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La loro estate differente

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In quel momento Misaki sente che la sua estate è davvero iniziata.
Lei sta vivendo un weekend da sogno sullo sfondo di una meravigliosa isola tropicale, in uno stabilimento balneare, vicino a una casetta fresca e ospitale tutta per lei, anzi per loro, nel pieno rispetto della privacy.
Per una donna sulla soglia dei trenta rappresentano invero gli ingredienti perfetti per superare lo stress da lavoro e i malesseri portati dai primi mesi di gravidanza, pensa questo una rilassata Misaki mentre sorseggia un bicchiere pieno di succo all’ananas, i seni coperti da un bikini a forma di noci di cocco. Questa serenità idilliaca dura finché l’organizzatore della breve vacanza, ossia suo marito Takumi, non si presenta con un cestino di fragole e una bottiglietta di panna spray.
«Offerta della casa», dice con la sua migliore espressione eloquente sotto il cappello di paglia, la camicia di lino sbottonata e il costume abbinato di sotto.
La futura mamma inarca un sopracciglio dubbiosa, temendo un risvolto “piccante” malgrado il gesto premuroso di procurarle delle deliziose fragole con panna a causa di una sua voglia improvvisa da accontentare e appoggiando il palmo della mano libera sul ventre leggermente gonfio.
L’amaca resistente in cui è sdraiata oscilla a causa dell’intrusione di un secondo occupante.

 

Certo che fragole e panna sono un mix micidiale che mina il proprio autocontrollo, dannazione alle sue voglie strane! Misaki lo guarda fisso come ipnotizzata mentre egli riveste la seconda fragola con una nuvoletta di candida panna prima di mettersela lentamente in bocca e schioccare le labbra in modo accattivante. Misaki può ancora sentire il sapore zuccherino del primo assaggio e ne richiede subito un’altra per sé: il dolce frutto rosso giunge a destinazione e la giovane donna si sente affluire sempre più il calore alle guance e non solo a quelle, perché essere imboccata e coccolata da Usui non le dispiace affatto. Ama il modo in cui si preoccupa per lei anche se resta il solito alieno pervertito che conosce ormai da più di dieci anni.
«Misa-chan, ne vuoi ancora?» domanda candidamente.
«Sì, per favore», risponde avida, mantenendo le labbra schiuse.
Ed ecco che il buffet improvvisato sull’amaca legata fra due palme tropicali diventa insostenibile quando Usui gliela passa di bocca in bocca. Con la scusa di gustarla meglio i due si baciano fino in fondo e continuano anche quando rimangono solo le lingue e la saliva. Fanno presto a ritrovarsi l’una stretta fra le braccia dell’altro, ad accarezzarsi cullati dal dondolio piacevole dell’amaca, anche se fa caldo. Dimentichi delle fragole con la panna, preferiscono invece saggiare la dolcezza passionale insita in ogni bacio che si scambiano sotto il sole in piena estate, prima di spostarsi dentro casa e di soddisfare l’immancabile desiderio che accende i loro corpi frementi e risveglia gli impulsi irrazionali.

 

