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Monologhi Interiori / Internal Monologues

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17 Settembre 2018 - Ore 07:59

Quest’anno andrà meglio. Esagerazione.
Quest’anno farà meno schifo dello scorso. Ce può sta’, sì.
Quest’anno dobbiamo soltanto arrivare alla matura senza troppe assenze, tenere una media alta che se no mamma ce sta ancora più addosso ed evitare drammi.
Non siamo qui per farci amici. Socializzare, okay. Evitare che ci sparlino dietro, pure. Più di così, si vedrà.

Vorranno sapere che è successo al Virgilio, ma non mi va di parlarne.
Non mi andava nemmeno di uscire dal letto, in verità, ma se avessi mancato il primo giorno so che avrei dovuto mettermi a ridiscutere la scelta di non andare ad una scuola privata con i miei.

Okay, Niccolò, vediamo di che morte dobbiamo morire.


8 Ottobre 2018 - Ore 13:04

Che palle. Altri 8 mesi e mezzo così no.
Cioè, son circondato da gente tollerabile - fatta eccezione per Covitti, a cui probabilmente brucia il culo di non essere più la star della classe? bo’, davvero, non capisco quale sia il suo problema - ed i prof non sono né più né meno pesanti rispetto a quelli che c’avevo ma... Altre occasioni per conoscerli meglio?

O per liberarmi di ‘ste cazzo di ore di alternanza?
In cui magari, per una botta di culo, trovo anche il ragazzo pieno di lentiggini che ho intravisto nei corridoi? Quello che c’ha un amico che non butteresti via manco lui - il fascino dell’occhio azzurro - esatto. 
Seh. Vabbé.
Sogna, Niccolò. Sogna. 
C’avrà di meglio da fare, sicuro.

A parte il gruppo di teatro, il nulla cosmico. Interpreto già la parte di un sano di mente tutti i giorni, quindi grazie ma anche no grazie.

“Ehi, ciao! Avete mai pensato di avere di un vostro programma in radio?”

No, non ci hai mai pensato. Chi cazzo l’ascolta, poi, una radio scolastica?
Nessuno. Ma è un modo come un altro per far passare il tempo. Per far sembrare le giornate meno monotone e tutte uguali.
E poi te lo chiede Sana. Glielo devi, dopo che l’hai tagliata fuori dalla tua vita per storie tue con suo fratello... no?

Sempre meglio che andare a pulire i cessi al McDonalds, di sicuro.
O stare a sentire Maddi e le sue interessantissime cronache delle giornate all'università.
In cui non ribadisce mai, figuriamoci, che se fossi stato più attento a seguire la terapia ed i suoi consigli magari a quest’ora il diploma ce l’avrei.
Non lo fa apposta. Non lo dice apertamente. Lo fa intuire. 

Quand'è che ci decidiamo a mollarla, comunque? 
Nell'anno del mai, perché poi con chi c’andiamo a lamentare quando stiamo uno schifo? Chi è che c’è sempre stato?
Ecco, già abbiamo la risposta. 

Bravo Niccolò, bravo.

11 Ottobre 2018  - 17:43

C’è. C’è! 
Okay. Piano d’azione al volo: non voltiamoci, non lo guardiamo, facciamo finta che non esista e di non sentire che ci sta fissando. Lui mica lo sa che c’abbiamo ‘sta paranoia che la gente non c’abbia di meglio da fare che starci con gli occhi addosso e che abbiamo sì imparato a fregarcene... Ma fatto sta che se entro in una stanza io do per scontato che la gente mi stia ad osservare. 
Incluso lui. 

Ma se mi volto e lo guardo poi magari finisce che mi strozzo con la torta, o m’inciampo nel banco.
No. Un minimo di dignità, ora che abbiamo un pubblico.
Salutiamo le ragazze. Studiamo con grande interesse il piatto di plastica e voltiamoci verso la lavagna. No, Nico, non distogliere lo sguardo neanche per un attimo. Mantieni questa tua aria misteriosa e distaccata, finché puoi. Magari lo stani...

