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You Give Love A Bad Name

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Capitolo 5 -
For there's nothing I enjoy like a horrible muddle!
Dopo quella serata passata assieme, stretti in quell’abbraccio che li aveva uniti, il rapporto fra i due Re sembrava essere diventato ancora più profondo. Anche se non potevano incontrarsi alla luce del sole per il piano che stavano mettendo in atto, non era occasione rara vederli spesso insieme a controllare che tutto filasse liscio. Sia gli ufficiali che i cadetti sembravano sempre più rilassati e convinti che la situazione volgeva a loro vantaggio, se anche Ray e Lancelot erano così in sintonia. Quale fosse il motivo, nessuno lo sapeva apertamente; trovavano, però, esilaranti i tentativi di Luxray di mettersi sempre in mezzo fra i due Re, facendo ben attenzione a tenere Ray lontano dal Re rosso.
« Non vi sembra… eccessivamente protettivo, ultimamente? » domandò un giorno Zero, mentre si trovava in perlustrazione del territorio intorno alla Magic Tower insieme a Fenrir e ad Edgar. Nessuno dei due compagni aveva bisogno di chiedere a chi si riferisse l’Asso di cuori. Ormai i comportamenti di Luxray erano noti a tutti e due gli eserciti.
« Vorrei dire che è normale, ma… » iniziò Fenrir, scuotendo il capo lentamente. « Non ha mai fatto nemmeno con me, così. È davvero fuori controllo. »
« è geloso di Re Lancelot. » sentenziò Edgar alla fine, un sorriso divertito a tirare le sue labbra ed alluminare di divertimento gli occhi di giada. Si lasciò sfuggire anche una risata divertita alla sorpresa dei due Assi. « Oh, su. Ormai dovrebbe essere chiaro che c’è qualcosa fra quei due e che il famiglio del Re di Picche è maledettamente geloso per questo. » Lo disse come se fosse una delle cose più ovvie di questo mondo, come se tutti dovrebbero aver visto gli sguardi che Ray e Lancelot si lanciavano o come si cercavano quando non erano vicini. Forse uno dei due non era completamente consapevole di quello che faceva, ma era chiaro che l’altro era conscio di cercare il Re e di volerne la sua completa attenzione, anche a costo di gelare il famiglio geloso.
« Ray… »
« E Re Lancelot? »
Zero e Fenrir guardarono Edgar con sguardi diversi e per ragioni diversi. L’asso di picche era il migliore amico di Ray, non accorgersi che qualcosa del genere stava accadendo voleva dire che non aveva prestato realmente attenzione a quello che stava succedendo all’amico. Zero, d’altro canto, stava guardando Edgar esasperato, abituato al suo ficcanasare negli affari degli altri. Il suo maestro di spada sapeva essere particolarmente fastidioso in quei frangenti.
« Lasciali stare, Edgar. » disse laconico, lanciando un’occhiataccia al Jack. Per tutta risposta Edgar mise su un’espressione innocente da risultare incredibilmente falsa anche a chi non era abituato ai modi del “Demone Gentile”.
« Non sto facendo nulla. Ho solo constatato l’ovvio. » disse con quel solito divertimento che provava nell’osservare le persone accanto a lui, affannarsi per ottenere qualcosa o per capire i propri sentimenti. Nonostante si stesse liberando un po’ dalla condanna del Jack di Cuori, che aveva seguito la sua famiglia da generazione, si stava precludendo ancora molte cose che un normale rampollo di una famiglia importante poteva concedersi.
« Edgar, rinnovo quello che ha detto Zero: lasciali stare. » esclamò infervorato Fenrir. Per quanto anche lui volesse fare qualcosa di attivo, sapeva che non poteva spingere Ray a parlare di qualcosa che – con molta probabilità – ancora non comprendeva a fondo. Era incredibile come fosse incredibilmente intelligente nei confronti degli altri, ma decisamente stupido quando si parlava dei suoi sentimenti e di quelli che gli altri provavano per lui. E tutto questo faceva parte di quel fascino che attirava a sé gran parte della popolazione di Cradle.
