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You Give Love A Bad Name

Chapter Text

Ray aveva promesso ad Alice che avrebbe fatto di tutto per proteggerla e tenerla lontana dalla Red Army; aveva fallito. Mentre il loro quartier generale veniva attaccato da ignoti, dei soldati dell’esercito nemico erano stati visti portare via Alice utilizzando dei cristalli magici. Se per due settimane erano riusciti a creare una situazione di stallo, ora era impossibile ignorare l’accaduto.
Nonostante i ripetuti tentativi di riavere Alice, la Red Army continuava a negare ogni genere di coinvolgimento e che loro non c’entravano in alcun modo in quel rapimento; anzi, anche loro si chiedevano se fossero vere le loro dichiarazioni o chi potesse aver fatto una cosa del genere. Per la prima volta dalla luna piena, i tredici prescelti decisero di organizzare un ultimo incontro per fare delle trattative al Civic Center, cercando di trovare un punto d’incontro.
Ray era ancora nella sua stanza, sistemandosi la divisa con attenzione; il suo sguardo serio non lasciava lo specchio, mentre osservava quello che era diventato in tutti quegli anni: una persona su cui fare affidamento, amata da molte persone e rispettata anche dai nemici. Aveva fatto di tutto per l’esercito e per difendere Alice, non solo per il rapporto che si era instaurato fra lei e Sirius. Anche se era un po’ tocco quando riguardavano i sentimenti, era chiaro come quei due fossero presi l’uno dall’altra per non poterlo notare. Persino Luka, piuttosto ingenuo in questioni sentimentali, aveva finito per notare quel rapporto così stretto fra di loro. E lui non era riuscito a fare nulla, se non deludere Alice e mettere Sirius in una posizione difficile; sperava solo che i sentimenti non avrebbero causato un crollo nella Regina di Picche.
« Oggi verrai anche tu con me, Luxray. Non posso permettermi di lasciarti qui e forse è giunto il momento di usare la magia, se significa salvare quel poco che è rimasto di caro a tutti noi. » disse con determinazione, voltandosi a guardare il famiglio sul suo letto. Era al fianco di Belle, il gatto che ormai viveva perennemente con loro; anche se non aveva mai avuto intenzione di tenerlo – come il suo famiglio, d'altronde – alla fine era rimasto ed aveva preso un posto importante nella sua vita e Luxray era diventato il suo cuscino preferito. « Sei pronto? » domandò con un breve risata, scuotendo piano il capo quando si alzò di scatto e fece cadere il gatto sul letto con un soffio infastidito. Per tutta risposta, il famiglio gli ringhiò a sua volta facendolo scappare sotto al letto. Tante volte si chiedeva se andavano davvero d’accordo o si tollerassero semplicemente, consapevoli dell’affetto che Ray nutriva per loro.
« Andiamo. » annunciò alla fine, avviandosi alla porta con passo sicuro. Non si preoccupò di controllare se Luxray lo stesse seguendo: era una presenza costante nella sua mente, chiara e sicura, che sembrava supportarlo con onde che dicevano “sono qui” e “non ti preoccupare”. Il livello di affinità mentale fra di loro era incredibilmente alto, nonostante a livello di comunicazione era difficile riuscire davvero a capire. | E poi, non c’era solo bisogno di quel legame. I sussurri e le espressioni sorprese dei soldati presenti, erano un chiaro segno che Luxray era con lui; chi poteva avere dubbi ora, che Ray non potesse usare la magia?
« Ray? » Fenrir lo guardò sorpreso, mentre uscì sul piazzale antistante la caserma. Gli occhi di tutti gli ufficiali erano puntati su di lui e sul suo famiglio; insomma, non poteva certo sperare che non fossero sorpresi o quanto meno dubbiosi.
« Fenrir, non posso più tenere nascosto Luxray. In più, avremo bisogno anche di lui in questa guerra. » esclamò con voce sicura, osservando ad uno ad uno le persone davanti a lui. I suoi occhi si fermarono su Sirius che sembrava piuttosto calmo e per nulla sorpreso di vedere un famiglio accanto a lui. « Sei… strano Sirius. » disse alla fine.
