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L'affetto in tutte le sue forme

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Era una domenica semplice, poche cose da fare, la classe poteva semplicemente poltrire nel dormitorio o fare allenamenti personali o portarsi avanti con i compiti. Una di quelle giornate in cui spesso ne approfittavano per fare un'attività tutti insieme, per rafforzare ulteriormente il legame della classe, oppure ognuno stava per conto suo, senza pensieri.
Sero si era svegliato verso le nove, un orario discreto per non portare completamente via la propria giornata.
Prese la maglia che aveva preparato la sera prima con Mina, sorridendo allegramente, e la indossò sopra dei comodi pantaloni della tuta.
Poi scese nella sala comune per fare colazione.
La prima persona la incontrò uscendo dall'ascensore.
Todoroki individuò subito la sgargiante scritta arancione su sfondo verde fluo e gli lanciò un'occhiata dubbiosa. "Sei sicuro, Sero?"
"Certo, oggi ho voglia di dare e ricevere affetto."
Il ragazzo con i capelli di due colori fece un cenno, pensieroso, ma alla fine, prima di superarlo per andare nell'ascensore, gli porse la guancia dal lato destro. Sero ridacchiò, sorpreso, e ci posò le labbra, con un rumoroso schiocco solo per vedere la reazione di Todoroki, il quale non lo deluse cominciando a emettere un paio di sbuffi di fumo dal lato sinistro prima di sparire dietro le porte di metallo.
In salotto incontrò Koda, sul divano con il suo coniglietto, ma il ragazzo arrossì al vedere la maglia e scosse la mani davanti a sé per tenerlo lontano, rendendo chiaro che era troppo imbarazzato per qualsiasi tipo di contatto. Sero gli mandò solo un bacino da lontano con la mano e, facendo poi un cuore con entrambe nella sua direzione, si diresse in cucina.
Come sperava, il resto della squadra non lo deluse.
Erano tutti intorno al tavolo a fare colazione e Mina e Kaminari videro subito la maglia e scoppiarono a ridere.
"L'hai messa!" esclamò Mina, prima di corrergli incontro per avere il suo bacio a stampo, semplice e delicato, con un lieve gusto di yogurt alla frutta.
Anche Kaminari lo raggiunse, esclamando "Bro, anche io!" Si sporsero uno verso l'altro, scambiandosi un bacetto rumoroso sulle labbra.
"Smettetela di farlo in cucina!"
"Non vuoi un bacio anche tu, Bakubro?"
"Cazzo no!"
"Aw che cosa virile, Sero! Anche io voglio un tuo bacio!"
"Oi" fu la parola di avvertimento del biondo esplosivo mentre il suo ragazzo si allontanava per raggiungere il distributore di affetto.
Lo ignorarono entrambi mentre si davano a vicenda dei baci sulle guance con lo schiocco.
Un brontolio minaccioso, neanche ci fosse un leone in mezzo alla cucina, li fece però allontanare subito dopo, senza comunque smettere di ridere.

 

Per tutta la mattina, ogni persona che entrava in cucina e poi nella sala comune quando si trasferirono lì a fare i compiti sui divani, si fermò a farsi dare un bacio o a darne uno loro, prendendo sul serio il gioco.
Hagakure, ridacchiando, diede lei un bacio a stampo sulle labbra del ragazzo, lasciando una piccola scia di lucidalabbra alla ciliegia, mentre Sero prese alla sprovvista Midoriya con un bacetto all'angolo delle labbra quando il giovane era distratto a disquisire con Iida, facendogli prendere più o meno il colore dei capelli di Kirishima.
(Bakugou aveva fatto una smorfia schifata a quella scena, al contrario dei molti che si erano sciolti alla tenerezza di Deku. "Vai a sciacquarti la bocca con un cazzo di collutorio o stai lontano da me."
"Non essere geloso, Bakubro, arriverà anche il tuo bacio."
"Ti butto sulla luna.")
Se avessi chiesto cosa si aspettava Sero da quello scherzo amichevole, non era di certo scoprire così tante abitudini diverse nella sua classe.
Shouji chiese di non essere baciato, ma volentieri circondò Sero con tutte le sue braccia, facendolo sentire allo stesso tempo piccolo e caldo.
Tokoyami accettò un semplice bacio sul lato del becco, prima che Dark Shadow uscisse fuori chiedendo a gran voce di ricevere un bacio anche lui. Il futuro eroe Cellophane non aveva saputo dire di no a tanto entusiasmo.
("È una sensazione stranissima, ma pensavo che le ombre fossero più fredde, invece sei solo fresco, ma molto piacevole."
"Grazie, Sero-kun.")
Iida ricevette un bacio sulla guancia in modo simile a Midoriya, mentre stava avviando un dibattito nei pressi dei divani sul fatto che "i baci erano dimostrazioni di affetto troppo personali per distribuirli così...", Sero si era avvicinato di soppiatto e l'aveva bloccato proprio nel mezzo di uno dei suoi ampi gesti.
("...Sero-kun, l'hai rotto."
"Ma no, Uraraka-san, è impossibile romperlo."
"Io credo che abbia smesso di respirare."
"Che caz- Iida, era solo un bacetto sulla guancia!!")
Ojirou accettò il bacio sulla guancia, come Shinsou, entrambi divertiti e rilassati all'idea, anche se l'ultimo arrivato della A sembrò davvero sorpreso di essere stato coinvolto nel gioco quando Sero si avvicinò.
Uraraka, Tsuyu e Momo richiesero con entusiasmo sia un abbraccio che un bacio sulla guancia.
("È così dolce questa idea, Sero-chan. Ti voglio bene."
"Aww anche io, Tsuyu-chan!")
Anche se ce l'aveva messa tutta a mantenere un'espressione seria, Sero riuscì a far ridacchiare Jirou abbracciandola alle spalle e dandole ben due baci su entrambe le guance.
(Kaminari aveva spalancato gli occhi a quello. "Ma-ma... Hanta!"
"È la mia sis, si meritava più baci." Poi si era avvicinato per parlare con tono da cospiratore. "Non essere geloso, Denki, arriverà la tua occasione."
Si era meritato di essere spinto giù dal divano.)
Satou gli diede un bacio sulla guancia per primo, prima di offrire dei biscotti al cioccolato, non chiedendo niente in cambio, e alla fine Koda si sciolse abbastanza da lasciarsi dare un piccolo abbraccio. A Sero veniva quasi voglia di accarezzargli la testa quando era così carino.

