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♡ kinktober 2019 ♡

Chapter Text

“Non devi sentirti in imbarazzo.”

Lo accarezza sulla schiena nuda, scendendo fino alle cosce.

Credence si sente le guance scottare al solo pensiero di quello che é finalmente riuscito a chiedergli.

“Sei sicuro?” Domanda, per l’ennesima volta. "Non dobbiamo farlo per forza."

Tiene il viso nascosto contro al suo collo, senza il coraggio di guardarlo in faccia, nonostante Percival si sia mostrato più che entusiasta alla sua richiesta: la sua erezione ha uno spasmo ogni volta che Credence lo
mordicchia sul collo, dove si sta nascondendo.

“Dio sì, non ne hai idea.” Lo bacia tra i capelli, tenendolo stretto, “Probabilmente lo voglio anche più di te.”

Ne dubita.

Credence lo vuole così tanto che si ritrova a pensarci anche durante la giornata mentre sta piegando i propri vestiti e apparecchiando la tavola per sé e Percival, finendo a mordersi il labbro a sangue per smetterla.

È vero che sta imparando ad accettare il sesso, il fatto che ne ha bisogno e che gli piace –e dio se gli piace,- ma questo ancora non riesce a concepirlo senza sentirsi andare a fuoco.

“Possiamo provare.” Riesce a dire, dopo così tanto tempo che quasi spera Percival si sia dimenticato dell'argomento (ma come potrebbe, considerato quello che è?).

"Grazie." Gli sorride come se gli avesse appena regalato la Luna.

In un modo o nell’altro, Percival riesce sempre a non farlo sentire un peso, a non farlo stare male, caricandosi sulle spalle i suoi timori, senza che Credence debba neppure chiederglielo.

"Ti aiuto io. Non preoccuparti." Lo bacia tra i capelli.

Un attimo dopo, Credence si lascia muovere come vuole, seguendo le sue indicazioni (“Girati, al contrario sul letto, sopra di me,” e “Più indietro, vieni qui. Dio, sei così bello.”) e si sente mancare il fiato quando si ritrova la sua erezione davanti, gonfia e con una goccia di sperma a renderne la punta lucida, quasi scintillante pensa, con una risatina isterica.

“Tutto bene?” Percival lo accarezza sulle cosce, lentamente. La sua voce è tesa per l'anticipazione.

Annuisce, leggermente stordito.

Prova ad abbassarsi e gli si incrociano gli occhi quando si trova il suo pene eretto ad un centimetro dalla punta del naso.

Si lecca le labbra: questo lo sa fare, pensa, al contrario di- del resto che stanno per fare. La cosa lo rassicura, ha bisognodi sentirsi sicuro di sé ora più che mai, così lo lecca sulla punta, gemendo appena per il sapore che conosce così bene.

“Credence-“

Lo lecca di nuovo.

"Credence, fermo-"

"Scusa." Sorride, divertito ed eccitato, nonostante il nervosismo. Dà un ultimo bacio sulla lunghezza, sentendola calda sotto le labbra.

Percival lo prende per i fianchi e lo tira indietro, verso il suo viso.

"Ho detto fermo." Ripete, e questa volta Credence sente il suo respiro esattamente . É abbastanza per fargli scappare un gemito acuto.

"Oh-" Chiude gli occhi immediatamente.

"Rilassati." Percival ha la voce che a tratti é quasi troppo bassa perché capisca cosa dica, o forse è solo perché è lì, addosso a lui, con la punta del naso che sfiora la pelle delicata tra le sue natiche e il fiato caldo esattamente sui suoi testicoli, "Non ci pensare."

Quando lo lecca, Credence si sente aprire in due da una scarica bollente e meravigliosa.

Geme forte, così alto che si mette una mano sulla bocca di riflesso, sorpreso. Schiude le labbra e lascia ricadere la testa all'indietro, investito da un piacere incredibilmente denso.

Percival geme contro di lui ed é così osceno che Credence sente distintamente il proprio pene rilasciare una goccia di sperma.

Percival lo tiene stretto per i fianchi e se lo tira contro, tenendolo fermo quando Credence ha degli spasmi troppo violenti per come ha preso a leccarlo: come se fosse un dolce delizioso, come se lo stesse leccando per arrivare a mangiarlo.

Sente delle lacrime d'imbarazzo pungergli gli occhi quando si rende conto di stare ondeggiando continuamente sulla sua faccia, puntellandosi con i piedi sul letto. Prova a fermarsi, ma non ci riesce.

Al contrario, il suo corpo traditore rilassa ulteriormente tutti i muscoli, aprendosi per Percival, fino a che Credence ne sente la lingua dentro.

