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Il destino di chi decideva di abbracciare e custodire il potere di One for All era segnato fin dal principio. Lo sapeva, lo aveva sempre saputo. La sua maestra lo aveva istruito sulla storia di quel potere che era l'essenza stessa della vita, un ciclo continuo di vita e morte che veniva passato di mano in mano, un potere che grazie allo sforzo di una persona dopo l'altra si avvicinava sempre di più al suo obiettivo.

Un ciclo continuo, in cui ogni nuovo guerriero nasceva dalle ceneri di quello precedente, un potere che dentro di sé custodiva l'essenza stessa della natura umana.

Ma suddetta natura non è solamente positiva. La forza carica di speranza e ottimismo di On for All era solo una faccia della medaglia, e Toshinori non se ne era reso conto fino a quel momento, quando la sua maestra era crollata sotto la forza di All for One, usando tutte le sue energie per riuscire a respingerlo solo temporaneamente.

 

Toshinori era ancora giovane. Un ragazzo pieno di passione ed ottimismo, pieno di grandi idee per il futuro. Era sempre stato colui che sapeva cosa voleva, e cosa fare per ottenerlo. Era sempre stato colui che aveva corso a testa bassa lungo la sua strada per raggiungere i suoi obiettivi, ignorando tutto ciò che gli altri gli avrebbero detto.

Era giovane e non aveva compreso appieno il destino che aveva abbracciato. Non aveva compreso come, il giorno in cui aveva accettato One for All e segnato la propria nascita come eroe, aveva anche condannato la sua maestra ad una lenta caduta.

 

Toshinori cercava di urlare, ma la voce non usciva dalla sua gola. O se usciva, lui non sentiva nulla. Le sue orecchie erano ovattate, il mondo attorno a lui sembrava così distante, si muoveva lentamente, come un film che scorreva davanti ai suoi occhi senza che lui potesse fare nulla per cambiare le cose.

All for One continuava a infierire sulla sua maestra, e nonostante tutto lei continuava a combattere, senza mai rallentare, senza mai arretrare di un solo passo.

 

"Ti stai indebolendo, Shimura. Dimmi, hai finalmente trovato qualcuno a cui passare il tuo potere? Così giovane... E la forza di One for All ti sta già abbandonando."

 

Le parole di All for One, il suo tono carico di acido risentimento, rieccheggiavano nelle sue orecchie come un mondo lontano. Nana gli aveva permesso di combattere al suo fianco, ma non era riuscito ad essere d'aiuto come avrebbe voluto. I suoi colpi non erano ancora abbastanza forti, il suo corpo non era abbastanza veloce. E lui non era ancora in grado di reggere un combattimento simile. Un onda d'urto stava per colpirlo, quando Nana lo prese e lo tirò via, facendolo cadere parecchi metri lontano. Toshinori sentiva la schiena pulsare nel punto in cui aveva cozza con l'asfalto, ma la cosa peggiore era che ora era troppo lontano per poter intervenire. Il combattimento sarebbe finito in un battito di ciglia, e lui non poteva fare nulla per aiutare la sua maestra.

 

Ogni colpo sembrava essere quello decisivo, ma ogni volta uno dei due si rialzava. Nana sembrava sempre più stremata, e Toshinori sentiva il dolore di ogni colpo che subiva direttamente sul proprio corpo. Sapeva che non avrebbe potuto continuare ancora per molto, ed era così difficile continuare a guardare.

Voleva agire. Voleva combattere. Voleva fare ciò che era destinato a fare. Ma tutto il suo corpo sembrava non collaborare, e la paura di essere più un peso che un alleato gli stringeva lo stomaco.

 

 

All for One sembrò stancarsi di quella danza continua che sembrava non avere fine, e si preparò a sferrare un colpo ancora più forte. Toshinori era convinto non avesse più niente da offrire, che anche lui ormai fosse stremato, ma a quanto pareva si sbagliava. Vide All for One ridere divertito, sicuro di avere la vittoria in pugno, e vide la paura passare sul volto della sua maestra. E lui stesso sentì la paura salire nel suo corpo, la consapevolezza che nulla avrebbe potuto fermare quel mostro, che nonostante tutto gli sforzi della sua maestra e di tante persone prima di lei non avessero portato a nulla.

