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Norse lights - Luci nordiche

Chapter Text

,,Un bacio è qualcosa che dai a qualcuno che ami molto e che è davvero speciale per te.’’

Questo è ciò che la loro madre li aveva detto, quando erano ancora bambini.

 

Thor e Loki stavano giocando negli splendidi giardini del palazzo, inseguendosi e cercando di catturarsi l’un l’altro. Lo facevano spesso da quando avevano entrambi imparato a camminare. Odino e Frigga li osservavano in silenzio, seduti su una panchina e godendosi l'atmosfera tranquilla della giornata.
“Avevo quasi dimenticato come ci si sente.”

Dopo la fine della guerra tra Asgard e Jotunheim, riuscivano finalmente a trascorrere alcuni momenti di pace.
Quando Odino era tornato a casa con un bambino, Frigga non aveva esitato a prendere il piccolo tra le sue braccia e il viso le si era subito illuminato con un sorriso materno mentre lo guardava.

“Che cosa, mia cara?” Chiese Odino.
Frigga guardò il marito. “Essere in pace.”
Il Padre degli Dei prese la mano della sua consorte nella sua e le sorrise con amore. Lei ricambiò il sorriso e si avvicinò finché le loro labbra si toccarono dolcemente.
Quando si separarono, Frigga notò che qualcosa era cambiato. Il luogo era diventato insolitamente silenzioso. Lei e Odino guardarono in basso e trovarono i loro figli che li fissavano con occhi spalancati e curiosi.
“Cosa .. quello?” Chiese Thor, con la limitata conoscenza delle poche parole che aveva imparato.
Quando Odino alzò un sopracciglio, Loki tentò timidamente di spiegare. “Cosa .. fatto .. con ..” e indicò la propria bocca.
Frigga ridacchiò piano e si chinò per sussurrare ai suoi figli, come se ciò che stesse per dire fosse un importantissimo segreto. “Quello, figli miei, era ... un bacio.”

§§§


Nascondino era recentemente diventato il loro gioco preferito, da quando erano ormai abbastanza grandi da poter giocare senza avere qualcuno che li sorvegliasse. Loki adorava particolarmente quel gioco, perché vinceva sempre. Thor, da bimbo testardo quale era, non voleva arrendersi ed era sempre pronto per sfidare e provare a sconfiggere il suo fratellino. Non sapeva ancora che, quando giocavano, Loki usava spesso alcuni dei nuovi trucchi di magia che stava imparando.

“Tre .. due .. uno .. arrivo, Loki!” Thor non perse tempo e andò immediatamente a cercare il più giovane. Cominciò a guardare in ogni angolo, in ogni luogo nascosto dei giardini che aveva imparato a conoscere così bene. Ma non bene come suo fratello, a quanto pare.
Il biondo si era persino arrampicato su alcuni alberi, ma - eccetto per alcuni uccellini nei loro nidi - non c’era nulla.
Loki non si trovava da nessuna parte. Thor aveva iniziato a chiedersi se esistesse un passaggio segreto di cui non era a conoscenza. Emise un sospiro frustrato e incrociò le braccia, guardandosi intorno in tutte le direzioni per l’ennesima volta.