« Secondo me la lontananza da Alice gli ha dato alla testa. » disse Seth, guardandolo con un sorrisino divertito. Era sempre stato così, pronto a sfidare la pazienza del più grande degli ufficiali e beccarsi un pugno in testa – come stava succedendo in quel momento. « Non dire che non è vero. »
« Non mi ha dato alla testa. Sono semplicemente preoccupato, come lo siamo tutti. Ma… » disse seriamente, osservando nuovamente Ray e Luxray. « … Avevo i miei dubbi. DA diverso tempo ormai. La tua amicizia con Loki – ed il suo Skitty – e alcune volte sparivi all’improvviso senza dire dove andavi; soprattutto perché non era nella tua colonia di gatti in città. » Sirius gli sorrise come un fratello maggiore, avvicinandosi poi a lui per dargli una pacca sulla testa. Lo sentì sospirare, mentre teneva il viso basso e nascosto per nascondere gli occhi lucidi. « So cosa significa avere questo fardello. Avevo questi amici… » Sirius si interruppe, lasciando scorre il silenzio intorno a loro. « La magia li ha portati lontano. Posso capire perché hai deciso di nasconderla. Ma ora fidati di noi. »
Quando Ray rialzò gli occhi verso di lui e gli altri ufficiali, vide solamente sguardi incoraggianti e per nulla intimoriti da lui. C’era Fenrir, sempre pronto all’azione e che aveva visto il peggio di ciò che la sua magia poteva fare. C’erano Luka e Seth, per quanto avessero caratteri completamente opposti, entrambi avevano a cuore ogni membro di quella famiglia disagiata e piena di folli che andavano contro ciò che si aspettava da loro. Ed infine Sirius, che era un po’ come il padre o il fratello maggiore che si occupava di quegli scapestrati che erano, che li metteva in riga e li aiutava a capire le scelte giuste da fare, senza intervenire in modo invadente.
« Grazie Sirius. » disse alla fine Ray, la voce un po’ rotta dalla commozione. Sentì il muso umido di Luxray contro al palmo della sua mano, gli occhi luminosi e gialli accesi dalla stessa determinazione che tutti quanti avevano in quel momento. Tutti erano pronti a sostenerlo, qualsiasi cosa fosse successa. « Andiamo a riprenderci Alice. E diamo anche un calcio in culo a quelli della Red Army, dato che ci siamo. »
Gli ufficiali e l’esercito eruppero in urla di giubilo, mentre il loro RE saliva a cavallo e Luxray si sistemava al suo fianco. Qualsiasi cosa fosse successa, nessuno di loro si sarebbe arreso. Avrebbero lottato con le unghie e con i denti per la loro libertà e per le persone a loro care.
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La tensione era palpabile nel Giardino, posto sul tetto del Civic Centre. Al lungo tavolo, da un lato e dall’altro, erano posizionati gli ufficiali. Lancelot e Ray si squadravano seriamente, senza osare rompere quel silenzio teso. Da quando il Re Nero aveva fatto il suo ingresso nel Giardino, gli occhi di tutti si erano puntati su Luxray ed i bisbigli si erano fatti più forti. Forse l’unico a non aver mostrato un minimo di sorpresa era stato Kyle, il Sette di cuori, che sembrava quasi rassegnato davanti alla dimostrazione della realtà. Lo sapeva già, forse? Ray aveva allontanato quel pensiero velocemente, lasciando il discorso per un secondo momento… Magari quando avrebbero potuto conversare in pace e senza il rischio di scatenare una guerra.
« Allora? Volete ancora negare di avere voi Alice? » esordì alla fine Ray, scoccando un’occhiata fredda a Lancelot, accompagnato dal breve ringhio di Luxray.
« Tieni a freno la tua bestia, giovane Re. » rispose Lancelot, con una voce così fredda che sembrò aumentare la tensione intorno a loro. « Noi non abbiamo preso Alice, ma so chi è stato. »
Versi di sorpresa si levarono da entrambi i lati, mentre gli ufficiali si guardavano fra di loro, in attesa che il Re rosso parlasse. Jonah sembrava quello più sorpreso di tutti, anche pronto ad intervenire e chiedere spiegazioni lui stesso. Si fermò solo quando Edgar mise una mano sulla sua spalla e scosse il capo. “Calmo” gli aveva minato con le labbra, mentre davanti a loro Sirius sembrava sul punto di scattare e ricorrere alle maniere forti.
« Chi sarebbe stato? » Ray non potè celare la sorpresa nella sua voce, mentre lasciava che le parole penetrassero a fondo nella sua mente ed iniziasse a pensare più lucidamente a quello che era successo qualche giorno prima. Un attacco magico di dubbia provenienza ed un gruppo di soldati rossi che erano stati visti sparire insieme ad Alice. Visto a mente fredda, era chiaro che non fossero stati loro, ma nessuno si era fermato a pensarci.
« La Magic Tower. »
Il silenzio, se possibile, divenne ancora più teso. Non ci furono versi di sorpresa o tentativi di fare altre domande. Tutti guardavano Lancelot, in attesa di ulteriori spiegazioni e di evidenze che confermassero quell’accusa. La Magic Tower era un’agenzia civica; non aveva motivo di rapire un civile, soprattutto uno che arrivava dalla Terra della Ragione. Solo Ray e Fenrir, però, presero seriamente quell’affermazione, senza dubitare in alcun modo delle parole di Lancelot. Si scambiarono velocemente un’occhiata, prima che il Re parlasse.
