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Conoscere meglio i propri parenti

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"Fa ancora più paura, vero?"

Okuyasu si sporse da sopra la spalla di Josuke, poggiando il mento lì e guardando la figura poco lontano da loro. Josuke annuì appena.

"Sul serio, pensavo che Jotaro con l'età fosse peggiorato. Invece a quanto pare era peggio prima."

Okuyasu annuì piano, tenendosi ai fianchi di Josuke mentre tutti e due si inclinavano di lato per vedere meglio da dietro il muro. Jotaro era seduto su una sdraio, guardando avanti a sé, il volto nascosto dal cappello scuro. Nessuno sembrava avere il coraggio di disturbare il suo riposo, se non Kakyoin, che aveva messo la sua sdraio lì vicino e stava leggendo un libro, canticchiando una canzone a labbra chiuse.

"Ma secondo te adesso fa tanto il tenebroso perché da giovane ha fatto qualcosa di male? Ha l'aria di quello che può uccidere qualcuno."

"Beh ovvio che ha ucciso qualcuno, no?! Ha ucciso Dio."

Okuyasu gli diede una pacca sulla spalla, facendolo lamentare.

"Ma non in quel senso! Qualcuno di normale!"

"... Ooooh. Non saprei. Forse dovremmo chiederglielo."

Josuke voltò la testa a guardare Okuyasu, chiedendo conferma. Okuyasu non sembrava affatto convinto.

"O forse dovremmo darcela a gambe prima che scopra che lo stiamo spiando e decida di venire e prenderci a calci."

"Nah, non devi preoccuparti, Okuyasu. Se mai succederà qualcosa scapperemo da Jotaro grande e lo faremo sentire in colpa finché non deciderà di aiutarci."

"Tu sì che hai sempre degli ottimi piani, Josuke."

 

Josuke allargò un sorrisetto, per poi tornare a sporgersi da dietro l'angolo, per guardare. Kakyoin si era alzato dalla sdraio e si era seduto sul lettino di Jotaro, e stava dicendo qualcosa che i due non riuscivano a sentire. Si sporsero meglio dall'angolo, am senza grande successo. In compenso, dovettero tenersi meglio prima di scivolare per terra.

"Cosa stanno facendo?"

"Josuke! Guarda! Kakyoin si sta facendo mettere la crema!"

Josuke tornò a guardare, per vedere Jotaro che si era sollevato e messo a sedere, e aveva preso un tubetto di crema. Ne fece cadere un po' sulla mano, per poi cominciare a spalmarla con gesti tranquilli sulla schiena dell'altro.

"Dici che lo fa perché poi vuole ucciderlo?"

"Oh andiamo Okuyasu, Jotaro non ucciderebbe mai un amico!"

"Ne sei sicuro?"

"...."

Josuke lo ignorò tornando a guardare. Kakyoin era seduto tranquillo, e Jotaro stava finendo di spargere la crema sulle sue spalle. Finì di massaggiarla per bene, per poi far passare le mani davanti e spargerla sul suo petto e... No. Un attimo. Non gli stava mettendo la crema sul petto.

"Josuke sono i capezzoli quelli che gli sta toccando?"

Josuke tentò di sporgersi ancora, per vedere meglio. Okuyasu aveva ragione, sembrava gli stesse toccando i capezzoli, e poi Kakyoin si era girato e sembrava che volesse baciarlo e---

"Cosa state facendo voi due."

La voce di Jotaro alle sue spalle lo sorprese così tanto da fargli scivolare la presa sul muro, finendo faccia dentro la sabbia, seguito subito dopo da Okuyasu. Jotaro prese tutti e due per i pantaloncini, obbligandoli a tornare in piedi.

"Noi? Niente, ovviamente, cosa mai potremmo star facendo..."

Josuke agitò le braccia. Jotaro non sembrava affatto convinto.

"State spiando. Cosa diavolo pensavate di fare?!"

"Hey, non è colpa nostra se il te stesso ragazzo non sa tenerlo nei pantalon---"

Josuke si sentì tirare per la maglietta, e quasi inciampò nei propri piedi. Jotaro lo guardò da vicino, visibilmente irritato. Accidenti, forse aveva un poco esagerato.

"Non sono affari vostri e non dovrest----"

"Attenzioneeeee pallaaaaaaa----"

La voce di Foo Fighters arrivò troppo lontana, e soprattutto troppo tardi. Quello che Josuke identificò come un enorme gavettone d'acqua colpì in pieno la testa di Jotaro, bagnandolo da testa a piedi, e bagnando anche gran parte della maglietta di Josuke. Jotaro lo lasciò andare, passandosi le mani sul volto nel tentativo di togliere l'acqua. Okuyasu prese la maglietta di Josuke da dietro.

"Avete finito di tirarmi tutti?!"

"È la nostra occasione Josuke, scappa, scappa!"

Josuke si accorse in quel momento dell'effettiva fortuna, e ridacchiò a bassa voce, voltandosi e correndo via con Okuyasu, verso il gruppo delle ragazze, dove Jotaro non avrebbe potuto vendicarsi.

"Mi raccomando, ricorda al te stesso giovane di usare le protezioni!!"

Urlò voltandosi indietro, e agitando una mano in saluto verso Jotaro. Il più grande tolse il cappello bagnato dalla testa, e guardò male i due ragazzini scappare. Sospirò pesantemente, cercando di strizzare il tessuto del cappello, e scosse piano la testa, un sorriso appena appena accennato sulle labbra. I ragazzi di Morioh erano assolutamente impossibili.