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« Allontanati immediatamente. »
Lancelot stava avendo una lotta di sguardi con Luxray, accucciato in posizione di attacco al fianco di Ray – placidamente addormentato sotto ad un albero. Era la vigilia dell’attacco decisivo alla Magic Tower; mancavano solo poche ore al calare della donne e tutti quanti si stavano preparando o riposando in vista dell’attacco finale. La tensione riempiva la Foresta, ma questo non aveva impedito al Re nero di addormentarsi – sfinito da quella settimana e più di allenamenti e di preparazioni. Anche se non si erano concentrati sulla magia di Ray, lui e Lancelot avevano allenato i loro famigli a collaborare ottenendo un ottimo risultato.
« Ho detto di allontanarti. » ordinò ancora una volta, quando il famiglio non accennò nemmeno per sbaglio a spostarsi dalla sua posizione. Anzi, sembrò acquattarsi ancora di più come se volesse prendere il balzo ed atterrare colui che considerava una minaccia. Luxray rimandò un ruggito più forte, che fece tremare gli alberi intorno a loro. Per quando sorpreso, Lancelot non ne voleva proprio sapere di cedere di fronte ad un animale troppo possessivo nei confronti di qualcuno che lui stesso voleva per sé. Gli occhi si fecero improvvisamente rossi, pronto ad utilizzare la magia almeno per mettere a dormire quella spina nel fianco. Era incredibile come si trovasse a competere per le attenzioni di Ray con un animale, senza che l’interessato capisse perché famiglio e Re rosso avessero iniziato ad odiarsi così tanto.
« Luxray, smettila. » mormorò Ray, la cui voce assonnata sorprese Lancelot. Non si era accorto che il re si era svegliato, ma doveva immaginarselo dopo il rumore causato dal famiglio. Non si sarebbe stupito se, da un momento all’altro, qualche soldato della Black Army fosse apparso dalla vegetazione per proteggere il loro re. « Lascia avvicinare Lancelot. » aggiunse quando il famiglio non sembrava accennare a muoversi dalla sua posizione di attacco. La dolcezza nella sua voce ed il sorriso apparso sul suo giovane volto dovevano aver smosso qualcosa in Luxray, perché si mosse – riluttante – per far avvicinare il suo rivale giurato al padrone. Lancelot, con fare piuttosto infantile, gli fece un sorriso vittorioso che gli valse un altro ringhio. Per quanto fosse un famiglio potente, non osava ripiegare sulla sua magia – consapevole che a Ray non sarebbe piaciuto in alcun modo il risultato.
« Hai riposato bene? » domandò Lancelot, sedendosi al suo fianco, mentre Ray alzava le braccia verso il cielo per stiracchiarsi ed allungare un po’ i muscoli intorpiditi dalla posizione scomoda. Lancelot non poté fare a meno di osservare come il suo corpo affusolato, ma allenato, si tendesse in modo incredibilmente tentatore; si trovò a pensare di voler testare la sua flessibilità, di capire se la sua schiena poteva inarcarsi ancora di più – facendolo sembrare più felino di quello che sembrava in quel momento. Pensò di passare le mani sui suoi fianchi e sugli addominali allenati, solo per il gusto di sentire il guizzo dei muscoli sotto la pelle segnata dai duelli e dagli scontri con la Red Army. Desiderò passare anche le labbra su quella stessa pelle, marcandola come sua.
« Sì, molto. » La voce di Ray lo riportò alla realtà, facendogli notare come – effettivamente – si fosse avvicinato all’altro Re. I loro volti erano più vicini di quanto si aspettasse e – sebbene l’altro fosse rosso per l’imbarazzo – non accennò nemmeno per un istante a mantenere la distanza fra di loro.