"Dio, ah- , Percy-"

Non riesce a zittirsi, si sente bruciare le guance dalla vergogna, ma non riesce a smettere di pregarlo di dargli di più, e gemere oscenità che gli fanno fischiare le orecchie.

Prova allora a concentrarsi sul respiro di Percival, affannato, che ogni tanto si spezza e poi riprende più rotto di prima; sui suoi gemiti bassi che sente direttamente alla base della schiena e lo fanno sciogliere e quasi urlare insieme, sul rumore delle sue leccate indecenti.

Inarca tutto il corpo meglio che può, per riuscire a prenderlo.

Percival apre appena di più le gambe e immediatamente gli cade lo sguardo sui muscoli delle sue cosce che fremono di continuo sotto la pelle.

Il suo pene è così duro e rosso e pesante appoggiato al fianco. Sta perdendo goccia dopo goccia di sperma e Credence ne è ipnotizzato, tanto che gli viene l'acquolina in bocca, così si sporge in avanti, verso il basso e lo lecca con entusiasmo e urgenza, dove riesce, sulla lunghezza, sulla punta, alla base, ovunque, gli basta averlo sotto la lingua. Non registra davvero i gemiti di Percival, nè i propri, troppo distratto dalla sua erezione meravigliosa sulla lingua.

Percival non smette di leccarlo, ma stringe forte le mani sui suoi fianchi, quasi ringhiando contro di lui.

Quando Credence lo prende davvero in bocca, sente le lacrime scivolargli sulle guance, bollenti quasi quanto il velo di sudore che lo ricopre dalla testa ai piedi.

Viene senza bisogno di essere toccato, sperando di zittirsi con Percival in bocca, ma finendo solo per fargli sentire tutte le vibrazioni della sua gola.

Percival non può parlare, ma i suoni che sta facendo e il modo in cui gli stringe le mani addosso gli dicono che sta andando più che bene.

Stringe la presa sul suo pene e spinge i fianchi indietro contro la sua lingua, un’ultima volta, inseguendo la scia dell’orgasmo. Sente la saliva di Percival scivolargli sui testicoli.

Non appena si scosta, ricadendo in avanti e senza mai lasciare la presa attorno alla sua erezione, Percival respira sonoramente, riprendendo fiato.

"Credence," Ha la voce roca, urgente, "Sono- vicino. Così tanto."

Credence ha le palpebre pesanti per il post-orgasmo, ma segue l'istinto e riporta la bocca su di lui, notando distrattamente come sia diverso farlo così, al contrario.

Si spinge a prenderlo fino a sentirlo contro la gola. Gli riesce sempre meglio dopo un orgasmo, quando è ancora completamente rilassato e farebbe di tutto per lui –ancora più del solito, se possibile.

Percival lo graffia sul fianco e viene dopo poco, con un gemito profondo, che vibra in tutto il suo corpo. È così tanto che Credence deve scostarsi e un po' gli finisce sulla guancia.

Si sente le gambe formicolare, ha perso sensibilità alle labbra.

Percival lo aiuta a girarsi e lui si lascia muovere di nuovo, finendogli sopra. Gli sorride, stanco, ma così soddisfatto.

"Vieni qui," Sussurra Percival, abbracciandolo immediatamente, "Sei stato così bravo.”

Gli passa il pollice sulla guancia, pulendolo dallo sperma che gli è sfuggito.

“Grazie.” Lo lecca, ripulendolo, “Per avermelo fatto fare.”

“Grazie a te.” Dice, divertito, ma seguendo il movimento della sua lingua, “Promettimi che non sarà l’unica volta.”

Credence alza lo sguardo su di lui, sorridendo, “No. Magari la prossima volta possiamo provare il contrario.”

Percival sgrana gli occhi quasi comicamente e sembra essere a corto di parole per un attimo.

Lo rende estremamente orgoglioso.

“Vuoi- vorresti farlo?”

“Se è davvero sempre così bello allora sì, certo.” Annuisce con un sorriso, “È stato diverso da tutto… Non meglio, solo diverso. Molto forte.”

Arrossisce a dirlo, a pensarci. È sempre più facile parlare di queste cose dopo averle fatte. Gli sembrano conversazioni impossibili da avere nella vita quotidiana, quasi grottesche, nonostante adori il sesso con Percival. Tuttavia, dopo essere venuto praticamente saltando sulla sua lingua, gli viene quasi voglia di parlarne. Si sente sciolto in tutto il corpo e nel pensiero.

E poi, adora sorprederlo.

“Dio sì, certo. Assolutamente.” Annuisce lui, guardandolo strabiliato.

Credence sorride e lo bacia sulla guancia, “Non vedo l’ora.”