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Face My Fears

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La luce del sole gli feriva gli occhi. Ogni volta che camminava, i piedi bruciavano nonostante fossero coperti da scarpe comode e leggere. Da quanto tempo stava camminando? Forse erano giorni interi, forse settimane. Ogni parte del suo corpo urlava ed urlava, implorava di fermarsi e di riposare un attimo; i muscoli bruciavano come se al loro interno scorresse dell'acido e le ossa sembravano scricchiolare come sul punto di spezzarsi se fosse andato avanti. Ma non poteva farlo, nemmeno con quel sole che incendiava la nuca e scioglieva il suo cervello. Non importava quando sentisse caldo o quanto la sua pelle fosse irritata. Doveva andare avanti e non farsi raggiungere da chi lo stava cercando. Non poteva permettere di essere preso e rinchiuso ancora una volta in quei laboratori come una cavia pronta ad essere uccisa in qualsiasi momento. Al solo pensiero di quel luogo, si lasciò andare ad una risata isterica; gli occhi verdi contenevano una traccia di malizia e di divertimento: se solo avesse potuto dire cosa nascondevano nelle catacombe sotto quella chiesa. Milioni e milioni di fedeli sarebbero rimasti disgustati. O forse avrebbero colto con gioia gli esperimenti fatti dai cristiani sulle creature come lui? Il mondo che aveva visto in quelle centinaia di anni gli diceva che avrebbero accolto tutto quanto con gioia, probabilmente; scoprire che Lucifero esisteva davvero e che la Chiesa aveva impugno creature come lui, avrebbe rafforzato sicuramente la convinzione di un Dio inesistente e di un suo nemico giurato, che voleva tentare l'umanità.

In tutti quei secoli aveva visto innumerevoli creature del giorno e della notte, totalmente diversi dagli umani che si mischiavano fra di loro e vivevano la loro vita come se nulla fosse. In tutti quegli anni, nessuno di loro aveva mai nominato l'esistenza di un dio o di un diavolo per giustificare la loro assenza. C'erano sicuramente state creature primordiali che avevano dato inizio alla loro vita, che avevano scatenato la loro creazione, ma erano sicuramente spariti da tempo, morti per la natura o uccisi dall'uomo. Se qualcuno gli avesse chiesto chi fossero i suoi genitori o chi avesse dato inizio alla sua famiglia, non sarebbe stato in grado di rispondere. Era passato troppo tempo dall'ultima volta in cui era stato stretto in un abbraccio famigliare; e non poteva in alcun modo dire da dove venisse la sua stirpe. Incubi e succubi avevano sempre abitato il mondo, per lui, vivendo grazie ai desideri umani ed alla lussuria con cui si muovevano tante volte. Era la sua natura: non uccideva nessuno, ma si nutriva della tensione sessuale degli umani. Se poi riusciva anche a rubare una notte di sesso, si ricaricava abbastanza da poter resistere per diverse settimane.

Era questo il motivo per cui il suo corpo urlava e lo implorava di fermarsi. Non poteva resistere ancora senza nutrirsi almeno un po'. Sapeva, però, che avvicinarsi ad una città e cercare qualcuno pieno di desiderio e disposto a finire a letto con lui, voleva dire farsi catturare nuovamente. Maledetti uomini di chiesa! Avevano scelto persone senza alcun desiderio sessuale per trattare con lui, togliendogli la sua fonte di cibo e di energia. Ma quanto sarebbe riuscito a fuggire ancora? Non poteva continuare quella latitanza in giro per il mondo, sperando di sopravvivere al giorno successivo in quel modo.

Nel mezzo della pianura, come se fosse stata chiamata improvvisamente, apparve l'insegna di una città. "Trost - Cinque chilometri". Il suo corpo ebbe un sussulto ed un fremito, mentre le gambe si muovevano da sole per portarlo avanti per quel chilometro che lo attendeva prima di raggiungere la sua membra. Per un momento lasciò che la sua mente si azzerasse completamente e le sue membra lo guidassero verso una pausa ed un luogo dove riprendersi e poi continuare il viaggio. Se era una grande città, avrebbe sicuramente trovato anche il modo di ammaliare qualcuno e ricaricarsi completamente. Poteva farcela, perché gli uomini si lasciavano tentare da ogni cosa. Un bel faccino, un bel corpo ed un paio di gambe niente male erano ciò che attiravano di più gli uomini. Ce l'avrebbe fatta.

Non poteva sapere che, dal momento in cui avrebbe messo piede in quella città, avrebbe fatto fatica a trovare la forza mentale di lasciarsi tutto quanto alle spalle. Anche a costo di mettere a rischio la sua vita. Dopo tutto, Eren aveva dimostrato più volte di essere abbastanza suicida quando in gioco c'erano la sua sicurezza e la sua salute.