Per un secondo, tutto fu perduto. Toshinori sentì la disperazione salire lungo il suo corpo, solleticare la sua pelle, infiammare i suoi muscoli impedendogli di muoversi, attanagliare i suoi polmoni rendendogli difficile respirare.

Poi, Nana voltò la testa verso di lui. Lo guardò, per un secondo, e sorrise. Il sorriso più dolce ed ottimista che Toshinori avesse mai visto. Il sorriso di un vero eroe, che non si fa mai bloccare dalla paura. Un solo sorriso bastò a sollevare quell'enorme peso dalle spalle del ragazzo, riempiendo nuovamente il suo corpo e la sua mente di quella speranza che Nana gli aveva insegnato a non lasciare mai indietro.

E Toshinori sorrise di rimando, carico di quello stesso ottimismo. Gli eroi devono sempre sorridere, aveva detto Nana. Perché prima di tutto, devono combattere la paura. Non sono i cattivi, il primo nemico degli eroi. È la paura che essi cercano di instillare nella gente che gli eroi hanno deciso di proteggere. Un simbolo di speranza e pace non ha mai paura di nulla. Deve sempre sorridere.

 

Nana tornò a guardare All for One, e caricò. Un attimo, e i due corpi si scontrarono in quello che doveva essere il loro ultimo attacco. Toshinori guardava da lontano, cercando di capire cosa stava succedendo. La polvere si dissipò, e la prima cosa che Toshinori vide fu la mano grossa e potente di All for One che avvolgeva la testa di Nana, tenendola sollevata da terra. La donna si agitava debolmente, la forza totalmente aspirata via dal suo corpo. Toshinori avrebbe voluto urlare, ancora una volta. Ma non poteva farlo ora, quando sicuramente l'uomo si sarebbe accorto di lui. Doveva ricordarsi la promessa.

 

All for One si chinò su Nana, e sussurrò qualche parola al suo orecchio, che Toshinori non riuscì a sentire. Poi, senza aggiungere altro, la lasciò andare e si allontanò di un passo. Il suo sguardo si spostò lentamente, per poi poggiarsi su Toshinori, ancora seduto a terra e coperto delle ferite che l'altro gli aveva inferto senza quasi neanche prenderlo in considerazione. Toshinori si sentì piccolo e debole, per una frazione di secondo. Poi ricordò chi era, ricordò l'eredità che portava sulle spalle, e cercò di spingere la paura lontano nella sua mente, nascondendo dietro uno sguardo determinato. Un giorno sarebbe arrivato il suo momento. Un giorno avrebbe combattuto contro di lui, lo avrebbe sconfitto, e All for One avrebbe rimpianto tutto il male che aveva inferto alla sua maestra.

All for One inclinò appena la testa di lato, e rise a bassa voce. Toshinori strinse i pugni nel tentativo di rimanere fermo, di non provocarlo oltre, ma era difficile. Doveva essere intelligente, però. Doveva farcela. Nana non gliel'avrebbe mai perdonato, se si fosse fatto ammazzare.

L'uomo lo guardò ancora qualche secondo, per poi voltarsi e scomparire con un rumore sordo. Toshinori non sapeva se sapesse volare o se fossero solo salti particolarmente potenti, ma non si pose il problema. Il suo sguardo si spostò immediatamente verso Nana, che si reggeva a malapena in piedi. La donna alzò un braccio, lentamente, tutto il corpo che tremava, e indicò Toshinori.

 

"All Might."

 

Sussurrò. Un suono leggero, basso, quasi inaudibile. Ma Toshinori sentì la forza della realtà che lo schiacciava e lo riempiva di ottimismo allo stesso tempo. Nana aveva usato tutta la sua forza per indebolire All for One. Aveva usato tutta la sua forza per difendere Toshinori. Il suo corpo non la reggeva più. Ciò che la donna gli stava passando non era più solo il suo potere. Era la sua speranza per il futuro, la forza di combattere per un giorno migliore. Era il suo intero destino. La sua vita.

