Actions

Work Header

Il cuore distante

Chapter Text

 

Capitolo 1

 

Cosa fai quando la tua vita cambia rotta all’improvviso? Quando un evento del tutto inaspettato ti travolge ,  come un’onda più alta di te  ti trascina via verso le acque più profonde ,  dove non si tocca e non ci sono appigli? Cosa fai quando una relazione di  cinque  anni finisce senza che tu possa chiedere anche solo “perché”?  

È sdraiato sul letto della sua vecchia camera, quella dove ha passato tutta la sua adolescenza tra nottate con gli amici di sempre e il ragazzo per cui avrebbe dato il mondo, il suo primo vero amore. È lì ,  inerme, senza più nemmeno la forza di piangere.   Il buio lo avvolge mentre butta fuori l’ennesimo sospiro col quale tenta di mandare via il dolore. Quello però non se ne va, rimane imbottigliato in mezzo al petto e gli blocca la gola, quasi come se fosse stretto in una morsa sempre più serrata.   

Vede uno spiraglio di luce provenire dalla porta che lentamente si apre e la testa color mogano di sua madre fa capolino, lo sguardo preoccupato e la bocca chiusa in una linea sottile.   

“Marti, è quasi ora di cena.” Sussurra nel silenzio tombale della camera.  

“Arrivo.” È la sua risposta strozzata.  

Succede sempre così da quando è tornato a casa, in lacrime e con un borsone pieno delle sue cose.   

Sono passati due mesi eppure fa ancora troppo male e non riesce a riprendersi. Forse perché non ha potuto permettersi di crogiolarsi nel dolore, dopo una settimana ha dovuto ricominciare subito a lavorare e ogni giorno fa una fatica immensa per fingere di stare bene, con i colleghi e con il suo pubblico. Dopo il liceo infatti ,  aveva capito che la radio era l’ambiente adatto a lui e si è impegnato per arrivare lì dov’è ora :  si è iscritto all’università in Scienze della Comunicazione e ha trovato un lavoro in una piccola radio locale dove si sta facendo le ossa da un paio d’anni. Scrive molti dei testi che vengono poi mandati in onda e ha una rubrica  alle 23:00  dove risponde a domande sulla comunità LGBTQ+,   facendosi a volte aiutare da Filippo , nel trovare le risposte adatte prima di andare in onda  

Finge che quello che è successo non l’abbia devastato e mette su una maschera di finta indifferenza ,  che crolla inesorabilmente una volta chiusa la porta di casa, butta la borsa a terra e si rintana in camera ,  dove si sdraia e rimane lì a rimuginare su cosa è successo, a processare ogni fottuto gesto, parola o persino sguardo che possa aver portato alla rottura. Non ne viene a capo. Sa solo che è finita ,  ma come e perché sia successo è un mistero. E questo lo sta facendo uscire fuori di testa.  

“Ho sentito Roberto oggi.  Sai, stava pensando di andare fuori per il weekend .”  

Sua madre lo riscuote dai pensieri che gli invadono la mente. Hanno sempre parlato, soprattutto dopo il coming out – in quel momento era stato come se quella barriera che Martino aveva creato fosse andata in mille pezzi e finalmente fossero riusciti a comunicare come non riuscivano da mesi e avevano ricostruito un rapporto che per lui era, ed è ancora, indispensabile – ultimamente però racconta ogni minima cosa, forse cercando di riempire quel silenzio che si crea ogni volta, perché lui non dice una parola, a malapena riesce a risponderle a monosillabi. Sa che lei non c’entra nulla, che non si merita questo comportamento ,  ma nonostante tutto non riesce a reagire, neanche per lei. Qualche mese prima avrebbe perlomeno fatto una faccia stranita, sentendola parlare del  Dottor Spera : avevano iniziato a frequentarsi dopo qualche settimana dalla fine della scuola e degli esami di maturità di Martino e da allora avevano instaurato un rapporto che si era andato via via concretizzandosi sempre più e ormai facevano coppia fissa da un paio d’anni. E anche se ancora gli fa strano pensare che quello strano tipo che si era presentato a lui con un sedano in mano sia diventato parte della sua famiglia, in fondo ne è contento perché, da quando stanno insieme, sua madre si è sentita di nuovo apprezzata e amata, come non succedeva da anni, soprattutto la rende felice e questo per Martino è fondamentale.  

“Dovresti andare” sussurra prima di bere l’ennesimo sorso di birra.  

“È che...” non termina la frase ma è chiaro a entrambi quelli che vorrebbe dire.   

