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Lunga vita al nostro viaggio

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Eva non è poi così male. Era un diventata un po’  ‘na pressa quanto stava con Gio, ed era rimasto alquanto deluso nel venire a sapere che se la faceva con uno di quei fighetti di Villa, tal Canegallo –  c’era da ammettere che sicuramente Federico era meglio di quello stronzo della squadra di pallanuoto, anche se mai e poi mai di fronte al diretto interessato – ma, tutto sommato, ad Elia non dispiace.

Ammira come sia sempre stata in grado di rialzarsi. Dopo essersi trovata sola, trattata come un’appestata dalle sue ex amiche. Dopo aver chiuso con Giovanni, per cui aveva messo in gioco tutto. Dopo aver creduto troppo in una storia senza futuro. Dopo essersi messa a nudo con uno che manco meritava il saluto, da lei.

E cazzo quanto ancora gli fa montare l’odio dentro, che ci stia davvero gente in giro che non sa riconoscere che okay, ha superato il limite e può solo scusarsi di aver messo un’altra persona a disagio. Cioè, è capitato pure a lui di essere un po’ troppo pressante… Ma c’arriva a capire ‘no’ è ‘no’ e non ‘dai, insisti un altro po’ e te la do su un piatto d’argento’ E di sicuro non va a metter in giro voci su una soltanto perché non c’è stata. Gli è capitato di farlo alle medie, ed è finita che s’è preso un calcio nelle palle dalla migliore amica della tipa. No grazie, mai più.

Fatto sta che, comunque, Eva sta ancora lì. Ancora in piedi, ancora fiduciosa abbastanza da lasciarsi avvicinare nonostante le numerose scottature.

E vorrebbe avercela con lei per aver tentato di accollargli Silvia, ma non gli riesce. Anche lui ne ha fatte, di cazzate, per il bene dei suoi amici. Quel che conta è che abbia imparato che le idee di Niccolò non sono sempre così geniali. Con quello charme è facile pendergli dalle labbra, ma pure lui ne spara di stronzate. Stratosferiche.

Non c’è bisogno, davvero, che si faccia perdonare aiutandolo a mettersi con Filippo.

“No, guarda, stanne fuori.” Borbotta, spegnendo con decisione la sigaretta.  “Faccio da solo.”

“Eli, io sondo solo il terreno. Controllo e te dico se magari se po’ fa? Poi decidi te.”  Detto così sembra un approccio fattibile, innocente, ma Filo è mica nato ieri. E poi Elia ha le spalle abbastanza larghe da farsi avanti da solo, sbatterlo contro il muro più vicino e constatare di persona se si può fare.

Si tratta soltanto di trovare l’occasione giusta per agire.

Apprezza il gesto, però.  

“No, grazie. Controllo io. Piuttosto, qual è il prossimo party a cui pensate d’imbucarvi, te e le altre?” Domanda, prendendo la questione un po’ alla larga.

“Che c’è, vuoi che chieda ad Ele di portarsi dietro anche Filippo?” Sa già la risposta, per cui tira fuori il cellulare e manda immediatamente un messaggio ad Eleonora. “Fatto. Ti mando l’ora e il posto più tardi, okay?”

“Okay.” Ottimo, ora si tratta soltanto di pianificare la conquista di Filippo Sava.