« Bene. Ne sono felice. » gli disse con un sussurro simile a delle fusa, mentre inclinava un po’ il capo di lato e si umettava le labbra improvvisamente secche. Osservò come gli occhi di Ray avevano seguito il movimento e di come il rosso era aumentato, scendendo lentamente verso il collo per sparire oltre il colletto della sua divisa. Se doveva seguire segnali e gesti, poteva tranquillamente avvicinarsi e baciarlo ricevendo in risposta un gesto esuberate – o timido – senza essere rifiutato. E quasi si avvicinò, pronto a cedere ai suoi desideri, ma qualcuno ebbe la splendida idea di intromettersi ed impedirgli di fare qualsiasi cosa. « LUXRAY! Che cosa stai facendo? » esclamò sorpreso Ray, spostando il viso per non entrare in collisione con il corpo robusto del famiglio. Con un balzo veloce, Luxray si era frapposto fra di loro, saltando sul grembo di Ray ed appoggiando il muso sulla spalla. Gli occhi gialli erano puntati su Lancelot e lo minacciavano di una morte violenta se solo avesse osato avvicinare le labbra a quelle del suo padrone.
« Maledetto. » sibilò Lancelot, trattenendosi dall’alzarsi e portare via di peso il grosso animale che si era posto fra lui e l’uomo che stava desiderando ardentemente. Probabilmente lo desiderava da ancora prima di quell’alleanza, ma dopo il suo meltdown era chiaro che voleva essere sempre lì per lui, ad asciugare le sue lacrime e a portare il sorriso sul suo volto. Sia lui che Luxray erano molto possessivi nei confronti del Re nero, ma questo non voleva dire che avrebbe mai accettato che la bestia si mettesse in mezzo a loro.
« Scusa. » mormorò Ray pochi minuti dopo, in cui aveva tentato in tutti i modi di togliersi di dosso quel peso ben poco leggero dal petto. Lo osservò da sopra la folta criniera, facendogli quel sorriso di scuse mentre nel suo sguardo navigava la delusione per non aver concluso quello che non era nemmeno iniziava. Sicuramente un’espressione inconscia, se non si rendeva nemmeno conto dei suoi sentisse sentimenti.
« Non fa niente. Dovrei essere abituato. » sospirò piano Lancelot, appoggiando la testa contro al tronco dietro di loro. Glaceon si avvicinò solo in quel momento, sedendosi sul grembo del suo padrone. Ogni volta che il suo animo era inquieto o tormentato era sempre lì, ma di tormento od inquietudine non c’era nulla questa volta. Solo incredibile delusione e desiderio represso che potevano fargli perdere il senno, prima o poi. Lui e Ray rimase in silenzio per diversi minuti, prima che la foresta diventasse abbastanza scura da far capire ad entrambi che era arrivato l’orario di iniziare le operazioni. Presto la Magic Tower sarebbe stato un lontano ricordo ed Alice sarebbe stata liberata, nella speranza che non le avessero fatto male in quella settimana. Entrambi si alzarono riluttanti, pronti a separarsi per l’ultima volta senza la certezza di rivedersi ancora in circostanze csoì pacifiche. Nessuno di loro sapeva realmente cosa ne sarebbe stato di quell’alleanza dopo che il nemico comune sarebbe stato sconfitto.
« Allora… a fra poco. » disse Ray, tenendo lo sguardo sulla punta dei loro stivali. Nessuno dei due sapeva come salutarsi, abituati com’erano ad essere a stretto contatto fra di loro.
« Alla fine di questa guerra… Forse dovremmo iniziare a parlare realmente. » aggiunse un po’ titubante Lancelot. Non era il tipo da essere diplomatico o da lavorare con qualcuno, ma in quel periodo breve aveva imparato quello che poteva ottenere lavorando con Ray e con l’esercito che aveva sempre considerato nemico. Aveva avuto anche modo di parlare con Sirius, spiegargli il perché di tante scelte fatte in passato e ricevere anche un pugno dal suo vecchio amico. “Se il mondo non ti fa sorridere, non sei tu quello sbagliato. È il mondo che lo è”, gli aveva detto dopo quel pugno. Eppure non aveva avuto il coraggio di dirgli che qualcuno per cui sorridere lo aveva trovato, in quel mondo così sbagliato. Osservò Ray sorpreso dalla sua proposta, sorridendogli realmente. Un sorriso che veniva dal profondo del cuore e che era dedicato solo ed esclusivamente all’uomo davanti a lui.