“Posso rimanere senza la tua supervisione per un weekend, sai?” Abbozza un sorriso per non farla preoccupare ulteriormente. Anche lei ha bisogno di svagarsi ogni tanto e da quando è tornato a casa, aiutarlo a rimettersi in sesto è stata la sua missione. Il dottor Spera questo deve averlo capito e ogni tanto le propone delle uscite, anche  veloci di  poche ore, tanto per distrarla. Almeno un po’.  

“Lo so questo.” Sembra voglia aggiungere qualcos’altro, ma rimane in silenzio a guardarlo.  

“Se vuoi posso chiamare qualcuno e fare qualcosa mentre tu sei fuori. Che ne so, Eva magari...”  

“Non me lo stai dicendo solo per convincermi, vero?”   

Martino abbassa lo sguardo con un mezzo sorriso, più spontaneo del precedente. Lo conosce troppo   bene e sa che con molta probabilità non farà nulla, non chiamerà nessuno e rimarrà rintanato in camera con cibo d’asporto a pensare e analizzare ogni minimo dettaglio degli ultimi giorni, per capire cosa è andato storto, cosa ha effettivamente sbagliato per arrivare a distruggere quello che avevano, disintegrandolo.   

Sa fin troppo bene però che fare così non risolverà nulla, non glielo riporterà indietro, non lo farà stare meglio, così tira fuori il telefono dalla tasca dei pantaloni e dopo aver messaggiato con la ragazza, le mostra la chat aperta con Eva.  

“Ecco fatto, ora Eva verrà qui e ‘baderà’ a me al posto tuo. Non hai più scuse per non andare.”  

Ha scelto Eva tra tutti perché lei è l’unica che sa che potrebbe anche non venire alla fine. Lavorando su turni  in un supermercato aperto 24 ore , anche quando ha degli appuntamenti, capita che debba disdire tutto, a meno che non ci tratti di visite mediche; sua madre questo non lo sa e non ha intenzione di dirglielo, alla fine non le sta mentendo, è semplicemente una piccola omissione per non farla stare in pensiero.   

Che poi se deve essere sincero non sa se sperare che lei lo chiami  all’ultimo momento , dispiaciuta, dicendogli che non può più andare per via del lavoro. La vede poco ultimamente e passare il tempo con lei gli manca. Eva e Sana sono le uniche ragazze della scuola con cui ha mantenuto i contatti dopo il liceo e ormai considera Eva la sua migliore amica insieme a Giovanni.   

E a proposito di  Gio...  avrebbe potuto scrivere anche a lui, ma sa già che se lo avesse detto a Giovanni , lui  si sarebbe direttamente trasferito lì e non lo avrebbe mollato un secondo come ha fatto quella prima settimana quando era tornato a casa. Era stato giusto in quel frangente, era devastato e aveva  bisogno   di  qualcuno che si prendesse cura di lui, che lo aiutasse a riprendersi. Ora però è diverso, sono passati mesi, non ha bisogno di un’altra mamma chioccia che gli stia addosso, ma solo di qualcuno che lo distragga da tutti i pensieri negativi che ormai fanno da padrone nella sua mente. Eva in questo è perfetta.  

***  

Così, il venerdì pomeriggio quando torna a casa trova il trolley già pronto di sua madre all’ingresso e lei che fa avanti e indietro dalla camera da letto al salone cercando di raccattare tutte le ultime cose.  

“Hai preso tutto?” Chiede dopo averla salutata.   

“Sì direi di sì.”  

“Il caricabatteria l’hai preso?” Le ricorda con un sorriso. L'ultima volta che era andata a Cecina si era dimenticata il caricatore del telefono , perciò  per quasi un giorno intero era rimasta fuori dal mondo e Martino si era preoccupato da morire, ossessionandolo sul fatto che probabilmente l’avevano rapita o uccisa, in un atteggiamento drammatico che aveva fatto divertire il ragazzo, il quale aveva iniziato a ridere e a prenderlo in giro. Chissà magari aveva finto e in realtà anche questo ha portato alla rottura.   

“L’ho preso, ne ho addirittura uno in più in valigia ,  così sono sicura di averlo. Comunque Roberto ha tutto con sé quindi in caso possiamo sentirci con il suo.”  

Chiude la borsa e prende il manico del trolley, pronta a uscire di casa. “Ti chiamo quando arriviamo in hotel, okay?”  

“Va bene . ”   

“Sei ancora sicuro? Perché posso dire a Roberto che non se ne fa nulla eh...”  

“Che palle, ma’. Te ne vai?  Dai,  tra poco arriva Eva, non preoccuparti. Divertiti!” Le dice convinto, mentre la spinge fuori di casa. Lei sorride e gli lascia un bacio veloce sulla guancia prima di entrare in ascensore e scendere.   

Martino chiude la porta di casa e chiude gli occhi per un momento, poggiando la fronte sul legno duro.   

