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Sonno contagioso

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È sempre la stessa storia: nei momenti di pace la sua guardia del corpo adora dormire, non esiste niente e nessuno che gli possa togliere il sonno, a detta sua solo un reale pericolo per l’amico d’infanzia potrebbe scuoterlo e tenerlo sveglio, facendolo reagire tempestivamente, ma non è quello il caso.
Lateralmente appisolato su una poltrona in pelle lucida, il giovane Arata si sta concedendo un momento di riposo: l’espressione è completamente rilassata, le morbide orecchie sono piegate in modo tenero, la benda sull’occhio sembra leggermente scostata e le mani sono congiunte a livello dello stomaco.
Il principe Aoi siede dritto su una poltrona frontale e lo osserva intenerito, le braccia abbandonate sui braccioli, pensando a quante ne hanno passate insieme e chissà quali altre avventure li attenderanno sotto la leadership di Hajime-san, giovane e carismatico Re del Black Rabbit Kingdom. Da quando vivono tutti a palazzo, ci sono state molte cose da fare: riunioni alle quali presiedere, udienze da tenere, responsabilità da non sottovalutare, impegni da rispettare, problemi da risolvere e crisi da gestire per riportare il regno alla normalità. Tuttavia, tutto sembra andare bene, anche per merito dell’organizzazione precisa e paziente del Primo Ministro Haru-san. Anche lui come dignitario del Re non se la cava male: con i suoi modi gentili e cortesi, il fascino genuino e la determinazione di fare sempre tutto il possibile, Aoi non può proprio lamentarsi, è felice così e sembra che anche Arata sia abbastanza contento del suo ruolo di guardiano.
Probabilmente, in quel frangente, vederlo così serenamente appisolato lo contagia: difatti il giovane principe si mette comodo e socchiude gli occhi azzurri.
Dopo qualche minuto di silenziosa quiete, ode il sussurro del vento provenire da una finestra con le tende ricamate lasciata aperta.
D’altronde è davvero una splendida giornata, l’ideale per dormire.

«Aoi...»
Questo invece è insolito, che sia Arata a svegliarlo, eppure lui ha aperto un occhio grigio trovando l’amico d’infanzia con la guancia coricata su una mano, il gomito sul braccio della poltrona ben rivestita.
«Tutto bene?» chiede preoccupato, temendo che il suo principe sia troppo stanco a causa degli impegni di corte, ignorando che Aoi in verità si è lasciato contagiare dalla vista di lui serenamente addormentato.
«Sì. Ti assicuro che io sto bene, è capitato», lo rassicura subito, intuendo il suo pensiero.
Arata si inchina di fronte a lui e non serve aggiungere che quel gesto significhi tutto.

 

 

[Scritta per la sesta settimana del COW-T 9, missione di salvataggio Shannen, TEMA LIBERO, 400 parole]