“Cerchi qualcosa, fratello?”
Thor quasi sussultò. Poco prima che la voce di Loki lo raggiungesse, poteva giurare di aver visto uno scintillio di luce verde, che era scomparso non appena si era girato completamente per affrontare il fratello minore, che era in piedi vicino all’albero dove Thor aveva contato prima di iniziare il gioco.
“Loki !!” si lamentò Thor e gli andò incontro.
“Ho vinto. Di nuovo.” Loki rise quando notò il volto imbronciato del fratello. “Facciamo qualcos’altro ora, Thor. Mi sto annoiando a vincere sempre e così facilmente.”
Thor si accigliò, non gradendo l’idea di arrendersi, ma dovette ammettere che anche lui si stava stancando di quel gioco. Sospirò e si sedette, appoggiando la schiena contro l’albero con un’espressione un po’ delusa sul viso.
Loki si sedette accanto a lui e alzò lo sguardo, godendosi la vista del cielo azzurro di Asgard. Gli ricordava molto gli occhi del fratello maggiore.
Rimasero così per alcuni minuti, prima che Thor parlasse.
“Sai, sei davvero bravo a nasconderti, Loki. Vorrei poterlo fare anch’io. Mi insegneresti?”
Il minore sollevò un sopracciglio. “Veramente?”
“Voglio sapere come fai! Dimmi il tuo segreto, fratello .. per favore.”
Thor lo stava guardando con occhi pieni di pura curiosità e interesse. Loki non poté evitare di sorridere e si sentì anche le guance arrossire un po’. Si avvicinò e sussurrò a suo fratello. “Non posso dirtelo adesso, perché è qualcosa su cui sto ancora lavorando, ma quando sarò pronto te lo farò vedere.”
“Promesso?”
“Promesso. E, fidati di me, ti piacerà molto. Ti sorprenderò, Thor.”
“Evviva! Sei il migliore, fratello!” Esclamò Thor allegramente, la frustrazione per aver perso il gioco fu presto dimenticata.
I loro volti erano ancora vicini e si sorridevano entrambi felicemente. Il biondo fissò i bellissimi occhi verdi del fratellino. Il colore era simile al luccichio che aveva visto prima. Aveva forse qualcosa a che fare con le arti magiche che Loki era così desideroso di imparare?
È vero che i due giovani principi di Asgard non avevano sempre gli stessi interessi: Thor avrebbe preferito passare il tempo a migliorare le sue abilità di combattimento piuttosto che studiare in biblioteca come faceva suo fratello, ma si divertivano a giocare insieme e Thor amava quando Loki gli mostrava ciò che aveva appreso dalla loro madre.
“Loki?”
“Sì, Thor?”
“Puoi fare quella cosa?”
Loki lo guardò con un’espressione incerta, ma poi capì cosa voleva dire. Tra loro, le parole e le spiegazioni a volte non erano affatto necessarie. Gli fece un piccolo sorriso e gli mostrò la sua mano, con il palmo rivolto verso l’alto.
Loki chiuse gli occhi per concentrarsi e fece alcuni respiri profondi.
Il centro della sua mano cominciò a brillare di una luce verde, che si diffondeva anche tra le sue piccole dita.
Poi, lentamente, la luce iniziò a modellarsi per formare un serpente luminoso.
La faccia di Thor si illuminò all’istante a quella vista. “WOW! Sei diventato davvero bravo, fratello! È come un serpente magico, è fantastico!”
Loki sorrise con orgoglio mentre guardava Thor positivamente sbalordito dall’illusione che aveva creato. Era bello vederlo così eccitato per ciò che Loki poteva fare. Invece della sua stessa mano, il suo sguardo era ora focalizzato sugli occhi di suo fratello. Sempre così puri e meravigliosi.
Loki poteva anche essere solo un bambino e forse non riusciva ancora a spiegare cosa provava esattamente mentre fissava il viso sorridente di Thor, ma c’era qualcosa che lo affascinava e che, allo stesso tempo, gli faceva percepire la differenza che esisteva tra loro. Loki non lo sapeva ancora, ma un giorno avrebbe capito che, per qualche ragione, il suo sorriso non avrebbe mai potuto irradiare lo stesso calore di quello di Thor.
Tuttavia, Loki era sicuro di una cosa: adorava sorprendere suo fratello maggiore con nuovi incantesimi, trucchi magici e persino con alcuni scherzi divertenti a volte. Il pensiero lo fece sogghignare un po’.
Fu allora che notò che il serpente verde splendente era scomparso e Thor ora lo stava fissando come se stesse aspettando qualcosa.
Le sopracciglia di Loki si alzarono leggermente, ma invece di parlare, si ritrovò ad avvicinarsi al biondo, finché le sue labbra toccarono la guancia di Thor e gli sfiorarono dolcemente la pelle.
Chiuse gli occhi, solo per pochi secondi. Poi, sentì suo fratello ridacchiare e immediatamente si allontanò.
“Mi fai il solletico, Loki!” Disse Thor, ridendo ancora allegramente. Non sembrò notare il modo in cui le guance del fratello minore diventarono rosse per l’imbarazzo.
“Io ... ecco ... scusami.” Loki non sapeva perché lo avesse fatto, ma era contento che a Thor non fosse dispiaciuto. Era sicuro che il biondo lo avrebbe preso in giro o qualcosa del genere, ma forse Thor lo aveva semplicemente preso come una cosa giocosa, come faceva spesso. Probabilmente non ricordava nemmeno quello che la loro madre aveva detto riguardo ai baci. Andava bene così, però, perché Loki lo ricordava. Ricordava come Frigga spiegò loro che un bacio era un simbolo molto importante di devozione, un modo per mostrare quanto tieni alle persone a cui decidi di darlo.
“Ehi, pensi di poter fare altri animali oltre ai serpenti?” Chiese all’improvviso Thor, inconsapevole dei pensieri del bambino dai capelli corvini e delle ragioni del suo gesto innocente.
“Ehm, sì ... ci posso provare.” Loki chiuse gli occhi e si concentrò di nuovo.

