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Bacio al primo incontro

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Bacio al primo incontro


Yukimura entrò nell’aula deserta e si guardò intorno, stringeva una bottiglia al petto.

“C’è nessuno?” domandò.

Usui accese la luce e si avvicinò all’altro giovane, battendo un paio di volte le palpebre.

“Cosa ci fai qui?” chiese.

Yukimura sollevò la bottiglia che teneva in mano, era stappata e dentro era infilato un biglietto.

“Ho trovato quest’invito sotto al mio banco. P-pensavo fosse di una ragazza…” ammise.

Usui ridacchiò e si grattò una guancia, camminandogli intorno.

“In realtà quel messaggio non è mio. I bulli della scuola, però, sapevo che mi sarei rintanato qui. Lo faccio ogni volta che la scuola festeggia la notte di Tanabata. In questo modo hanno potuto organizzare un finto invito a un appuntamento, perché immagino si tratti di quello” ammise.

Yukimura arrossì, le sue iridi divennero marrone-aranciate.

“Oh. Mi hanno di nuovo preso in giro” gemette. Si nascose il viso tra le mani e sospirò pesantemente. “Avrei dovuto immaginarlo, ci sono così poche ragazze in questa scuola. E vanno tutte dietro a quel fantomatico Takumi Usui”. Aggiunse.

“Io sono Usui, piacere” si presentò Takumi.

Yukimura rabbrividì e alzò di scatto la testa.

“T-tu? Allora eri d’accordo con loro. Volevi prenderti gioco di me perché sei uno popolare?

Tutti non fanno altro che deridermi. Dicendo che possiedo un’aura puramente femminile, ma io sono un ragazzo.

D’accordo, sono venuto qui sperando che questa non fosse la lettera di una ragazza, ma di un bel ragazzo come te, ma non merito di essere deriso. I-io non sono una ragazza, ma ho ugualmente dei sentimenti!” si lamentò Yukimura, farfugliando.

“Sarei curioso di sapere cosa c’era scritto in quel messaggio in bottiglia. Però lo vedo che non sei una ragazza, ma sei ugualmente bello come un fiore che sboccia” rispose Usui. Le sue iridi verde scuro brillarono di riflessi color speranza e si passò la mano tra i capelli, facendo ondeggiare le ciocche bionde. La luce dei fuochi d’artificio, che venivano lanciati nel cielo del cortile della scuola, filtrava dalla finestra e faceva brillare la sua capigliatura di riflessi color dell’oro.

Yukimura arrossì e chinò il capo, facendo ondeggiare i propri capelli verde scuro.

“Non mi vesto da donna, non mi comporto da lolita, come fanno altri in questa scuola, cerco solo di essere gentile. Dimmi la verità, è perché sono omosessuale, vero? È il vostro modo di prendermi in giro” gemette.

“Il comportamento che gli altri hanno nei tuoi confronti è grave. Dovresti parlarne con la presidentessa del comitato studentesco Misaki, ma io non voglio deriderti. Mi dispiace incontrarti solo ora. Anche se frequentiamo la stessa scuola, probabilmente siamo in classi diverse.

Però io non voglio né prenderti in giro, né confonderti” rispose Usui.

Batté un paio di volte le palpebre e si piegò in avanti.

“In realtà volevano deridere entrambi. Il motivo per cui rifiuto tutte le ragazze, anche se sono popolare, è che mi piacciono i ragazzi.

Volevano farci incontrare per prenderci in giro insieme” spiegò.

Yukimura gli prese la mano con entrambe le proprie.

“Eppure tu sembri così figo, irraggiungibile, altero. Insomma, vorrei essere te” mormorò.

Usui gli sorrise.

“Sai, questa è una notte speciale, magari il destino ci ha uniti per un motivo specifico” sussurrò. Chiuse gli occhi e baciò l’altro, Yukimura sgranò gli occhi, ma contraccambiò.

Esplose un altro gioco d’artificio, illuminando di rosso le figure dei due giovani.