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Piccoli e tenerissimi tesori

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Succede tutto quando Kousuke Mamizuka riceve sul set, da parte di un membro dello staff, un pacco di plastica contenente cento caramelle gommose. Esso è chiuso come appena comprato.
L’attore pensa subito di regalarle ai suoi adorabili figli, i gemellini Takuma e Kazuma Mamizuka, ma siccome le caramelle colorate sono davvero tante e lui è una persona veramente generosa, ritiene che sarebbe più carino portargliele mentre loro stanno all’asilo nido con gli altri piccoli, in modo da spartirle fra loro senza che eccedano nel numero per evitare male indesiderato al pancino – vero che l’uomo è un padre spesso assente, però non è affatto un irresponsabile.
Così lui attende il suo giorno libero, fiducioso che tutti i bimbi – in particolare i suoi preziosissimi gemelli – gli facciano festa nell’accoglierlo in mezzo a loro. Kousuke non manca di indossare il solito cappello a fesa larga sopra i capelli verdi, gli occhiali con le lenti scure e la sciarpa arrotolata intorno al suo collo, accessori essenziali per non farsi riconoscere dalle sue fans mentre l’attore si reca soddisfatto alla sua meta. Kousuke fa di tutto per passare inosservato e fortunatamente nessuno lo nota né fuori né dentro l’edificio scolastico, giunge tutto emozionato di fronte alla porta già vista in altre occasioni e si ferma proprio di fronte alla maniglia per farla scorrere: a sentire quelle grida gioiose e vivaci già gli viene da piangere, ma si tratta di lacrime di felicità, non c’è nulla di cui preoccuparsi.
Non credeva che, una volta dentro l’asilo nido nonché sede del club dei babysitters, avrebbe assistito a una scena tenerissima. C’è un indaffarato Ryuuichi-kun in piedi al centro dell’aula colorata ed è circondato da quel gruppo di piccoli bimbi preziosi, di gioielli dal valore inestimabile, di frugoletti vispi e movimentati, un concentrato di pura gioia a cui è difficile resistere. Tuttavia, la cosa che lo manda più in visibilio facendogli brillare gli occhi castani celati dagli occhiali da sole, è che i bambini stanno indossando delle tutine talmente kawaii che probabilmente avrebbero fatto intenerire anche la persona più inespressiva, insensibile e indifferente dell’intera città, anzi no, pensa, di tutto il pianeta. Sono costumini di animali differenti, così carini e apparentemente morbidi: a ogni saltello sul posto le loro codine vaporose e soffici attaccate nel lato posteriore ondeggiano dolcemente, mentre le orecchiette di lana sul cappuccio posato sopra le testoline rotonde e paffutelle si piegano in modo irresistibile. Nell’insieme, sembrano sicuramente i bimbi più pucciosi dell’universo! Le mani di Kousuke che stringono il pacco di caramelle gommose tremano talmente che il suono prodotto dalla plastica attira l’attenzione dei piccoli e i loro occhioni dolci si posano subitaneamente su di lui.
«Sembra che Kousuke-san sia venuto a giocare con i suoi figli…» dice Usaida con un lieve sorrisetto.
«Benvenuto, Mamizuka-san, può avvicinarsi: stiamo facendo il gioco degli animali sul trenino. Dico bene, bambini?» lo informa pacatamente lo studente Ryuuichi, che è anche il fratello maggiore di uno dei piccini, il dolcissimo e riservato Kotarou.
«Sììì», rispondono tutti in coro, quasi all’unisono, ognuno con un atteggiamento differente e questo fa intenerire ancora di più il padre dei gemelli: sicuramente, se uno si sentisse carente di tenerezza, in quel luogo così pieno di sorrisi sinceri e strilli infantili farebbe subito rifornimento naturale di codesto stato d’animo, portandolo a livelli inqualificabili e facendo traboccare letteralmente il vaso dell’anima di serenità e dolcezza.
«Oh, ciao! No, fate pure, io rimango qui in disparte a guardarvi, soprattutto voi, Kazuma e Takuma!» esclama felice senza sbilanciarsi, dopo aver portato velocemente le proprie mani dietro la schiena e celando momentaneamente il pacchetto goloso. Il padre se ne resta poi seduto in disparte per davvero, assistendo estasiato al giochino e constatando quanto effettivamente siano tutti carinissimi e il merito è tutto di quelle tutine, che li rendono ancora più adorabili e cuccioli del solito. Tra essi c’è chi gioca con molto entusiasmo, chi in modo più tranquillo, chi si lamenta, chi ridacchia e chi piagnucola. I cinque bimbi sono tutti disposti in fila indiana e la più piccolina, che ancora non cammina, al massimo gattona, si trova come sempre fra le braccia di Usaida-san ad agitare le braccine allegra e a emettere dei versetti striduli che non danno alcun fastidio all’udito.
A un certo punto anche Ryuuichi prende in braccio il suo fratellino Kotarou, vestito con il costumino da tigrotto per nulla temibile, mentre Taka e Kirin bisticciano riguardo al ruolo del capotreno, su chi dei due sia più bravo a dire “ciuf ciuf” o qualcosa del genere.
«Mamizuka-san, prima mi è sembrato di vederti con qualcosa in mano: che cosa hai portato di bello? Per caso è un regalo per Takuma e Kazuma?» prova a indovinare lo studente, mentre sistema meglio un adorabilmente inespressivo Kotarou in modo che stia più comodo.
«Sì, ma in realtà è anche per voi: si tratta di un pacco di caramelle gommose che un membro dello staff mi ha gentilmente regalato, colpito dal mio impegno professionale sul set. Vorrei che i bambini se li dividessero fra loro: ce ne sono abbastanza per tutti, perciò nessuno rimarrà sprovvisto», sostiene compiaciuto, perché è finalmente arrivato il suo momento, quello di essere adorato da quelle creature angeliche e belline. Se tutto andrà bene, non si ritroverà in un angolino a deprimersi, con tanto di nuvoletta viola sopra la testa, ad abbattersi perché non è capace di giocare con i suoi figli senza che Kazuma, il più timido e dalla lacrima facile, scoppi a piangere a dirotto a causa dei ruoli da cattivo che talvolta affidano a Kousuke nelle serie televisive. Tuttavia, questo è un aspetto che purtroppo il suo bambino ha ereditato proprio da lui, poiché spesso si commuove facilmente, non può farne a meno.

