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The ribbon - Il nastro

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THE RIBBON - IL NASTRO

Sitting by the window, the first light of day to illuminate the world of snow and ice, a man closed his eyes, waiting to be called into the audience room.
It was not difficult for him to remain concentrated and in silence, so many thoughts were chasing each other in his mind, so many memories for six years.
Before, his life had no memories, faces, places or events worth, nothing belonged to his past.
There was no past. Simply.
Six years to transform himself from no one to someone, six years to change his life.
A shrill sound pushed him away from his thoughts, outside the window a white eagle leaned against the balcony rail, the top floor of the round tower.
The man stood up. He was sure it was the same eagle he had met in recent years, he recognized the small imperfection in the plumage, the group of darker feathers, tending to gray, on the back.
He smiled, he too had a similar imperfection in his hair.
The eagle looked at him and then soared, turning three times over him and then moving away towards the mountains.
Returning to the warmth of the room, next to the fire lit in the enormous fireplace, the man noticed that a ray of sunlight from a small hole in the glass hit a side stone of the structure, which appeared slightly thrown out from the others.
He ran his fingers along the edges and found it moving.
He already imagined what he would find, he was no longer surprised by the signs he had encountered during his journey and that morning, due to the special significance of the events that were to take place, it was foreseeable that the great spirit that protected the house and its inhabitants would be manifested again.
The wise father still watched over his children, their ancestral house and their lands.
He decided to wait a moment and take the small velvet box from the locked drawer and read again the precious roll inside.

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His Master had been explicit and direct in giving him orders.
Eventually the Master took a roll, tied with a black ribbon, instructing him to read the contents only when he received a sign.
A man felt strangely restless, a different assignment, one without having to kill, for once.
He had discussed with the Master the best way to get in touch, he had asked for a detailed description, the one that had been referred to the Master himself.
A man was given the choice of the how and where, the teacher trusted him, but a man had to act quickly, the request was urgent, the journey was long.
A man asked for nothing else, it was a routine, in the end, in the various years of service, his reliability and efficiency had never been disputed.
The scroll slid into the deep pockets of his tunic.

Seduto accanto alla finestra, le prime luci del giorno a illuminare il mondo di neve e ghiaccio, un uomo chiuse gli occhi, in attesa di essere chiamato nella sala delle udienze.
Non era difficile per lui rimanere concentrato ed in silenzio, tanti i pensieri che si rincorrevano nella sue mente, tanti da sei anni i ricordi.
Prima la sua vita non ne aveva avuti, non c’erano memorie, volti, luoghi od eventi degni di appartenere al suo passato.
Non c’era un passato. Semplicemente.
Sei anni per trasformarsi da nessuno a qualcuno, sei anni per cambiare la sua vita.
Un suono stridulo lo allontanò dai pensieri, fuori dalla finestra un aquila bianca si appoggiò al parapetto del balcone, l’ultimo piano della torre rotonda.
L’uomo si alzo. Era sicuro che fosse la stessa aquila che aveva incontrato negli ultimi anni, riconosceva la piccola imperfezione nel piumaggio, il gruppo di penne più scure, tendenti al grigio, sul dorso.
Sorrise, anche lui alla fine aveva una simile imperfezione nei capelli,
L’aquila lo guardò e poi si librò in volo, girando tre volte sopra di lui per poi allontanarsi verso le montagne.
Rientrando nel tepore della stanza, accanto al fuoco acceso nell’enorme camino, l’uomo notò che un raggio di sole da un piccolo foro nel vetro andava a colpire una pietra laterale della struttura, che in questo modo risultava leggermente sbalzata rispetto alle altre.
Fece scorrere le dita e trovò che si muoveva.
Immaginava già cosa avrebbe trovato, non era più stupito dei segni che nel suo percorso aveva incontrato e quella mattina, per il significato speciale degli eventi che si sarebbero svolti, era prevedibile che il grande spirito che proteggeva la casa e i suoi abitanti si sarebbe manifestato.
Il grande padre ancora vegliava sui suoi figli, sulla loro dimora e sulle loro terre.
Decise di aspettare un attimo e di prendere dal cassetto chiuso a chiave la piccola scatola con interno di velluto e di rileggere il prezioso rotolo custodito dentro.

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Il suo maestro era stato esplicito e diretto nel dare ordini.
Alla fine aveva preso un rotolo, legato con un nastro nero, dandogli istruzione di leggere il contenuto solo quando avrebbe ricevuto un segno.
Un uomo si sentiva stranamente inquieto, un incarico diverso, uno senza dover uccidere, per una volta.
Aveva discusso con il maestro il modo migliore per entrare in contatto, aveva chiesto una dettagliata descrizione, quella che era stata riferita al maestro stesso.
A un uomo era data la scelta del modo e del luogo, il maestro si fidava di lui, ma un uomo doveva agire in fretta, la richiesta era urgente, il cammino lungo.
Un uomo non chiese altro, era una routine, alla fine, nei vari anni di servizio la sua affidabilità ed efficienza non erano mai stati contestati.
Il rotolo scivolò nelle tasche profonde della sua tunica.