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Di tre e in tre

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Celes si era aspettato una cerimonia privata, alla presenza della famiglia e degli amici più cari, ma suo zio era stato irremovibile su quel punto, e sua madre si era stranamente detta d'accordo con lui. Era il Veggente in carica, la sua unione era una cosa importante, soprattutto visto il recentissimo cambio della legge. Doveva dimostrare pubblicamente che approvava l'operato del Sommo Priore, e dare l'esempio a tutte quelle persone che si trovavano nella sua stessa situazione e potevano ancora avere timore di un'unione di quel tipo. E lo avrebbe dovuto fare con una cerimonia sfarzosa, che prevedeva la partecipazione di centinaia di invitati, e trasmessa in Polivisione.
Celes non era d'accordo e Shannen nemmeno, mentre a Langley pareva importare solo che potessero sposarsi il prima possibile, perciò erano in netta minoranza e furono costretti ad adattarsi e a fare buon viso a cattivo gioco. Passarono tutto il pomeriggio a misurare abiti e a provare acconciature, e quando finalmente riuscirono ad andare a letto erano tutti e tre talmente stanchi che non riuscirono a fare altro a parte buttarsi sul loro letto e addormentarsi quasi all'istante. Anche se, a dire il vero, le poche ore di sonno che riuscirono a concedersi non sembravano essere state tranquille per nessuno di loro.
La mattina dopo fu un vero inferno, e Celes si riscoprì davvero molto felice di pensare che quello sarebbe stato il suo primo e unico matrimonio, perché era certo che non sarebbe mai riuscito a sopportare di nuovo niente di simile. Era nervoso, e irritato, e lo erano anche i suoi compagni. Perfino Langley aveva iniziato a dare segni di insofferenza, e quello non fece altro che far irritare lui e Shannen ancora di più.
Poi arrivò la cerimonia vera a propria e tutti i pensieri negativi sparirono dalla mente di Celes. Perché, insomma, si stava davvero legando ai suoi due uomini, da quel momento avrebbe potuto gridare a gran voce, e ai quattro venti, che erano suoi, e che lui era loro, senza doversi più preoccupare di stupide leggi e di ancora più stupide apparenze. Era qualcosa che lo scaldava da dentro e lo commosse fino alle lacrime, e accolse con gioia e sollievo il bacio e l'abbraccio che gli diedero Langley e Shannen subito dopo lo scambio dei loro reciproci voti.
Dopo la cerimonia, però, fu il momento del banchetto, e l'irritazione di Celes ritornò in tutto il suo oscuro splendore. E sì, era ironico. Ma davvero, era felice di rivedere molte delle persone che erano arrivate per festeggiare quel momento così importante della sua vita insieme a lui, e si ritrovò perfino a ridere di gusto quando i quattro maghi che lo avevano appena aiutato a salvare il Poliverso gli offrirono spudoratamente, e con dei ghigni criminali, di fare qualcosa tutti insieme dopo la loro luna di miele. Shannen praticamente ringhiò loro contro, e poi ringhiò anche contro Langley, che sembrava fin troppo interessato alla loro proposta.
Quei momenti di allegria, però, cessarono del tutto quando tutti gli altri nobili di Tanit gli sfilarono davanti per fare degli auguri che, per molti di loro, non erano affatto sentiti, né tantomeno sinceri. Celes sapeva che, in quanto Veggente in carica, non poteva mostrare il suo malcontento contro la quasi totalità della nobiltà del suo pianeta, ma era deciso a far pagare loro tutte le occhiate scettiche, quando non proprio ostili, che erano state rivolte ai suoi novelli sposi, soprattutto a Langley. Era un Veggente molto protettivo nei confronti delle persone che amava, e si ripromise che presto lo avrebbero capito tutti quanti. A costo di prenderli tutti a calci nei loro nobili deretani.
Manila gli si avvicinò all'improvviso, interrompendo quei suoi tetri pensieri.
“Sei proprio sicuro di dover essere qui, o anche solo di volerlo, in questo momento?” gli chiese, con un tono noncurante che non lo fregò nemmeno per un secondo.
“Cosa vuoi dire, Madre?”
“Ti sei appena sposato, Mio Prezioso, con due degli uomini più affascinanti dell'intero Poliverso. Sono certa che dovresti avere cose più interessanti da fare, magari con la compagnia esclusiva dei tuoi adorabili consorti, che stare qui a perdere tempo con questi vecchi cartaimpecoriti.”
“Alcuni di loro non sono affatto vecchi” le fece notare, senza però sindacare sul loro carattere. “E comunque sono il Veggente in carica, mi dicono che a quanto pare ho dei doveri da rispettare.”