§§§


“IL GIORNO È FINALMENTE ARRIVATO!”
“Salute, miei amici!”
“Un altro passo sul vostro cammino per diventare veri uomini. Congratulazioni!”
“Io sono già un vero uomo!”
Loki alzò gli occhi al soffitto ascoltando la risposta del fratello. Certamente non erano più bambini, ma erano entrambi molto giovani e avevano ancora qualche anno davanti a loro prima che potessero acquisire l’esperienza, la conoscenza e le capacità che sarebbero necessarie per il futuro che li attendeva. Ovviamente, questo non impediva a Thor di essere tutto eccitato ed elettrizzato per l’evento.
“Dai, Thor! Prendine un altro!” Volstagg incoraggiò l’amico e il biondo non dovette farselo ripetere. Afferrò un altro boccale, che era appena stato riempito con la migliore birra di tutta Asgard.
Era la prima volta che i due principi prendevano parte a una festa durante la quale veniva loro ufficialmente permesso di consumare alcolici, avendo raggiunto l’età per cui fosse socialmente accettabile. In realtà si trattava più che altro di una convenzione, ma quale scusa migliore per dare una grande festa - data la natura vivace e festaiola della maggioranza degli Asgardiani.
Non era come se Thor non avesse mai provato la birra o l’idromele prima. Ciò era vero anche per i suoi amici, che erano tutti giovani e impazienti di crescere. Perfino Loki una volta aveva rubato di soppiatto una bottiglia di vino durante una festa nell’enorme sala del palazzo. Questa, tuttavia, era la prima notte in cui tutti potevano bere e divertirsi ufficialmente, circondati anche da guerrieri più anziani e molto più esperti, verso i quali nutrivano grande ammirazione.
Così, mentre Hogun sedeva in silenzio (ancora troppo timido per parlare), Volstagg divorava la vittima della prima battuta di caccia che Thor aveva condotto da solo, Fandral faceva i primi tentativi di sedurre una cameriera e Sif era impegnata in una competizione di braccio di ferro, Thor ascoltava la storia che un anziano guerriero stava raccontando, e allo stesso tempo stava provando tutti i diversi tipi di birra, come aveva precedentemente deciso che avrebbe fatto quella notte.
Anche Loki stava ascoltando, con il bicchiere solo mezzo vuoto in mano. La storia riguardava una delle tante avventure che il veterano aveva vissuto nei vari Regni che aveva visitato.
“... e poi, l’incantevole spirito mi guardò con quei meravigliosi occhi blu zaffiro che potevano rendere geloso anche il cielo notturno di Asgard e, all'improvviso, compresi.”
“... che eri diventato pazzo?”
Il suono delle risate emerse ed echeggiò nella taverna, ma il vecchio sorrise e non commentò.
“Dai, amico mio, non puoi davvero aspettarti che crediamo che tu abbia incontrato una creatura così bella durante la notte, nel bel mezzo di una foresta e che si è anche innamorata di te a prima vista. E poi è scomparsa nel nulla.” Disse un commilitone e altre persone iniziarono a ridere.
“Non ho parlato di amore, men che meno di amore a prima vista, no. Ma quello che ho scoperto quella notte andava al di là di qualsiasi cosa io abbia mai incontrato in tutta la mia vita.”
A quel punto, la stanza divenne insolitamente silenziosa. Tutti ora stavano prestando attenzione al vecchio, compresi i due principi di Asgard e i loro amici. Thor smise di bere e rivolse al guerriero uno sguardo curioso, desideroso di ascoltare qualunque segreto così vitale che il veterano stava per rivelare. Pensò tra sé e sé di non aver mai prestato così tanta attenzione a qualcuno durante una festa.
“Ero seduto sulla riva del lago, con solo la luna e le stelle ad illuminare l’ambiente circostante. Era una notte molto fredda e ho dovuto indossare tutte le pellicce che avevo con me per evitare il congelamento, ma ... quando lo spirito apparve, vidi che era a malapena vestito e anche a piedi nudi. Aveva la pelle luminosa e lunghi capelli scuri. Pensavo che fosse un’allucinazione, ma più si avvicinava e più realistico tutto appariva. Allo stesso tempo, però, fu come vivere un sogno.”
Si fermò e guardò le persone intorno a lui. Aspettavano tutti in silenzio che continuasse. Incontrò brevemente lo sguardo di Thor Figlio di Odino e poi parlò di nuovo.
“Lo spirito mi si avvicinò e allungò la mano per toccarmi il viso. Fu un gesto tenero e intimo, come quello tra due innamorati o tra una madre e i suoi figli. Li vidi muovere le labbra, ma non riuscivo a sentire cosa dicesse. Poi, lo spirito si avvicinò ancora di più e mi diede un bacio sulla fronte. Non riuscivo a muovermi e nemmeno a pensare. Quando lo spirito si ritrasse, sapevo solo una cosa ... Volevo sentire di nuovo quelle morbide labbra su di me, almeno un’altra volta. Ma ero anche in uno stato di pace ... come se in qualche modo, da qualche parte nel mio cuore stanco di guerriero, sapevo che avrei provato di nuovo quella sensazione. E improvvisamente, realizzai che sentivo ... caldo.”
Fu solo quando il vecchio guerriero smise di parlare per la seconda volta che Thor si rese conto che il suo sguardo si era spostato da lui verso il suo fratellino, che stava ancora guardando l’uomo nonostante cercasse di mostrare disinteresse. Il principe non era sicuro di quando accadde esattamente - probabilmente in qualche momento tra le parole “bacio” e “morbide labbra”, ma non lo sapeva con certezza - e ora si ritrovava incapace di distogliere lo sguardo. Pensò allo spirito che il guerriero aveva descritto.
incantevole
meravigliosi occhi blu zaffiro
pelle luminosa e lunghi capelli scuri

Scosse la testa. Quello non era suo fratello. Tuttavia, per qualche misteriosa ragione, Thor aveva immaginato i lineamenti di Loki mentre ascoltava la storia del vecchio sullo spirito.
“Che cosa accadde dopo?" Qualcuno chiese.
“Dopo ...”
Un’altra pausa. Il guerriero si grattò la barba bianca e abbassò lo sguardo verso il suo boccale vuoto sul tavolo.
“Dopo … mi sono svegliato quando il sole era già sorto, solo per scoprire che la mia preda del giorno prima era scomparsa. Anche la mia preziosa spada era sparita. Grazie alle Norne avevo ancora la mia ascia altrimenti non avrei potuto cacciare di nuovo e sarei morto.”
Ci fu un silenzio tombale. Ma, all’improvviso, un uomo dall’altra parte del tavolo scoppiò a ridere e molti altri lo seguirono presto.
“Povero mio amico! Sei stato stregato e non te ne sei nemmeno accorto!”
Un altro uomo diede una pacca sulla spalla al vecchio guerriero. Egli semplicemente sorrise e riempì il suo boccale.
“Infatti! Evidentemente quello spirito sapeva usare la magia ed è probabile che avesse fame nel momento in cui hai incrociato il suo cammino.”
Tutti sembravano concordare con quella spiegazione e mentre qualcuno si dispiaceva per l’anziano sfortunato, altri erano già tornati ai loro drink e alle loro chiacchierate con gli amici.
Thor non ricominciò a bere immediatamente. Mentre fissava di nuovo il vecchio, avrebbe potuto giurare di aver visto qualcosa - qualcosa a cui non riusciva per certo a dare un nome - negli occhi del guerriero quando questi incontrarono il suoi.

 

“Thor? Thor, stai ascoltando?”

Fu solo quando la voce di suo fratello lo raggiunse che Thor uscì finalmente da quella specie di trance in cui sembrava trovarsi.
“Ehm, sì ... che c'è, fratello?”
“Stavi sognando ad occhi aperti? Non dirmi che ti senti già ubriaco.”
“No!” Fu la risposta istintiva di Thor. “Affatto.”
Loki lo fissò per alcuni istanti, poi sembrò decidere che non c’era nulla che non andasse, quindi alzò leggermente le spalle e bevve un sorso dal suo bicchiere.
“Se lo dici tu.”

