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A Life in Colors

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Quanto aveva viaggiato in quegli anni? Arancio aveva visto il mondo e ne era rimasto innamorato. Aveva incontrato così tante persone durante i suoi viaggi, dalle più semplici alle più eccentriche. Non aveva mai messo radici in un solo luogo; qualche giorno fermo in una città o in un villaggio e poi di nuovo via, in una corsa che non aveva una metà.
Con lo zaino in spalla e la sua giacca arancione, aveva sempre continuato a camminare nonostante i legami che si erano formati con la gente incontrata. Anche nella casa di Blu e Rosso aveva incontrato degli elementi particolari, con cui sembrava andare molto d'accordo, ed aveva anche promesso loro che sarebbe rimasto più a lungo. Ogni volta c'era quella promessa, eppure il suo spirito errante la rompeva ogni volta. Come ci rimanevano male, i più giovani. Ma ancora di più era lo sguardo di Giallo, che lo guardava come se fosse stata tradita. E poi, quando tornava da lei - per lei - incontrava quella freddezza e quell'odio che non riusciva a spiegarsi.
«Ah, sei qui!»
Arancio si voltò a guardare Blu che, con la sua voce calma e gentile, lo aveva raggiungo su quella collina. Chissà quanto lo aveva cercato o se aveva intuito che un luogo alto era perfetto per lui. Si limitò ad annuire. Tornò a guardare il paesaggio davanti a sé, quella bellissima cittadina dove si trovava quella casa di eccentrici.
«Giallo è convinta che te ne stai andando ancora una volta.» gli disse Blu, mentre si sedeva al suo fianco ad osservare il paesaggio insieme a lui.
«Ci stavo pensando.» ammise con una smorfia e scosse il capo, abbattuto. «Ma non so cosa fare. Mi piace, lei. Mi piace anche la casa; però non riesco a rimanere fermo.»
Blu annuì al suo fianco e gli diede una leggera pacca sulla spalla, facendogli anche un leggero sorriso comprensivo. «Credo che sia arrivato il momento di guardarti dentro e decidere. è meglio vivere una vita errante o mettere radici?»
Arancio si voltò a guardarlo con gli occhi spalancati, mentre si mordeva il labbro inferiore con forza. «E qual è la scelta giusta?» domandò in cerca di consigli del più saggio dei colori. Lo ammirava e lo stimava ogni giorno di più, chiedendosi come facesse ad essere così perfetto nei momenti giusti.
«Questo non lo so nemmeno io.» gli disse con un sorriso, avvicinando poi l'indice al suo petto. Toccò il punto in cui si trovava il cuore. «Ma devi cercarla qui. Io non posso aiutarti di più.» Con quei pochi consigli, lo aveva lasciato nuovamente da solo. Questa volta non guardava davvero il paesaggio, ma rimaneva concentrato su sé stesso e quello che provava.
Ogni volta che trovava in una città, si sentiva oppresso e gli sembrava di non avere la libertà giusta. Durava solo qualche giorno, fermo in un posto, e poi ripartiva come se nulla fosse. Non salutava nessuno realmente, perché prometteva a sé stesso che sarebbe tornato ancora e che si sarebbe fermato davvero. Immancabilmente, faceva il contrario di quello che prometteva.
«Non mi stupisco che Giallo mi odi così tanto.» sussurrò piano, scuotendo la testa leggermente. Sospirò ancora una volta, alzando gli occhi verso il cielo. Gli mancava qualcosa, lo sentiva dal profondo del suo cuore, ma ancora non capiva cosa fosse. Arancio si portò una mano sul cuore, proprio il punto che Blu gli aveva indicato. Lì c'era la risposta che tanto stava cercando, ma più si guardava dentro meno capiva quello che realmente voleva.
La vita in giro per il mondo era bella, era libero e privo di catene che lo obbligavano a stare fermo. Ma non aveva alcun legame e tante volte le persone si dimenticavano di lui.
Stare fermo in un posto a lungo, invece, lo faceva stare male. Però era grazie a quello che aveva conosciuto la famiglia di Blu, avendo anche un posto sicuro a cui tornare ogni volta che voleva. E poi c'era Giallo, i suoi occhi d'ambra sempre luminosi ogni volta che incrociavano gli sguardi. Il suo cuore iniziò a battere velocemente al pensiero della donna, così bella e lontana che non poteva fare a meno di trovare un modo per raggiungerla. Poteva considerare anche quello una forma di viaggio, no? L'unica cosa che avrebbe fatto, sarebbe stata quella di viaggiare con il cuore per raggiungere quello di un'altra persona. Avrebbe dovuto appagare realmente il suo desiderio di errare per il mondo, anche stando fermo.
Ben presto, con il cuore scoperto ed un mazzo di rose arancioni fra le mani, arrestò il suo errare davanti alla porta di Giallo. Nera, come la notte più scura e così distante da quello che il suo nome voleva. Non aveva idea di quello che avrebbe detto la donna, ma dopo aver bussato attese che la porta si aprisse. Benché sentisse le catene che lo bloccavano, non ne percepiva alcuna negatività. Quello era essere davvero liberi.