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Elementare (Seduto con un'ombra accanto)

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Giuliano non corre in moto per arrivare da qualche parte, ma solo per sentire l'aria addosso.

Corre per sentirla rombargli nelle orecchie assieme al motore quando apre il gas, per riempirsene i polmoni e morderla tra i denti ogni volta che decide di sfidare il buonsenso e togliersi il casco, scommettendo la propria pelle come se ne avesse un'altra di riserva. Corre perché l'aria è vita e la vita è una soltanto, e lui non vuole che lo accarezzi ma che gli arrivi dritta in faccia.

Corre perché fermarsi, per lui, sarebbe come essere già morto.

Quando monta in sella ci sono solo l'aria e la strada e la moto che taglia entrambe a metà, e persino quando non è da solo è sempre lui a stare davanti o ad aprire la via. Per Francesco non ha mai fatto differenza e Lorenzo si è sempre sentito più tranquillo a stargli dietro, dove può tenerlo d'occhio e guardargli le spalle; le stesse spalle a cui si è aggrappata Simonetta la prima volta che Giuliano l'ha portata in giro per le colline, e l'ha sentita urlare non per la paura ma per l'ebbrezza di essere finalmente libera.

Aria è quella che lascia entrare ogni mattina dalle finestre di una casa che lo soffoca tra le sue pareti, ma dove ancora continua a tornare. Aria sono tutte le persone che ha amato e che gli sono sfuggite tra le dita lasciandogli il cuore vuoto e la gola secca, perchè Giuliano ama solo quelli che non può avere, che passano come un soffio di vento o come una tempesta e poi se ne vanno, o che restano per sempre ma senza mai lasciarsi afferrare.

Adesso che è rimasto da solo, adesso che lei non c'è più e loro sono troppo lontani, ha paura di non avere più abbastanza aria per continuare a respirare.