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Birthday at the beach

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Il mare era di un colore grigio ghiaccio, così calmo da sembrare una vera e propria lastra intera sui cui si poteva pattinare.
D'altra parte, cosa ci si poteva aspettare quando era solo l'undici di gennaio e l'aria che arrivava dal mare era gelida al punto da ferirgli le guance arrossate. Però si trovava lì, per la prima volta davanti a quella vista spettacolare, grazia alla sua Alice, quella persona fantastica che aveva fatto di tutto pur di aiutarlo a realizzare un suo sogno come regalo di compleanno.
Davanti a loro c'era il mare, alle loro spalle le colline sempreverdi del territorio Black e poi solo sabbia a perdita d'occhio.
«Ti piace, Lance?» domandò la ragazza al suo fianco, sporgendosi un po' in avanti per poter osservare il suo sguardo puntato verso l'acqua. Nonostante il freddo si era tolta le scarpe ed i piedi affondavano nella sabbia fine e leggera; e gli sorrideva come se quello fosse il momento più felice della sua vita, come se il solo avergli fatto un regalo così bello potesse riempire il suo cuore di gioia.
«Sì, mi piace.» sussurrò in risposta, osservando gli occhi azzurri di lei. Si chiese se il mare fosse dello stesso colore, in un altro periodo dell'anno. Magari, quando la primavera arrivava e l'aria si riscaldava, anche quell'acqua assumeva un colore così profondo e meraviglioso. «Ma vorrei vederlo ancora, quando sarà più caldo. Quand'è il tuo compleanno?» le chiese praticamente subito, sperando in cuor suo che fosse in una stagione più bella, quando avrebbero potuto godere del bel tempo. E magari coinvolgere anche la Black Army; Sirius ne sarebbe stato felice. Avrebbe anche convinto il Re di Picche a farlo passare attraverso il loro territorio.
«Oh...» Il volto di Alice mostrava tutta la sua sorpresa, come un libro aperto pronto a mostrare ogni dettaglio del suo cuore e della sua anima. «A luglio. Il 28 luglio.» disse con un piccolo sorriso, abbassando lo sguardo sulla sabbia. Mosse un po' i piedi, spostando mucchi di granelli in un gesto imbarazzato.
«Allora verremo qui per il tuo compleanno.» convenne senza darle il tempo di scegliere un regalo o un posto. Forse pretendeva troppo, ma che momento più bello per vedere il mare se non il compleanno della sua amata?
«Perché pensi al mio compleanno e non al tuo?» domandò lei con le labbra arricciate in una smorfia. Incrociò le braccia al petto, lasciando cadere a terra le scarpe e la mantella magica che li aveva nascosti agli occhi delle guardie dei Picche.
Lancelot la guardò perplesso, inarcando entrambe le sopracciglia fini. I suoi occhi di ghiaccio facevano invidia al freddo di quel giorno, mentre scrutava con attenzione Alice. «è un giorno come un altro, anche se tu lo stai rendendo speciale. Ma non ho mai voluto festeggiarlo.» le spiegò con semplicità. Anche se compiva 29 anni, anche se era il suo compleanno, non cambiava nulla nella sua vita. Tranne che quel giorno poteva passarlo da solo con lei, senza avere Jonah ed Edgar fra i piedi, con le loro domande e le frecciatine indelicate.
«Davvero non lo vuoi festeggiare?» La domanda era colma di tristezza, così come lo sguardo. Lancelot sospirò piano, mentre portava una mano alla sua guancia rossa e fredda. Un sorriso gentile apparve sulle sue labbra.
«Lo festeggio solo perché tu lo rendi importante, con la tua presenza ed il tuo impegno. Ma solo perché sei tu!» le disse con dolcezza e devozione. Le si avvicinò piano, avvolgendole la vita con il braccio e tenendola vicino a sé ed al suo corpo caldo. Si piegà in avanti con il busto ed appoggiò la fronte contro la sua. «Sono qui, soprattutto perché ti amo. E perché hai reso questa giornata la più speciale da molto, moltissimo tempo.» dichiarò senza problemi, stringendola ancora di più a sé. Poco gli importava del suo compleanno, se poteva godere della sua presenza e dell'amore che provavano l'uno per l'altra. Non importava nemmeno essere nel pieno del territorio nemico, quando era con Alice.