« Sì. Direi che potremmo davvero. » confermò Ray, ricambiando il suo sorriso ed arrossendo un po’. Si guardò intorno diverse volte, prima di voltarsi a guardarlo velocemente. « A dopo, allora. » disse con sicurezza, avvicinandosi a lui e salutandolo con un bacio leggero sulla guancia. Fu come un veloce battito di farfalla, che risvegliò quelle nel suo stomaco e gli impedì di reagire velocemente prima che Ray si desse alla fuga fra la flora dietro di lui. Si portò una mano alla guancia, sentendo ancora il calore di quelle labbra così carnose e morbide.
Prima di seguire Ray, Luxray rimase ad osservare il Re rosso e poi sbuffò, alzando anche gli occhi al cielo. Con un balzo sparì anche lui, lasciandolo da solo insieme a Glaceon. « L’ho presa proprio male. » sussurrò al nulla, alzando gli occhi verso la luna piena sopra di lui che faceva capolino fra le fronde degli alberi. Qualsiasi cosa fosse successa, dopo quella notte di battaglia, avrebbe messo in un angolo Ray e gli avrebbe detto tutto. Ogni cosa, anche a costo di essere rifiutato per aver letto male i segnali.
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Quella fu la notte più lunga per tutti quanti; divisi in due gruppi – chi si sarebbe occupato della torre e chi avrebbe inscenato la guerra fra Red e Black – la situazione rimase in una situazione di stallo per diverse ore. Sirius, per decisione unanime, stava guidando l’attacco alla torre magica insieme ad Harr. Intanto, Lancelot e Ray si stavano affrontando nel Central Quarter, con l’intenzione di inscenare un tentativo di conquistare il Civic Center.
La Magic Tower continuava ad opporre strenua resistenza a chi li attaccava, ma anche le loro forze erano state dimezzate per poter seguire la battaglia che si stava tenendo nel mezzo di Cradle. Alcuni discepoli si stavano già infiltrando fra i vari ranghi per cercare di uscire da quella situazione di stallo che Lancelot e Ray stavano creando per dare tempo a Sirius di salvare Alice e mettere a tacere – molto a lungo – Amon Jabberwock. Entrambi i Re stavano cercando di affrontare la situazione al meglio delle loro forze, usando nell’ombra gli attacchi dei loro famigli – che avevano appreso durante i duri allenamenti fatti nella settimana precedente.
Quando Ray vide tornare Luxray dopo aver fermato l’ennesimo imboscata, si avvicinò al famiglio per lodarlo come ogni volta. Mentre gli accarezzava leggermente la criniera morbida, notò un foglietto di carta attaccato all’energia statica che si formava intorno al suo corpo ogni volta che utilizzava l’elettricità. Lo prese subito, senza pensarci troppo e leggere quelle poche righe nella calligrafia perfetta ed elegante di Lancelot.
“Sirius ed Harr ce l’hanno fatta. Possiamo abbassare le armi ora. Incontriamoci al Giardino.”
Pochi attimi dopo aver letto quel messaggio, arrivò la conferma anche da un messaggero mandato dallo stesso Sirius – che avvisava il suo ritorno direttamente al quartier generale. Non diceva nulla sulle condizione di Alice, ma poteva giurare che non fosse completamente illesa.