 

Quando la taverna iniziò a svuotarsi e la festa finì, Thor e Loki decisero di tornare insieme a palazzo. I loro amici, invece, avevano scelto di rimanere un po’ più a lungo, dato che Volstagg doveva ancora finire il suo piatto (“il cibo non si spreca!”), Fandral era vicino a convincere una seconda cameriera a passare il resto della notte con lui (“o forse potremmo organizzare qualcosa per domani?”), Sif non se la sentiva di abbandonare i suoi amici lì (“qualcuno di responsabile deve assicurarsi che voi stupidi ubriaconi riusciate a tornare a casa”) e Hogun non se ne sarebbe mai andato senza gli altri.

I principi camminarono in silenzio per un po’, fino a quando Loki si fermò di colpo.
Thor fece ancora qualche passo prima di accorgersene, poi si fermò anche lui e si girò verso il fratello minore. Loki lo stava fissando con aria interrogativa.
“Che c’è?”
“Stai pensando.”
“Quindi?”
“Succede raramente, soprattutto dopo che ti sei divertito durante una festa, quindi sembra strano.”
Thor sapeva che avrebbe dovuto sentirsi offeso da quel commento, ma quella notte la sua mente era occupata solo da una cosa.
“La storia di quel vecchio guerriero.”
“Che cosa c’entra?” Chiese Loki lentamente, la sua espressione divenne più curiosa.
“Non lo so, solo ... mentre la raccontava, c’è stato un momento ... un istante in cui i nostri sguardi si sono incontrati e ... ho visto qualcosa nei suoi occhi ...”
“Qualcosa del tipo?”
Thor sospirò. “Non lo so. Non sono riuscito a riconoscerlo.”
“Forse era solo l'alcol che stava avendo il suo effetto, perfino su di te.”
“Non sono ubriaco!”
“Se lo dici tu.”
Il biondo distolse lo sguardo da Loki e alzò gli occhi al cielo blu scuro, illuminato da molte stelle. Tentò di ripensare allo sguardo del vecchio.
“C’era un pizzico di ... tristezza.”
“Tristezza?”
“No, aspetta. Era piuttosto come ... come se stesse guardando indietro a quella notte di cui parlava la storia e desiderasse di poterla rivivere.”
“Vuoi dire che si sentiva nostalgico?”
“Sì, ecco! E’ così, fratello! Era nostalgia! Ma ... c’era anche qualcos’altro. C’era ... speranza.”
“In effetti, quell’uomo ha affermato di aver avuto la sensazione che avrebbe provato nuovamente quei sentimenti, dopo che lo spirito lo aveva toccato.”
“Esatto.” Thor ora stava guardando di nuovo il fratello e cominciò anche ad avvicinarsi a lui. “Loki, pensi che il guerriero stia ancora aspettando di incontrare di nuovo quello spirito?”
Il principe dai capelli corvini distolse lo sguardo e sembrò pensarci per un po’. Quando tornò a guardare davanti sé, Thor era proprio di fronte a lui.
“Non lo so, fratello. Forse potresti chiederlo a lui direttamente se dovessi rivederlo, ma ... Thor, puoi dirmi una cosa?”
“Come? Oh, sicuro. Che c’è?”
“Perché sei così interessato a questa storia? Per quanto ne sappiamo, potrebbe essere tutto frutto dell’immaginazione di un vecchio.”
“Sì, potrebbe essere, ma ...” Il biondo non poté fare a meno di ammirare il verde negli occhi di Loki e, prima che potesse fermarsi, stava già alzando la mano verso la guancia del ragazzo dai capelli corvini. “Mi ha affascinato.”
“Cos–” Loki stava per chiedere qualcosa, ma si fermò quando sentì il tocco gentile di Thor sul suo viso. Lo prese alla sprovvista, quella carezza, che era diversa dal modo in cui il fratello maggiore lo toccava di solito, ma non era sgradita.

un gesto tenero e intimo, come quello tra due innamorati o tra una madre e i suoi figli

Cosa ti ha affascinato esattamente, fratello?” Alla fine Loki riuscì a chiedere.
Tutto ciò che ottenne in risposta fu un paio di labbra che premevano dolcemente contro la sua fronte.
A quanto pare, suo fratello era pieno di sorprese quella sera. Forse avevano messo qualcosa nei suoi drink?
Quando Thor si staccò, distolse di nuovo lo sguardo da Loki e si grattò la nuca, mancando di notare il leggero rossore che apparve sulle guance del principe più giovane.
“Sai, Loki, non so spiegare perché, ma ... quello spirito di cui parlava il guerriero ... mi ha fatto pensare a te.”
“Allora, non dovrei essere io a baciare?”
A quel punto, Thor sorrise e fece un passo indietro, dando finalmente spazio al suo fratellino. Entrambi finirono per ridere di gusto, spezzando la tensione di cui non si erano nemmeno resi conto.
“Però ... se te l’avessi lasciato fare, chi dice che non mi avresti stregato proprio come è successo al vecchio guerriero?”
“Che sciocchezze, fratello.” Disse Loki, con un sorrisetto sul volto. “Non lo farei mai. Inoltre, io non sono affatto un estraneo per te.”
Thor ricambiò il sorriso. “Hai ragione…”

 

“THOR!”

Il biondo si voltò di scatto quando sentì quella familiare voce femminile che chiamava il suo nome.
“Miei amici! Pensavo foste ancora alla taverna!”
Erano Sif e Hogun, in piedi uno accanto all’altra, ansimando come se avessero corso.
“Devi tornare indietro con noi!” La giovane donna continuava a gridare. “Qualcuno ha sfidato Fandral in una lotta dicendo che stava molestando la sua ragazza. Altra gente ubriaca si è unita ed è scoppiata una rissa! Volstagg sta aiutando Fandral, ma non sono nelle condizioni di combattere! Dobbiamo andare!”
Thor si irrigidì e la sua espressione si fece severa.
“Andate avanti, io arrivo!”
Sif annuì e scambiò uno sguardo con Hogun, prima che entrambi tornassero di corsa alla taverna.
Thor si rivolse a suo fratello.
“Torna a palazzo, Loki. Io aiuterò Fandral e gli altri.”
“Ma–”
Non ebbe nemmeno la possibilità di obiettare, perché ovviamente il suo coraggioso fratellone era già sulla strada per salvare la situazione e aiutare i suoi amici.
Loki sospirò mentre guardava Thor scomparire nella direzione da cui erano appena arrivati. Poi, si voltò e silenziosamente si incamminò verso il palazzo reale da solo.

