, ma i suoi occhi erano eloquenti tanto brillavano di desiderio.

Sentirono dei passi avvicinarsi e si voltarono. Mick avanzava, un grande sorriso sulle labbra. Senza dubbio era stato il testimone della scena.

"Vi aspettano tutti, specialmente i due piccoli mostri"

"Arriviamo"

"Gran bel discorso, comunque. Per un uomo di poche parole, non te la sei cavata male"

"Grazie, Mick. Me lo ricorderò" disse Ryo scherzosamente.

"Aspetta, ho una cosa da dirvi"

La coppia si fermò mano nella mano e lo guardò. Sembrava un po' imbarazzato.

"Volevo parlarvi di quella notte. Non so perché ma i ricordi mi sono tornati e volevo condividerli con voi"

Entrambi lo guardarono, attendendo il resto. Per loro, il caso era chiuso, ma se Mick voleva parlarne, lo avrebbero ascoltato:

"Non è successo niente tra noi, Kaori. Ne sono sicuro. Mi sono addormentato in salotto dove mi ero spogliato e, non so perché, sono andato di sopra da Ryo. Forse sonnambulismo o per dirgli una battuta mentre ero ubriaco, non lo so. Stavate dormendo. Io ero andato, non ci ho riflettuto e mi sono addormentato"

Aspettò la loro reazione. Kaori lo abbracciò e disse:

"Grazie Mick. Sono contenta di sapere che quella notte, sono stata con una sola persona"

"Di niente. Ora, se ti annoi con questo qui, la mia porta è sempre aperta..."

"Angel, diventerai padre" si indignò Ryo.

"Ho il diritto di sognare, no?" rispose, facendogli l'occhiolino.

Kaori prese i due uomini per un braccio e li condusse al luogo del ricevimento. La giornata trascorse senza intoppi, senza attacchi, senza martelli. Nessun'arma fu sguainata, nessun lancio di coltello...in breve, fu una giornata quasi banale, come ne conoscevano ben poche. Una bella giornata per celebrare la vita, l'amicizia e l'amore.

 

 

*sono sempre io, la traduttrice rompiscatole...questo nome mi aveva incuriosita e ho anche cercato se esistano, nella cultura Giapponese, i doppi nomi...mi risulta di no, anche perché ogni nome in giapponese ha già un suo significato. Presumo però che in questo caso, Miki sia stato scelto per via della nostra ex mercenaria preferita, mentre Aiko significa 'figlia dell'amore'...solo un appunto che volevo lasciare :P