« Fenrir. Vai immediatamente al quartier generale ed accertati che la situazione sia stabile. Contatterò immediatamente Lancelot per mandare Kyle da Alice. » ordinò velocemente, avvicinandosi al migliore amico con espressione seria. Il foglietto era stretto nel suo pugno, mentre si avviava alla tenda e scrivere velocemente una risposta al biglietto del Re e la richiesta di mandare Kyle nel territorio Black.
« Portalo a Lancelot. Veloce. » disse a Luxray. Non si fece ripetere due volte l’ordine, prima di partire velocemente grazie all’energia e alle possenti gambe. Non aspettò nemmeno che il famiglio fosse sparito fra la vegetazione prima di avviarsi verso il Civic Center e raggiungerne il tetto, dove avrebbe aspettato Lancelot seduto al suo posto di Re.
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« Stai cercando di usurpare la mia posizione, Ray? » domandò Lancelot al suo arrivo. Con lui c’erano sia Glaceon che Luxray, probabilmente rimasto con il Re rosso finché non era arrivato il momento di lasciare il campo in tutta sicurezza.
« No. Volevo semplicemente osservare il mondo dal tuo punto di vista. » rispose con calma, rimanendo fermo sullo scranno rosso e ora del suo ex nemico. Rimase calmo e tranquillo, quando Lancelot si sedette al posto di Jonah, anche se i suoi occhi si spalancarono per la sorpresa. Avrebbe giurato che si sarebbe seduto di fronte a lui – al posto del Re nero.
« E cosa vedi? » chiese con calma, andando ad appoggiare la mano su quella di Ray – posata sul bracciolo.
« Lo stesso che vedo io. Una posizione di solitudine. » mormorò mentre girava il palmo verso l’alto ed intrecciava le loro dita mosso dall’istinto. Lancelot lo guardò sospreso, ma non fece nulla per evitare quel gesto – anzi, iniziò a raffozare piano la presa, accarezandogli il dorso della mano con il pollice. « è anche difficile da mantenere, quando non esiste nemmeno un attimo di pace. » aggiunse dopo qualche istante di silenzio. Si voltò a guardare Lancelot seriamente. « Dobbiamo veramente parlare di cosa faremo da questo momento in avanti. Io e te. »
« Io e te… » mormorò annuendo piano alla parte precedente del discorso. Sì, i due Re dovevano parlare seriamente e decidere cosa fare di quella faida che si portavano dietro da cinquecento anni. Era un odio che era stato creato da generazioni che nemmeno avevano visto quello che era successo, i motivi ormai persi in faide minori e nella parte più oscura della storia di Cradle. « Cosa indendi anche per “io e te”? » domandò poi, guardandolo seriamente.
« Sia come Re che come persone. » rispose senza farlo attendere troppo, socchiudendo gli occhi. Le lunghe ciglia crearono un’ombra sul volto stanco per la nottata lunga, ma leggermente arrossato – come succedeva spesso quando erano insieme. Come gli donava il rosso, pensò Lancelot a quella vista. « Vogliamo gettare via tutto quello che è nato? » chiese alla fine Ray, osservandolo finalmente negli occhi. « Io… devo ancora capire bene. Ma non voglio perdere nulla di tutto questo. Non voglio perdere te. » Poteva essere estremamente stupido quando c’erano di mezzo i sentimenti, ma si ricordava perfettamente quell’elettricità che c’era stata fra di loro prima che Luxray lo placcasse per separarlo da Lancelot. Aveva capito che il famiglio era geloso del re e che lo voleva tenere lontano da lui. Quello che non capiva, era ciò che provava fino in fondo lui.
« vuoi una mano a capire? » domandò Lancelot, facendo apparire il suo classico sorriso mentre inclinava leggermente il capo. Sembrava divertito dalla situazione e dall’imbarazzo di Ray, ma questo non voleva dire che non lo avrebbe realmente aiutato a capire i suoi sentimenti. Se poi lui era coinvolto in prima persona, perché non avrebbe dovuto farlo?