§§§


Era buio tutt’intorno alla caverna. Le torce dei cacciatori erano l’unica fonte di luce. L’aria era umida, quasi soffocante e le pareti di pietra si stavano restringendo.
“Questa è stata una grande idea. Brillante, perfino!”
“Sta’ zitto, Loki.”
“Nessuno te l’ha chiesto.”
“No, certo che no. Non avremmo inseguito quella bestia e non saremmo finiti qui se fossi io a prendere le decisioni, cosa che non sono. Invece, siamo così fortunati da avere qualcuno di geniale come il mio caro fratello a guidarci in questo luogo orribile e sudicio, nonostante la prova evidente che abbiamo perso la preda molto tempo fa ...”
“Qualcuno può fare qualcosa per chiudergli la bocca?”
“Oh, e non dimentichiamoci che abbiamo scelto di ignorare tutti quei segnali ben poco amichevoli che ci sono stati inviati da quando siamo entrati qui.”
“Grazie per il riassunto, Loki. Molto utile come sempre.”
“Non c’è di che, fratello.”
“I pipistrelli sembravano un po’ ostili, in effetti.” Mormorò Fandral, ricordando come quegli orribili animali lo avevano attaccato e gli avevano fatto cadere la torcia che teneva in mano, la quale si spense in poco tempo. Ora ne restavano solo due: quelle di Hogun e Thor.
“Aspettate. Credo di vedere qualcosa ...” Annunciò improvvisamente Thor.
“Un’altra minaccia scritta sulle pareti con il sangue?”
“No, è ... è ...”
“Una luce.”
Era davvero una luce, ma non aveva nulla di naturale. Loki poteva già percepire che c’era della magia in essa. Inoltre, la luce era viola.
Thor si avvicinò e gli altri lo seguirono. Il principe passò davanti a un grande masso e, inaspettatamente, si ritrovò in un’ampia stanza rocciosa.
Ciò che attirò immediatamente la sua attenzione, tuttavia, fu la figura femminile al centro di essa.
Brillava di quella luce viola - che ora era più forte - e fluttuava, a pochi metri da terra.

“Chi sei tu?”
Chiese Thor con tono esigente e Loki dovette combattere l’impulso di pugnalarlo perché era davvero quella la prima cosa da dire dopo che essere entrato nella dimora di qualcuno senza essere stato invitato?
“Al principe primogenito di Asgard le buone maniere non vengono insegnate?” Rispose la donna misteriosa.
“Quindi sai chi sono.” Thor ignorò la domanda. “Io e i miei amici siamo venuti in questa foresta per cacciare una creatura che sta terrorizzando la mia gente e le tracce ci hanno portato qui. Se sai dove si nasconde, devi dircelo.”
“Oh, quindi è questo ciò che il mio animaletto ha fatto.”
I Tre Guerrieri e Lady Sif si scambiarono alcuni rapidi sguardi, mentre Thor, con rabbia, e Loki, più che altro con curiosità, aggrottarono la fronte.
“Stai dicendo che quella terribile bestia ti appartiene?”
“Sceglierei le mie parole con più saggezza se fossi in te, Thor Figlio di Odino.” Disse la donna mentre si avvicinava lentamente al gruppo. “Non era mia intenzione causare problemi a nessuno. Stavo solo ... sperimentando, ma sfortunatamente le cose mi sono sfuggite di mano. Chiedo scusa per il disagio.”
Prima che Thor potesse fare un altro intervento inappropriato, Loki parlò.
“Perdonate la mia interruzione e, per favore, correggetemi se sbaglio. Suppongo che stavate praticando qualche sorta di stregoneria e, se è così, spero che possiate aiutarci a risolvere questo problema inaspettato. Accetteremo volentieri le vostre scuse, in tal caso.”
La strega rivolse il suo sguardo a Loki, con un accenno di interesse nei suoi occhi.
“Tu possiedi il seiðr, secondogenito di Odino.” Dichiarò in modo franco. “Comunque, non avevate certo bisogno di chiedermelo. Ho già iniziato a cercare un modo per correggere il mio errore e penso che presto troverò una soluzione.”
“Siamo lieti di senti–”
“Portami la bestia e ti darò io la soluzione!” Tuonò improvvisamente Thor.
La strega si girò verso biondo e la luce viola intorno a lei si oscurò. “Ho già detto che mi dispiace e giuro che questo non accadrà mai più.”
“No, non succederà. Me ne assicurerò di persona!”
“Thor, ascolta ...”
“Ho dato la mia parola a mio padre che mi sarei occupato della bestia e lo farò! A qualunque costo!” La voce profonda di Thor non lasciò spazio per alcuna obiezione. I suoi occhi infuriati erano ancora fissi sulla donna.
Lei si limitò a sollevare un sopracciglio. “‘A qualunque costo’? Caro, hai ancora molto da imparare, giovane principe.”
Poi si avvicinò a lui e i guerrieri assunsero immediatamente delle posizioni offensive. La donna fece una risatina.
“Non fare un’altra mossa, strega!”
Ma quelli che non si potevano muovere erano in realtà i guerrieri stessi, come se ne resero presto conto quando provarono a fare un passo avanti, fallendo. Anche Thor sembrava incapace di fare qualunque cosa, perfino di distogliere lo sguardo da quegli occhi viola davanti a lui.
Lo sguardo della donna si spostò brevemente su Loki prima che lei si sporgesse e sussurrasse nell’orecchio del biondo.
Loki tentò di ascoltare ciò che stava dicendo a suo fratello, ma non riuscì nemmeno a muoversi.
Improvvisamente, la strega fece un passo indietro e il corpo del Dio del Tuono cadde a terra con un forte tonfo e la torcia che teneva in mano si spense.
Gli occhi di tutti si spalancarono per lo shock.