È effettivamente la prima volta che rimane da solo in quella casa da quando è tornato. Finora ogni volta che è rincasato, c’era sempre sua madre oppure rientrava con Giovanni, in quelle notti in cui il dolore era troppo forte e finiva per appostarsi davanti il palazzo in cui aveva vissuto con lui per  tre  anni e il suo migliore amico lo andava a prendere prima che facesse delle cazzate.   

Prende il computer e si mette a gambe incrociate sul divano, pronto a scrivere la nuova puntata del suo programma radio, in attesa di Eva .   Scarica la posta e nota che sono veramente tantissime le mail di richieste che riceve ogni settimana e deve ogni volta fare una cernita di quelle con domande più importanti o di cui non ha ancora trattato l’argomento. Legge e cestina diverse mail, finché non sente il citofono suonare. Eva è arrivata e sta salendo e si rende conto che nel frattempo sono passate  un paio d’ore  dacché si è messo al computer , anche se gli sono sembrati pochi minuti ,  tanto era riuscito a concentrarsi sul lavoro. Questa è l’unica cosa che gli ha permesso di non impazzire, riuscire a concentrarsi sulle puntate da scrivere e non pensare a nient’altro, per rendere al meglio durante poi le registrazioni.  

Va ad aprire e si ritrova Eva con due pizze in mano e un sorriso dolce.   

“Ho portato le pizze... e le birre!” Dice mentre lo saluta ed entra in casa.  

“Chiare?” Chiede lui poco convinto.  

“Scure come piacciono a te...” Risponde lei poggiando il tutto sul tavolo da pranzo.  

“Tu sì che sai come conquistarmi...”   

***  

“Ho conosciuto un tipo.” Dice con una pausa ad effetto, bevendo un sorso di birra dalla lattina.  

“E chi è?”  

“Fa il modello, me l’ha presentato Filippo...” Ammicca Eva, soddisfatta della sua nuova conquista.  

“Beh avrà un profilo Instagram ,  no? Fa vedere...” Prende il telefono e aspetta che la ragazza gli dia il nome ,  dopodiché entra sul profilo e inizia a ispezionare ogni foto pubblicata.  

“Eva, ma questo ha tutte foto mezzo nudo!”   

“Fa il modello...” Come se questo spiegasse tutto...  

“Mah... per carità  è  un bel tipo eh... però boh non riuscirei a stare con uno così... la concorrenza può essere spietata!”  

“Vabbè ma mica è una cosa seria... e comunque l’ho appena conosciuto, non mi smontare l’entusiasmo così...” Finge di essere offesa, ma Martino si accorge che lo fa più per distrarlo che per altro.  

Nel frattempo sentono il telefono del ragazzo suonare e subito sorride vedendo di chi è la chiamata.  

“Parli del diavolo...” Dice mostrando a Eva il telefono. “Ehi Filo, come va?”  

“Ehilà che voce pimpante...”  

“C’è anche Eva qui con me...”   

“Ah ecco, mi sembrava strano... Senti... Ho una data!”   

Martino sorride alla notizia. Filippo si era impegnato tantissimo negli ultimi anni per farsi un nome come fotografo, lavorando a qualsiasi progetto gli venisse proposto e grazie a una foto pubblicata su un blog relativamente famoso, era finalmente stato notato da un’agenzia, che gli aveva proposto una mostra interamente sua.  

“Grande! Quand'è?”  

“Tra un mese c’è l’anteprima al Teatro India. Ci vieni?”  

“Non lo so,  . Chi ci sarà?”  

“Sei il primo a cui lo sto dicendo. Se non vuoi, non glielo dico...”  

“Ma tu l’hai sentito? L’hai visto?” Chiede per l’ennesima volta.   

Filippo sospira pesantemente prima di rispondere.  “No, Marti, non ho sue notizie da mesi ormai. Non mi risponde neanche al telefono, lo sai.”  

Ogni volta che lo sente prova a chiedere di lui perché, da quando gliel’ha presentato, hanno subito legato e hanno stretto un bel legame. Eppure la risposta è sempre la stessa e questo lo innervosisce perché non può credere davvero che abbia troncato i rapporti con tutti. Non è possibile.  

“Vabbè, non lo so se riesco a venire. Ti faccio sapere, okay?”  

“Okay, io ti metto in lista. Vedi di venire, ci tengo che tu ci sia.”  

“Vediamo... Grazie Filo!”  

Si salutano e poi Marti si butta sul divano poggiando la testa sulla spalla di Eva, che gli accarezza dolcemente il viso.   

“Comunque... mentre eri al telefono il tipo mezzo nudo mi ha scritto e mi ha chiesto di vederci. Che faccio?” Eva sorride maliziosa.  

Sì, Eva è decisamente la persona giusta con cui distrarsi in questo momento.