« Oh, smettila. » scosse il capo, Ray, mentre cercava di riottenere un po’ di controllo su sé stesso e sulla situazione. Certo, era difficile visto che il cuore sembrava volergli uscire dal petto da quando le loro dita si erano intrecciate. Era successo così anche prima dell’inizio della battaglia, quando stavano per baciarsi. Perchè stavano per farlo, vero? « Lancelot… cosa provi per me? » domandò dopo qualche istante, guardandolo seriamente.
Il re rosso era stato preso in contropiede dalla sua domanda così diretta, aspettandosi qualsiasi cosa tranne un chiarimento sui suoi sentimenti. Si avvicinò a lui, separato solo dai braccioli dei due seggi, osservandolo direttamente negli occhi verde smeraldo. Tremavano davanti a lui, nel tentativo di fuggire quel contatto e nascondersi a quello che le orecchie avrebbero sentito e quello che quelle labbra avrebbero detto. « Difficile da spiegare a parole. » sussurrò piano, portando la mano destra al suo volto, mentre la sinistra era ancora salda in quella di Ray. Gli accarezzo lentamente la guancia calda, osservando come il Re nero cercasse più contatto e chiedesse quasi di più come un felino. « So per certo che non posso tenerti lontano da me. » Arrivò un ringhio dal giardino, insieme ad un verso acuto ed un rumore di zuffa. Entrambi ignorano i rumori. « Anche a costo di sentire quel folle di Luxray ringhiarmi contro ogni volta. » disse con un sospiro quasi arrendevole, ma il sorriso diceva che era pronto anche a dare battaglia se si fosse messo in mezzo a loro troppe volte.
« Si dovrà calmare, prima o poi. » mormorò Ray, osservandolo negli occhi e poi abbassando lo sguardo verso le sue labbra. Si morse il labbro inferiore con forza, come se cercasse di resistere alla tentazione.
« E tu, Ray? » domandò seriamente Lancelot, usando il pollice per liberare il labbro dalla presa dei denti ed accarezzarlo lentamente, sentendolo umido sotto alle sue dita.
« Voglio che mi baci. Lo voglio da oggi… da quando… » scosse il capo. « ti prego, non farmi andare oltre. » sussurrò piano, mentre la mano di Lancelot si spostava sulla sua nuca e lo avvicinava a sé; le loro fronti entrarono in contatto e si guardarono intensamente, mentre i loro respiri improvvisamente affannosi si mischiavano e scaldavano il volto dell’altro.
« Allora lasciami baciarti. » sussurrò appena, inclinando leggermente il capo verso sinistra. Osservò Ray chiudere gli occhi con forza, quasi avesse paura, prima di posare un leggero bacio su quelle labbra morbide e deliziose. Si fermò lì, un semplice bacio a stampo, prima di allontanarsi ed osservare il suo volto rosso. « Adoro come il rosso ti dona cosa. Potresti essere un perfetto soldato della Red Army. » mormorò appena, anche se la sua affermazione era qualcosa di più possessivo e profondo che una semplice posizione all’interno di un esercito.
« Solo? » domandò Ray appena le labbra si staccarono dalle sue, imbronciandosi leggermente. Con tutti gli sguardi che si erano lanciati nei precedenti minuti, si era immaginato qualcosa di più… passionale, ecco. « Mi vuoi nel tuo esercito, Kingsley? » chiese retorico, guardandolo con un sorriso canzonatorio. « è per questo che sei così possessivo nei miei confronti? »
« Ovvio che no. » gli rispose glaciale, assottigliando lo sguardo nel vedere come le labbra di Ray si stessero tirando in un sorriso divertito.