“THOR!!”
“Che cosa gli hai fatto?!” gridò Sif.
“Non agitatevi. Sta solo dormendo.” Rispose la donna dagli occhi viola, che però aveva un sorriso sinistro sul volto.
“Dormirà per molto tempo.”
A quel punto, Sif, Volstagg e Fandral la attaccarono simultaneamente con le loro armi, ma prima che la spada di Sif potesse tagliarla, la strega scomparve in un lampo luminoso.
Poco dopo, anche la torcia di Hogun si spense, essendo completamente consumata. Pertanto, anche l’ultima fonte di luce svanì, lasciando tutti nell’oscurità più totale.
“Ahi!”
“Ehi, stai attento! Quello era il mio piede!”
“Come avrei potuto saperlo? Non vedo niente!”
“Che cosa– oh cavolo, credo di aver calpestato la mano di Thor!”
“Si è svegliato?”
“Accidenti a voi, ragazzi, smettetela di muovervi!”
Udita la voce di Sif, lo scompiglio effettivamente sembrò calmarsi.
“Dobbiamo uscire di qui.” Disse Volstagg.
“Grazie per il tuo prezioso suggerimento, mio caro amico.”
Anche se non potevano vedere nulla, tutti furono in grado di riconoscere la voce sarcastica di Loki.
L’uomo dai capelli rossi si accigliò infastidito. “Perdonatemi, Vostra Altezza, forse potreste illuminarci su come trovare una possibile via d’uscita?”
“È curioso che tu lo abbia detto.”
Con questa affermazione, una fiamma verde apparve sulla mano del Dio dell’Inganno, illuminando l’ambiente circostante.
Tutti fissarono prima quel fuoco innaturale, e poi Loki.
“Non dovete ringraziarmi.”
“Avresti potuto farlo fin dall’inizio!”
“Può essere. Ma allora, dove sarebbe il divertimento?”
Fandral scosse la testa, Hogun fece un passo di fronte a Sif per impedirle di strozzare Loki e Volstagg emise un ringhio prima di chinarsi per sollevare Thor e metterselo sulle spalle.
“Forza, andiamo che è meglio.”

§§§


“State dicendo che non potete annullare l’incantesimo?”
“Temo che sia così. L’unico modo per svegliare Thor è seguire le istruzioni che la maga ha dato quando ha lanciato il maleficio.”
“Vostra Maestà, ci dispiace, ma ... non abbiamo sentito quello che la strega ha detto a Thor.”
Frigga sorrise dolcemente ai guerrieri, come se cercasse di rassicurarli. “Allora è bene che io sia stata allevata dalle streghe e dunque sappia qualcosa in fatto di magia.”

In seguito al ritorno di Loki e degli altri a palazzo, Thor fu portato immediatamente nelle sale di guarigione e il Padre e la Madre degli Dei arrivarono poco dopo. Odino affermò, furioso, che “chiunque abbia osato fare una cosa del genere la pagherà” e mandò le guardie ad arrestare la misteriosa donna dagli occhi viola.
Loki - che non si era mai allontanato da Thor, come sua madre e i quattro guerrieri - dubitava che l’avrebbero effettivamente trovata. Quella strega era troppo intelligente per rimanere su Asgard dopo aver lanciato un incantesimo contro nientemeno che il primogenito di Odino.
“Mia regina,” cominciò Lady Sif, “se c'è qualcosa ... qualsiasi cosa che possiamo fare per aiutare Thor, vi preghiamo di farcelo sapere.”
Frigga annuì e sembrò stranamente calma, ma Loki sapeva che sua madre stava solo cercando di contenere la sua preoccupazione.
“Siete tutti guerrieri coraggiosi e ottimi amici dei miei figli.”
Pochi secondi dopo, Loki si schiarì la gola. “Madre, che cosa dobbiamo fare?”
Le spalle Frigga si irrigidirono quasi impercettibilmente. Il suo sguardo si spostò verso il figlio addormentato.
“Ho già visto questo tipo di incantesimo prima d’ora. L’unico modo in cui la persona maledetta può svegliarsi è che riceva un bacio dal suo vero amore.”
Loki non riuscì davvero a trattenere la risatina che gli sfuggì dalla bocca, guadagnandosi un’occhiataccia dalla donna guerriera e un’espressione di leggero rimprovero da Frigga.
“Mi dispiace, madre, ma ... ‘il bacio del vero amore’? Sul serio? Sembra una di quelle vecchie fiabe che ci raccontavi quando eravamo bambini.”
La Madre degli Dei si alzò da dove era seduta accanto al figlio maggiore e si avvicinò al più giovane.
“La magia delle fiabe è reale tanto quanto la tua, tesoro.” E gli fece un sorriso d’intesa.
“Comunque, non vedo la necessità che Thor rimanga qui. Dirò ai guaritori di visitarlo di nuovo e poi mi assicurerò che sia trasferito nelle sue stanze.”
Con questo, la regina salutò, ringraziando i guerrieri, e si ritirò. L’atmosfera nella stanza cambiò quando il principe dai capelli corvini e gli altri guardarono con un certo disagio la figura immobile di Thor.
Quindi, ora è come la bella addormentata. Il pensiero era troppo divertente per poter prendere sul serio quella assurda situazione.
Finalmente, qualcuno spezzò il silenzio.
“Beh, tanto vale provare ... dopo di te, Sif.”
Fu Fandral a suggerirlo quasi scherzando, ma lo sguardo che ricevette dalla giovane donna non aveva assolutamente nulla di divertente.
“Che c’è? Hai detto anche tu che dobbiamo aiutare Thor e da qualche parte dovremo pur iniziare.”
Sif socchiuse gli occhi mentre osservava ciascuno dei suoi compagni, ma nessuno riuscì a incontrare il suo sguardo.
“Credete davvero che io ... debba provare?!” Esclamò indignata.
“È solo per il bene del nostro principe.”
Volstagg osò dire, mentre Hogun continuava a fissare impotente i propri piedi. Loki guardò discretamente mentre Sif sembrava avere una sorta di dibattito interiore molto difficile. Durò diversi momenti, finché alla fine sembrò essersi decisa e si avvicinò in modo cauto al letto.
Sospirò e si chinò sopra al viso del Dio del Tuono. Tenendo una ciocca di capelli per evitare che le cadesse davanti alla faccia, si sporse e premette delicatamente le labbra su quelle di Thor.
Tutti avevano il fiato sospeso mentre osservavano la scena in silenzio.
Quando Lady Sif indietreggiò, attesero con gli occhi fissi su Thor. Ma non accadde niente.
Nessuno osò parlare e Sif sospirò di nuovo. Loki riuscì finalmente a lasciare andare il respiro che non sapeva di trattenere, mentre nessuno lo stava guardando.
“Beh, almeno ci abbiamo provato. Forza, dobbiamo trovare un altro modo.”