“Celes, tesoro mio, sono stata Veggente per molto più tempo di te. Quanti di quei doveri ti risulta che io abbia mai rispettato?” gli fece notare, senza tuttavia aspettare una risposta da parte sua. “Molto pochi. Quasi nessuno a dire la verità. E in quante occasioni mi sono preoccupata di quello che avevano da dire gli altri su questi presunti doveri? Mai, nemmeno una volta! Ed è proprio per questo che sono sempre stata felice e soddisfatta della mia vita. Ora, perché non ti concentri sulla tua, di soddisfazione? E magari su quella di Shannen e Langley, che sono di certo molto più importanti di qualunque nobile ti si presenterà mai davanti? Sono certa che potreste trarne tutti e tre un enorme giovamento. E se a qualcuno dei presenti la cosa non andasse bene, per quanto mi riguarda quel qualcuno può anche andare a infilare la testa nel didietro di uno dei kulutrek di Yande!”
“Cosa ti hanno fatto di male quei poveri kulutrek?” le chiese Celes con una risatina divertita.
Tuttavia, aveva afferrato il discorso di sua madre, e doveva ammettere che aveva anche un certo fascino. Riflettendoci con più attenzione, si rese conto che una buona parte della sua tensione era di natura sessuale. Era da prima di scoprire il suo stato che non faceva più del sano sessocon i suoi due compagni, i suoi sposi si ricordò con un moto di orgoglio, e il suo corpo e la sua anima avevano iniziato a sentirne la mancanza. Certo, non era sempre d'accordo su sua madre, soprattutto quando si parlava di accoppiamenti in generale, ma doveva ammettere che su certi argomenti poteva avere ancora molto da imparare da lei.
“Molti di questi nobili si offenderebbero a morte se me ne andassi nel bel mezzo del banchetto per le mie stesse nozze, lo prenderebbero come un affronto personale. Non credi che le loro lamentele sul mio cattivo comportamento infastidiranno lo zio Lacros? Potrebbero pure causargli problemi di pressione” le fece notare, facendole capire che stava valutando con attenzione la questione.
“Hai ragione, ma questo potrebbe succedere solo se lui fosse qui per sentirle, quelle lamentele.”
Celes la guardò con un sopracciglio inarcato e lei sorrise con un'espressione innocente che non avrebbe convinto proprio nessuno.
“Io, Laenton e Vesper abbiamo dei piani per lui, che includono noi quattro e una stanza molto lontana da questi insopportabili bacchettoni” gli confessò con la sua migliore espressione maliziosa, e Celes quasi si strozzò nel tentativo di soffocare le risate, attirando l'attenzione di Langley e Shannen.
“Ma tu pensa!” commentò, prima di baciarlo con affetto su una guancia e di alzarsi in piedi.
Senza una parola, afferrò le mani dei suoi due sposi e li invitò a tirarsi in piedi.
“Cosa stiamo facendo?” gli chiese Shannen, perplesso.
“Stiamo andando a chiuderci in camera nostra, spero per almeno i prossimi tre mesi” gli rispose Celes, tirandoseli dietro entrambi.
“Ma il banchetto è praticamente appena iniziato e...” provò a farlo ragionare Langley.
Celes si fermò di colpo davanti a lui, petto contro petto.
“Hai davvero fame di qualunque altra cosa che non siano i tuoi sposi?” gli soffiò a pochi millimetri dalle sue labbra.
Sia Langley che Shannen deglutirono, gli sguardi che si erano fatti all'improvviso davvero molto, molto affamati, e non di cibo, e Celes sorrise vittorioso, riprendendo il suo cammino con rinnovato vigore. Le occhiate di rimprovero che ricevette da più parti mentre si allontanava dalla sala insieme ai suoi due neo sposi non lo impensierirono nemmeno un po'. In realtà li notò appena, dato che la sua mente era già interamente concentrata su quello che sarebbe successo di lì a poco.
Celes aveva le idee molto chiare su come voleva che fosse la sua prima notte di nozze, e ne mise al corrente Shannen e Langley non appena si chiusero la porta delle loro stanze alle spalle.
“Vi voglio dentro di me. Tutti e due. Insieme!”
Non usò il suo potere spogliarli più velocemente solo perché strappare loro i vestiti di dosso era qualcosa di tremendamente eccitante. Così come fu eccitante togliersi anche i propri abiti, davanti ai loro occhi sempre più affamati, e inginocchiarsi subito dopo ai loro piedi senza nemmeno aver fatto un passo per avvicinarsi al loro letto. Shannen e Langley sembrarono sorpresi per quel suo comportamento che denotava un'urgenza che Celes aveva mostrato solo poche altre volte da quando lo conoscevano, ma lo stupore durò solo per pochi istanti, sostituito presto dall'eccitazione e dalla voglia di toccarlo e, se possibile, di scoparselo.
Celes li leccò entrambi a lungo e con il massimo impegno, assicurandosi che fossero duri, bagnati e pronti per lui, prima di rimettersi in piedi. Indietreggiò fino al letto, senz amai distogliero lo sguardo dai loro volti accaldati, e fece loro segno di seguirlo, leccandosi le labbra in un chiaro invito, cercando di essere più sensuale che poteva. I suoi sposi non se lo fecero ripetere due volte e lo raggiunsero quasi di corsa, facendolo sorridere felice e soddisfatto.