 

Trascorrono tutti un’ora, se non poco più di un’ora davvero piacevole, intenti a masticare – nel caso dei bambini anche a sciogliere pian piano – le caramelle gommose che Kousuke Mamizuka ha generosamente offerto loro. Come prevedibile, nessuno ne è rimasto sprovvisto e questo rende molto lieto l’attore famoso. Essendo quasi sempre impegnato a tempo pieno con il suo lavoro brillante, deve decisamente approfittare di questi preziosi giorni in cui può tenere in braccio entrambi i suoi bambini e vedere che vanno così d’amore e d’accordo è semplicemente una gioia per gli occhi: Takuma e Kazuma si completano, decisamente, se il secondo è molto timido e piagnucolone, l’altro porta sempre un sorriso sulle labbra ed è sicuramente più estroverso. Entrambi hanno i capelli morbidi, corti e biondi come quelli della madre Umi, mentre gli occhi li hanno presi da lui.
Quando Takuma spezza una caramella gialla e gliela porge, Kousuke non può fare a meno di accettarla e di pensare che non cambierebbe i suoi gemellini con nessun altro bambino al mondo.

 

Ryuuichi Kashima è contento che Mamizuka-san non sia depresso, quel giorno. È bello vedere un padre che interagisce forse un po’ impacciato, ma amabilmente, con i suoi figlioletti adorati, anche se in fondo gli dispiace che a lui e a Kotarou questa possibilità sia stata preclusa per sempre, perché è vero, il loro padre non tornerà mai più.
Tuttavia, i due fratelli hanno trovato molte persone che li hanno fatti sentire meno soli e abbandonati al loro destino, da quel funesto giorno dell’incidente aereo in cui hanno realizzato di essere orfani dei genitori – Kotarou non tanto, però lui è piccolino e questo lo ha aiutato a soffrirne di meno, secondo Ryuuichi. In ogni caso, la convinzione che ci saranno sempre l’uno per l’altro li unisce e consente loro di vivere dei giorni tutto sommato felici e spensierati, dove l’unico problema al massimo può essere quello di beccare l’influenza e dispiacersi dello stato di salute dell’altro.
Si accorge che Kotarou ha un po’ di bavetta sotto il labbro inferiore e Ryuuichi gliela pulisce con il bavaglino, domandandogli se le caramelle siano buone.
Il fratellino annuisce a suo modo contento e lui sorride di rimando mentre prende una caramella verde, la spezza per dargliene metà, mentre l’altra metà la mangia volentieri il più grande.

 

Mentre Midori dorme tranquilla, nel frattempo li raggiunge Hayato Kamitani, dopo essere stato impegnato con il club di baseball.
Taka saltella verso il fratello maggiore e gli fa vedere le sue manine piene di caramelle gommose, gongolando perché è stato così bravo da meritarsele tutte quante, a suo parere. Hayato mostra la solita espressione indifferente, spostando lo sguardo da un’altra parte: Taka inizia a prenderlo un po’ in giro per attirare di nuovo la sua attenzione, finché, per il chiasso che sta facendo, il più grande non gli dà una pacca sulla testa. Tutto come al solito, insomma, ma Ryuuichi sa che questo è il loro modo personale di dimostrarsi affetto reciproco, interviene soltanto per consolare il vivace Taka quando questo inizia a piagnucolare e anche Kotarou fa la sua parte, imboccandolo tranquillamente con una caramella blu. La cosa fa smettere il piccolo e testardo Taka di lamentarsi, poiché impegnato a gustarsela.

 

La prima a giungere per prendere la figlia è la madre di Kirin, la professoressa Yahoi Kumatsuka, che insegna recitazione al Drama club.
La bella donna vede la figlia correre verso di lei con una caramella viola e porgergliela con affetto e con un sorriso dolcissimo, assicurandole che lei ha già mangiato e che è molto buona. La madre l’accetta mostrando un sorriso simile a quello della figlia, gentile. Infine ringraziano entrambe e se ne vanno.
Alla fine, il pacchetto con le poche caramelle rimaste dentro, spartite fra i bambini e gli studenti e gli altri genitori, vengono chiuse con una molletta e riposte dentro un armadietto, perché magari, se faranno i bravi, finiranno come premio a quei piccoli e tenerissimi tesori il giorno seguente.

 

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1616 parole.
Scritta per la quinta settimana del COW-T 9, missione 2, prompt "Tenerezza".