 

Sero poteva o meno aver aspettato quel momento tutta la mattina. Mancava solo una persona da baciare della classe - tolto Bakugou, ma con lui avrebbe avuto presto il suo momento - e non vedeva l'ora che finalmente scendesse dalla sua stanza. Nessun era ben sicuro per cosa si prendesse tutto quel tempo per sé il ragazzo la domenica mattina, ma sperava davvero che finisse presto.
Aveva pensato che sarebbe stato lui a tirare fuori l'argomento, aveva immaginato molti modi di baciare l'altro, ma la realtà superò le sue aspettative.
Il biondo che stava aspettando entrò nella stanza e si diresse con il suo solito passo elegante in direzione del divano su cui era seduto proprio Sero.
"Sero-kun, ho saputo che stai distribuendo baisers a tutti. Ti sei dimenticato del mio?"
Il moro cercò di ignorare il rossore che gli stava invadendo le guance, provando a sorridere con la stessa leggerezza precedente. "Non potrei mai, Aoyama" disse, senza impappinarsi e alzandosi.
Il ragazzo più basso aveva messo un po' in fuori le labbra, quindi lo assecondò, piegandosi in avanti per sfiorarle con un bacio a stampo e trovandole davvero morbide, quasi più di quelle delle ragazze che aveva sentito contro la pelle prima.
Quello che non era proprio previsto fu il biondo che, circondandogli il collo con le braccia per non farlo allontanare, lo forzò - ma neanche tanto perché il corpo del Taping Hero rispose senza che nemmeno lui se ne rendesse conto - ad aprire la bocca per approfondire il bacio. Sero mosse la bocca e la lingua, ricambiando istintivamente, ma per il resto era così scioccato da rimanere fermo come una statua di sale.
Quando Aoyama si staccò, il compagno lo stava guardando con tanto d'occhi, incapace di proferire qualche parola.
Kaminari, Mina, Kirishima e il resto della sala comune si era zittita, scioccati dallo scambio. Persino Bakugou aveva alzato un sopracciglio a quello spettacolo, unico segno del suo stupore.
"Scusami, mon amour, ma ç'est comme on fait en France."
E così come era arrivato, se ne andò, sorridendo misteriosamente e lasciando una lieve scia di glitter colorati nell'aria.
Sero ci mise qualche minuto per riprendere abbastanza fiato e controllo delle proprie funzioni motorie da riuscire solo a dire:"Che cazzo è successo?"

***

Avevano aspettato tutto il giorno per quello, facendo un piano minuziosamente dettagliato e suicida solo per avere quel piccolo momento di gloria.
Avevano aspettato che, verso sera, Bakugou occupasse uno dei divani della sala comune tutto da solo, come faceva spesso, e che si mettesse a leggere un libro.
Era un passatempo che trovavano abbastanza noioso, ma in quel caso veniva fin troppo bene.
Agirono in modo davvero sottile per la loro intelligenza.
Il primo ad avvicinarsi fu Kirishima, che si sedette per terra all'altezza del petto di Bakugou, vicino, ma non troppo da impedirsi da solo una via di fuga. Poi Kaminari, facendo finta di guardare qualunque cosa stessero dando alla TV, si fermò in fondo al divano, dai piedi.
Poi Mina si avvicinò con Sero dietro lo schienale del divano, chiacchierando rumorosamente di non sa nessuno cosa, ma abbastanza da essere perfettamente normale, tanto neanche Bakugou la stava ascoltando.
Poi attesero un paio di secondi. Non di più perché, se avessero perso troppo tempo, il sesto senso di Bakugou li avrebbe subito notati, ma abbastanza da capire che lui li stava ignorando e che non si aspettava l'attacco.
Poi si buttarono tutti insieme sul biondo.
Kaminari gli bloccò le gambe, Mina gli cadde sulla pancia, mentre Kirishima gli bloccava le mani e le braccia con le proprie indurite.
Il futuro eroe esplosivo iniziò ad imprecare e a tentare di liberarsi, quando Sero scese alle sue spalle e gli diede un bacio sulla fronte con un forte schiocco.
Nel puro momento di shock che seguì, i quattro scattarono in quattro direzioni diverse, volatilizzandosi in tempo prima dell'esplosione che diede fuoco al divano.
La leggenda narra che i quattro malcapitati vissero di bacche e cibo portato loro di nascosto in mezzo agli arbusti vicino alla U.A. per due giorni prima di poter anche solo stare nella stessa stanza del quinto senza che provasse ad ucciderli.