Ehi. No. Stop. Dove stai andando, tizio carino di cui non so manco il nome?
Non te l’aspetti che io ti segua, eh? Che io me ne stia seduto oltre il vetro, a luce spenta, a sentirti cazzeggiare con il microfono della radio?
Che esattamente la ragione per cui lo farò, metti mai che succeda qualcosa di
elettrizzante.

Qualcosa che non so manco io che vorrei che fosse, ma che non m’aspettavo sarebbe stato il trovare qualcuno con cui non pesano i silenzi. 
Con cui mi escono sorrisi che non sono falsi, con cui parlare senza starmi a chiedere cosa potrei mai dire per far colpo e rendere memorabile la conversazione. 
E non mi era mai successo prima, perciò mi raccomando Niccolò: non mandare tutto a puttane come tuo solito immaginando cose che non ci sono.
Cerchiamo di conoscerlo meglio, prima, e di vedere se questo suo interesse è soltanto qualcosa di vago - un ‘non t’ho mai visto prima, da dove esci fuori?’ con aggiunta di ‘uao, mi ha rivolto la parola uno di quinto’ che non è mai da sottovalutare - o se c’è qualcosa su cui possiamo lavorare.

Lavorare per portare dove?
C’è Maddalena, te la ricordi?
Sì, ora non corriamo. Nessuno sta partendo con film in cui te stai a pacca’ sto ragazzo - che ancora non sai come si chiama: ma ce la fai a chiedergli il suo nome, Colino? - sul terrazzo della scuola. Nei bagni. Nella sala di registrazione della radio. Nessuno. Zero film proprio.
Stiamo a scambiarci sguardi, passandoci il fumo, e va bene così.

Ovvio che deve arrivare ‘sta tipa. Che io non sono da antipatie a pelle, di solito, ma ‘sta qui m’irrita già solo dalla confidenza che dà al mio compagno disertore.
Vi conoscete? State insieme? Non sono cazzi miei?
Posso tollerarti giusto perché mi dai l’occasione di presentarmi, anche se lui ancora non lo fa.
Però, ecco, potresti cogliere quando ti si ‘sta sottilmente invitando a sloggiare che qui si vorrebbe rimanere soli un altro po’. 

No, okay, forse ho parlato troppo presto quando t’ho definita più simpatica di tuo fratello.
Covitti. Un cognome, una garanzia.

16 Ottobre 2018 - 11:55 

Andiamo a fumare? Sì, perché no?
Diamo casualmente al nostro nuovo amico - uno di quei pochi con cui hai vagamente legato, in questa scuola di merda - appuntamento sul quel balcone. Quello che ti permette di buttare l’occhio in IVB e magari beccare Marti di sfuggita. 
Marti che sarebbe Martino Rametta, da quanto hai letto sui fogli di entrata/uscita della radio, ma che sei liberissimo di chiamare come ti pare nella tua testa.

Fatti valere, Niccolò. 
Che magari c’è Marti, lì dentro, che te sta’ a spogliare con gli occhi. Te piacerebbe. Può darsi benissimo che non sia così, certo, ma può darsi anche che sì, okay?

Infatti: guarda un po’ chi c’è? 
Indoviniamo pure chi s’è appena dato una sigaretta sui denti, troppo distratto da ‘Sono o non sono l’uomo dei tuoi sogni, eh? Eh? Guardami ancora, Martino, guardami!!’ per avere pure idea di dove stessi ficcando quella cazzo di sigaretta?
Avrebbe potuto andare peggio, avrei potuto mettermela su per il naso.
E l’ho fatto pure sorridere. Adoro farlo sorridere. 

Magari posso invitarlo a casa mia uno di questi giorni, e farlo sorridere ancor di più?