§§§



I giorni passarono. Poi, i giorni divennero settimane e le settimane divennero mesi, ma la situazione non migliorava.
Le guardie di Odino non trovarono alcuna traccia della strega, né Heimdall riusciva a vederla, e l’unica buona notizia era che l’orrenda bestia sembrava essere scomparsa con lei.
L’abilità e il seiðr dei guaritori assicurarono che il principe sopravvivesse in quello stato di sonno pacifico senza conseguenze negative per la sua salute.
I Tre Guerrieri, Lady Sif e altri uomini e donne - inviati dal Padre degli Dei in persona - viaggiavano attraverso tutti i Regni che Thor aveva visitato, alla ricerca della persona destinata a rompere l’incantesimo.
Frigga aveva iniziato a recarsi in biblioteca ogni giorno, sperando di scoprire un’alternativa per aiutare suo figlio. Ad un certo punto, anche Loki si era unito a lei, e anche se continuavano a esaminare ogni singolo libro su incantesimi, magia, magia antica e seiðr, le loro ricerche si rivelarono sempre infruttuose.
“Per quanto mi dispiaccia ammetterlo, madre, temo che tutti i nostri sforzi siano vani.”
Frigga chiuse il vecchio libro, che aveva appena finito di leggere, con un sospiro e lo aggiunse alla pila sul tavolo accanto a loro.
“E io temo che tu abbia ragione, figlio mio.”
Ora che erano soli, protetti dalle pareti e dai molti scaffali dell’enorme biblioteca - un luogo dove Loki si recava spesso per rilassarsi o quando desiderava una confortevole solitudine – l’ingannatore poteva riconoscere chiaramente le emozioni che sua madre avrebbe altrimenti nascosto quando erano in pubblico. Era la Regina, dopo tutto. Tuttavia, Loki era in grado di vederla ora. La rassegnazione nei suoi occhi.
La realizzazione della sua impotenza e dell’impossibilità di aiutare suo figlio.
E faceva male.
Con attenzione, Loki allungò una mano per appoggiarla su quella di sua madre. Frigga alzò gli occhi dal suo grembo e gli offrì un dolce sorriso, tentando di apparire forte, come il suo ruolo richiedeva. Ma Loki la conosceva meglio di così.
“Tuo fratello starà bene.”

Dopo che sua madre parlò, Loki sgranò gli occhi e improvvisamente si rese conto che la sua espressione rifletteva lo stesso dolore che Frigga stava provando.

§§§


Era passato quasi un anno dall’incidente e, anche se un misero anno era nulla rispetto all’aspettativa di vita di un Asgardiano, molte persone stavano lentamente iniziando a perdere la speranza.
Perfino i guaritori più esperti avevano espresso la loro preoccupazione riguardo a lasciare il corpo del principe esposto alla maledizione per un tempo indefinitamente lungo. Nessuno, però, era riuscito a trovare una soluzione.
Uno ad uno, tutti gli abili uomini e donne, che Odino aveva inviato nei diversi Regni, tornarono a mani vuote e senza alcuna novità.
I Tre Guerrieri e Lady Sif non erano ancora tornati e per un po’ nessuno ebbe notizie di loro.
Il Padre e la Madre degli Dei apparivano sempre forti e speranzosi ogni volta che erano in pubblico, e Loki era l’unico a poter assistere alla vera disperazione dietro quella facciata. O, perlomeno, egli assisteva alla disperazione della madre - la quale trascorreva tutte le sue giornate al fianco del figlio maggiore o in biblioteca - e semplicemente presupponeva che suo padre si sentisse allo stesso modo, ma non lo mostrava nemmeno ai membri della sua famiglia. Lui era Odino. Non poteva permettere a nessuno di vederlo debole.
Tuttavia, Loki lo aveva immaginato: impotente, angosciato.
Lui, Odino, re di Asgard, protettore dei Nove Regni, incapace di salvare il proprio figlio. Il suo amato figlio d’oro.
Era una notte insolitamente fredda. Una pioggia leggera cadeva da tre giorni e continuava a cadere, come se anche il cielo di Asgard stesse piangendo per il suo Principe.

