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Elementare (Seduto con un'ombra accanto)

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A Lorenzo glielo hanno sempre detto tutti, di stare con i piedi per terra.

Tutti gli hanno sempre ripetuto che gli ideali sono belli, sì, ma bisogna farci qualcosa di concreto; che la realtà è spietata, e a sognare troppo non si arriva da nessuna parte. Gli hanno caricato sulle spalle il peso del proprio nome come uno zaino pieno di sassi, e quando si è allontanato dalla strada che gli avevano tracciato davanti ce lo hanno fatto ritornare quasi con la forza.

Così Lorenzo ha obbedito: si è aggrappato ai suoi ideali e ne ha fatto il fulcro della propria esistenza, ma i sogni li ha lasciati andare. Ha piantato i piedi per terra e sotto quella terra ha seppellito tutti i suoi errori, e sopra ci ha costruito il proprio futuro.

Ha seppellito una storia troppo bella e troppo scomoda, e i ricordi di un'estate che sarebbe potuta durare per sempre; ha seppellito le bugie raccontate a Lucrezia e l'odore della pelle di Francesco, e si è tenuto stretto soltanto Giuliano e soltanto perché di lui non potrebbe fare a meno neanche se lo volesse. Ha costruito quella vita che tutti si aspettavano, e mentre la viveva si è accorto che non era poi così brutta; ha costruito una famiglia, ha preso in mano la casa e l'azienda, ha piantato i suoi semi ed è rimasto ad aspettare che dessero i loro frutti.

Ha messo radici e ha scoperto che l'amore a volte arriva quando non te lo aspetti e quando ne hai più bisogno.

Adesso la terra è fertile e solida, e Lorenzo ci cammina sopra senza paura di cadere; e con la mano di Clarice stretta nella sua, e il sorriso di Piero a illuminargli le giornate, riesce quasi a non pensare più a tutto quello che ci è rimasto sotto.