Maddalena! Ci sta sempre Maddalena, Niccolò!
Perché non ti preoccupi di far sorridere lei, piuttosto?
Ultimamente c’ha sempre ‘sta aria da martire, che è anche comprensibile dopo tutto quello che le ho fatto passare in ‘sti 3 anni... e okay, diciamole che ci vediamo venerdì sera per andare al cinema che è tipo un secolo che non usciamo - ma non da soli, che me sale l’angoscia solo a pensare di star solo con lei e forse questo dovrebbe dirmi qualcosa ma... ma BLABLABLA vaffanculo, come direbbe il Vate - e torniamo ad occuparci di Martino.

Distratto da Sana, non ci siamo!
Che crede che tu stia qui ad aspettare i suoi comodi? 
Ritirata, soldato Fares! Torneremo all'attacco un altro giorno. 

E vediamo di liberarci di quella fastidiosa vocina che fa  “S'informano i signori viaggiatori che Niccolò Fares sta sotto tutta Trenitalia ed Italo per Martino Rametta, ci scusiamo per il disagio.” ogni volta che incroci il suo sguardo, già che ci siamo.

19 Ottobre 2018 - 14:22

Martino? Che ci fa qui?
Non mi pare che prenda ‘sto autobus per andare a casa. 
Di sicuro non è per seguire me, che manco m’ha notato. Che ‘sta a guardare su quel cellulare? Messaggi della Covitti?

I cazzi miei mai, no.
Quelli non sono interessanti, m’hanno rotto.
Facciamo le persone educate e salutiamo, non facciamoci distrarre né dai suoi occhi né dalle sue labbra - impresa difficile ma non impossibile - e sbirciamo.

Sana. Che non sembra avergli dato la risposta che sperava.
Magari posso aiutare, chiedere non costa nulla.

E mi stai forse dando la scusa perfetta per invitarti da me, Marti?
E ti pare che io non ne approfitti?

Quando mi ricapita di sapere che musica ascolti, che libri leggi, guardarti e pensare a quanto vorrei sdraiarti sul divano o inginocchiarmi ai tuoi piedi e...

No. Quelle fantasie teniamocele per noi, Nico.
Non facciamolo scappare a gambe levate già da subito.

Godiamoci questo venerdì pomeriggio insieme, sentendoci il cuore scoppiare per come anche solo stare a meno di un metro da Martino ci faccia sentire vivi come prima d’ora. 

Maddalena chi?

19 Ottobre 2018 - 19:30

Maddalena. Maddalena, sì.
Me la ricordo, vagamente.
Gliene volevo parlare, a Martino, ma non mica potevo uscirmene di punto in bianco con un ‘Ah, ci starebbe ‘sta tipa con cui esco da 3 anni ma niente di serio. Te dimmi che ce stai ed io la mollo, giuro.’
Un conto sarebbe se ce stessa a prova’, ma non me pare. Cioè, forse sì. Più che provarci ci sta, ma ancora non sono sicuro fino a che punto.
Metti che ora mi alzo e lo baci, dopo essermi tolto il sapore di ‘sta merda - e ne vado pure orgoglioso di averla cucinata, perché Marti pareva davvero colpito dal mio estro gastronomico, eh! -  dalla bocca con un sorso di birra, posso essere sicuro al 100% che non mi ficchi la faccia nel piatto e se ne vada?

No. E allora perché parlargli di Maddalena?
Non c’è motivo. Troverò il momento per dirgli di lei.
Be’, ora che m’ha scritto ci si vede stasera per il cinema, e tra pochissimo passa da me con Matteo ed Elisa pare che l’abbia trovato Maddi, il momento.

Perché ti pare che mi so’ ricordato di averla invitata io fuori, quando c’ho Marti in casa. Che continua a scherzare e sorridere, facendomi quasi sperare che sia io a metterlo di buon umore.

E so che è da infame baciarla così, davanti a Martino. Senza nemmeno avergli menzionato prima la sua esistenza. Ma ‘sti cazzi.
Non sono esattamente una bella persona, non creiamogli false illusioni.

Piuttosto, teniamo d’occhio la sua reazione oggi e nei prossimi giorni.
Chissà che non ci possa dire qualcosa.