Era circa mezzanotte quando le porte delle stanze del primogenito di Odino si aprirono silenziosamente e una figura snella entrò.
Chiuse la porta dietro di sé e con cautela - come se non conoscesse quella stanza come il palmo della sua stessa mano - si avvicinò al letto su cui era disteso il Dio del Tuono.
“Oh, fratello, guardati.” Cominciò, una volta che fu vicino al letto. “Madre e padre sono davvero preoccupati e sconvolti a causa tua.”
Si fermò e si sedette attentamente sul bordo del letto. “In realtà, nostro padre non lo vedo nemmeno, ma la mamma ... è facile da trovare. È quasi sempre qui, accanto a te, e non vuole mai lasciarti, anche se sa che ciò non cambierà nulla.” Un’altra pausa e un sospiro. “Io ... non posso sopportare di vederla così. Fa male, ma che cosa posso fare?”
Poi, per la prima volta da quando era entrato nella stanza, i suoi occhi guardarono il viso del fratello. “E io, Thor? Mi annoio. Hai intenzione di fare qualcosa al riguardo o cosa?”
Loki non fu sorpreso di vedere che l’espressione che Thor aveva mentre dormiva tranquillo non era molto diversa da quella che aveva da bambino. Lo ricordava molto bene, dalle notti in cui dormivano insieme da piccoli, soprattutto se c’era un temporale.
Thor sapeva che Loki aveva paura dei temporali e quando ce n’era uno, si intrufolava nella camera del fratellino e scivolava nel suo letto. Di solito, trovava un Loki molto spaventato, rannicchiato su se stesso e tremante.
Thor scivolava sotto le coperte, lo avvolgeva tra le braccia e gli sussurrava parole confortanti e gli diceva che tutto andava bene, perché suo fratello maggiore era lì per proteggerlo.
Fu solo dopo che Thor venne ufficialmente nominato Dio del Tuono che Loki smise di temere i temporali.
Thor aveva mantenuto la sua promessa. Suo fratello maggiore era diventato il Dio del cielo più minaccioso, così lo avrebbe controllato e gli avrebbe impedito di spaventare Loki. Così avrebbe protetto Loki per sempre.
Il Dio dell’Inganno sollevò una mano e la avvicinò alla guancia di Thor, con l’intenzione di accarezzarlo. Ma, invece, l’appoggiò sul cuscino, accanto alla testa di Thor.
Si sporse in avanti, lentamente. Il suo sguardo era fisso sui lineamenti del fratello.
Poi, però, chiuse gli occhi e le sue labbra incontrarono l’angolo della bocca di Thor, sfiorando dolcemente le labbra del principe più grande.

Svegliati, stupido.

Quando Loki si ritrasse, tuttavia, non gli concedette neppure un’occhiata e rapidamente - ma sempre in silenzio - si alzò e uscì dalla stanza senza essere visto.
Non poteva sapere che il cielo di Asgard stava per diventare azzurro come gli occhi di qualcuno e che a Loki piacevano tanto. Gli stessi occhi che Thor, nella solitudine della sua camera da letto, aveva appena aperto pigramente.

§§§


Il giorno seguente c’era un grande trambusto dentro e fuori le mura del palazzo. Tutta Asgard gioiva e Odino aveva indetto un’intera settimana di festeggiamenti per ringraziare le Norne, perché il Bello Addormentato si era finalmente svegliato.
Fu Frigga a trovarlo, alle prime luci dell’alba. Thor era seduto sul suo letto, con un’espressione confusa sul viso, un leggero mal di testa ed era anche affamato ma non aveva voglia di muoversi. Il suo corpo era tutto intorpidito per l’aver dormito per un tempo lunghissimo, ma grazie alla magia curativa di sua madre - che si era concessa di piangere lacrime di gioia e di assoluto sollievo - presto si sentì meglio e pieno di energia. Sua madre gli spiegò anche tutto quello che era successo: il maleficio, il modo in cui funzionava, come tutti si erano dati da fare per aiutarlo.
“Sì, ricordo la donna misteriosa, ma ... ho davvero dormito per un anno intero?”
“Quasi un anno, ma sì, tesoro, è così.”
Frigga stava controllando le sue braccia e le sue gambe per assicurarsi che non ci fossero danni e che potesse muoversi liberamente senza preoccupazioni (le preoccupazioni di chi non l’aveva specificato).
“Norne, dovevi essere preoccupata. Mi dispiace, madre.”
Lei gli offrì uno dei suoi sorrisi gentili. “Non è stata colpa tua.”
E Thor pensò tra sé e sé che forse, in qualche modo, era colpa sua, ma non voleva pensarci ora.
“Come ho fatto a svegliarmi?”
Sua madre si fermò e lo fissò, come se potesse trovare la risposta a quella domanda nei suoi occhi celesti.
“Non lo sappiamo.” Disse infine.
Ed era vero. Da quando il Dio del Tuono si era svegliato, i guaritori avevano cercato una spiegazione, una teoria su ciò che potesse essere accaduto, perché coloro che sorvegliavano le camere del principe non avevano visto nessuno entrare, la notte prima del risveglio. Il meglio che potessero farsi venire in mente era che la strega che aveva lanciato l’incantesimo era morta, e con la sua morte tutti gli effetti della sua magia erano svaniti.
Loki, che era tra quelli che avevano scoperto di Thor immediatamente dopo Frigga (gli altri erano Odino e Heimdall), aveva molte domande e nessuna risposta.

L’unico modo in cui la persona maledetta può svegliarsi è che riceva un bacio dal suo vero amore.

Le parole di sua madre gli risuonarono nella mente.

Un bacio.

Dal suo vero amore. Ma se fosse vero, allora ...
No, impossibile. La teoria dei guaritori sulla morte della strega era la più probabile ad essere giusta. Quello che Loki aveva fatto quella notte non aveva nulla a che fare con il risveglio di Thor. Era solo una semplice coincidenza.
Quando Loki andò da Thor e suo fratello maggiore lo vide, subito lo strinse in un forte abbraccio (non forte come ricordava però, quindi forse le sue braccia erano ancora un po’ intorpidite). In quel momento, Loki decise che era meglio dimenticare tutto di quell’incidente.
I Tre Guerrieri e Lady Sif arrivarono non appena ricevettero la notizia, usando il Bifrost.
Dopo aver abbracciato il loro principe, andarono a bere qualcosa e celebrarono il ritorno di Thor tutti insieme.