Possono fare a meno delle fragole, ma riguardo l’uso della panna spray Takumi suggerisce immediatamente un’idea piuttosto stimolante.
E così Misaki, liberatasi dagli indumenti estivi – non che ci sia stato molto da levare –, si ritrova nel letto matrimoniale con la testiera fatta di canne di bambù, accucciata fra le sue gambe piegate a leccargli quel dolce composto dalle palle scoperte, a succhiargli l’erezione rizzata e ad appagarlo intimamente.
Dopo tocca a lei essere torturata dalla lingua birichina del compagno che, spalmata la panna nella sua intimità, ripulisce la vulva fino in fondo, stuzzicandole il clitoride e le grandi labbra, insinuandovi poi due dita ripetutamente fino a farla venire. Mentre la compagna si riprende dall’incredibile orgasmo, lui le spruzza un poco di panna dentro la bocca schiusa e la bacia in un misto tra gentilezza e irruenza, sorreggendo il suo busto con le braccia poste ai lati per non gravarle addosso e lasciando che il suo membro, di nuovo grosso e duro, strusciasse nel bassoventre, lascivo ed esasperante, senza ancora metterlo dentro.
Misaki lo stacca di poco da sé strattonandogli alcune ciocche dei fini capelli biondi.
«Basta indugiare. Lo voglio anch’io, perciò muoviti: prendimi!» gli ordina in un sussurro perentorio eppure ansimante, gli occhi lucidi per il desiderio, le labbra gonfie per la continua fame di baci. Takumi, premendosela addosso, non se lo fa ripetere due volte perché Misa è pronta ad assecondarlo ed è davvero bollente: sarà un vero piacere affondare nel suo intimo invitante, sarà come perdersi in un antro familiare e caldissimo, risucchiato dalla tenera carne, per poi ritrovarsi ancora più innamorato di prima. E sa già che vorrà un bene indescrivibilmente grande anche al frutto del loro amore che sta già crescendo nel grembo materno.

Il lenzuolo giace sul fondo del materasso, scalciato via dai piedi, e sopra esso i due coniugi stanno l’uno di fronte all’altra, lo schiocco sonoro dell’ennesimo bacio precede il momento dell’unione intima, carnale. Si può percepire, poco dopo, il rumore scontato delle molle sottostanti, unito ai rumori osceni dei loro corpi sudati che si muovono in sincrono, il fatto che si chiamino ripetutamente per nome, gemendo ansimanti, le suppliche concitate di lei quando lui non si controlla e spinge troppo forte, ricordandogli che c’è già un esserino minuscolo dentro il suo ventre. Quando giunge, infine, l’orgasmo liberatorio, entrambi crollano sfiniti, Takumi ricade di fianco per non gravarle addosso con il peso del suo corpo, si muove solo per donarle un ultimo bacio colmo di tenero amore: tanto i due si sono già appagati a vicenda e per questo non potrebbero esserne più felici e assuefatti di gioia.

*

Nel frattempo, mentre la sorella maggiore si gode la meritata vacanza con l’affascinante marito, Suzuna sta leggendo una rivista seduta sull’engawa, lo shoji aperto e il ventilatore acceso, in qualche modo utile per contrastare il caldo in città.
«Il nonno ci ha spedito una cassa di kiwi e altri frutti esotici!» esclama allegramente Hinata, entrando dal cancelletto e raggiungendola dopo aver ritirato il pacco consegnato dal solito postino.
«Ieri ho vinto cinque barattoli di marshmallow», replica seraficamente Suzuna, levandosi in piedi lentamente, in abiti premaman e con il pancione prominente. Ebbene sì, sembra che le due sorelle siano rimaste incinte più o meno nello stesso periodo.
«Davvero? Ma è fantastico, Suzuna-chan!» commenta adorante il marito mentre posa la cassa della frutta sul pavimento di legno economico. Se non fosse gravida, probabilmente la solleverebbe fra le braccia per farla volteggiare, preda di un’euforia che lo accompagna fin da quando era piccolo, ancor più se ci sono di mezzo dei dolciumi.
La giovane moglie mostra un lieve sorriso, si china piano e prende fra le mani un mango, dandovi un bel morso dopo averlo strofinato sul grembiule per togliere eventuali tracce di terra.
«Buono», dice Suzuna, gustando la buccia nutriente e la polpa succosa che gli cola dall’angolo delle labbra sotto gli occhi irradianti gioia spontanea di Hinata Shintani.
E anche se non sono andati in una vacanza da sogno, la loro estate si prospetta ugualmente dolce e tenera, tranquilla e rilassante.

 

 

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1142 parole.
Scritta per la settima e ultima settimana del COW-T 9, Missione 4, prompt "Estate"