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Indubbiamente perverso

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Quella cosa fra loro aveva dell’incredibile, ciò che stava succedendo andava oltre ogni rosea previsione.
Eppure Luca si era da tempo illuso di non poter vivere quel tipo di amore totalizzante con lei, rassegnato a farsi saggiamente da parte dinanzi alla prospettiva di un possibile spasimante che chiedeva la mano della Signorina ed ella che accettava la proposta di matrimonio: avrebbe voltato le spalle a ciò che erano stati, il tutore attento e la Signorina volenterosa, avrebbe inseguito la sua nuova vita, maturando come donna indipendente che non aveva affatto bisogno di quella figura accanto, di un tutore attento, un consigliere occasionale e un servitore fedele.
Stava quasi per riuscirci, Luca, a staccarsi gradualmente da Felicità, ma qualcosa mutò quando era rimasto ferito. Quando il giovane, dopo aver perduto i sensi, si era risvegliato proprio fra le sue braccia e aveva letto il sollievo nei lucidi occhi verdi. Nell’immediatezza e nella confusione del momento, aveva subito cercato di rassicurarla con un sorriso ed era stato proprio in quel frangente che era giunta, inattesa, una mossa della sua Signorina: l’annullamento della distanza arrecata dai ruoli e dall’età, la rivelazione dei reali sentimenti. In ginocchio, uno di fronte all’altra, fu lei ad accostarsi a una spanna dalla sua espressione frastornata, a coprire parte del suo volto fra le mani, a mescolare i caldi respiri, a prendere l’iniziativa e così il tempo si era fermato. Quel legame era forse pronto a spingersi oltre?
Sì.
Luca non poteva prevederlo, ma, partendo da un bacio maldestro, iniziò a credere che fosse così.

 

«Signorina?».
La Signorina – già, la forza dell’abitudine gli suggeriva di chiamarla ancora così, malgrado i passi in avanti nel loro rapporto – gli prese il vassoio dalle mani per posarlo sul tavolino basso, poi, con un’occhiata eloquente e delle intenzioni piuttosto chiare, si mosse verso di lui, per farlo indietreggiare verso il letto. Rapito dai gesti dell’amata, Luca si stese di schiena, togliendo il cappello, mentre lei si piazzava sopra di lui, a cavalcioni sui suoi fianchi.
Felicità iniziò a sbottonarsi la camicia bianca e a strusciare lentamente, provocando di proposito, forse, una reazione che non tardò ad arrivare là sotto.
«Signorina… è sicura di volere questo?».
«Sì. Mai stata più sicura: ho da poco raggiunto la maggiore età, sono una donna ormai. Luca, non ti ho mai ascoltato prima, quando mi parlavi di femminilità. Ora ho un valido motivo per cambiare: voglio essere più femminile per te».
«Non desidero un cambiamento: puoi esserlo anche restando come sei, rimanendo colei di cui mi sono innamorato».
«Oh…», sospirò la fanciulla, chinandosi apposta per congiungere le loro labbra, ottenendo, oltre al bacio profondo, anche il ribaltamento fra le lenzuola di cotone e la situazione più bollente in cui entrambi si erano riscoperti come amanti appassionati.

 

«Oh, sì… Signorina… Felicità… fantastica…».
«…Lo svegliamo?».
«Evidentemente reprimere il sentimento lo sta facendo uscire fuori dai gangheri, ma è un risvolto interessante… lasciamolo dormire ancora un po’: vediamo che altro mugugna nel suo sogno indubbiamente perverso», sghignazzò Debito.

 

 

[Scritta per la sesta settimana del COW-T 9, missione di salvataggio Shannen, TEMA LIBERO, 500 parole]