Toshinori sentì le lacrime rigargli il viso, sentì la sua voce urlare il nome della sua maestra. Incespicò per alzarsi in piedi, cercando di correre accanto a lei, mentre vedeva il suo corpo cedere e Nana cadere a terra.

Non poteva lasciarlo davvero. Non poteva accettarlo.

Ma Nana sorrideva, quando Toshinori la prese tra le braccia. Lo guardò, e sorrise, e annuì delicatamente con la testa, prima di chiudere gli occhi e smettere lentamente di respirare.

 

E solo in quel momento, Toshinori capì il peso e la forza di ciò che aveva ereditato. Solo in quel momento, realizzò davvero ciò che significava il cammino che aveva scelto. Ed anche attraverso le lacrime, anche attraverso il senso di solitudine che lo inondava, alzò la testa al cielo, e sorrise.

Perché forse, un giorno, il futuro sarebbe stato migliore.

 

---

 

 

Erano passati anni da quel giorno, eppure Toshinori lo ricordava perfettamente. Ogni secondo era scolpito nella sua memoria, la voce della sua maestra, la risata di All for One, ogni singolo dettaglio.

I primi anni, c'era stato rancore. Una rabbia sempre presente che gli ricordava in ogni momento perché aveva scelto quella strada. La rabbia che aveva governato il suo primo scontro contro All for One, pochi anni prima, e che gli era costato l'enorme ferita che gli solcava l'intero fianco. Era stato avventato, e soprattutto aveva combattuto per gli ideali sbagliati. E aveva rischiato di perdere tutto, ancora prima di aver trovato qualcuno che potesse continuare al suo posto.

Ed era in quel momento che aveva capito. Lo scontro con All for One non era una faida personale alimentata dalla sua rabbia e dal suo rancore. Era una missione più grande, in cui lui non era altro che un granello in un mare di sabbia. Ed era spaventoso, ma era anche così bello. Si sentiva forte, guidato da tutti coloro che avevano custodito e alimentato quel fuoco prima di cederlo a lui.

 

Era stato difficile riprendersi da quella ferita, certo. Tutto ciò che era era stato cambiato da quello scontro, la sua forza era diminuita, e non poteva più dedicare la sua intera vita ad aiutare gli altri come aveva fatto prima. Aveva bisogno di pause, e sentiva la stanchezza, ed era difficile essere l'eroe perfetto che tutto credevano lui fosse. Ma non importava quanto fosse difficile, perché tante persone prima di lui avevano passato la stessa cosa. Nana aveva passato la stessa cosa. E grazie all'eredità che aveva acquisito da tutti loro sarebbe riuscito ad andare avanti.

 

Era stato in quel momento, che aveva capito di dover trovare qualcun altro. Qualcuno a cui passare quella stessa eredità. Perché il suo corpo si era indebolito, e non avrebbe fatto altro che indebolirsi ancora. Ed essere un granello in un mare di sabbia significava che era sua responsabilità assicurarsi che quel ciclo continuo di vita e morte, ottimismo e sacrificio che era alla base di One for All fosse rispettato.

Era stato difficile trovare qualcuno. c'erano persone razionalmente perfette a quel ruolo, ma Toshinori sentiva qualcosa che mancava, come se un tassello fosse fuori posto.

 

Tutto cambiò, quando conobbe il giovane Midoriya. Vide la forza del suo desiderio di aiutare gli altri, vide il dolore che non avere un quirk gli provocava, così simile a quello che aveva provato lui quando era un ragazzo. Vide la sofferenza che le parole delle persone attorno a lui gli avevano inferto.

Ma soprattutto, vide la speranza. La voglia di aiutare gli altri nonostante tutto, la voglia di poter fare qualcosa per cambiare le cose, anche quando non si ha i mezzi per farlo. Vide Midoriya lanciarsi addosso a quel criminale con tutta la sua forza nel tentativo di salvare il suo amico d'infanzia, nonostante fosse troppo piccolo e troppo debole per potercela davvero fare. Stava rischiando la sua vita, nonostante il suo sforzo non sarebbe probabilmente servito a nulla, e Toshinori in quel momento capì. Nessuno meglio di Midoriya avrebbe incarnato il potere di One for All. Quel potere nato per aiutare e difendere gli altri, quel potere basato sulla forza che si crea quando le persone lavorano insieme per raggiungere un obiettivo. Midoriya sarebbe stato il suo successore, e nonostante quanto All Might fosse diventato famoso, la forza di quel ragazzo avrebbe brillato ancora più forte, in futuro.