Celes salì sul letto e si mise subito a quattro zampe, assicurandosi che entrambi avessero una visuale perfetta sul suo fondoschiena. Poi si bagnò due dita con la saliva e le portò alla propria apertura, iniziando a stuzzicarla senza perdere altro tempo. Una mano forte, però, si chiuse quasi subito sul suo polso, impedendogli ogni tipo di movimento,
“Cosa pensi di fare?” ringhiò Shannen, che per qualche strano motivo non sembrava apprezzare lo spettacolino che Celes aveva deciso di mettere su per il loro piacere.
“Mi preparo per voi, pensavo che vi sarebbe piaciuto vedermi” gli rispose il giovane Veggente, perplesso e anche un po' ferito per quel comportamento.
“Non credo proprio!” rincarò la dose Langley. “Il tuo buco è nostro! Nessuno ha il permesso gi giocarci a parte noi, nemmeno tu!”
E per tutte le Veggenti che lo avrevano preceduto! I suoi sposi gli dimostrarono senza ombra di dubbio che non aveva nessuna possibilità di opporsi a quella loro decisione, gli risparmiarono solo di legarlo ma Celes non era sicuro che non avrebbero tirato fuori le corde in un'altra occasione. Lo scoparono con le dita e con quelle loro lingue indemoniate, a volte a turno e a volte insieme, così a lungo che Celes ebbe l'impressione di essere arrivato a un passo dalla pazzia. Stava implorando senza ritegno, e già da parecchio tempo, quando Shannen lo aiutò a tirarsi su.
“Sei sicuro?” gli chiese serio, sottintendendo che qualunque cosa avessero fatto a lui e a Langley sarebbe andata bene e che non doveva sforzarsi in alcun modo.
Ma Celes era più che sicuro, ed era più che pronto, e lo desiderava come non aveva mai desiderato altro in tutta la sua vita.
“Vi prego, ne ho bisogno! Ho bisogno che diventiamo tutti e tre una cosa sola” li supplicò ancora il Veggente, senza nessun ritegno.
Shannen non disse più nulla ma lo afferrò per i fianchi e lo fece mettere a cavalcioni dei propri fianchi, per poi guidarlo con gentilezza verso il basso. Celes sentì il suo membro eretto che si faceva strada lentamente dentro di lui e sospirò felice. Quando fu del tutto sepolto al suo interno Shannen lo bacio e gli strinse i fianchi, spingendolo a sollevarli di qualche centimetro. A quel punto Celes sentì la punta del membro di Langley, alle sue spalle, che forzava i muscoli della sua apertura, e interruppe il bacio per poter gemere estasiato.
Averli entrambi dentro di lui era qualcosa di incredibile, ma non era ancora abbastanza, e li incitò con insistenza a muoversi. Aveva bisogno di sentirli molto più di così. E per sua fortuna i suoi sposi non si fecero pregare. Lo scoparono con forza, proprio come lui desiderava. Lo baciarono, lo palparono, lo leccarono e lo morsero. E lo amarono, senza mai risparmiarsi.
Celes quasi non avvertì l'orgasmo che si avvicinava, ma quando gli si riversò addosso in tutta la sua forza fu qualcosa di incredibile. Non aveva mai provato un piacere così accecante, e se ne lasciò travolgere senza opporre la minima resistenza, urlando tutta la sua felicità mentre si svuotava tra il suo corpo e quello di Shannen. E dopo, con la testa appoggiata sulla sua spalla nel tentativo di riprendere fiato, fu ancora più bello. Perché i suoi sposi continuarono a scoparlo fino a raggiungere anche loro un piacere soverchiante come quello che aveva appena provato lui, se doveva giudicare dalle grida soddisfatte che si lasciarono sfuggire nel momento in cui sentì il loro seme invadere il suo canale abusato. E quella straordinaria sensazione di calore al suo interno, per quanto impossibile avrebbe dovuto essere, gli provocò un secondo orgasmo.
Diversi minuti dopo, stesi l'uno tra le braccia degli altri in uno strano intrico di braccia e gambe e torsi, Langlesy sollevò la testa e fissò Celes e Shannen con un sorriso malizioso.
“Il prossimo turno è il mio” annunciò. “Spero che siate entrambi pronti per me.”
E lo erano, senza alcun dubbio. Così come Celes e Langley lo furono quando arrivò il turno di Shannen di prenderli entrambi. E il giovane Veggente si sentì davvero completo, quella notte, per la pirma volta in tutta la sua vita. E anche completamente svuotato, quando finalmente arrivò l'alba e loro decisero che non avevano più nessuna possibilità di andare ancora avanti a scoparsi l'un l'altro.