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Baciami ancora

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Le loro labbra erano salde fra di loro, si muovevano lentamente e cercavano di prevalere sulle gemelle. Non importava se Crowley stesse tenendo bloccato il viso di Ferid; non facevano nemmeno caso al fatto che Ferid usasse i canini appuntiti per prendere il sopravvento sull'altro. Il bacio era tutto quello che importava loro, in quel momento. Nemmeno essere nella base del nemico o essere appena sopravvissuti al primo progenitore. Il tempo e lo spazio erano diventati uno sfondo da ignorare. Anche se era in pieno inverno, in mezzo alla neve che aveva iniziato a scendere, non importava nulla. Tranne loro due. Quello che contava in quel momento era essere vivi ed essere assieme, con quelle sensazioni che nessuno di loro riusciva a controllare e a cui non riusciva a dare un nome. Era davvero quello che li univa? Un sentimento bruciante che faceva rivivere il loro cuore, ogni volta che le loro labbra si incontravano; un emozione che creava calore nei loro corpi, come se fossero realmente vivi ed fosse davvero il loro sangue a scorrere nelle vene.
Nessuno dei due aveva realmente bisogno di respirare, ma alla fine si staccarono come se fossero esausti. Ferid si azzardò ad aprire un'occhio e la cosa che vide fu la più bella di tutte mai viste in tutta la sua vita: Crowley aveva ancora gli occhi chiusi ed un espressione di pura soddisfazione dipinta in volto. Allo stesso tempo, sembrava che la pace fosse scesa sul suo volto e dava l'impressione che potesse rimanere così per sempre, a godersi quel momento così perfetto. Qualsiasi cosa fosse quel sentimento bruciante, Crowley ne era stato completamente invaso e non era intenzionato a tenerlo lontano per non farsi sopraffare.
«Wow.» mormorò Ferid, per la prima volta senza parole davanti a qualcosa. I suoi occhi si erano spalancati ed osservavano il volto del "fratello" con estrema attenzione. La vista che aveva davanti agli occhi era qualcosa che non poteva davvero descrivere a parole: il suo viso dai lineamenti morbidi ma mascolini era completamente rilassato; la treccia, sempre in ordine sulla spalla sinistra, minacciava di sciogliersi - probabilmente Ferid l'aveva afferrata per tenerlo vicino a sé e non farlo allontanare ancora. Le labbra erano rosse, ma le ferite causate dai suoi denti erano già sparite, come se Ferid non lo avesse mai toccato. Maledisse ancora una volta la loro immortalità ed il genitore che li aveva condannati alla dannazione.
«Cosa?» domandò Crowley, aprendo lentamente gli occhi. Ferid non fece in tempo a far sparire la sorpresa - e ringraziò qualsiasi divinità per non essere realmente vivo e non arrossire. Lo sguardo di Crowley era pieno di desiderio, perfettamente allineato al colore rosso dei suoi occhi. Lo osservò inclinare il capo di lato - e guardarlo attentamente - prima di guardare intorno a loro, la neve e l'aria fredda ed i ragazzini che si divertivano e si rilassavano. Vide un sorriso divertito apparire sulle sue labbra - probabilmente qualcuno li aveva guardati fino a quel momento. «Ti vedo... affaticato?» gli disse a mo' di domanda, usando quel tono sarcastico e divertito che usava sempre quando si rivolgeva a lui.
«Potrei dire altrettanto di te, Crowley caro!» ribatté piccato, ma comunque divertito dalla situazione.
«E chi non lo sarebbe!» lo sentì mormorare, mentre si chinava un po' su di lui ed appoggiava la fronte contro alla sua. Gli occhi brillavano ed il sorriso sul suo volto diventò più dolce e più vero, solo dedicato a lui. «Per la prima volta mi sento caldo e vivo. Veramente vivo. E forse potrei davvero tornare a sentire cosa significa il freddo dell'inverno e com'è la neve, quando si scioglie sulla mia mano. Sentì anche tu questo?»
Ferid rimase in silenzio per qualche istante, prima di afferrare la sua treccia e tenerlo nuovamente vicino a sé. «Forse.» mormorò sibillino e mise fine alla discussione con un altro bacio. Da qualche parte, intorno a loro, la neve continuava a scendere e a tingere il mondo nel suo bianco invernale; qualche fiocco andò a posarsi anche fra i loro capelli e sui loro volti. A contatto con la pelle, per la prima volta da quando erano vampiri, si scioglieva lentamente e lasciava una scia bagnata mentre colava come una lacrima.