 

Era incredibilmente liberatorio. Sapere che qualcuno avrebbe potuto prendere il suo posto, sapere che il futuro sarebbe stato ancora più luminoso del presente. Quando vedeva gli occhi di quel ragazzo, All Might sapeva di aver fatto la scelta giusta.

ed era per quello che aveva cominciato ad allenarlo, che aveva deciso di diventare insegnante alla UA, che si sforzava di dare sempre il migliore degli esempi a lui e agli altri studenti. Perché aveva visto la speranza nei suoi occhi, e poi aveva conosciuto la sua classe alla UA e aveva visto chiaramente quanto il futuro avrebbe brillato. Non solo Midoriya, ma tanti altri eroi che avrebbero combattuto per rendere quel mondo un posto migliore.

 

C'era stato un tempo in cui All Might aveva sentito tutto il peso sulle proprie spalle. La giustizia, ma anche la speranza e la pace che regnavano in Giappone sembravano ricadere su di lui. Tutti gli altri eroi lavoravano tanto duramente quanto lui, ma lui sapeva di riuscire a comunicare alle persone meglio di loro, perché era quello che aveva deciso sin dall'inizio di essere, quello epr cui si era allenato più duramente.

E c'era stato un tempo in cui essere un simbolo era stato difficile, a volte. Ma non lo era più, non ora che sapeva perché lo stava facendo. Per chi. In attesa di cosa.

 

Il suo ultimo scontro con All for One fu molto simile agli altri due, eppure totalmente diverso.

Quando All Might si ritrovò davanti a lui, sapeva che non avrebbe avuto altre possibilità. E sapeva anche di essere troppo debole per affrontarlo, il suo corpo troppo provato per uscirne indenne. Ma era fondamentale che lui desse il giusto esempio, in quel momento. Per Midoriya, per Bakugou, per tutti gli altri ragazzi che un giorno avrebbero fatto così tante cose, così tanto meglio di ciò che aveva fatto lui.

All for One aveva osato far loro del male. Aveva osato prendere uno dei suoi ragazzi e portarlo via da lui, minacciando la sua vita. Aveva osato instillare la paura nei cuori di colore a cui più All Might teneva. Toshi era di nuovo carico di rabbia, ma aveva imparato la lezione. Aveva imparato a controllare la propria rabbia e canalizzarla per rimanere freddo e concentrato sulla battaglia che avrebbe dovuto combattere.

 

Faceva male. Tanto male. Ogni colpo che All for One sferrava mandava il suo intero corpo in corto circuito, i suoi nervi e i suoi muscoli ormai troppo deboli per resistere a quegli urti. One for All era sempre più debole dentro di lui, la sua fiamma sempre più flebile, e Toshinori stava già concentrando gran parte della sua forza nel mantenere la sua forma. Lo scontro era lungo, come ogni scontro con All for One prima di quello.

Toshinori sapeva di non aver mai affrontato una sfida più difficile prima. Sapeva che qualsiasi cosa sarebbe successa, quella era la sua ultima battaglia. Ma se doveva andarsene, l'avrebbe fatto in modo che tutti lo ricordassero.

 

Continuò a combattere, ignorando il dolore e la fatica, finché il suo corpo non cedette ancora di più. e continuò ancora, attingendo a tutto ciò che gli rimaneva, ad ogni briciola di quella fiamma che un tempo era arsa così forte e brillante in lui, e che ora non era altro che brace che lottava per non spegnersi.

Sapeva che stavano guardando. Tutti loro. Tutte le persone che si sentivano al sicuro vedendolo sullo schermo, tutti i ragazzi che avevano detto di essere stati ispirati da lui. Tutti i suoi studenti, che un giorno sarebbero stati eroi migliori di lui, tutti quanti. E Midoriya, che aveva ereditato un sulle sue spalle un destino che era più grande di lui, più grande di All Might, più grande di Nana, più grande di tutti e tre messi insieme.