« Chi di loro? » domandò semplicemente, dando subito per scontato che gli credesse. Ray non aveva davvero problemi a credere che Lancelot stesse dicendo il vero; per anni aveva avuto quel dubbio, ma non ne aveva fatto parola con nessuno se non con il suo migliore amico. Non si sorprese, quindi, a vedere le espressioni sorperse di tutti quando credette fin da subito al Re Rosso.
« SE stai cercando di incastrare il re… » intervenne subito Jonah, osservando Ray in modo malevolo, pronto a scattare in avanti con la sua spada ed iniziare un duello. Anche se la presenza di Luxray al suo fianco lo intimoriva, per l’onore di Re Lancelot avrebbe fatto qualsiasi cosa.
« Non sto cercando di incastrare nessuno. Ho avuto sempre dei sospetti, aspetto solo di sentire cos’ha da dire Re lancelot. » affermò semplicemente Ray, appoggiando una mano sulla criniera del famiglio per mantenerlo calmo. Appena Jonah si era alzato in piedi, Luxray si era messo a ringhiare minaccioso, pronto a proteggere il suo compagno.
« Grazie. » mormorò solamente, abbassando le palpebre leggermente. Quel gesto sembrò oscurare i suoi occhi di ghiaccio, mentre iniziava a raccontare di quello che era successo a suo padre – di come la magia gli avesse prosciugato l’anima e di come fosse stato usato come pretesto per iniziare una guerra. « Chi lo ha appeso al Black Bridge è stato un membro della Magic Tower. Non aspettava altro che una guerra fra di noi. »
« Ma perché? » domandò Ray, seriamente. Tutti pendevano dalle labbra dei due Re, ascoltando con attenzione ogni parola ed ogni inclinazione del loro tono. Ray non era stupito; dopo tutto, ognuno stimava entrambi per diverse ragioni, per i modi di fare e per quanto tenessero all’esercito e a Cradle.
« Da anni c’è un patto segreto fra il Re di cuori e il capo della Magic Tower. Mio padre ed il precedente capo erano pronti a scioglierlo, a non fare più uso di questa alleanza. Ma il figlio del precedente capo, Amon Jabberwock, ha ucciso suo padre e subito dopo il mio. Da quel giorno, da quando ho preso il comando, non ha smesso di spingere per una guerra. Il suo obiettivo è quello di comandare Cradle dall’oscurità, usando la Red Army. »
Il silenzio era calato fra di loro. Lancelot non disse nulla sul perché aveva accettato quel patto e perché non aveva fatto nulla per spezzarlo. « da quando è arrivata Alice, stavo cercando di tergiversare ed usare la nostra guerra come un modo per arrivare a lui. E intanto proteggere la ragazza. Ora che è nelle sue mani, temo quello che potrebbe farle. » concluse il Re, sospirando stanco. Si lasciò andare contro lo schienale della grande sedia del Re, mentre osservava il suo pari sempre più pensieroso e scuro in viso.
« Avevo già questi sospetti, di come la Torre Magica si muovesse nell’ombra. Non fino a questo punto, sia chiaro. » iniziò Ray, abbassando lo sguardo sulle sue dita intrecciate. « Da quando è accaduto il Giorno andato perduto nell’Oscurità, non ho fatto altro che cercare i colpevoli e capire per quale motivo lo avessero fatto. » gli occhi del Re nero si posarono infine su Lancelot, incrociando il suo sguardo stanco ed arreso. « Quello che è successo in passato, ha a che fare con il rapimento di Alice? » domandò seriamente, inclinandosi un po’ in avanti con il busto, rimanendo in attesa di una risposta.
« Sì. Con molta probabilità vorranno fare esperimenti su di lei. Qualcuno… di molto caro mi aveva avvisato. Ho preferito tenerlo lontano, pur di proteggerlo, facendo finta di non credergli. » Lancelot confermò i dubbi di Ray, ma rese la verità ancora più dura da digerire ed affrontare. Sirius, al suo fianco, prima rigido e teso, si alzò di scatto dalla sua sedia con sguardo scuro.
« Allora sarà il caso di muoverci per metterli alle strette e spingere a fare n passo falso. » esclamò con voce sicura, mentre Ray e Lancelot annuivano. Mentre la notte si trasformava in alba, i due eserciti iniziarono a mettere a punto un piano per attaccare la magic tower e liberare Alice e Cradle dalla sua pericolosa minaccia.