« Allora dimostramelo. » esclamò con più coraggio di quello che pensava di avere. Voleva capire davvero cosa provava, quindi un bacio a stampo non era abbastanza per lui. Non era abbastanza per nessuno dei due, perché Lancelot non gli permise nemmeno di prendere fiato prima che le loro labbra entrassero in collisione in un bacio passionale, che esigeva una lotta per il comando e chiedeva ad uno dei due di sottomettersi all’altro. Erano entrambi dei Re, non c’era nessuno che fosse superiore a loro; erano dei pari anche in quel momento, mentre le loro lingue si cercavano ed i denti mordevano le labbra. Prima che i due se ne rendessero effettivamente conto, Ray aveva dato il completo comando a Lancelot, sentendo quasi un peso togliersi dalle sue spalle in quel momento. La mano libera si era infilata in quei capelli biondi come il grano e lo tenevano fermo, anche se nessuno dei due era poi così intenzionato a lasciarsi andare tanto facilmente.
« Non mi basta. » mormorò Lancelot contro alle sue labbra, lasciando la sua mano per prendere il volto con entrambe e tenerlo vicino a sé. Lo fece inclinare come meglio credeva, prima di attaccare ancora una volta le sue labbra. Ray si lasciò andare ad un gemito, mentre dischiudeva le labbra e lasciava libero accesso a Lancelot; si aggrappò alla sua divisa, mentre approfondivano ancora quel bacio ed il desiderio per l’altro diventava insostenibile. « Voglio tutto di te. » esclamò Lancelot con un ringhio possessivo. Ray rispose con un sospiro e con un mormorio che sembrava vagante un “sì, anch’io”. Non c’erano dubbi sulle sensazioni che stava provando in quel momento. Quante donne e uomini aveva baciato in passato, senza provare nemmeno un millesimo di quello che sentiva ora? Quello che provava con Lancelot era chiaramente diverso da tutto quello che aveva provato prima, più profondo – anche se non comprendeva ancora fino a che punto.
Ray si sentì tirare in avanti da Lancelot, quasi volesse spostarlo di peso dallo scranno e farlo sedere sulle sue gambe. Si lasciò sfuggire un sibilo, prima di allontanarsi dalle labbra del Re. « Un attimo… » sospirò piano, sebbene le loro labbra continuassero a cercarsi in baci veloci e per niente soddisfacenti.
« No. » disse Lancelot, guardandolo con un fuoco negli occhi che fece tremare le gambe di Ray. Se non fosse stato seduto, probabilmente sarebbe crollato a terra dall’intensità di emozioni che quello sguardo gli stava facendo provare. « Non è abbastanza. »
« Nemmeno per me. » esclamò Ray con decisione, mettendo poi una mano fra di loro per bloccare l’ennesimo bacio che – sicuramente – li avrebbe portati ben oltre. « Ma fra poco arriveranno gli altri. » disse con una certa delusione nella voce. Era vero che Sirius sarebbe andato al quartier generale e che Kyle e Fenrir erano lì con lui, ma gli altri dovevano fare rapporto e sarebbero sicuramente andati lì. Era lo stesso ragionamento che stava facendo Lancelot, lasciandosi andare un ringhio infastidito mentre faceva cadere la testa sulla sua spalla. Ray si mise a ridere sommessamente, appoggiando la guancia contro alla sua nuca.
« sembri luxray, in questo momento. » disse divertito, con la voce affannosa e le labbra rosse per i baci.
« Fortunatamente sono più bello di lui. » disse imbronciato il Re, mentre scatenava le risate di Ray.
« Sì, molto di più. Ma non dirgli che te l’ho detto. » rispose fra le risate, guardando il re con gli occhi lucidi di risate e di emozione. Lancelot non resistette a lungo, prima di baciarlo ancora una volta e togliergli il respiro come voleva fare ormai da giorni.
« Lancelot. » lo richiamò categorico Ray, storcendo le labbra infastidito. Scosse anche il capo, lasciandosi andare ad un sospiro. « Domani. » disse in un sussurro appena, alzandosi in piedi e mettendosi seduto al suo posto di Re nero. Lancelot lasciò perdere, consapevole che il giorno dopo Ray non poteva effettivamente sfuggirgli e che non avrebbe mai voluto farlo di principio, se non fosse stato per la guerra ancora finita.