Mentre Toshinori cercava di caricare tutto ciò che gli rimaneva nel suo ultimo pugno, si chiese se tutto sarebbe finito con Midoriya. Se quel potere che era l'essenza stessa della vita avrebbe trovato il suo pieno compimento, e se un giorno Midoriya avrebbe trovato qualcuno ancora più forte, ancora più pieno di speranza, in cui avrebbe riversato tutta la sua fiducia nel futuro come Toshinori aveva fatto con lui e con gli altri ragazzi.

 

Ed era doloroso. Dire addio a un amici che era stato al suo fianco per così tanto. Si chiese se sarebbe stato doloro anche per Midoriya. Se lo fosse stato anche per Nana. Era come sentire una parte di sé venire strappata via, la parte più profonda del proprio cuore che scompariva dal nulla senza lasciare traccia, lasciandolo improvvisamente nudo, inerme, impotente senza più poter combattere come aveva fatto fino a quel giorno.

Aveva sempre saputo che sarebbe arrivato quel momento. L'aveva saputo dal giorno in cui aveva visto Nana morire tra le sue braccia. Aveva visto quel sorriso sulle sue labbra, e anche tra le lacrime aveva sperato di poter morire un giorno con la stessa speranza nel cuore.

 

L'impatto tra il suo pugno e quello di All for One fu la cosa più dolorosa che Toshinori avesse mai provato. Più della ferita che lo aveva segnato per sempre. Ma strinse i denti, e continuò a combattere, attingendo a quella brace finché anche l'ultima goccia di calore scomparve, lasciandolo da solo, la freddo.

 

Quando sollevò la testa, la prima cosa che vide fu il corpo inerme di All for One per terra. Non l'aveva ucciso, ovviamente, perché era troppo forte per lasciarsi uccidere da lui, ma l'aveva neutralizzato, probabilmente per il tempo necessario alla polizia per prenderlo e immobilizzarlo, e buttarlo nella cella più sicura e controllata che il Giappone avesse mai visto.

 

Toshinori avrebbe voluto lasciarsi andare. Ora che ce l'aveva fatta, il suo corpo non aveva più una goccia di energia, sentiva ogni forza scivolare via, sentiva le gambe che avrebbero smesso di reggerlo entro pochi secondi.

 

Ma c'era una folla che lo guardava carica di preoccupazione. Un mondo che cercava la sua stabilità sulle spalle dell'eroe che l'aveva sempre sorretto. Una folla di spettatori ansiosi stava probabilmente guardando dai grandi teleschermi sparsi per il Giappone quel combattimento, attraverso la telecamera che ora puntava su di lui, poco lontano.

E c'era una cosa che All Might doveva fare, ancora.

I ricordi di quel momento erano ancora così nitidi, nella sua mente. Quando Nana l'aveva guardato, quando gli aveva ufficialmente passato il testimone, Toshinori aveva giurato a lei e a se stesso che non l'avrebbe mai delusa. Era stato il suo battesimo, la sua rinascita attraverso la morte della persona a lui più chiara. Era la dura legge della vita e della morte, che erano l'essenza stessa di One for All. Non c'era nulla di malvagio o di crudele in essa, era solo la forza naturale che muoveva il tempo.

Toshinori alzò una mano, indicando in camera. Non poteva rivolgersi direttamente a Midoriya come Nana aveva fatto con lui, ma sapeva che il ragazzo stava guardando da non molto lontano, chiedendo come sarebbe finito lo scontro. Ed il ragazzo sapeva. Sapeva che quella era la fine della sua era.

Fine, e inizio. Morte e vita. Un tempo, Toshinori si era sentito spaventato a pensarci. Adesso, non vedeva l'ora di vedere cosa sarebbe successo. Sapeva che Nana era al suo fianco, anche in quel momento, a sorreggerlo in quel passaggio di testimone, indicandogli la via. In fondo, era stata lei a insegnarglielo.

Ancora una volta il ciclo si ripeteva.

E questa volta, toccava a Deku.